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lunedì 13 aprile 2020

DALLA DEMOCRAZIA ALLA “FOLLIA”

DALLA DEMOCRAZIA ALLA “FOLLIA” (INTESA COME CONDIZIONE PSICHICA).
La democrazia, perlomeno quella italiana, riesce dove non sono riuscite le peggiori dittature. Ovvero tenere ferma fisicamente, bloccata, chiusa in casa, addirittura con il proprio consenso, una intera popolazione. Complimenti, perché riuscire dove non era riuscito il comunismo, il fascismo e neppure il nazismo, è una vera impresa.

Le moderne democrazie (alias “dittature dolci” per usare un’espressione cara a Aldous Huxley) fanno infatti sì che il prigioniero ami le proprie catene e quindi il suo carceriere (infatti i dati di gradimento del governo, ammesso siano veri, sono in crescendo). Insomma, una specie di Sindrome di Stoccolma nazionale. Questo per noi italiani, perché in tutti gli altri Paesi la situazione non è questa. Parlo con amici da tutto il mondo e mi confermano che nessun paese ha imposto misure restrittive talmente draconiane e anche palesemente idiote, e questo non a detta mia ma di fior di medici e scienziati non allineati ai canali mainstream.
Lo stato di “fermo” casalingo, ovviamente, non è solo fisico, ma anche e soprattutto di carattere psico/emotivo ed è etero-diretto dal più grande mezzo di controllo: la paura.
Quindi basta iniettare nelle masse il virus della paura (paura del del virus, del terrorismo, delle crisi economiche, crisi ambientale e così via. A proposito di crisi ambientale, che fine ha fatto Greta?) e il gioco è fatto.

La prigionia (che vi piaccia o meno ammetterlo siete/siamo in prigione), non ha solo la caratteristica della perdita di libertà fisica, che ne è solamente la conseguenza più percepibile ed immediata. La prigionia, oltreché sul nostro corpo fisico, agisce anche e soprattutto in maniera profonda su quello psichico e su quello emozionale (difatti si parla qua e là di primi suicidi dovuti alla reclusione anche se i media ovviamente non ne danno gran risalto). C’è poi anche un corpo che definiamo “spirituale” e le persone in un percorso evolutivo già avanzato saranno in grado, buon per loro, di cogliere questo “fermo” forzato, come strumento di ulteriore crescita evolutiva.

Ma torniamo a ciò che succederà alle masse chiuse in case.
Qualora lo stato di fermo dovesse perdurare tutte le nostre abitudini cambieranno inevitabilmente in peggio. L’inattività nel lungo periodo agirà in maniera deleteria sul fisico, sulla mente e sulle nostre emozioni. Non tutti hanno la forza d’animo e mentale di correre un’ora al giorno, tutti i giorni per ben 27 anni, per mantenersi in forma e non lasciarsi andare, come fece Nelson Mandela nella sua piccola cella del carcere di Robben Island. Le masse, pigramente distese sul divano, si faranno terrorizzare sempre più attraverso notiziari e programmi che sono lì apposta per seminare il panico. Si chiama “strategia del terrore” e “gestione della paura”, perché quando questa si manifesta (unitamente a stress, ansia, ecc.), si innescano nel nostro organismo risposte che fanno aumentare il rischio di ammalarsi (di Covid 19 o di qualunque altra cosa).

A me pare logico che l’arma migliore che abbiamo per difenderci dal Corona Virus sia l’innalzamento del nostro sistema immunitario, e questo lo si fa stando all’aria aperta, facendo attività fisica, migliorando l’alimentazione, insomma migliorando le nostre condizioni di vita e non peggiorandole. E del resto il fatto che nessun appello sia stato fatto su un cambio di alimentazione più sano dovrebbe far riflettere (anche se capisco che riflettere, quando si vive in uno stato di paura, non è semplice).
E del resto se il virus non colpisce bambini e adolescenti, il motivo è proprio questo: le loro difese sono più alte/attive, rispetto a quelle delle persone più in là con gli anni.

Torniamo alla paura. Il problema ovviamente non è avere paura un giorno, due o tre. Il problema si pone quando la paura accompagna le nostre vite per un lungo periodo perché il cortisolo (lo stato di paura provoca rilascio del cortisolo, conosciuto anche come “ormone dello stress”), nel lungo periodo, provoca l’abbattimento delle nostre difese immunitarie.

Riassumendo, la situazione è la seguente: chiusi in casa, stressati, impauriti, senza luce del sole (fondamentale per la vitamina D), con aria perlopiù viziata (conosco persone che tengono chiuse le finestre di casa perché temono che il virus si propaghi via aerea), con una alimentazione perlopiù pessima e un igiene altrettanto pessima (sto parlando di igienismo naturale e non di lavarsi le mani con acqua e sapone).
C’è poi anche un ovvio calo del desiderio sessuale poiché sotto stress cala la produzione di testosterone (e del resto dicono i napoletani, che sono dei veri filosofi di vita, che “il cazzo non vuole pensieri”), in situazioni di promiscuità forzata che genereranno aggressività, fisica o verbale, magari nei confronti degli altri membri della famiglia e così via. Insomma, Covid o non Covid, vengono create le condizioni perfette per ammalarci.

Quanto sopra descritto non è solo frutto del buon senso, che di questi tempi servirebbe molto, ma viene da manuali medico-diagnostici redatti sull’osservazione di sintomi e patologie tipiche della carcerizzazione.
Con il degrado del corpo fisico e il perdurare della prigionia verranno anche a galla conflitti ed emozioni sepolti ed a quel punto l’oblio verso la follia sarà rapido. Rileggetevi “Cecità” di Saramago per avere un’idea seppur minima di ciò che ci succederà se questa situazione di reclusione forzata non si risolverà in tempi brevi. Di tutto ciò, statene certi, chi manovra e dirige, ne è ben consapevole.
Altroché, “andràtuttobene”.
Buona Vita a tutti e in alto i Cuori
A
PS: Nel frattempo Trump, il terribile Trump, notizia di ieri, apre gratuitamente i grandi parchi americani alla popolazione “per svagarsi, prendere aria, fare attività fisica e con ciò alzare il proprio sistema immunitario”. Eppure anche noi qualche boschetto ce l’avremmo. Se solo ci si potesse andare.
PPS: Economia reale bloccata ma i mercati borsistici rimangono aperti.

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venerdì 27 marzo 2020

La paura uccide, il coronavirus no!

"La paura uccide, non il coronavirus”

Bruce Lipton, tra i più importanti biologi al mondo, grande esperto e divulgatore dell’epigenetica lancia un messaggio sul Coronavirus
Bruce Lipton lancia un messaggio: “Il mondo è attualmente in preda alla paura per lo spaventoso Coronavirus. Per prima cosa chiariamo un fatto: se hai mai avuto raffreddore o influenza nella tua vita, è possibile che fosse un’infezione da coronavirus: Sì, i Coronavirus provocano raffreddori e influenza!

Ma, in questo caso, siamo “programmati” con la convinzione che questo particolare virus del raffreddore sia “mortale”. Questa paura ha fermato concerti, conferenze e grandi eventi pubblici in tutto il mondo. La paura ha portato alla quarantena e al blocco dei viaggi internazionali. Ha anche portato a una grande scarsità di carta igienica in Australia: i cittadini preoccupati di restare murati in casa con questa infezione, hanno svuotato gli scaffali in previsione del peggio.

Innanzitutto chiediamoci: quanto è letale questa versione del virus? Sì, ci sono decessi correlati al Coronavirus… ma ciò che è fuorviante è la paura che tutti coloro che prendono questo virus possano morirne. Questo è semplicemente falso! La salute di quasi tutte le vittime di questo Coronavirus era già compromessa prima che fossero infettate.

Lo stress è responsabile fino al 90% delle malattie, comprese le malattie cardiache, il cancro e il diabete. Quando un individuo è stressato, il rilascio di ormoni dello stress (es. Cortisolo) arresta il sistema immunitario per conservare l’energia del corpo e sfuggire dallo stress percepito. Gli ormoni dello stress sono così efficaci nell’inibire il sistema immunitario, che i medici li somministrano a scopo terapeutico ai trapiantati di organi: in questo modo impediscono al loro sistema immunitario di respingere l’impianto estraneo. (“La Biologia delle Credenze”).
La conclusione è chiara: la paura del coronavirus è più mortale del virus stesso! I media (forse in collaborazione con le case farmaceutiche) stanno compromettendo la salute delle persone giocando la carta della paura! Questo è il risultato del pensiero negativo (l’effetto nocebo) che è l’esatto opposto dell’effetto placebo che si manifesta attraverso il pensiero positivo! Se ti dedichi a rimanere in buona salute, con una buona alimentazione, esercizio fisico, prendendo vitamine e integratori e, soprattutto, evitando lo stress (ad esempio, la “paura” del virus), anche qualora fossi contagiato dal virus probabilmente si manifesterebbe solo un raffreddore o della febbre lieve.

Se hai un sistema immunitario compromesso, ti aiuterà stare su pensieri e vibrazioni positivi e badare alla tua alimentazione anche utilizzando degli integratori. Seguire la tua intuizione su ciò che è meglio per te è la chiave! Il punto qui è che, indipendentemente da chi sei e quale sia il tuo stato di salute, trarrai un beneficio enorme dall’allontanarti dalla paura e dal sostenerti in qualunque modo ti sembri meglio.
Ricorda la verità della fisica quantistica, la più valida di tutte le scienze del pianeta: è la tua Coscienza che sta creando le tue esperienze di vita! Sei focalizzato sulla Malattia… o sulla Salute?“
Ti auguro piena salute, felicità e armonia. Con Amore e Luce, Bruce

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domenica 13 maggio 2018

La miglior lettera di un dottore al suo paziente

LETTERA DI HANHEMANN AD UN SUO PAZIENTE
Questa lettera fu inviata da Hahnemann ad un suo paziente, sarto di professione, residente nella città di Gotha (Turingia, Germania), che sarebbe morto molto più tardi alla veneranda età – anche per i nostri tempi – di 91 anni. La lettera, del 1799, intessuta su una trama di saggia e sottile ironia, contiene consigli ancora utili per noi che viviamo in un periodo così pieno di stress e di falsi bisogni.

“Mio Caro, è vero che sto per andare ad Amburgo, ma ciò non deve preoccuparla. Se non le pesa spendere i pochi soldi che le costerà inviarmi una lettera, potrà ancora usufruire dei miei consigli quando sarò laggiù. Per l’indirizzo le basterà semplicemente scrivere sulla busta il mio nome e, al di sotto “Amburgo’: la lettera mi troverà”. Per ora, devo affermare che lei è veramente sulla via della guarigione e che le principali fonti della sua malattia sono state eliminate.

Tutte tranne una, che ancora persiste ed è la causa delle sue ricadute. la delicata macchina umana non è stata costruita per essere sottoposta ad un superlavoro: l’uomo non può strapazzare la sua energia e le sue capacità senza pagar pegno. Sia che lo faccia per ambizione, sia per amore di guadagno o per qualsiasi altro motivo degno di lode o di biasimo, l’uomo finisce per mettersi in opposizione all’ordine naturale ed il suo fisico finirà per subirne danni o addirittura la distruzione.
Peggio ancora se il fisico si trova già in condizioni di debolezza.

Si ricordi: ciò che non riesce a fare in una settimana, può tranquillamente farlo in due. Se i suoi clienti non vogliono aspettare, neppure possono candidamente pretendere che lei si ammali per far loro piacere e lavori così intensamente da finire sottoterra, lasciando sua moglie vedova e i suoi figli orfani.

Non è soltanto l’estenuante sforzo fisico che la danneggia quanto, maggiormente, la concomitante tensione mentale che, a sua volta, finisce per compromettere la tenuta fisica in un vero circolo vizioso.
Se non assumerà un atteggiamento d’imperturbabilità, adottando il principio di vivere dapprima perse stesso e poi per gli altri, allora ci sarà ben poca speranza che lei guarisca.

Quando lei sarà nella tomba, stia sicuro che gli uomini se ne andranno lo stesso in giro vestiti, magari non con così tanta eleganza, ma, in ogni caso, sufficientemente bene. Se si è saggi si può godere di buona salute ed arrivare a vivere fino a tarda età. Se qualcosa la infastidisce o la turba, non ci presti attenzione; se qualcosa è troppo per lei scelga di non averci niente a che fare; se qualcuno la incalza, le sta addosso, la vuol fare troppo sgobbare, rallenti e se la rida di questi matti che vorrebbero renderla infelice.

Faccia solo quello che riesce a fare agevolmente senza sforzarsi eccessivamente; per quello che non è in grado di fare, beh, non se la prenda più di tanto. Che le nostre condizioni finanziarie terrene non sono incrementate dal sovraccaricarci di lavoro. Si finisce allora per spendere proporzionalmente di più e, alla fine dei conti, non si è guadagnato nulla.

Parsimonia, limitazione del superfluo (due cose che il gran lavoratore spesso non sa fare), ci mettono in condizione di vivere con maggiore comfort, in altre parole, in maniera più razionale, più intelligente, più in armonia con la natura, più allegramente, più serenamente,più in salute. Così si vive in maniera più degna di lode, più saggia, più prudente, piuttosto che lavorare ad un ritmo mozzafiato, senza un attimo di respiro, con tutto il nostro sistema nervoso costantemente sotto tensione fino ad arrivare alla distruzione dei tesori più preziosi nella vita: un umore tranquillo e felice ed una buona salute.
Sia, dunque, più prudente, consideri se stesso per primo, lasci che qualsiasi altra cosa abbia per lei un importanza secondaria. Qualora altri dovessero azzardarsi a sostenere che, per onore, siete obbligato a fare di più di quanto è giusto per le vostre facoltà mentali e fisiche, anche allora, per amor di Dio, non consentite a voi stesso di essere pressato a fare ciò che è contrario al vostro benessere. Siate sordo alle lusinghe, alle lodi che corrompono, restate freddo e calmo e continuate per la vostra strada con tranquillità, come deve fare un uomo assennato.
Vivere felice con serenità d’animo e di corpo: per questo L’uomo è al mondo, e lavorare solamente quel tanto che gli assicuri i mezzi per vivere con gioia certamente non per logorarsi e stroncarsi per il lavoro. Il continuo spingere e sforzarsi dei ciechi mortali allo scopo di guadagnare sempre di più, di procurarsi questa o quell’onorificenza, di fare un favore a questo o quel grande personaggio, tutto ciò è fatale al nostro benessere ed è causa frequente d’invecchiamento precoce e di morte prematura per i giovani.

sabato 17 febbraio 2018

Shock emozionali decisivi nell'insorgenza tumorale

SHOCK EMOZIONALI DECISIVI NELL’INSORGENZA TUMORALE
LETTERA
PER VERONESI JUNIOR RICERCA SIGNIFICA ANTIBIOTICI
Nel corso della giornata dedicata alla ricerca in onore di Umberto Veronesi, svoltasi al Teatro alla Scala di Milano l’8 novembre 2017,  promossa dalla Regione Lombardia, e trasmessa in diretta dal Corriere della Sera online, il figlio prof Paolo Veronesi,  pure oncologo, per ricordare l’importanza della ricerca ha detto che se cent’anni fa ci fossero stati gli antibiotici si sarebbero salvate 50 milioni di persone decedute per l’influenza spagnola, definendola una banale influenza.

SHOCK EMOZIONALE E PAURA POSSONO TRASFORMARE LA COMUNE INFLUENZA IN UN TUMORE POLMONARE
Si può facilmente immaginare come la diagnostica di influenza spagnola, aggravata dalla mancanza di rimedi, o da scarsa igiene e nutrizione, o da dosi abnormi di aspirina, o da rimedi che possono aver peggiorato la malattia, come i vaccini fatti ai militari, possa aver causato uno shock emozionale per la paura della morte tale da trasformare in molti casi una comune influenza in un adenocarcinoma polmonare.

CAMPANE MUTE NEL BIELLESE DURANTE I FUNERALI
I morti allora erano così numerosi che, per contenere la paura, durante i funerali si evitava il suono delle campane, come accadde nel biellese. Ovvio che, se ci fossero stati gli antibiotici, forse si sarebbero risolti molti casi, e le persone avrebbero avuto meno paura.

ANCHE NELLA FARSA AIDS LA PAURA FECE MOLTE VITTIME
Anche dopo le prime diagnosi di HIV-AIDS le persone si sentirono condannate a morte. Poi, con la scoperta degli inganni a monte, nonché dei danni derivanti dall’assunzione del farmaco AZT, le cose cambiarono. Le critiche alla farsa Aids di grossi scienziati indipendenti fecero il resto. Vedi Peter Duesberg, autore di Hiv il virus inventato, vedi Stefan Lanka, vedi lo stesso Luc Montagnier che, pur non smentendo la sua scoperta, ha più volte affermato che con un buon sistema immunitario, la malattia si sgonfia e non occorrono vaccini.


GIORNATA DEDICATA AGLI STILI DI VITA E AL RUOLO DELLO STRESS
Nella presentazione della giornata è scritto che “la giornata è dedicata, in particolare, agli stili di vita, al ruolo delle scienze come motore primario di sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita in ogni ambito”. Per stili di vita, oltre alle norme igieniche più diffuse, si intende anche lo stress. Spesso vengono definiti con la parola stress veri e propri shock emozionali. Il  genetista Tian Xu scrive, sulla rivista Science Online del 14 gennaio 2010, che lo stress può alterare il DNA e creare malattie.

UMBERTO VERONESI RICONOBBE CHE CON L’ANATOMIA SI È CREATA UNA SCISSIONE TRA CORPO E SPIRITO
Nel corso della giornata della Ricerca sul cancro, tenutasi al Quirinale il 6 Novembre 2014, il prof Umberto Veronesi disse che si deve pensare alla persona nella sua globalità, al suo carattere ed alle sue emozioni e che è quindi indispensabile recuperare qualche elemento della vecchia terapia olistica. Disse anche che, dal 1600 con gli studi dell’anatomia, si è compreso meglio il corpo umano realizzando il grande avanzamento medico e scientifico di oggi. Però si è creata una scissione tra il corpo e la mente.

FACILE TOGLIERE UN NODULO AL SENO, MA DIFFICILE TOGLIERLO DALLA MENTE
Concluse l’intervento con queste parole: “Polarizzandoci solo sugli organi abbiamo tralasciato il tema del pensiero dell’uomo quindi bisogna secondo me nella medicina del futuro ritornare al vecchio pensiero platonico che diceva che bisogna curare l’Anima per curare il corpo. L’Anima, in greco significa psiche. Bisogna curare il pensiero, il cervello, il modo di sentire le cose, perché quando una persona si ammala di un tumore in un organo certamente quello si può curare. Ma poi se la malattia viene percepita ed elaborata nel cervello e nel pensiero, e lì rimane a lungo. Lo dico sempre ai miei colleghi: è facile togliere un nodulo al seno ma è difficile toglierlo dalla mente. Lì rimane per mesi, per anni e, fino a quando non è completamente scomparso, la guarigione non è ancora realizzata. Noi vediamo la sua guarigione fisica ma dobbiamo pensare anche alla guarigione a livello mentale.

PRIORITÀ ASSOLUTA DEL MEDICO È SAPER ASCOLTARE IL PAZIENTE
Bisogna quindi che i medici si rapportino con i pazienti in una maniera diversa, in una maniera più dialogante, più profonda, più conoscitiva per avere la loro fiducia. La fiducia di un paziente non si ottiene con una firma di consenso informato. È una firma che serve più al medico, per proteggersi dai rischi del futuro, che al paziente stesso. Il paziente ha bisogno di sapere, di conoscere, ha bisogno di dialogo e quindi dico sempre che bisogna saper ascoltare.”


CORRELAZIONE TRA PSICHE E ORGANI COLPITI
Il dr R. G. Hamer, dopo aver compreso che il suo cancro e quello di sua moglie erano stati causati dallo shock emozionale subito per la morte del loro figlio, ha ascoltato la narrazione del vissuto di molte persone con diagnosi di tumore-cancro e proprio quelle narrazioni gli hanno consentito di scoprire poi le correlazioni tra psiche-cervello e organi.

È IL TERRIBILE SHOCK DELLA CONFERMA DIAGNOSTICA A PROVOCARE IL CANCRO NELLE SETTIMANE SUCCESSIVE

giovedì 9 febbraio 2017

Metodo Feldenkrais per la sclerosi multipla

Metodo Feldenkrais per la sclerosi multipla

“La sclerosi multipla (SM) ha lasciato il suo segno indelebile nella mia famiglia. A mio zio paterno, Benjamin, fu diagnosticata la SM, di cui morì  nel 1930. Negli anni ’50, la malattia ha preso mio padre due settimane dopo il mio quarto compleanno. Nel 1986, ha segnato la vita di mia sorella, Susan. La mia famiglia è stata impegnata con l’associazione Sclerosi Multipla dal tempo in cui ho ricordi. Ancora ragazzino, mio fratello Eli andava di casa in casa con la scatola di raccolta per l’associazione. Da bambina, assieme ai miei amici, ci facevamo pagare per i nostri spettacoli nel cortile e donavamo il ricavato. A tuttoggi io e mio fratello rimangono impegnati. Scrivo e parlo di SM a chiunque voglia ascoltare. Assieme alle mie figlie ho partecipato alla marcia per la SM ogni anno da quando sono nate. Quando ero una giovane fisioterapista, nel 1976, ho iniziato la prima classe per i pazienti affetti da SM presso la UCLA. Nel 1991 sono diventata un’insegnante del Metodo Feldenkrais® e ho insegnato classi di Consapevolezza Attraverso il Movimento® con il sostegno dell’associazione dedicata alla SM.

Come può il Metodo Feldenkrais® dare benefici alle persone con SM?
Il Metodo Feldenkrais esplora come il cervello e il nostro sistema nervoso possano cambiare. La sclerosi multipla è una malattia che colpisce il cervello e il sistema nervoso. Ecco perché secondo me il Metodo Feldenkrais è utile a chi è affetto da sclerosi multipla: dal momento che sappiamo che la SM può colpire qualsiasi parte del sistema nervoso rivestito di mielina (la copertura “isolante” dei nervi), qualsiasi approccio che voglia aumentare le funzioni deve deve coinvolgere l’intera persona. Questo rende il Metodo Feldenkrais una buona partita; non solo perché collega una parte del corpo alle altre, ma anche perché comporta poco o nessun stress, uso di energia, dolore o sudore. E può abbassare la temperatura di un corpo surriscaldato rilassando il meccanismo di “lotta o fuga”.

Ci sono quattro tipi principali di SM; recidivante-remittente, secondaria progressiva, primaria progressiva e recidivante progressiva. Anche se ci sono fattori comuni tra le persone con SM, ognuno è un individuo. A seconda del tipo di SM che una persona ha, i sintomi possono variare notevolmente da un giorno all’altro.
Dal momento che il Metodo Feldenkrais lavora sulla consapevolezza, su come raggiungerla e come utilizzarla ogni persona impara a regolarsi con se stessa, trovando le proprie strategie per il cambiamento. Inoltra la combinazione di consapevolezza e flessibilità è molto potente nella lotta contro gli effetti di questa malattia. Il fatto di utilizzare i muscoli per muoversi piuttosto che come supporto antigravitazionale migliora la gamma di movimento e aiuta ad avere più energia. Inoltre imparare a iniziare il movimento dai grandi muscoli che si trovano al centro del corpo consente una distribuzione migliore del lavoro, permettendo di conservare energia e forza, che rappresentano due grandi preoccupazioni per pazienti con SM.
Inoltre questi elementi permettono di mantenere la flessibilità delle articolazioni e dei muscoli, fattori importanti per camminare e per svolgere le azioni quotidiane. Tutti noi abbiamo un enorme potenziale per l’apprendimento, non importa quale sia la nostra capacità fisica in quel dato momento. Imparare la consapevolezza, la flessibilità e il cambiamento migliora le funzioni.

Andiamo più nello specifico!
La maggior parte delle persone non pensano a quello che fanno o come si muovono fino a quando non si trovano in difficoltà. Se rallentiamo e prestiamo attenzione a come ci muoviamo e a che cosa facciamo, siamo in grado di affinare i nostri movimenti e le nostre azioni. Come Moshe Feldenkrais scrisse: “Se non sai quello che stai facendo, non puoi fare quello che vuoi.” Questo è esattamente ciò che impariamo quando pratichiamo il Metodo Feldenkrais.
Se avete la SM o se conoscete qualcuno che ne soffre (ci sono circa 200.000 persone negli Stati Uniti e 2,5 milioni in tutto il mondo) allora conoscete alcuni dei sintomi debilitanti. Poiché i sintomi sono così vari, quando si lavora con questa malattia, si deve avere una chiara comprensione della natura intreccciata del cervello e del corpo. Non si può “correggere” una parte senza influenzare le altre. Non possiamo cambiare il modo di camminare, se non lavoriamo sulla respirazione o senza sapere dove siamo nello spazio
CAMMINARE
Camminare è il motivo principale per cui le persone con SM vengono da me. Comincio esplorando la consapevolezza del mio cliente rispetto allo parti del corpo nello spazio. Nel linguaggio medico, questo si chiama cinestesi/propriocezione. Propongo lor una serie di sequenze di movimenti, sia attraverso le indicazioni verbali, sia o attraverso il tocco. Questi movimenti molto facili e dolci permettono all’allievo di rilassarsi; è solo quando siamo rilassati che possiamo esplorare il movimento! Gli allievi spesso scoprono schemi di movimento che li frenano. Essi imparano a lasciar andare gli schemi di movimento abituali che non funzionano. Attraverso queste sottili lezioni di movimento, sviluppano la consapevolezza, che porta alla flessibilità e a una migliore coordinaazione. Un altro sintomo che rende difficile il cammino è la spasticità. La spasticità è uno stato in cui alcuni muscoli sono contratti del tutto oppure lavorano in tempi inappropriati. Quando gli studenti imparano a muoversi con meno sforzo, riescono a fermare o a invertire qualsiasi movimento prima che i muscoli diventino eccitato o sovraeccitati. I movimenti sono lenti, dolci e sicuri. Gli allievi trovano che hanno più abilità nel modulare come i loro muscoli iniziano l’azione. Questo offre loro l’opportunità di fare minori aggiustamenti sulla base della loro percezione. Problemi di coordinazione sono abbastanza comuni tra le persone con sclerosi multipla, a causa della minor comunicazione tra il cervello e il midollo spinale. La coordinazione è complicata.  Le azioni utilizzano alcune sequenze muscolari. Ad esempio, si piega il ginocchio e si solleva il piede prima che  l’anca muova la gamba in avanti per camminare. Tuttavia, prima ancora di muovere le gambe, si vede qualcosa che si desidera raggiungere a piedi, sia nella realtà che nell’immaginazione. È necessario anche mantenere una postura eretta e respirare per muoversi in modo efficiente. Le sequenze di movimento esplorate durante una lezione Feldenkrais insegnano il controllo del movimento nello spazio. Ciò include la capacità di controllare la direzione, la qualità e la velocità.

EQUILIBRIO
Molto spesso le persone con SM hanno difficoltà a mantenere l’equilibrio. Attraverso il Metodo Feldenkrais, gli studenti con SM hanno la possibilità di esplorare la “postura dinamica”, in cui lo scheletro supporta il peso e i muscoli sono liberi di muoversi in modo più efficiente. Si esplora il rapporto tra lo scheletro e muscoli. Si porta attenzione alla trasmissione del movimento attraverso il centro del corpo, piuttosto che mantenere il “core”.

CALORE
Il calore può causare un temporaneo peggioramento dei sintomi della SM e lo stress e la tensione possono aumentare la temperatura corporea. Con il movimento delicato di una lezione Feldenkrais, un partecipante può imparare ad allentare lo stress e la tensione. Questo aiuta a far diminuire il calore, consentendo all’energia del corpo di fluire liberamente. Utilizzando l’attenzione e il respiro, si può imparare a rilevare (e quindi evitare) l’aumento della temperatura corporea prima che inizino i problemi.

STRESS
Vivere con la SM può significare cambiamento e stress. Lo stress esaurisce un individuo sia emotivamente che fisicamente e aumenta la stanchezza. Utilizzando il Metodo Feldenkrais, le persone con MS imparano a funzionare in uno stato più rilassato, calmando così il sistema nervoso simpatico (responsabile del meccanismo di “lotta o fuga”). Dal momento che i movimenti si basano su attività funzionali, le persone hanno la possibilità di scoprire i loro modelli di ansia abituali e di esplorare modi più efficaci di risposta. Mentre insegnavo corsi regolari per l’associazione della SM, mi sono spesso trovata in strutture non ottimali. C’era spesso rumore o movimento nella stanza, ma ho scelto di non modificare la situazione perché sapevo che i miei allievi avevano bisogno di imparare a calmarsi e a sentire se stessi in qualsiasi ambiente. Dopo tutto, centri commerciali, ristoranti rumorosi e ingorghi non scompaiono solo perché avete la sclerosi multipla!

FATICA
La fatica può essere la più grande sfida, perché siamo in grado di crearla senza nemmeno rendercene conto. Sforzo, tensione e fatica sono spesso il risultato di piccoli muscoli che fanno il lavoro al posto di quelli più grandi. Non ci può essere apprendimento quando c’è fatica, quindi sono gli allievi a misurare il proprio senso di stanchezza, modulando pause e riposi. Nel muoversi o riposarsi secondo il proprio ritmo, guadagnano un maggiore controllo sulla fatica.

FLESSIBILITÀ
Flessibilità è la capacità di commutare e utilizzare una parte diversa del corpo per una stessa attività. Imparare ad usare i muscoli per muoversi piuttosto che usarli per sostenere se stessi permette di migliorare la gamma di movimento e di avere più’energia. L’avvio del movimento dai grandi muscoli vicini al centro del corpo permette una migliore distribuzione del movimento permette di conservare l’energia e la forza. Queste sono le chiavi per mantenere la flessibilità articolare e muscolare, importante passeggiare e per le altre attività della vita quotidiana.”
(Traduzione dell’articolo Working with people with Multiple Sclerosis a cura di Beth Rubenstein, insegnante del Metodo Feldenkrais)

mercoledì 11 gennaio 2017

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

Cos'è la SENSIBILITA' PSICHICA?
I Tibetani l'hanno chiamata "terzo occhio", i parapsicologi "percezione parasensoriale" e gli psicologi "sesto senso". Baba Bedi diceva che queste denominazioni non sono corrette perchè riducono le funzioni di questa facoltà alla sola percezione, invece essa esplica quattro funzioni diverse.
Quindi l'ha chiamata Sensibilità Psichica sottolineando che non è un organo di senso ma un organo del sistema vibrazionale o campo energetico che consente di percepire l'Unità del Tutto.

-La prima funzione della Sensibilità Psichica è di attivare la capacità di percezione totale attraverso cui possiamo conoscere la realtà di un evento, di una situazione, di un oggetto ecc. fino alla conoscenza della Realtà Ultima. 

-La seconda funzione permette di eliminare i limiti imposti dallo spazio e dal tempo. Consente, quindi, di sondare l'invisibile. Infatti nulla è troppo lontano nel tempo o nello spazio e tutto può rientrare nell'orbita della sua percezione.

-La terza funzione si esplica nel processo di autoconoscenza che generalmente viene chiamato interiorizzazione.
Noi comunichiamo sempre, anche se in modo molto superficiale, con la parte fisica (prima di mangiare osserviamo se abbiamo fame, prima di andare a dormire sentiamo se abbiamo sonno, ecc) ma non con la nostra totalità. Infatti non siamo coscienti dell'energia che ci anima e del suo movimento continuo, dei suoi percorsi, del suo centro, delle sue funzioni, delle sue molteplici capacità, ecc. La Sensibilità Psichica ha accesso alla totalità del nostro essere e, tra l'altro, permette di scoprire i TALENTI, le capacità, che abbiamo a disposizione per realizzarci. 

-La quarta funzione permette di attivare i Talenti, affinchè siano vissuti pienamente.

Baba Bedi diceva che la Sensibilità Psichica non è attiva in tutti gl'individui. Fino a pochi anni fa, infatti, era un privilegio dei Santi e degli Illuminati, ora con l'inizio dell'Età dell'Acquario è giunto il momento che quest'organo funzioni in tutti gli individui perchè tutti sono destinati a diventare degli esseri umani totali. E l'essere umano non è totale se un organo del sistema vibrazionale non è attivo, anche se si tratta di un solo organo. 

In cosa consiste l'ATTIVAZIONE ALLA SENSIBILITA' PSICHICA?
L'attivazione alla sensibilità psichica si fa una sola volta nella vita e si attua in cinque incontri individuali, generalmente con cadenza settimanale. Baba ha insegnato due tecniche specifiche: una per gli adulti ed una per i bambini. Entrambe queste tecniche offrono importanti indicazioni affinchè la persona diventi sempre più consapevole delle proprie urgenze e delle capacità che ha a disposizione per soddisfarle.

Una volta attivata, la sensibilità psichica stimola le capacità positive dell'individuo e le rende attive.

LA RICERCA DEI TALENTI
Al termine dell'attivazione l'operatore fa la Ricerca dei Talenti antichi e nuovi. Tali capacità o talenti, se vissute pienamente, favoriscono l'evoluzione, lo sviluppo della personalità e la piena realizzazione dell'individuo.

I Talenti sono di due tipi: Antichi e Baby.
I Talenti Antichi fluiscono da esistenze precedenti l'attuale vita, esistono come entità dentro di noi. Se non vengono vissuti causano problemi, principalmente di tre tipi.
Nell'interiorità dell'Essere Umano i Talenti Antichi repressi reagiscono creando:
- irrequietezza e forte tensione apparentemente immotivata. Dopo essersi agitati e dibattuti, i talenti repressi si abbattono, stanchi, senza più forze proiettando depressione nell'animo umano; di conseguenza si oscilla tra tensione e depressione, depressione e tensione.
- incostanza. Qualunque cosa una persona voglia fare non riesce a metterci il cuore completamente, non vi è cosa in cui riesca ad applicarsi, cambia strada nella vita continuamente e non porta mai nulla a termine. Diventa così preda di complessi senza comprendere che tali situazioni non sono create dall'incapacità, ma dal gioco crudele delle sue vere capacità che, sentendosi soffocate, protestano, come se dicessero: "perchè non usi noi, che siamo le tue capacità, le tue potenzialità?" 
- ombre scure nei legami sentimentali. Dubbi e conflitti continui distruggono gli affetti e ci si colpevolizza l'un l'altro, senza capire che il vero problema è legato alle capacità non vissute.
La logica, in fondo, è semplice: come può essere felice la vita sentimentale se non c'è equilibrio in sè stessi? Se non si vivono le proprie potenzialità ed i propri talenti, che sono la nostra vera essenza?

Talenti Baby
I talenti detti Baby devono essere conosciuti e coltivati. Vengono dalle emanazioni planetarie nel momento del concepimento nell'attuale vita, e anche se non sono vissuti subito, non creano in genere grandi problemi.

Quali possono essere i Talenti?
I Talenti possono essere di ogni genere: danza, pittura, poesia, teatro, scultura ma anche architettura, fisica, astronomia, ricerca scientifica, botanica, giardinaggio, cucina... Ed anche legati alla percezione psichica: medianità, chiaroveggenza, radioestesia, capacità di guarire, contemplazione, capacità di comunicare con gli esseri della natura, ecc.

SURYA NAMASKARA:
il suo coronamento pratico e’ nella pratica di surya namaskara. Il termine sanscrito surya significa sole e namaskara saluto o adorazione. Per questo la pratica è nota come il ‘saluto al sole’.

martedì 20 dicembre 2016

L’alimentazione conta, ma la salute è soprattutto una questione mentale.

Nell’essere umano tutto ciò che è naturale è utile a renderlo più sano e più forte, ma non confondiamo ciò che utile con ciò che è assolutamente necessario... 

Per quanto ci affanniamo a seguire certi stili di vita attraverso una salutare ed etica alimentazione e pratichiamo sport o passeggiate a volte ci si ammala lo stesso e nessuno sa dirci il perché, ma il motivo è dentro di noi e noi lo percepiamo. 

Quando parliamo di stili di Vita salutari ci sfugge che stiamo parlando di Vita, non di stili alimentari o sportivi o lavorativi, ma stili di Vita, questo per dirvi che la cosa più importante di tutte è la Vita.

Volendo scomporre in fattori la meravigliosa quanto misteriosa Vita potremmo dire che è composta essenzialmente da percezioni ed emozioni, quindi quello a cui dobbiamo far sempre attenzione sono alle nostre percezioni ed emozioni, proprio quelle che il sistema, la società stessa, ci distrugge di giorno in giorno facendoci ammalare; è pertanto necessario mantenere in armonia i suddetti elementi costituenti dell’esistenza, la prova che essi sono in equilibrio è la nostra felicità che si genera solo quando si Vive bene.
Come dice anche Valdo nell’articolo che segue: ansia, inquietudine e traumi emotivi sono garanzia di malattia!
Marcello Salas

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LA SALUTE È SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI TIPO MENTALE

LETTERA
NEFRECTOMIA PARZIALE PER TUMORE LO SCORSO GIUGNO
Gent.mo Valdo Vaccaro, le scrivo per ricevere un prezioso consiglio. Ne ho letti tanti su suo blog e ora, se vorrà rispondermi, tocca a me. A giugno 2016 sono stata operata in laparatomia di nefrectomia parziale per tumore a cellule chiare di 3 cm, scoperto per caso con ecografia dopo anni di insistenza per dolore lombare destro.

STO TUTTORA INCASSANDO LA FRUSTRAZIONE DI QUESTA BRUTTA SORPRESA
Seguo una alimentazione senza prodotti animali da qualche anno e vegetariana potrei dire da sempre, (ho 57 anni) e sto incassando la frustrazione di questa brutta sorpresa nonostante uno stile di vita abbastanza buono. 

CURRICULUM CLINICO NON IMPECCABILE
A dire la verità la mia storia clinica non è impeccabile. Tonsillectomia a 5 anni, incidente a 13 anni (investita sulle strisce pedonali) anni con trauma facciale ed emotivo (frattura setto nasale e perdita incisivo superiore), appendicectomia a 18, mononucleosi infettiva (virus EBV Epstein Barr) a 20 con forti sintomi e ricovero ospedaliero, nascita figlia a 28 anni, aumento costante del Tsh e diagnosi tiroidite autoimmune (Hashimoto) a 44 anni, inizio assunzione Eutirox (ora tiroide Ibsa 125), menopausa.

STORIA FAMILIARE DI CARCINOMI
Padre con CA colon a 60 anni deceduto a 69, madre intervento per meningioma a 45 anni con riscontri caratteriali di anaffettività e depressione, CA mammario a 65 anni, quadrantectomia, deceduta a 88 anni nel 2013 per investimento sulle strisce pedonali.

ANSIA PER POSSIBILI RECIDIVE
In sostanza, la situazione infiammatoria cronica aggravata dal tumore mi fa percepire più insidiosa l'ipotesi di una recidiva. Tre anni fa ho fatto la rimozione delle amalgame e una apicectomia senza antibiotici con conseguente infezione e assunzione antibiotici. Tra le ipotesi temo che una cellula infetta anaerobica sia partita da lì, oppure è stato lo stress per la morte di mia mamma.

ALIMENTAZIONE VIRTUOSA MA NON SUFFICIENTE A CONTRASTARE APATIA E STANCHEZZA
Alimentazione con verdura cotta e cruda, cereali, legumi, semi oleosi, senza zuccheri aggiunti, un estratto di frutta e verdura al giorno. Sto seguendo da due mesi una micoterapia quale supporto post intervento. Guardando indietro è stato un progressivo riempimento di uno zaino di mattoni tipo stanchezza cronica, metabolismo rallentato, atteggiamento progressivamente rinunciatario, bassa vitalità.

GLI INTERESSI NON MI MANCANO
Sto cercando di rivitalizzare la situazione familiare e di essere meno seriosa. Di interessi ne ho tanti. Lettura, scrittura, disegno, volontaria animalista da sempre, pratico bagni derivativi, camminata veloce e yoga da due anni.

C'È DELL'ALTRO CHE POSSO FARE?
C'è altro che posso fare? Cosa pensa di idrocolonterapia o clisteri tipo caffè? Pensavo al digiuno, ma eventualmente guidato, non mi attira molto l'idea per via della debolezza e dell'abitudine ai piccoli spuntini. In ospedale mi hanno detto "Se ne dimentichi" ma, in poche parole, temo che durante l'operazione qualche cellula maligna sia andata facilmente in circolo e il mio sistema immunitario scassato non sia in grado di eliminarla. Grazie.
Violetta

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RISPOSTA

ROVESCIARE IL TUO ATTEGGIAMENTO PERDENTE VERSO LA VITA
Ciao Violetta. Non è facile dare una risposta al tuo messaggio, fatto com'è di riflessioni negative ed improntate a un pessimismo di fondo, nonché a depressione. Esso può avere qualche valore come sfogo e come liberazione mentale, ma niente di più.

PENSARE IN TERMINI DI GENETICA GIÀ SIGNIFICA VIVERE MALE
Già il parlare di storia familiare di carcinomi significa partire col piede sbagliato della genetica, ovvero del pregiudizio per cui si è segnati a subire la stessa sorte. La genetica non sta in piedi e si è dimostrata fallimentare nei suoi concetti di base. La fissità dei geni è una favola amara e falsa, un dogma sviante. Essi possono essere modificati giorno per giorno mediante le nostre scelte oculate, i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti sul piano alimentare e comportamentale. 

ANSIA, INQUIETUDINE E TRAUMI EMOTIVI SONO GARANZIA DI MALATTIA

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