Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post

sabato 24 novembre 2018

Esistenza Bio-Illogika

Bio-Illogika – Attivazioni Biologiche

Stiamo vivendo una vita che crediamo essere giusta, o per lo meno siano stati indotti a crederlo. Siamo stati raggirati, sfruttati, plagiati, ma da chi? Da noi stessi. La storia è lì a raccontarcelo, ma non abbiamo nemmeno voglia di leggerla o ascoltarla.
Una semplice domanda: A cosa servono le guerre?
Comunque, c’è chi crede – ed è la maggior parte della gente – che meglio di così non possa andare. Eppure tanta gente percepisce, nel profondo di se’, che non è quello che vorrebbe. Non solo ha la sensazione di aver perso la rotta per il paradiso, ma ha la netta convinzione di essere in uno stato sociale schizofrenico.

Da un lato siamo spinti a vivere una vita tossica e nello stesso momento veniamo stimolati a purificarci con ammennicoli costosi, alimenti improbabili e pratiche ascetiche che mal si combinano con le 12-16 ore di impegni quotidiani.

Siamo divisi in due e non sappiamo come far andare d’accordo queste due metà. Una vuole una cosa e l’altra vuole altro. Vedremo in seguito chi sono queste due metà divise.
Quale altro essere su questo pianeta, spontaneamente, vive una vita del genere?
Nessuno.

I pesci stanno nell’acqua e nuotano, i serpenti stanno nel deserto e strisciano, i lupi stanno nel bosco e cacciano, i leoni e le gazzelle stanno nella savana e via di questo passo. Chi può volare vola, chi può correre corre, chi può vedere nel buio vive di notte, chi può arrampicarsi si arrampica e alla via così.
Allo stesso modo chi non può volare non vola, chi è in pericolo nel buio esce di giorno, chi striscia non salta, etc. etc.
Nessuno di questi esseri si rammarica per ciò che non può fare, o invidia chi fa ciò che lui non può fare. Ogni essere di questo pianeta accetta e vive le proprie caratteristiche, ne ottiene il meglio, ne sfrutta ogni singola capacità. Un falco non invidia il leone, all’antilope non interessa volare, al serpente non servono le corna e non le indossa per sembrare o voler fare il cervo.
Ogni singolo essere vivente di questo pianeta è in armonia non solo con il suo ambiente, ma con se stesso e le proprie capacità.
Tutti tranne uno: l’umano.
Sembra che per costui le “regole” biologiche non valgano.
Non ha ali per volare, ma vuole volare lo stesso
, arrivando a rischiare la vita (per se e per altri) per farlo.
Non ha occhi per vedere nel buio, allora illumina la notte bruciando milioni di tonnellate di petrolio, inquinando l’aria che respira.
Il suo sistema è stato costruito per dormire di notte, ma lui prende eccitanti e si inventa attività per stare sveglio anche di notte.
L’umano ha armi corporee che gli consentono di cacciare una preda alla volta, massimo due, ma si inventa arzigogoli micidiali per fare stragi di intere specie animali e vegetali; ne ha perfino fatto un divertimento.
Come tutti gli altri esseri viventi, anche l’umano dipende dal pianeta Terra per poter vivere, ma è l’unico che sta facendo di tutto per distruggerlo, come se le conseguenze di ciò non lo riguardassero.

L’essere umano – fatte le dovute eccezioni – non si percepisce in armonia non solo con il suo ambiente, ma nemmeno con se stesso e le proprie capacità.

Se è in un posto, sogna e vuole essere in un altro. Se può fare bene una cosa, studia convulsamente per farne male un’altra. Se vuole avere figli, non li fa perché “non è il momento” o “non ho uno stipendio” (voglio ricordare che i nati nel 1945 sono stati concepiti sotto le bombe). Se fa freddo vuole il caldo, se fa caldo vuole il freddo…

Dicevo delle due metà dell’essere umano, che sono in costante contrasto l’una con l’altra. Sono la mente e il corpo di cui ho già scritto in diversi articoli.

Quando la mente vuole una cosa che il corpo non vuole, o non concede al corpo ciò di cui ha necessità, o camuffa una emozione, o dice una bugia, avviene il distacco.
Si materializza una condizione bio-illogica, o bio-disarmonica. In altri termini si verifica la “malattia”.

E quindi cosa c’è di non biologico nella vita di questa umanità?
Se facciamo eccezione per le poche popolazioni tribali oggi ancora lontane dalla follia della “civiltà”, tutto.
Non solo avvelenare cibo e acqua, negare l’infanzia ai bambini, la gravidanza alle donne, devastare interi continenti, inquinare i mari, alterare il clima, estinguere specie animali e vegetali, no, non solo.
Soprattutto è negare a se stessi la propria natura, la propria verità
, mentire sui propri reali bisogni e convincersi a forza che va bene così. Giustificare la rovina con un millantato futuro migliore, dimenticando la verità del presente.

Credere che il proprio corpo, preso a calci da tanta stupida superbia e tanta cieca disonestà, stia facendo degli sbagli se cerca di difendersi e mantenersi in vita.
Questa è la condizione non biologica più grave.

Una umanità che nega la propria natura, non solo non ha speranza, ma sta chiedendo insistentemente la propria estinzione e, come dicono i saggi, chiedere è metà dell’avere.
Ah, dimenticavo, le guerre non servono solo a vendere più armi. Servono a rendere schiavi i sopravvissuti a tali guerre. Saranno schiavi non di qualcuno in particolare, ma schiavi dei propri desideri, dei desideri di essere o avere ciò che la Natura non ha dato loro.
Schiavi del volere essere ciò che non sono.
Forse può interessarti anche…
·         La grande bugia
·         Tutto (ri)torna
·         La Piramide
·         L’importanza dei sintomi

sabato 23 giugno 2018

LE SPECIE VIVENTI SONO NATE TUTTE INSIEME!

LE SPECIE VIVENTI SONO NATE TUTTE INSIEME. LO DIMOSTRA UNO STUDIO GENETICO.
Maurizio Blondet 10 giugno 2018
Praticamente tutte le specie animali oggi esistenti, compreso l’uomo, sono apparse sulla Terra allo stesso tempo:  fra i 100 mila e i 200 mila anni fa, in un periodo geologicamente breve.
E’ la stupefacente conclusione cui sono giunti due genetisti, David Thaler dell’università di Basilea, e Mark Stoekle della Rockefeller, analizzando il DNA mitocondriale di 100 mila specie viventi attualmente nei continenti e negli oceani del globo, dopo aver esaminato 5 milioni di “codici identificativi” delle suddette specie. Una messe enorme di dati, che rende il risultato indiscutibile.
Questa immensa campionatura è stata resa possibile da una recente metodologia d’indagine, che esamina il DNA mitocondriale, più facile a decodificare rispetto al DNA del nucleo della cellula, che è proprio di ogni individuo, coi suoi tre miliardi di paia di molecole organizzate in migliaia di geni. I mitocondri sono, nella cellula, i minuscoli “motori” forniscono energia alla cellula e la fanno respirare:  il loro DNA ha solo 37 geni. Uno di essi, detto COI (sigla per cytochrome oxidase I), è stato definito il “codice a barre DNA” perché esso identifica alla perfezione la specie cui appartiene, tanto che viene usato per scoprire frodi  alimentari, se per esempio nell’hamburger di bue c’è carne di cavallo, o se nel kebab halal c’è la presenza di maiale.

Il gene  COI ha una sequenza genetica assolutamente simile in tutti gli animali, il che lo rende  facile da “vedere” a confrontare; d’altra parte, presenza differenze caratteristiche, proprie di ciascuna specie. Insomma è davvero un “codice a barre” che identifica con  semplicità e precisione ogni specie animale. Il metodo è anche economico, ciò che ha permesso ai due genetisti di passare in rassegna, in una decina d’anni, appunto 5 milioni di codici a barre di 100 mila specie attualmente viventi.

La prima, e per loro stupefacente, scoperta dei due genetisti è questa: che non si aspettavano una tale “uniformità” all’interno della stessa specie, e una totale assenza di quelle che loro definiscono “passerelle” fra una specie e l’altra.
I loro dati smentiscono definitivamente il mito evoluzionista per cui una specie si sarebbe “evoluta” dall’altra, attraverso ipotetici “anelli di congiunzione” poi estinti.
Ogni specie studiata è in modo impressionante “fissa”, una  specie “rana” è identica geneticamente sia che viva nei nostri stagni sia nel Mato Grosso, e la specie Homo sia che viva qui che in Cina; le differenze morfologiche, minime, sono indifferenti al loro codice a barre genetico.

L’altra cosa che hanno  scoperto, è che la diversità genetica non varia con la numerosità e l’estensione sulla terra di una specie. I manuali evoluzionisti insegnano che più una specie è numerosa, antica e diffusa in zone climatiche differenti, più dovrebbe presentare variazioni genetiche, dovute all’accumularsi di variazioni nel DNA in funzione della sua moltiplicazione attraverso le epoche. Niente di più falso: i 7,5 miliardi di esseri umani, i 500 mila passeri, i centomila beccaccini, hanno all’incirca la stessa diversità genetica: limitatissima.

Da qui la terza e più inattesa scoperta: studiando le variazioni genetiche “neutrali”, le piccole variazioni genetiche del DNA, né dannose né utili,  che si succedono e si trasmettono fra generazioni, i genetisti hanno dovuto ammettere che esse sono molto, ma molto meno frequenti di quanto “previsto” dagli evoluzionisti, e per quanto grande sia il numero degli individui  che la compongono. Il che non è poi così strano: il DNA è  la materia vivente più costante, si “difende attivamente” contro le mutazioni, azzerandole.

Il punto è che gli evoluzionisti si basano su queste variazioni neutrali, che suppongono essere avvenute in cadenze regolari, per determinare l’età di una specie, il momento in cui è apparsa sulla Terra – un po’ come gli anelli dei vecchi alberi tagliati ne mostrano l’età.  Fatti  e  rifatti i calcoli, i due genetisti sono giunti alla conclusione più clamorosa: che  il 90% delle specie oggi viventi sulla Terra, sono nate tutte insieme,  100-200 mila anni fa.
Tutti contemporanei
La massima parte delle specie, siano uccelli, pesci, falene o uomini, sono apparsi così recentemente da non aver avuto tempo di sviluppare molta diversità genetica. La diversità genetica dell’umanità d’oggi è in media dello 0,1% :  se prendiamo queste variazioni come la cadenza di un orologio genetico, ciò che farebbe risalire la  divergenza di umani come specie distinta a 100-200 mila anni fa.   [Ovviamente il profano potrebbe sospettare che l’orologio genetico delle variazioni non ha la cadenza regolare che gli scienziati pretendono: ma questo è un argomento che gli scienziati non paiono disposti a discutere].

Dai “primitivi” rettili ai marsupiali, dagli ovipari ai vivipari, fino all’”evoluto” Homo Sapiens,  sono tutti contemporanei:  ciò che noi pensiamo sia il risultato di una evoluzione, non lo è. Il rettile non è più primordiale di un mammifero, né un marsupiale più primitivo di un placentato, né gli anfibi ci hanno “preceduto” nel tempo perché meno complessi. Né noi, l’orgogliosa specie Homo, siamo venuti “dopo” il cardellino o  la trota. Saremmo nati tutti insieme. In un periodo oltretutto alquanto recente, 200 mila anni fa, o meno.

L’intero regno animale – almeno quello presente oggi –  sembra essere apparso insieme sulla Terra?  Lo stesso David Thaler, uno dei due autori della scoperta, ammette: “L’ho combattuta finché ho potuto”. Il  motivo è ovvio. Non è solo che i risultati della sua scoperta demoliscono ogni possibile teoria evoluzionista, per quanto “riformata” e “corretta” (lo è stata molte volte, dopo Darwin), ma la stessa ideologia dell’evoluzione, in quanto “fede”implicita di tutti gli studiosi del vivente, il pilastro a cui appendono le loro certezze.
Il vostro cronista intravvede una certa difficoltà a conciliare  questa  scoperta con i dati della paleontologia e stratigrafia geologica, che  retrodatano la vita di milioni di anni, non di cento-200 mila. Il Cenozoico, in cui  appaiono i mammiferi,  sarebbe iniziato 6,5 milioni di anni fa. Fino a che punto le datazioni stratigrafiche sono “sicure” e credibili? Fino a  che punto la retrodatazione è il presupposto ideologico per dare alla evoluzione “Il tempo” di evolversi?
Come avevo illustrato nel mio “L’uccellosauro ed altri animali”,  le datazioni stratigrafiche o con radio-isotopi   danno danno estremamente variabili e improbabili: un Proconsul (una scimmia estinta) è stato datato fra i 14 e 15 milioni di anni, benché le misurazioni con isotopi  abbiano dato una variazione fra 42 e 264 milioni di anni.  Alla fine, la datazione di 15 milioni è stata accettata, e le altre scartate, “perché si integra nella scala fanerozoica”, ossia nell’immaginaria  cronologia asserita dai darwinisti. Ossia: il pregiudizio  serve a “datare” dati discordanti.  Non a caso, nel 1974 è stata istituita una Commissione Internazionale di Stratigrafia, che  “definisce standard” delle “sezioni stratigrafiche” nella geologia terrestre per metter d’accordo paleontologia e geo-biologia e unificare in qualche modo dati discutibili: stabilendo una sorta di rigorosa convenzione sulle datazioni.
Certo anche la detta Commissione avrà qualcosa di dire se la vita animale esistente è apparsa, per i genetisti, in epoche così recenti.

C’è stata forse una estinzione di massa  centomila anni fa, che ha ridotto il numero  delle specie per lasciar sopravvivere solo quelle che condividono con noi il mondo odierno? O una catastrofe non meglio identificata che ha permesso il fiorire di tante specie in uno stesso e breve tempo?  Se lo sono chiesto i ricercatori. Ma  l’impatto di un asteroide, come quello che avrebbe distrutto i dinosauri (e spazzato via il 70% della vita) 65 milioni di anni fa, non sembra essersi riprodotto in epoca tanto più recente:  altrimenti avrebbe  lasciato tracce identificabili.
Stoeckle ha imbastito una mezza ipotesi che suona  così: “L’interpretazione più semplice è che la vita è in costante evoluzione , e che ad ogni epoca dell’evoluzione, gli animali viventi ad un momento dato sono apparsi più  o meno nello stesso periodo, con una durata di vita limitata, per poi trasformarsi in qualcos’altro”.  Insomma l’evoluzionismo vince sempre.

giovedì 22 dicembre 2016

Carnivori per dissociazione

Carnivori per dissociazione: la mente si rifiuta di collegare un piatto di carne a un animale vivo

Eppure la maggior parte delle persone continua a mangiare carne, perché?

Se lo sono chiesti due ricercatori dell’Università norvegese di Oslo che hanno cercato di dare una risposta scientifica a questa domanda, attraverso uno studio dal titolo ‘Carnivori per dissociazione’.
Quali sono i meccanismi psicologici per cui continuiamo a mangiare carne pur amando gli animali? Il modo in cui la carne viene presentata nel nostro piatto. Oltre mille volontari onnivori provenienti da Norvegia e Stati Uniti sono stati sottoposti a un test.

Davanti a loro sono stati proposti cibi con carne e cibi vegetariani con lo scopo di capire cosa avrebbero scelto tra le due alternative. Quando nel menù comparivano le parole bistecca o cotoletta, la stragrande maggioranza dei volontari, sceglieva il piatto con la carne, quando invece le parole venivano sostituite da mucca e maiale, la scelta ricadeva sul vegetariano.
E ancora, quando venivano mostrate immagini di animali arrostiti interi o di un piccolo agnello vivo trasformato poi in cosce al forno, i volontari mostravano una maggiore empatia con l’animale e il disgusto per piatto con carne.

In sintesi, secondo i due ricercatori, raramente nell’immaginario il piatto di carne fa direttamente pensare all’animale.

“Carni maggiormente lavorate rendono più facile distanziarsi dall’idea che essa provenga da un animale. Meno la gente pensa che il cibo fosse prima un animale e più si sente a suo agio nel mangiarlo”, si legge nella ricerca.
Questo è quello che si traduce in essere carnivori per dissociazione, ovvero la dissonanza cognitiva che non ci fa associare un piatto di carne un animale vivo, perché se così fosse, da quanto emerso dallo studio, a continuare a essere carnivori si rimarrebbe davvero in pochi.
Dominella Trunfio

mercoledì 2 dicembre 2015

COSCIENZA ANIMALE ED INCOSCIENZA UMANA

COSCIENZA ANIMALE ED INCOSCIENZA UMANA

LETTERA-
NON MACCHINE BIOLOGICHE ED ISTINTIVE MA CREATURE INTELLIGENTI E SENSIBILI NON DISSIMILI DALL'UOMO
Ciao Valdo! Secondo te, fino a che punto si può affermare che gli animali abbiano una coscienza simile alla nostra? Leggendo un po' qua e un po' là, ho fatto le mie constatazioni. Se fino a poco tempo fa la linea scientifica ufficiale sentenziava che gli animali sono delle macchine biologiche, mosse da puri istinti e quindi senza nessuna libertà di decisione, ora questa linea di tendenza cozza contro i dati oggettivi e le osservazioni dei biologi, degli etologi e dei neuropsicologi più avanzati.

DICHIARAZIONE DI CAMBRIDGE SULLA COSCIENZA DEGLI ANIMALI
A questa nuova tendenza che considera gli animali come esseri dotati di una loro mente, sensibilità ed intelligenza, si sono pure affiancati fisici, cibernetici, psicanalisti e filosofi che sono giunti a simili considerazioni. E la riprova di tutto ciò è che eminenti scienziati internazionali (ricercatori cognitivi, neurofarmacologi, neurofisiologi, neuroanatomisti e neuroscienziati) hanno sottoscritto il 7 giugno 2012, un atto ufficiale, la "Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza", il cui testo in inglese è qui riportato: http://fcmconference.org/img/CambridgeDeclarationOnConsciousness.pdf. In questa dichiarazione si conferma che gli animali sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani. Il documento è stato firmato in presenza di Stephen Hawking, matematico, fisico e cosmologo fra i più importanti del mondo.

I SUBSTRATI CHE GENERANO LA COSCIENZA
In particolare viene dichiarato che: "L'assenza di una neocorteccia non sembra precludere ad un organismo l'esperienza di stati affettivi. Prove convergenti indicano che animali non-umani possiedono i substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici degli stati consci assieme alla capacità di esibire comportamenti intenzionali. Conseguentemente, il peso delle prove indica che gli umani non sono unici nel possedere i substrati che generano la coscienza. Gli animali non-umani, inclusi tutti i mammiferi e gli uccelli, e molte altre creature, compresi i polpi, anch'essi possiedono tali substrati neurologici".

RICONOSCERE AGLI ANIMALI UNA VITA INTERIORE SOGGETTIVA COSTRINGEREBBE L'UOMO A INORRIDIRE PER IL MODO IN CUI LI TRATTA
Ora, benché la coscienza degli animali non sia argomento nuovo, è la prima volta che viene riconosciuta in modo così ufficiale una verità che dovrebbe indurre a serie riflessioni. Se gli animali hanno delle intenzioni, dei comportamenti dettati dalla coscienza, e non solo dall'istinto, dobbiamo rivalutare il nostro modo di porci nei loro confronti. Già nel 1986 Konrad Lorenz, etologo di fama mondiale, dichiarò "Sono pienamente convinto che gli animali abbiano una coscienza. L'uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva, ma è troppo presuntuoso per ammetterlo. Inoltre, il fatto che gli animali abbiano una coscienza solleva dei problemi. Forse l’uomo ha paura, perché riconoscendo una vita interiore agli animali sarebbe costretto a inorridire per il modo in cui li tratta".

LA DICHIARAZIONE DI CAMBRIDGE È PASSATA INOSSERVATA
Purtroppo la notizia di questa Dichiarazione, che dovrebbe rappresentare una rivoluzione scientifica e morale nei confronti degli animali, non ha fatto scalpore ed è passata del tutto inosservata! Questo anche se esistono test scientifici che hanno rivelato prove di coscienza commoventi, con animali che si soffermano e ascoltano brani musicali, elefanti che si aiutano per risolvere problemi, scimpanzé che insegnano ai giovani a fare arnesi, polpi in grado di pianificare, uccelli che sognano come noi, gazze che dimostrano eclatanti analogie con gli umani. Grandi scimmie, delfini e elefanti inoltre si riconoscono nello specchio, mentre i pappagalli africani grigi hanno livelli di coscienza simili a quelli umani.

L'OPINIONE DI MARGHERITA HACK
Sempre a proposito della coscienza degli animali, segnalo questo scritto toccante e profondo della grande Margherita Hack: http://www.apasrsm.org/index.php?option=com_content&view=article&catid=61:per-riflettere&id=742:la-coscienza-degli-animali-di-margherita-hack  Con affetto 
Elena

*****
RISPOSTA
TROPPO IMBARAZZANTE METTERE GLI ANIMALI SUL NOSTRO STESSO LIVELLO
Ciao Elena. Hai fatto benissimo a citare la Dichiarazione di Cambridge e a segnalare questa importante evoluzione delle ricerche sull'intelligenza, sulla sensibilità, sulla vita interiore e se vuoi sull'anima degli animali. Tutto questo aiuta a fare diverse riflessioni. Ha ragione da vendere Konrad Lorenz nel dire che agli umani risulta scomodo ammettere una parità sul piano della coscienza interiore. 

MEGLIO RIMUOVERE E TACITARE I PROPRI CRIMINI
Sarebbe come riconoscere che ad ogni coltellata sul collo, ad ogni colpo di doppietta, ad ogni sollevamento di reti, ad ogni uncino sparato dalle baleniere, ad ogni elefante demolito per le sue zanne d'avorio, prende forma non soltanto un brutale atto di inciviltà legalizzata del più forte verso il più debole, ma anche un vero e proprio crimine verso una persona autentica, dotata di pari diritti e di pari dignità. Sarebbe come ammettere che ognuna delle 19 milioni all'ora o delle 5400 creature al secondo che sottoponiamo ad inenarrabili atrocità, equivalgono ad altrettanti omicidi premeditati contro esseri paritetici e a fini di puro e semplice cannibalismo.

LE DOTAZIONI DELLE CREATURE CHE CI ATTORNIANO SONO SORPRENDENTI
Ho troppa esperienza diretta ed indiretta delle qualità spirituali, etiche, affettive che sanno esprimere tutti gli esseri del creato, per sorprendermi di quanto vanno finalmente affermando gli scienziati in modo concorde. Gli animali sono dotati di aura e di carica vitale, di antenne ricettive, di strumenti percettivi strabilianti, di atti di affetto, di gentilezza, di difesa, di riconoscimento.

DOVREMMO ANDARE A SCUOLA DAGLI ELEFANTI
Mi viene in testa una scena di 3 anni fa che non posso dimenticare. Era di sabato sera in una cittadina thailandese piena di turisti. Un padre teneva la sua bambina in braccio mentre lei si mangiava il pop-corn da un sacchetto di cartone. Passava nei pressi un elefante col suo padrone e si fermò. Con la proboscide andò a pescare del popcorn senza sfiorare la bimba e senza far cadere un singolo pezzettino di tale delizia. Lo fece a più riprese, mentre la piccola, ed anche la gente intorno, si divertiva da matti. Non certo una questione di semplice abilità nell'uso della sua proboscide, ma soprattutto la delicatezza nel non spaventare la bambina.

DOVREMMO ANDARE A SCUOLA DALLE MUCCHE E DAI LORO PICCOLI
Mi vengono pure in testa le lamentele reiterate ed i pianti disperati dell'intera stalla di 50 mucche ogni qualvolta arrivava il camioncino del macellaio a ritirare un vitellino, a sottrarlo con la forza bruta e con la fune all'affetto di sua madre. Avevo la possibilità di seguire quanto accadeva per diversi giorni, essendo il mio orto paterno prospiciente a quell'allevamento. Le lamentele che uscivano da quel luogo di sofferenza animale erano inequivocabili.

MEGLIO NON FARE CONFRONTI
Posso dire che chiunque ipotizza o immagina un mondo animale a corto di valori interiori e di sensibilità, poco o nulla sa sugli animali. Se volessimo fare dei confronti tra uomini e animali ne verremmo fuori disintegrati e con le ossa rotte. Nessun animale della Terra, tanto per intenderci, arriverebbe alla ferocia, alla idiozia ed alla spietatezza di pianificare e mettere in atto uccisioni singole e di massa contro altra gente inerme, per motivi assurdi alla voce di Allah è grande o di altre simili sconcezze.

TROPPO SPESSO PICCOLI E SENZ'ANIMA
Non esiste dubbio sul fatto che Allah sia grande. Il problema reale è che siamo noi ad essere, troppo spesso, vergognosamente piccoli e senz'anima. Nessun animale al mondo poi impianterebbe milioni di prigioni grandi e piccole, di macelli grandi e piccoli in ogni angolo del pianeta allo scopo di torturare e uccidere 170 miliardi di altre creature ogni anno. Eppure queste cose stanno succedendo sotto i nostri occhi.
Valdo Vaccaro

venerdì 3 luglio 2015

I Gatti ci guariscono e proteggono il nostro Spirito

I gatti hanno un legame “magico” con il mondo invisibile.

Proprio come i cani, che sono i nostri guardiani nel mondo fisico e darebbero la loro vita per salvarci, i gatti sono i nostri protettori dell’energia spirituale e farebbero di tutto per proteggerci quando la nostra energia si abbassa.

Quando siamo svegli, il gatto “ripulisce” la nostra casa dalle energie intruse. Quando dormiamo, filtra e trasforma quest’energia. Spesso il gatto cerca e guarda nel “nulla”… vede le cose che noi non vediamo.
Spesso, il gatto che va in una casa che non conosce inizia a miagolare, non lo fa solo per attirare l’attenzione, è una sorta di avvertimento che sta dando: sente che la qualità di energia deve migliorare in quel posto.

I nostri problemi quotidiani e lo stress sono assorbiti dal gatto. Infatti quando c’è troppa energia negativa è comune per il gatto sentirsi più debole.

Naturalmente il gatto non è l’unico responsabile per il bilancio energetico della casa, più c’è armonia nel vostro ambiente, meno dovrà filtrare l’energia negativa e, quindi, sarà più felice e più sano.
Quando dormiamo i nostri corpi, astrale e fisico, sono separati e andiamo in una quinta dimensione, cioè in una dimensione senza tempo né spazio: la dimensione in cui siamo quando stiamo sognando.
A causa della mancanza di formazione e di preparazione, il più delle volte non si vede questa dimensione, dato che è piuttosto “mascherata”, ossia codificata con i nostri contenuti psichici inconsci.
I gatti di solito ci accompagnano e ci proteggono in questi viaggi astrali oppure proteggono il nostro corpo astrale, oltre a prendersi cura di noi contro le energie spirituali indesiderate  mentre dormiamo.
Queste sono le ragioni per il quale a loro piace dormire con noi nel letto.

Il gatto è un trasformatore di energia che aiuta nella guarigione. Ci insegna ad amare. Non a sottometterci, ci insegna quell’amore gratuito che fa la differenza. Infatti tante persone hanno difficoltà a vivere con i gatti trovandoli  “animali interessati”. In primo luogo, si deve guadagnare la fiducia del gatto. Quindi bisogna imparare a rispettarla. Dopo di ché vi mostrerà affetto quando si è realmente pronti.
I gatti riflettono l’amore.

Dal punto di vista energetico, le persone che sono allergiche ai gatti sono persone che nella loro vita hanno difficoltà a lasciarsi andare all’amore. Secondo Caroline Connor, se ci sono molte persone nella famiglia e un solo gatto, questo può sovraccaricarsi ad assorbire tutte le negatività. In questi casi è bene avere più di un gatto per dividere il carico tra loro.

Se non avete mai avuto un gatto e all’improvviso ne arriva uno nella vostra vita è perchè avete bisogno di un gattino in quel momento specifico. Il gatto è disposto ad aiutarvi. Se non è possibile tenerlo con voi, è importante trovargli una casa. Il gattino vi sarà vicino anche se non fisicamente e lo si può scoprire attraverso i sogni. Spesso nei sogni appare il gattino, fa il suo lavoro e se ne va.
Per finire, cercate di osservare come i gatti reagiscono a chi viene a farvi visita in casa. Spesso stanno cercando di proteggervi da energie negative.

Articoli correlati:

domenica 21 giugno 2015

E' iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra

Earth Changes: “iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra”

Gli esperti avvertono che i tassi di estinzione,  hanno raggiunto livelli mai visti dalla scomparsa dei dinosauri e che l’esistenza umana è minacciata!!

Non si tratta di fantascienza ma dell’esito di uno studio condotto da tre rinomate università statunitensi, la Stanfort, Princeton e Berkeley, secondo le quali anche l’uomo potrebbe essere coinvolto in questa nuova era di estinzione, proprio come avvenne con i dinosauri 65 milioni di anni fa.  Secondo quanto verificato dai tre atenei i vertebrati, famiglia alla quale appartiene anche l’uomo, stanno scomparendo con grandissima rapidità, ad un ritmo 114 volte superiore a quanto ci si aspetterebbe.
Un processo di estinzione di massa che va arrestato, altrimenti, ha spiegato Gerardo Ceballos alla Bbc, qualora non faremo nulla per fermarlo, “ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prime a scomparire“.

Il risultato è arrivato analizzando il tasso di scomparsa di specie di vertebrati ed esaminando i fossili di quelli già persi. Lo studio ha evidenziato che sono scomparsi oltre 400 vertebrati dal 1900 con un ritmo in costante crescita legato in primis a cambiamento climatico, inquinamento e deforestazione. Secondo i ricercatori in appena tre generazioni umane verranno persi i benefici incalcolabili per l’agricoltura e l’ambiente in generale dell’impollinazione delle api, ad altissimo rischio estinzione.
La causa della sesta estinzione di massa si chiama Homus stupidus
Di tutte le estinzioni di massa che si sono verificate sulla Terra, questa sarebbe la prima causata dai suoi stessi abitanti.  Le altre hanno avuto tutte origini esterne, come la caduta di meteoriti, l’esplosione di una supernova nello spazio o variazioni nella temperatura ambientale. Alla Terra, che ha 4,5 miliardi di anni, non importa molto: ogni volta ha ricostruito con pazienza la vita, in forme diverse rispetto a quelle precedenti, ma anche progressivamente più evolute. Dovrebbe importare invece molto all’Homo sapiens, che la abita da soli 200 mila anni e che in soli due o tre secoli – più stupidus che sapiens – distruggerà l’ambiente necessario alla propria sopravvivenza.
Come dichiarato da Papa Francesco nella recente Encliclica “Laudato si” – “occorrono un nuovo modello di sviluppo e di solidarietà, il rispetto di tutti gli esseri viventi che formano l’ecosistema e la fine della depredazione delle risorse terrestri in nome del guadagno.”

In un mondo guidato da governi che non riescono a mettersi d’accordo su nulla, sembra proprio impossibile. Come in un film di Kubrick, lasceremo da qualche parte un monolite con scritto: «Siamo stati qui, non fate come noi».
Redazione Segnidalcielo

sabato 11 aprile 2015

IL GATTO CHE CURA

Riassumo.
I gatti sono considerati i “medici” della casa. Tutti sanno che quando stiamo male, sono capaci di trovare e “trattare” i punti che ci fanno male. Ovviamente, bisogna avere con loro un vero contatto, e non solo “tenere” un gatto per i topi o come un giochino per bambini.
  1. Secondo le statistiche i gattofili vivono in media 10,3 anni di più rispetto a coloro che non hanno un gatto in casa. Inoltre hanno la pressione arteriosa e il colesterolo più nella norma.
  2. Il ruolo positivo del gatto nel caso della malattie cardiache è risaputo, non mi soffermo qui.
  3. Accarezzare un gatto fa bene al sistema digerente (meglio se si tratta dei siamesi, dei mau, degli abissini).
  4. Stress e stanchezza: sono capaci di eliminare l’emicrania, di abbassare la pressione, di normalizzare i battiti. I gatti neri sarebbero capaci, più degli altri, di eliminare l’energia negativa. Quelli rossi caricano di energia; i gatti dalla peliccia blu-azzurra calmano, mentre i bianchi sarebbero migliori da tutti i punti di vista ()
  5. Sistema immunitario: ascoltare le fusa (4-16 Hz) aumenta le difese. E’ una cura simile a quella con gli ultrasuoni (accelerano la guarigione delle,ferite, lo sviluppo osseo).
  6. I massaggi felini con le unghie fuori sono simili all’agopuntura ))
  7. Isomma, dal punto di vista di bioenergetica, il gatto è un vero dispositivo energetico-informazionale. Secondo alcuni, la zona del nostro corpo dove il gatto va a coricarsi segnala problemi (se va nei piedi, avremmo problemi con la pressione, o siamo inclini ai raffreddori; se va nella spalla sinistra, potremmo avere problemi cardiaci).
Fonte
http://uduba.com/…/Pochemu-koshka-lojitsya-na-bolnoe-mesto-…
Aelita Melina LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA

http://altrarealta.blogspot.it/
 
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

I gatti pensano? Moltissimo. Sognano, fanno progetti, ricordano. Se ne stanno immobili per ore ma in realtà non dormono e sono attenti a tutto quello che succede. Certo, il gatto è un animale complicato. Gli scienziati li hanno studiati a lungo e hanno scoperto cose straordinarie, soprattutto sulla loro intelligenza. E poi essere amico di un gatto vuol dire tenere conto di moltissimi aspetti: la loro curiosità, la delicatezza, l’istinto, la loro indipendenza. Del fatto che sono permalosi, schizzinosi e riservati e che detestano i rumori forti. Insomma ci sono almeno mille cose da conoscere, anzi 1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto come recita il titolo del libro di Roberto Allegri (Newton Compton Editori, 19,90 euro). Che sulla tigre in miniatura ha scritto un’enciclopedia dove spiega esattamente perché tra le più alte intelligenze del regno animale c’è sua maestà il gatto. 
Possiede un cervello molto simile al nostro in quanto a funzione e struttura. E qui la sorpresa: secondo gli esperti è molto più facile dialogare con il gatto che con il cane. Gli studi più recenti dimostrano che, se il padrone di un micio impara a comprendere il sottile linguaggio del suo animale, i due saranno in grado di sostenere conversazioni ad alto livello. Questi piccoli felini hanno elevate capacità di apprendimento, possono diventare molto utili ai portatori di handicap: sono in grado di svolgere incarichi domestici. E contrariamente a quello che si pensa sono facilmente addestrabili, riescono a imparare anche compiti complessi, come portare al supermercato la lista della spesa.

Avevano ragione gli antichi egizi che ritenevano il gatto dotato di poteri magici. Dai più banali come vedere al buio o lanciarsi da grandi altezze senza farsi male (cade sempre in piedi) al potere di prevedere la pioggia: si dice che durante le operazioni di pulizia se si passa le zampine sopra le orecchie, la pioggia è in arrivo. Al superpotere delle fusa: più sono irregolari più danno piacere all’animale. Ma la novità è che pare facciano bene anche a noi. Sono benefiche per la nostra salute. Quando accarezziamo il micio e lui emette sonoramente le fusa ci stiamo sottoponendo a una seduta terapeutica, degna del migliore fisioterapista. Le fusa infatti avrebbero un forte potere curativo e sarebbero in grado per esempio di portare giovamento alle persone che soffrono di dolori reumatici. Recenti studi hanno dimostrato che con le fusa il micio emette delle microonde con un campo di frequenza che varia tra 1,5 e 6 gigahertz. Si tratta della stessa banda di frequenza delle microonde che vengono usate nelle terapie contro l’artrite. Insomma tenere il gatto sulle ginocchia davanti alla tv è ottimo soprattutto per le persone anziane.

Che il gatto sia un valido rimedio contro l’ansia, lo stress e la depressione si sa, ma che la sua sola presenza sia più efficace di un sonnifero questa è davvero una novità. Lo conferma uno studio durato cinque anni: i gatti migliorano la salute psicofisica dei loro proprietari. Chi ha un gatto lo sa bene quanto sia più facile addormentarsi accanto al proprio micio arrotolato su se stesso. E ancora: giocare con un micio risulta estremamente efficace per la cura delle cefalee nei bambini e negli adolescenti. I gatti, come i cani, sono in grado inoltre di riconoscere i sintomi di una crisi di epilettica ore prima che questa avvenga.

Vivere con un gatto allunga la vita, neanche a dirlo. I suoi poteri curativi - ancora da scoprire completamente - risiedono anche nel fatto che è un animale esperto nell’arte di appagare il nostro senso del tatto che, a detta dei medici, è di capitale importanza. Altro che Spa e centri di benessere. Ogni volta che il nostro amico a quattro zampe si strofina contro di noi, lo accarezziamo, la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco diminuiscono e la tensione nervosa scompare. Gli stessi risultati si ottengono con settimane di esercizi di rilassamento e meditazione. Meglio l’amico peloso.
di Daniela Mastromattei
http://www.liberoquotidiano.it/news/animali/1000480/Curarsi-con-i-gatti.html

sabato 2 agosto 2014

PERCHE' VACCINI IL TUO ANIMALE?



(...) la dose del vaccino che viene impiegata è la stessa per qualsiasi razza senza rispetto dell’età e della taglia. Ad esempio: un Pincher Nano che pesa due kili riceve la stessa dose di un Rottweiler di 75 kili. Il gatto domestico riceve la stessa dose di un leone che pesa 200 kili.

Tutti questi vaccini hanno l'effetto di un sovraccarico sul sistema immunitario del tuo animale domestico. Le statistiche sono note:  il numero di casi di reazioni gravi ai vaccini non è mai stato così alto.

Uno studio effettuato su più di 2000 cani e gatti nel Regno Unito, sostenuto dal "Canine Health Concern", ha dimostrato il rischio di reazioni avverse ai vaccini in una percentuale di 1 su 10 soggetti. Questo fatto contraddice ciò che i produttori di vaccini asseriscono, cioè, meno di 15 reazioni avverse su 100.000 animali vaccinati.

Inoltre, il numero delle reazioni avverse nelle razze piccole è di 10 volte superiore rispetto alle razze grandi. Ciò dimostra che le dosi "standard" sono troppo alte per gli animali piccoli.

Molti veterinari hanno già abolito l'usanza della "sovra-vaccinazione" ma esiste ancora molta opposizione da parte dei media e da chi ha interesse a facili guadagni come avviene, tra l'altro, anche nell'industria dei vaccini per uso umano  per motivi simili.

Non esistono prove scientifiche che sia necessario vaccinare un animale domestico annualmente, al contrario i fatti dimostrano che una volta che l'animale sviluppa l'immunità dalle malattie, attraverso i vaccini iniziali, non occorrono altri richiami nella maggior parte dei soggetti poiché l'organismo è in grado di riprodurre gli anticorpi per tanti anni e spesso per tutta la vita. 
Studi effettuati stanno dimostrando che la sovra-vaccinazione degli animali domestici è la causa di una moltitudine di gravi problemi di salute, in particolare, riguardo al sistema immunitario, alle allergie, agli attacchi convulsivi, all’anemia ed al cancro.
I vaccini sono una parte molto redditizia del lavoro dei veterinari i quali, anche quando sono a conoscenza dei danni che essi possono produrre, non rinunciano facilmente alla pratica di effettuarli annualmente, anzi, insieme alle Case Produttrici, sono più interessati a venderne il maggior numero piuttosto che metterne in discussione la loro necessità.

Come si è arrivati a stabilire la vaccinazione annuale ?
Solitamente il veterinario suggerisce di vaccinare i cani contro la rabbia, il parvovirus, cimurro, adenovirus, parainfluenza, leptospirosi, coronoavirus, epatite, Lyme (boreliosi), e ogni anno, contro la bortadella, (tosse canina) talvolta raccomandato persino ogni 6 mesi.
Per i gatti si propongono vaccini contro la rabbia, la leucemia felina, cimurro, rinotracheite; ogni anno contro il calcivirus ed in funzione del rischio, contro la clamidia, la peritonite infettiva felina e la tigna .
Molti veterinari suggeriscono di vaccinare sia i cani che i gatti iniziando all'età di 6 settimane, 8 settimane, 10 settimane, 12 settimane, 14 settimane e 16 settimane. Poi in seguito  fanno i richiami annuali. Tutti questi vaccini, nel corso della vita di un animale domestico, ammontano ad una quantità esagerata di sostanze tossiche che vengono iniettate nei loro corpi! Come si è arrivati a tanto?
Uno dei pionieri veterinari, Dott.ssa Jean Dodds, Presidentessa della versione animale della "Croce Rossa" conosciuta come "Hemopet", ha riferito  che i suggerimenti da parte di qualsiasi veterinario,  di vaccinare annualmente un animale domestico sono frutto di idee personali e non possono essere attribuiti a dati scientifici.
Le raccomandazioni per la vaccinazione annuale risalgono a 20 anni fà e furono proposte dall'United States Department of Agriculture insieme ad alcune aziende farmaceutiche. E' semplicemente una questione di abitudine creata arbitrariamente e diffusa per interesse finanziario. E' un buon affare sia per le aziende produttrici che per i veterinari ed è per questo motivo che le proteste contro questa usanza trovano delle resistenze.
Lo scandalo dei costi
Una dose del vaccino contro la rabbia costa al veterinario intorno ai 50-60 centesimi di un euro. Il cliente comunque paga da € 15,00 a € 40,00 oltre al costo del servizio di circa € 35,00. Il profitto è equivalente ad un panettiere che fà pagare una pagnotta più di € 200,00 !!! Secondo James Schwartz, autore della pubblicazione "Trust Me, I'm not a Veterinarian", il 63% delle visite effettuate sui cani e il 70% delle visite effettuate sui gatti riguarda le vaccinazioni.
Inoltre è probabile che le stesse vaccinazioni creino ancora più guadagno per il veterinario attraverso le cure che presta per le reazioni avverse ed altre problematiche causate da esse. E' un modo per assicurarsi il ritorno dei clienti per nuove cure.
Esistono delle Multinazionali che forniscono il 70% del mercato mondiale dei vaccini per animali. La leader tra queste è Intervet che nel 2004 produsse vendite per oltre 600 milioni di dollari.
Gli Stati Uniti hanno di gran lunga la quota maggiore del mercato con un fatturato di $ 935 milioni, il Giappone arriva al secondo posto con $ 236 milioni.

Le vaccinazioni ed i rischi
Nel 1991, molti veterinari hanno iniziato a ripensare al protocollo che riguarda le vaccinazioni dopo le notazioni riportate dallo studio scientifico dell'Università della Pennsylvania nelle quali si legge che esiste un collegamento tra il sarcoma e le vaccinazioni dei gatti. Le vaccinazioni annuali contro la rabbia stavano causando una reazione infiammatoria sottocute, la quale, successivamente diventava maligna.
Nello stesso periodo, alcuni ricercatori dell'Università della California confermarono che i vaccini contro la leucemia felina producevano dei sarcomi, ancora più numerosi rispetto ai vaccini contro la rabbia. In seguito furono eseguite ulteriori ricerche che portarono a formulare statistiche allarmanti: i casi di sarcoma, indotti dai vaccini, furono stimati per un gatto su mille e questo significava 22.000 nuovi casi ogni anno.
Alcuni veterinari professionisti aggiunsero di avere dati sufficienti per sospettare che i vaccini erano la causa di altre gravi malattie del sistema immunitario, una delle quali "l'anemia hemolytic" una malattia fatale, nei cani, in cui i tessuti vengono distrutti dal proprio organismo. Fu  riscontrato inoltre che le reazioni al vaccino producevano malattie della tiroide, allergie, artriti, tumori e convulsioni sia nei cani che nei gatti. Questi risultati furono pubblicati nel "Journal of the American Veterinary Medical Association" nel 1995 con la conclusione:

Allora quali sono i rischi della NON- vaccinzione?
 Se viene effettuata la vaccinazione ai cani o ai gatti quando hanno già sufficienti anticorpi  nel proprio sistema immunitario, non viene aggiunta alcuna immunità ulteriore - crea invece alti rischi per la loro salute !!
La ricerca scientifica suggerisce che, come per gli esseri umani, anche i cani e i gatti dovrebbero essere vaccinati, contro alcune malattie, in giovane età al fine di creare in essi una protezione che duri per tutta la vita. Con l'eccezione del vaccino contro la rabbia, i vaccini principali stimolano il sistema immunitario per un minimo di sette anni , perciò non dovrebbero essere somministrati nuovamente prima del passare di almeno tre anni. Uno studio per la misurazione dei livelli di anticorpi per parvo e cimurro, effettuato  su più di 1.400 cani in buono stato di salute e di diverse età, ha evidenziato che la quasi totalità dei soggetti era già immune di per sé (94-95%) e ciò suggerisce che non sarebbe affatto necessario ricorrere ad alcuna vaccinazione.
(...) esistono un gran numero di  prove che la ripetizione annuale dei vaccini comporta un alto rischio per la salute degli animali come descritto nella pubblicazione dello studio di Purdue nel 2005. Da questo studio sono emersi i seguenti dati:
  • che i cani di taglia piccola sono più propensi a riscontrare delle reazioni ai vaccini rispetto a cani di taglia grande;
  • che il rischio delle reazioni aumenta del 27% dopo ogni vaccino successivo nei cani sotto i 10 kili di peso e del 12 % nei cani sopra i 10 kili di peso;
  • che il rischio di contrarre una delle malattie senza aver effettuato la vaccinazione esiste per i primi due anni di vita ma diminuisce con il passare degli anni;
  • che il rischio di contrarre una delle malattie senza aver effettuato la vaccinazione esiste per le cagne in calore o gravide;
  • che si è riscontrato un maggior numero  di reazioni nei cani di piccola taglia ai quali è stato somministrato il vaccino contro la Leptospirosi.
Come per gli esseri umani, uno dei motivi per cui diventa necessario vaccinare i cani e i gatti è perché la loro dieta non è sufficientemente nutritiva. Il sistema immunitario è direttamente influenzato dalla dieta ed è più capace di difendersi autonomamente dai germi patogeni se riceve una corretta nutrizione.
Una visita presso il veterinario dovrebbe avvenire ogni sei mesi per altri motivi e non solo per somministrare il vaccino. Bisogna controllare regolarmente lo stato di salute dei nostri amici a quattro zampe ed in particolare fare prevenzione contro i vermi ed i tumori.
In alcuni Paesi è obbligatorio vaccinare gli animali domestici contro la rabbia. Esistono dei vaccini approvati che indicano una differenza della durata. Un tipo riporta le indicazioni che il prodotto abbia la durata di un anno mentre l'altro invece di solo un anno - SI TRATTA DELLO STESSO PRODOTTO - non vi è differenza reale nel liquido dentro le fiale !!

Inoltre esistono dei veterinari olistici che offrono una vaccinazione omeopatica contro la rabbia che non sia tossica, chiamata "Lyssin".

E' opportuno, in ogni caso, prima di effettuare qualsiasi vaccinazione, determinare se il cane o il gatto abbia già un proprio sistema immunologico sufficientemente protetto dai vaccini somministrati in precedenza. Il "Vaccine Titer Test" è un kit per misurare i livelli di anticorpi da un semplice prelievo del sangue. Il tipo "IFA" è quello che meglio valuta la risposta del sistema immunitario a vaccinesis. Non bisogna mai presumere in assenza del "test" che un animale abbia bisogno della ripetizione del vaccino.
Non occorre vaccinare ogni anno i gatti domestici che vivono in casa se non escono e non socializzano con altri gatti esterni che potrebbero avere contatto con le malattie infettive. La sovra vaccinazione è una delle principali cause del deterioramento della salute felina.
Non vaccinare il cane o il gatto se ha già avuto una reazione avversa ad una vaccinazione precedente.
Non cedere alle richieste di titolari di pensioni per animali, toelettature, scuole educative nè di veterinari che pretendono che il vostro animale domestico sia vaccinato annualmente per accedere ai loro servizi.
I vaccini sono un altro esempio di ingordigia industriale che permea le aziende farmaceutiche.
Abstract
October 1, 2005, Vol. 227, No. 7, Pages 1102-1108
doi: 10.2460/javma.2005.227.1102

Citing Articles
Timothy S. Frana, Nancy E. Clough, Donna M. Gatewood, Charles E. Rupprecht. (2008) Postmarketing surveillance of rabies vaccines for dogs to evaluate safety and efficacy. Journal of the American Veterinary Medical Association 232:7, 1000-1002
Online publication date: 1-Apr-2008.
Citation | Enhanced Abstract | PDF (324 KB) | PDF Plus (332 KB)
George E. Moore, Andrea C. DeSantis-Kerr, Lynn F. Guptill, Nita W. Glickman, Hugh B. Lewis, Lawrence T. Glickman. (2007) Adverse events after vaccine administration in cats: 2,560 cases (2002–2005). Journal of the American Veterinary Medical Association 231:1, 94-100  - Online publication date: 1-Jul-2007.  Abstract | Full Text | PDF (616 KB) | PDF Plus (592 KB) 
Timothy S. Frana, Lawrence A. Elsken, Steven A. Karli. (2006) Summary of adverse event reports for veterinary biologic products received by the USDA from 1999 through 2005. Journal of the American Veterinary Medical Association 229:7, 1100-1102
Online publication date: 1-Oct-2006.

Citation | Enhanced Abstract | PDF (227 KB) | PDF Plus (220 KB) 
George E.   Moore , Timothy S.   Frana , Lynn F.   Guptill , Michael P.   Ward , Hugh B.   Lewis , Lawrence T.   Glickman . (2005) Postmarketing surveillance for dog and cat vaccines: new resources in changing times. Journal of the American Veterinary Medical Association 227:7, 1066-1069
Online publication date: 1-Oct-2005.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...