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venerdì 27 marzo 2020

La paura uccide, il coronavirus no!

"La paura uccide, non il coronavirus”

Bruce Lipton, tra i più importanti biologi al mondo, grande esperto e divulgatore dell’epigenetica lancia un messaggio sul Coronavirus
Bruce Lipton lancia un messaggio: “Il mondo è attualmente in preda alla paura per lo spaventoso Coronavirus. Per prima cosa chiariamo un fatto: se hai mai avuto raffreddore o influenza nella tua vita, è possibile che fosse un’infezione da coronavirus: Sì, i Coronavirus provocano raffreddori e influenza!

Ma, in questo caso, siamo “programmati” con la convinzione che questo particolare virus del raffreddore sia “mortale”. Questa paura ha fermato concerti, conferenze e grandi eventi pubblici in tutto il mondo. La paura ha portato alla quarantena e al blocco dei viaggi internazionali. Ha anche portato a una grande scarsità di carta igienica in Australia: i cittadini preoccupati di restare murati in casa con questa infezione, hanno svuotato gli scaffali in previsione del peggio.

Innanzitutto chiediamoci: quanto è letale questa versione del virus? Sì, ci sono decessi correlati al Coronavirus… ma ciò che è fuorviante è la paura che tutti coloro che prendono questo virus possano morirne. Questo è semplicemente falso! La salute di quasi tutte le vittime di questo Coronavirus era già compromessa prima che fossero infettate.

Lo stress è responsabile fino al 90% delle malattie, comprese le malattie cardiache, il cancro e il diabete. Quando un individuo è stressato, il rilascio di ormoni dello stress (es. Cortisolo) arresta il sistema immunitario per conservare l’energia del corpo e sfuggire dallo stress percepito. Gli ormoni dello stress sono così efficaci nell’inibire il sistema immunitario, che i medici li somministrano a scopo terapeutico ai trapiantati di organi: in questo modo impediscono al loro sistema immunitario di respingere l’impianto estraneo. (“La Biologia delle Credenze”).
La conclusione è chiara: la paura del coronavirus è più mortale del virus stesso! I media (forse in collaborazione con le case farmaceutiche) stanno compromettendo la salute delle persone giocando la carta della paura! Questo è il risultato del pensiero negativo (l’effetto nocebo) che è l’esatto opposto dell’effetto placebo che si manifesta attraverso il pensiero positivo! Se ti dedichi a rimanere in buona salute, con una buona alimentazione, esercizio fisico, prendendo vitamine e integratori e, soprattutto, evitando lo stress (ad esempio, la “paura” del virus), anche qualora fossi contagiato dal virus probabilmente si manifesterebbe solo un raffreddore o della febbre lieve.

Se hai un sistema immunitario compromesso, ti aiuterà stare su pensieri e vibrazioni positivi e badare alla tua alimentazione anche utilizzando degli integratori. Seguire la tua intuizione su ciò che è meglio per te è la chiave! Il punto qui è che, indipendentemente da chi sei e quale sia il tuo stato di salute, trarrai un beneficio enorme dall’allontanarti dalla paura e dal sostenerti in qualunque modo ti sembri meglio.
Ricorda la verità della fisica quantistica, la più valida di tutte le scienze del pianeta: è la tua Coscienza che sta creando le tue esperienze di vita! Sei focalizzato sulla Malattia… o sulla Salute?“
Ti auguro piena salute, felicità e armonia. Con Amore e Luce, Bruce

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mercoledì 20 settembre 2017

La convinzione di guarire è la miglior cura

LA CONVINZIONE DI GUARIRE È LA MIGLIOR CURA

La convinzione di guarire è la cura più efficace per ristabilirsi da una malattia fisica o mentale, in quanto il pensare e il sentire la guarigione permettono al paziente di risvegliare le forze dell’anima che danno vita al corpo, ispirare idee creative, migliorare l’autostima, rinforzare la convinzione di essere efficaci e funzionali e attirare di conseguenza eventi di supporto che aiuteranno a sentirsi ristabiliti nella piena completezza.

Troppo semplice? No! Se ad esempio c’è bisogno di una guarigione, è bene concentrare i nostri pensieri sulla pianificazione da fare una volta guariti, anziché focalizzare la nostra attenzione sulla situazione problematica della malattia. Immaginando ciò che potremmo fare nel futuro, vicino o lontano che sia, ci permetterà di attirare situazioni che accelereranno la nostra guarigione! Al contrario, se c’è bisogno di guarigione e lasciamo che paura e ansia si impadroniscano di noi, allora al posto della convinzione di guarire subentrerà la convinzione di non farcela, di sentirsi soli, senza aiuto, e tutto ciò ci porterà a pensare in maniera irrazionale, le nostre emozioni entreranno in conflitto e il sistema immunitario ne risentirà a tal punto da non poter agire in maniera efficace.

Quando parlo di convinzione di guarire mi riferisco a quel pensiero focalizzante che non si limita a scaturire dalla testa, ma che racchiude emozione, immaginazione e per l’appunto, convinzione.
Un pensiero che è l’espressione del fatto che tutto l’organismo si trova d’accordo sul risultato da ottenere. Un pensiero di fiducia, o ancora di più, di fede.

È questa la convinzione capace di produrre cambiamenti nella nostra realtà, anche se si tratta di una realtà di malattia. Se il paziente è sicuro che un certo farmaco lo salverà, allora state pur certi che avverrà così, perché la guarigione avviene sulla base della convinzione personale del paziente. In questo caso si parla di effetto “placebo”. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, ossia l’effetto “nocebo”. Se focalizziamo la mente sulla guarigione, ma d’altra parte rifiutiamo le cure che ci vengono proposte, oppure non abbiamo fiducia nel medico che ci segue, o ancora, se siamo spaventati dalle sensazioni provenienti dal nostro corpo sofferente, allora inconsciamente sappiamo che non possiamo guarire.

A questo punto è evidente che la differenza la fanno il pensiero, la convinzione e l’emozione che il paziente lega alla cura, più che la cura in sé.
La fede, la fiducia, ossia tutto ciò che stimola l’effetto placebo, condurranno alla guarigione. La paura, la sfiducia e tutto ciò che stimola l’effetto nocebo, condurranno ad un triste epilogo. Non si scappa da questa Legge.

Ho già parlato delle innate capacità di autoguarigione del nostro corpo nell’articolo “Per Vivere In Salute È Necessario Comprendere La Malattia”, ora si tratta solo di appurare come la convinzione di guarire sia la miglior cura possibile. Non c’è trucco o inganno, bisogna essere consapevoli del fatto che ciò su cui concentriamo il nostro pensiero rappresenta la nostra realtà. Qualsiasi sensazione che sperimentiamo nella nostra vita non dipende dagli eventi che ci capitano, ma da ciò su cui ci concentriamo e dal significato che diamo a quel particolare accadimento. Quindi, se la nostra convinzione è stabilizzata sul “negativo”, il risultato sarà una realtà negativa. Ci sono persone che anche quando la loro vita sembra procedere per il meglio, sono tanto abili da focalizzarsi sull’unica cosa che va male, rendendola più grande e grave di quanto in realtà lo sia.

C’è comunque una variabile “esterna” che può favorire la nostra convinzione di guarire, ed è rappresentata dall’atteggiamento del medico. È importante che il medico curante creda nella guarigione del paziente, e creda nella terapia proposta. La sua fiducia, unita a quella del paziente, genera delle vibrazioni sinergiche che potranno condurre alla guarigione. Di conseguenza, un primo passo per riportare la medicina ad una dimensione umana, più olistica, è cambiare il rapporto medico-paziente.

Il corpo umano non è una macchina assemblata in vari pezzi, e il medico non è un operaio specializzato in quello o quell’altro organo, tanto da fargli perdere il più delle volte la visione d’insieme. Oggi troppo spesso si sente la mancanza del medico di famiglia, quel medico definito generico perché non specialista, ma che aveva la capacità di comunicare positivamente e di interagire con il paziente con umanità, fiducia e convinzione!
“I farmaci non sono sempre necessari. La fede nella guarigione lo è sempre.” Norman Cousins

Tragicomico

sabato 14 marzo 2015

Il mistero del sistema immunitario


Il corpo umano possiede un’ incredibile capacità di guarigione, per molti aspetti ancora misteriosa: il sistema immunitario. Diversi scienziati stanno oggi cercando di mettere luce nel suo complesso meccanismo, nei suoi fattori e nelle strategie che giocano o potrebbero giocare un ruolo nella protezione dagli agenti patogeni che causano le malattie.

Se si potesse misurare con uno strumento, il sistema immunitario mostrerebbe variazioni da un giorno all’altro, da un momento all’altro, a seconda dei pasti e anche tra un pensiero e un altro. La resistenza alla malattia è data dalla forza del sistema immunitario che è influenzato in modo benefico da pensieri positivi, alimenti naturali, esercizio fisico, sole, aria pulita, natura etc. In uno studio su donne con cancro al seno, è stato rilevato che quelle che vedevano se stesse come ricevere forze dall’interno o avere un supporto da una attitudine mentale positiva, hanno avuto una maggiore reazione del sistema immunitario alla malattia e sono vissute due volte più lungo di quelle che  avevano come unico sostegno la cura farmacologica.
Ippocrate, il padre riconosciuto della medicina, lo aveva già detto 2500 anni fa: “E’ più importante sapere che tipo di persona ha una malattia che conoscere che tipo di malattia una persona ha.”

Oggi sentiamo sempre più’ spesso parlare dell’ “effetto placebo” ma in cosa consiste esattamente questo effetto e quale rapporto ha con il nostro sistema immunitario? Il dottor Dan Normann dell’Università del Michigan, si é posto queste domande e studia da diversi anni l’effetto placebo, giungendo ad una conclusione molto interessante, ovvero che il nostro modo di pensare e di considerare i trattamenti medici può influire notevolmente su come i nostri corpi rispondono ai farmaci. Dagli esperimenti che ha condotto, ha scientificamente provato che, se il paziente crede che un trattamento funziona, ciò può scatenare l’effetto desiderato anche se il trattamento è inesistente, come una pillola di zucchero, per esempio, o un’ iniezione di soluzione salina. Per un’ampia gamma di condizioni, dalla depressione al Parkinson, all’osteoartrite alla sclerosi multipla, è chiaro, dice, che la risposta al placebo è tutt’altro che immaginaria. I trials scientifici hanno dimostrato che i cambiamenti sono misurabili scientificamente come dal rilascio di antidolorifici naturali, negli alterati schemi neuronali, nel’ abbassamento della pressione sanguigna o nella frequenza cardiaca e nel potenziamento della risposta immunitaria, ed il tutto a seconda delle convinzioni del paziente. Si è sempre ipotizzato che l’effetto placebo funziona solamente se le persone credono che stanno ottenendo un farmaco benefico. Ma ora sembra che questo non potrebbe essere vero.Credere nell’effetto placebo – piuttosto che in un particolare farmaco – potrebbe essere sufficiente a incoraggiare i nostri corpi a guarire Heal thyself: The power of mind over body
Il rovescio della medaglia, né che solamente credere che un farmaco ha effetti collaterali nocivi può fare soffrire. L’effetto nocebo, come è noto, può anche uccidere. The science of voodoo: When mind attacks body

In un recente studio, il Dottor Ted Kaptchuk della Harvard Medical School di Boston ed i suoi colleghi hanno dato da alcune persone con sindrome dell’intestino irritabile una pillola inerte. Lo studio ha dimostrato che l’ effetto placebo ha prodotto un significativo miglioramento dei sintomi nei pazienti. Cio’ ha dimostrato che é vero che la mente attiva nel corpo un processo di auto guarigione. Pur sapendo le pillole erano inerti, in media i volontari hanno valutato i loro sintomi come moderatamente migliorati. Placebos without Deception: A Randomized Controlled Trial in Irritable Bowel Syndrome

Un altro scienziato americano, Richard Davidson dell’ Unversità del Wisconsin, ha esplorato il rapporto tra mente, corpo, ed il sistema immunitario, dando un contributo importante. Egli ha scoperto, per esempio,che il corpo umano sottoposto a stress diminuisce la sua capicità di produrre anticorpi, mentre durante la meditazione  é in grado di potenziare la produzione di cellule immunitarie in solamente 10 minuti del 30%. Il Dottor Davidson ha condotto diverse ricerche sulla meditazione anche in collaborazione con il 14° Dalai Lama, suo amico di lunga data. Davidson ha lui stesso praticato a lungo meditazione quotidianamente. Attraverso le ricerche che ha condotto é stato in grado di dimostrare scientificamente nel suo laboratorio che la meditazione anche di breve durata ha un effetto positivo sul cervello e sul sistema immunitario. 8 settimane di meditazione bastano a cambiare il cervello

Sicuramente nei prossimi anni verranno fatte ulteriore scoperte che ci conduranno ad una conoscenza piu’ approfondita del rapporto tra mente, corpo e sistema immunitaria. Ad oggi la scienza ha potuto dimostrare  che l’effetto Placebo attiva il sistema immunitario e stimola la produzione di peptidi oppioidi che inibiscono la percezione del dolore. Per concludere riporto due messaggi significativi, il primo del Ted Kaptchuk dell’Univesità Harvard di Boston  che afferma “La volontà, la forza dell’immaginazione, e la fiducia possono modificare il decorso di una malattia!” ed  il secondo  del dottor Bernie Siegel, noto medico americano, che ama ripetere “ci sono pazienti straordinari, che si rifiutano di accettare la sconfitta e prendono in mano la propria vita”, decisione che cambia il rapporto con la malattia ed il suo decorso i maniera decisiva.
http://www.dionidream.com/il-mistero-del-sistema-immunitario/

mercoledì 8 ottobre 2014

Il pensiero che cura


Effetto placebo e nocebo

Marcello Pamio - tratto dalla dispensa "Pensiero che cura"
Il termine 'Placebo' è il futuro del verbo latino 'placere', e significa letteralmente 'piacerò'. Si tratta di una sostanza inerte, priva di qualsiasi principio attivo terapeutico, o di un provvedimento non farmacologico (consiglio, conforto, atto chirurgico non invasivo, ecc.) che provoca un effetto positivo su un sintomo o addirittura su una malattia.
Studi in 'cieco' (dove il paziente non sa cosa sta prendendo) hanno dimostrato in patologie con una rilevante componente psicosomatica (come emicrania, insonnia, ecc.) un effetto placebo fino all'80%. Studi in 'doppio cieco' (sia il paziente che il medico che somministra non sono a conoscenza) hanno dimostrato che raddoppiando la dose di placebo si ottengono risultati terapeutici migliori di quelli con dose normale.


Questo incredibile fenomeno, che non è psicologico, è conosciuto da moltissimo tempo, ma oggi si ritiene che fino al 60% dei progressi ottenuti con un trattamento (qualsiasi esso sia) possano essere dovuti a una risposta placebo!
Il biologo molecolare Bruce Lipton, autore del best seller " La Biologia delle credenze: come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula" chiama l'effetto placebo, 'effetto credenza' per sottolineare come le nostre percezioni, vere o false che siano, hanno lo stesso impatto sul nostro comportamento e sul nostro corpo. Egli è totalmente a favore dell'effetto credenza (placebo) perché costituisce una prova sorprendente della capacità di autoguarigione dell'essere umano ...
«Il motivo per cui la mente è stata così trascurata dalla medicina ufficiale non è solo il pensiero dogmatico, ma sono anche considerazioni economiche. Se il potere della mente può davvero guarire il corpo, perché andare dal medico; e, cosa ancora più importante, perché avere bisogno di farmaci?»
Non a caso le 'lobbies del farmaco' studiano attentamente i pazienti che reagiscono alle pastiglie innocue di zucchero (placebo), ma non a scopo di conoscenza, ma semplicemente per poi escluderli dalle sperimentazioni cliniche! Coloro che lavorano per la malattia invece che per la salute delle persone, vedono la pillola zuccherina - che si dimostra più efficace del farmaco - come una minaccia economica, e infatti lo è.
Crollerebbe il palcoscenico se la massa venisse a sapere che miliardi di dollari e anni di ricerche non hanno confronto con uno zuccherino!

Uno studio della Baylor School of Medicine pubblicato nel 2002 nel New England Journal of Medicine ha valutato gli interventi chirurgici su pazienti affetti da gravi dolori alle ginocchia [Moseley et al. 2002]. I pazienti vennero divisi in tre gruppi. Nel primo il dottor Moseley raschiò la cartilagine danneggiata del ginocchio; nel secondo, mise a nudo l'articolazione, eliminando del materiale ritenuto causa dell'infiammazione (entrambe tecniche accettate dalla chirurgia ortopedica ufficiale). Il terzo gruppo invece fu sottoposto a un 'finto' intervento: i pazienti vennero anestetizzati, subirono tre piccole incisioni di routine e il dottore durante l'operazione, durata 40 minuti, parlò come di routine.
A tutti e tre i gruppi fu prescritta la medesima terapia postoperatoria e di riabilitazione.
I risultati furono sorprendenti: il terzo gruppo, quello placebo che non è stato operato, migliorò esattamente come gli altri due, e alcuni di loro tornarono addirittura a giocare a basket!
La convinzione, la credenza di essere stati operati, nell'esempio qui sopra, ha fatto superare un problema fisico al ginocchio! 
Possiamo ancora affermare che l'Effetto placebo è di tipo psicologico?
Sappiamo ancora poco del vero meccanismo che sta a monte di simili e inspiegabili guarigioni, la cosa che si sa per certo è che si tratta di un fenomeno esistente, la cui potenzialità intrinseca è dentro ognuno di noi. 


Effetto Nocebo
Se il pensiero positivo, come abbiamo visto, può liberare dalla malattia, quali conseguenze possono avere i pensieri negativi sulla nostra salute? 
Tale effetto, chiamato 'effetto nocebo' (dal latino 'nocere', nuocere), in medicina è altrettanto potente quanto quello 'placebo'.Il pensiero può far ammalare, le parole e il comportamento possono trasmettere messaggi che tolgono speranza e che quindi possono far ammalare. 
Lo ha spiegato molto bene il Dottor Geerd Ryke Hamer nella Nuova Medicina Germanica: traumi, shock psicologici ed eventi improvvisi (se vissuti in una certa maniera) possono scatenare (e lo fanno su tre piani contemporaneamente: psiche, cervello, organo) una qualsiasi patologia, dall'influenza al tumore più fulminante. 

Una diagnosi errata (i falsi positivi e negativi nella diagnostica preventiva come gli screening sono all'ordine del giorno), una frase mal posta o distaccata da parte del medico, possono scatenare un trauma interiore pericolosissimo in persone sensibili o estremamente paurose.
Le convinzioni positive e negative non hanno solo un impatto sulla salute, ma su ogni aspetto della vita.
Facciamo molta attenzione perciò a quello che sentiamo, ascoltiamo e soprattutto diciamo poiché:
"...non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà,
ma ciò che esce dalla vostra bocca, questo vi contaminerà."
[ Vangelo di Tommaso, 15 ]

Potenzialmente riceviamo ogni giorno delle informazioni e/o notizie che sono in grado di farci stare male (predisponendoci alla malattia), se ovviamente vengono vissute non correttamente. Tutto dipende da noi! Spesso le cose che sentiamo o vediamo non sono corrette, per non dire vere: i filtri con cui osserviamo e recepiamo il mondo, sono condizionati dall'educazione, dalla scuola, religione, ecc.
Se fin da piccoli, per esempio, ci è stato inculcato che il musulmano è pericoloso e il negro puzza, quando da adulto avrò a che fare con un arabo o un africano, attiverò automaticamente un programma di sopravvivenza, scappando nel primo caso o turandomi il naso nel secondo. Queste vengono chiamate programmazioni inconsce.
Per capire come funzione il nostro inconscio, basta immaginare una stanza buia dove le pareti sono piene zeppe di scritte, per esempio: "i musulmani sono pericolosi", "i negri puzzano", "sei un fallito", "non farai mai niente di buono" "attento ai cani", ecc.
Queste scritte - che sono frutto di condizionamenti esterni inconsapevoli da parte dei genitori, maestri, insegnanti, ecc. - giungono a coscienza, cioè vengono alla luce, non appena sentiamo determinate frasi o vediamo determinate cose o ci troviamo in determinate situazioni. Appena vengono a coscienza però, l'inconscio farà di tutto per boicottarci, e incredibilmente, lo farà per il nostro benessere!
Se siamo cresciuti con la scritta interiore "sei un fallito" (diventata poi convinzione e credenza), non appena la vita ci metterà di fronte a dei risultati positivi che dimostrerebbero, al contrario, che abbiamo delle qualità, l'inconscio (avendo registrato che siamo dei falliti) farà carte false per affossare il nostro progetto, perché non vuole la nostra sofferenza. In pratica cerca di evitare tutte le situazioni che potrebbero farci stare male.

Conoscendo come funziona l'inconscio e quindi come avviene questo boicottaggio interiore è possibile liberarsi da questi freni evolutivi. 
Esistono numerose tecniche che aiutano a cancellare o prendere coscienza i queste scritte inconsce, ma la cosa più importante rimane l'auto-osservazione o l'auto-coscienza, che vedremo alla fine di questo lavoro. 

www.disinformazione.it

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