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lunedì 27 aprile 2020

La paura più grande

La paura più grande
Viviamo in un periodo assurdo, pieno di restrizioni paure e mancanze di ogni genere, niente però è veramente come sembra e probabilmente tutto si potrebbe ricondurre ad un solo e unico aspetto/quesito.

Questi momenti sono stati generati anche da noi, dal piccolo ma significativo importo della nostra profonda coscienza, ma per comprenderlo appieno è necessario essere consapevoli che come noi ce ne sono miliardi, non siamo unici e soli come invece ci piace pensare, quello che noi pensiamo e sentiamo è a fattor comune nell’umanità e questo grande afflusso energetico di energia non propriamente positiva ci ha condotti fino a qui.
Oltre a quello che ci è stato sottratto c’è una paura di fondo che ci attanaglia e a pensarci bene non è propriamente quella attinente all’odierna pandemia(coronavirus/covid19) accollata ai popoli alla quale invece ci si è oramai quasi abituati. Quella sensazione di timore che fa da sottofondo alla nostra esistenza oggi l’attribuiamo a ciò che conosciamo come pericoloso e quindi all’epidemia, ma riflettendoci a lungo però scopriremo che la causa è un’altra.

La vera paura è una paura ben più grande, era già presente in noi e ogni tanto faceva capolino alla nostra coscienza, ma certe cose in automatico vengono nascoste dalla nostra mente inconscia alla consapevolezza e quindi sarà necessario trascendere se stessi, mettersi in discussione per capirsi e scoprirsi meglio avvedendosi di ciò che nel profondo ci trattiene in uno stato di vita sospesa, di sopravvivenza limitata alla mera vita fisica. Ognuno sente in sé qualcosa di più grande qualcosa che è pronto per sbocciare attraverso un’esplosione di tutto ciò che lo blocca: una paura indefinita.

La paura più grande è il timore della verità; la verità che è alla base di tutto e della nostra percezione della vita. Essa non può essere conseguita/percepita d’un botto quindi ci si deve avvicinare per gradi, a piccoli passi(verità) ed oggi il piccolo passo è costituito dalla verità attinente al periodo che stiamo vivendo.
La paura odierna è quella di scoprire delle verità che benché ancora non conosciute si sa bene che faranno più male di questa farlocca epidemia immessa nelle nostre menti come reale.

LA PAURA DI SCOPRIRE SE STESSI. - “VERITÀ” È RINASCITA
La “verità” di cui parlo è da individuare nell’adeguata percezione attraverso la quale condurre al meglio questa esperienza terrena; una capacità ben nascosta in noi, difficilissima da scovare e a livello strettamente biologico, cioè della mera vita fisica, ma è comprensibile che sia così, è infatti bio-logico che il nostro inconscio faccia soggiacere nel nostro più profondo delle importanti verità(capacità) poiché la loro acquisizione comporta cambiamenti epocali, immensi e proporzionalmente un’analoga portata di sofferenza per il mutato paradigma percettivo, dunque la nostra mente inconscia espleta bene il suo compito di farci stare lontano da cotanta sofferenza anche a costo di farci vivere un intera vita di illusione.
La verità è il miglior modo di vivere la vita
Non è scontato come potrebbe sembrare, la sofferenza a cui l’uomo è sottoposto per conseguire un radicale cambiamento ha un’intensità difficile da spiegare, un peso che è soggettivo e che si può ben definire come un fuoco interiore che brucia lentamente, un dolore che scardina le convinzioni ancestrali lasciando un vuoto che viene colmato lentamente, un cambiamento percettivo che ha chiaramente anche risvolti reali a livello fisico, emotivo e psicologico ma ciò che più si noteranno saranno le implicazioni nella vita di ogni giorno, le interazioni personali da cui si ha la conferma della propria trasmutazione, anche i propri cari faranno fatica a riconoscere il “cristo”(gesù risorto) che hanno davanti.

La paura più temuta è un procedimento pervasivo che brucia dove passa e rende irriconoscibili a sè e agli altri. Non ci sono cure, non ci sono palliativi, è una trasformazione da affrontare in solitaria che però rende consapevoli, liberi, Vivi.
Si entra così dopo un percorso periglioso in uno stato elevato di se stessi, non rinnegando il passato e puntando ad un futuro di meraviglia, non si teme più la sofferenza che si frappone tra l’uomo e la sua meta e si inizia a camminare come un nuovo “essere” capace di trasmutare il buio in luce, la sofferenza in crescita-esperienza.
In questo percorso senza mappa alcuna non ci sono maestri che mostrano la via, si cammina da soli dinanzi alle proprie paure ed avversità e per strada si incontrano altri che stanno facendo lo stesso sacrificio per elevarsi al proprio vero sé. 

Quest’epoca di insensata sofferenza farà riaffiorare ciò che in noi è sepolto da troppo tempo, paure/capacità nascoste che con il fuoco/sofferenza della trasmutazione interiore ci indicheranno la Via nella prigione percettiva che chiamiamo realtà.
Marcello Salas

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sabato 10 agosto 2019

GLI ANTICHI DEI DENTRO DI NOI

DOVE SONO GLI ANTICHI DEI? SONO DENTRO DI NOI ...

Esiste questa ipotesi: il nostro pianeta Terra sarebbe un vivaio per le anime.
Le condizioni di permanenza nel "vivaio" sono severe: gli studenti non ricordano le loro incarnazioni né i periodi vissuti tra le incarnazioni; se mai, potrebbero ricordare qualcosa nel corso dell'insegnamento. L'esistenza nel mondo 3D limita la percezione, e l'acquisizione dei superpoteri è una delle finalità del corso.

Vivono in una realtà duale dove agiscono le forze sia amichevoli sia nocive.
Gli studenti devono imparare ad interagire in modo corretto con entrambe le forze.
Probabilmente, anche l'esistenza di un sistema parassitario che frena lo sviluppo delle anime e "rimanda" coloro che non brillano a scuola, faccia parte del processo dell'insegnamento.
Noi, in questa realtà, avremmo davanti agli occhi numerosi suggerimenti sotto forma di alcuni monumenti dell'antichità. Studiandoli e svelando i loro misteri potremmo sviluppare molte capacità.

Come scrive un autore: "Gli ultimi Custodi, prima di smaterializzare i loro corpi, disattivarono i reattori, sigillarono le piramidi, mascherarono e nascosero le testimonianze e le biblioteche. Sulla superficie terrestre rimasero dei rebus, dei grattacapi... risolvendoli l'umanità ritroverà il filo d'Arianna per la ricerca dell'armonia e dell'abbondanza. Gli dei nascosero la loro presenza anche dentro il nostro inconscio che conserva l'informazione sui molti misteriosi eroi e popoli del passato. GLI DEI VIVONO DENTRO DI NOI.."

Le civiltà del passato ci hanno lasciato i segni della loro presenza, ma per conoscere ciò che sembra inverosimile serve un'apertura mentale. Forse proprio qui si trova la chiave per passare ad altro livello. Il nostro risveglio inizia dall'abbandono del modo "ortodosso" di pensare.
Solo a questa condizione è possibile capire il semplice fatto di trovarsi dentro un Matrix - scuola.

Naturalmente, il sistema parassitario che vive nei mondi del Matrix, oppone resistenza al nostro risveglio perché necessita, per vivere, dell'energia delle anime che "studiano". Per questo è stata creata una ragnatela che distrae l'attenzione, che confonde le coscienze con i dogmi e gli stereotipi... molte anime poco sviluppate restano nella ragnatela per decine e centinaia di vite.
Ma la nostra coscienza nasconde anche le capacità di superare i miraggi del Matrix, di uscire al di fuori della cornice della percezione alterata che ci è stata imposta. 
Coloro che si sentono pronti, si risvegliano, altri possono continuare a seguire le regole del gioco. A voi la scelta.


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

lunedì 24 giugno 2019

L’educazione deviata del dare del “lei”


L’educazione deviata del dare del “lei”
Dare del “lei” è il segno più presente e pressante di un’”educazione” inculcataci a forza da questa insana civiltà.
Ce lo dicono continuamente e spesso ce lo impongono di rivolgerci con il “lei” alle altre persone quando esse non sono conosciute, quando rivestono cariche pubbliche o comunque importanti (dirigenti, manager ecc,) ecc. quindi ci siamo convinti nel tempo che questa comunicazione sia la più idonea, la più efficace a relazionarci o ad ottenere i risultati perseguiti.

In realtà la comunicazione del “lei” è una comunicazione di “separazione”, divide gli interlocutori e li pone su piani differenti, tale forma di colloquio riduce drasticamente ogni forma di empatia e comprensione; non consentendo di cogliere il vero senso del messaggio dell’altro genera a livello inconscio frustrazioni, distacchi e non garantisce di certo i migliori risultati.

Il voluto distacco(dividi et impera) introdotto col “lei” si arricchisce poi di ulteriori fardelli emotivi, comportamentali e relazionali quando gli interlocutori scoprono(o sanno) i rispettivi ruoli sociali quindi le gerarchie-importanze degli stessi;
l’interlocutore che si ritiene, anche a torto, più “elevato”, importante o intelligente a livello inconsapevole aggiunge una sottile vena di arroganza – autorità, al contrario chi si percepisce “inferiore” o di nessun ruolo sociale di rilievo ci mette, suo malgrado(inconsapevolmente), una “punta” di reverenza-sudditanza.
Se poi i due si percepiscono entrambi “più importanti” accade che la comunicazione diventa caotica, infruttuosa e scarsamente comprensibile, molto meglio se essi si percepiscono “inferiori” in detta circostanza infatti si ammirano a vicenda e la comunicazione sarà ben più proficua.
Il “lei” infatti viene usato quando non si vuole rimanere troppo invischiati in un argomento(ad es. vedasi le comunicazioni sui social), ad una persona o una situazione anche se si tratta di relazioni tra “simili”.

Si tratta di comportamenti usuali installati ormai da tempo immemore nella nostra mente attinenti al programma(mentale) “cultura”. Sarebbe bello decidere di riprogrammarsi secondo le proprie volontà o esigenze, per aumentare l’empatia, per rendere la comunicazione efficace e comprensibile oltre che creare sincere e quindi durature amicizie usando i fatidico “tu”(ed io), una forma di comunicazione diretta e nient’affatto offensiva che dev’essere “sentita” dagli interlocutori che si interfacceranno sullo stesso “piano”, com’è in effetti in natura, ma le credenze si sa sono dure a morire!

E’ da millenni ormai che inculcano alle masse il “mantra” che dare del “tu” ha una connotazione negativa, che costituisce elemento di una comunicazione volgare, non efficace e troppo invasiva(o socializzante?) e noi ci abbiamo creduto in pieno.

Invero dare del “tu” significa invece porsi sullo stesso piano dell’interlocutore, dare se stessi all’altro poiché si riconosce l’altro come parte di sé o comunque di pari dignità, importanza, intelligenza, umanità… come dice un vecchio detto maya “in lak ech” (io sono un altro te)!
La comunicazione del “tu” tuttavia non è affatto facile, di questi tempi poi e quasi sempre fraintesa anche se attuata nel migliore dei modi, essa infatti richiede la massima semplicità, praticità di dialogo e soprattutto sincerità e profondo rispetto(assertività); anche se un solo elemento non è attuato la comunicazione viene percepita come invadente e irriverente.
Sarebbe bello vivere in una cultura del tu, del rispetto, della vera uguaglianza, ma l’umanità dopo “eoni” di programmazioni non è ancora capace di fare il salto verso se stessa, verso l’unione!
A volte tuttavia è utile usare del lei per avvicinare persone che altrimenti si allontanerebbero inesorabilmente in virtù di quella concezione educativa che chiamano civiltà, in detti casi il “lei” serve per avvicinare, farsi dare fiducia e poi con dolcezza e serenità passare al “tu”, una tecnica ben nota in PNL(programmazione neuro linguistica).
Marcello Salas

lunedì 6 agosto 2018

L’autoguarigione nella radionica spirituale russa

L’AUTOGUARIGIONE NELLA RADIONICA SPIRITUALE RUSSA

E’ una grande fatica, prendersi una responsabilità della propria salute. 
Siamo abituati a delegare la salute ai medici (alcuni, per la verità, non credono ai medici ma credono agli sciamani, e peccato che in Italia se ne trovano pochini...  aspettiamo che vengano dalla Siberia o dal Messico... ma siamo sicuri che saranno loro a guarirci?).
Ci buttiamo sui metodi quantistici e aspettiamo un salto della coscienza per guarire il corpo, ed è un peccato che malgrado i costosi seminari i risultati sono insignificanti, a parte aver conosciuto un mucchio di gente simpatica che condivide i nostri interessi.

Ritornando alle “cure radioestesiche”  russe, a quelle che io chiamo con il nome della “radionica esoterico-scientifica”, meglio rappresentata dalla Puchkò, autrice della “Medicina Multidimensionale”, o della “radionica spirituale russa”, meglio rappresentata da Pavel, autore de “Le Energie della Guarigione”, potrei fare a me stessa una domanda: “E allora saranno la Puchkò o Pavel a guarirci?”
Non saranno loro, saremo noi... ma loro ci danno degli strumenti che funzionano perché  basati su dei modelli della realtà analizzabili con il pendolo, sui concetti profondi  che rispecchiano delle dottrine antiche e delle ricerche moderne, e ci danno dei protocolli validi per seguire la nostra ricerca della guarigione!

Naturalmente, non tutti vorranno impegnarsi in prima persona.
A parte di essere portati ad un lavoro autonomo, alla ricerca, ad avere pazienza e la voglia di capire, serve anche il coraggio e una forte volontà, per proseguire!
Tra tutti coloro che hanno preso in mano i libri della Puchkò (parlo dei russi soprattutto), sono andati avanti solo coloro che hanno avuto sia costanza sia il coraggio di continuare.

E' davvero difficile assumere il controllo della propria vita, e lo vedo tutti i giorni... tante volte non lo vogliamo nemmeno, per evitare delle responsabilità. Inoltre, lamentandoti delle malattie, puoi aspettare una comprensione dagli amici e delle premure da parte dei parenti... è pur sempre una forma d’amore che ci manca tanto!

Sui forum russi che visito si leggono molte richieste  del tipo “... mi serve subito un operatore, sto male, ho dei grossi problemi”.
E, badate, scrivono delle persone che sono A CONOSCENZA delle tecniche Puchkò, sanno tenere tra le dita un pendolo, ma non vogliono provare, e soprattutto, non hanno voglia di arrivare da soli fino in fondo.
Lo delegano ad altri! 
A questo punto non posso non riportare qui  un brano dalla risposta di Pavel ad una persona che ha tempestato il suo forum di richieste d’aiuto.

Scrive Pavel:
“... Conosco bene la situazione di cui sta parlando. Anch’io andai dai molti medici, feci un sacco di esami, ma stavo sempre peggio. Mi feci curare per circa 5 anni dai più diversi specialisti, poi dagli elettro-agopuntori (il metodo di Woll), e poi dai guaritori. Accumulai una quantità di analisi e di diagnosi, ma il mio stato fisico peggiorava, e lo stato psicologico pure. Piano piano cominciai a capire che per uscire dal tunnel mi serviva una soluzione diversa. Che cosa? Come? Dove?...

... Avevo capito di dover aspettare un miracolo - uno, agire da solo - due (“aiutati che Dio ti aiuta”). A me stava la scelta.
Cominciai una ricerca che mi portò al libro della Puchkò “La biolocazione per tutti”; questo libro mi aprì gli occhi, fece cambiare la direzione dei miei pensieri.
Dovetti lavorare molto, combinando il lavoro, la casa e il lavoro radiestesico; più di una volta le malattie ebbero la meglio, ma la FEDE nella Mente Suprema e la comprensione di non avere altra scelta, se non un’attiva comunicazione con il mio Sé Superiore”, mi permettevano sempre di continuare a lavorare, anche con le tecniche mie, non ortodosse “alla Puchkò”. E come risultato: gradualmente, con gli anni, dimenticai i nomi e i cognomi dei miei medici...
Sembra che lei (si rivolge ad un partecipante del forum, n.d.t) vorrebbe risolvere i suoi problemi tramite altre persone e presto. Questa è un’illusione; velocemente si può risolvere solo alcuni problemi, mentre molti di loro scesi al livello fisico, hanno bisogno di anni, a volte anche di tutta la vita che resta, per trovare una soluzione.

Dove pensa di trovare un operatore (guaritore) che per anni vorrà correggere lo stato corrente del suo organismo? Vale la pena di tirare su le maniche e di cominciare a lavorare.
Per iniziare, lavori con la lista delle emozioni negative, deve estirpare certe piante infestanti dall’orto della sua anima... A coloro che vogliono crescere spiritualmente, attivamente, la Mente Suprema CONCEDE TEMPO. “

Proseguendo, devo aggiungere che Pavel non solo ha vinto le sue malattie ma ha portato avanti, su un livello ancora più avanzato, gli studi della Puchkò, ha semplificato le tecniche, e oggi lavora in una maniera molto creativa e insolita, che gli permette di accedere agli archivi akashici secondo la sua volontà, di cercarvi tutte le informazioni che vuole, di avere degli aiuti dei maestri di altre dimensioni – il tutto lo fa in silenzio, senza alcun scopo commerciale, persino nell’anonimato.

Pavel è un grande maestro, e un  teorico “puro”. Non ha nessun "istituto". Non ha un sito internet, tranne il forum dove espone le sue ricerche. Sono scritte con un linguaggio molto tecnico, non facile da capire, a differenza dai manuali per autodidatti Puchkò. Io che lo studio da quando l’avevo scoperto (2011), devo rileggere i suoi testi  tante volte, e anche, delle volte, devo riscriverli per me. E lo faccio volentieri. 
Pavel non crea delle filiali all'estero. Rifiuta qualsiasi ufficialità, per dedicarsi del tutto alla teoria. 

Pavel insegna che per raggiungere uno scopo, per guarire, si deve lavorare, e non aspettare un miracolo o un medico/guaritore/sciamano che con una bacchetta magica farà cadere delle montagne di problemi che noi facciamo crescere, a volte, nel corso di molte vite.
E voglio dire, questo è il motto della radionica russa – so che non sarà molto popolare:
     “Vuoi guarire? Devi farlo da solo.”

“Dio non ha altre mani che le tue”, conferma il medico neurologo Olga Lobysheva, una brillante allieva della Puchkò che si è resa conto del fatto che la medicina per guarire e non solo per far diventare gestibili alcuni  stati patologici, mettendoli sotto controllo (finché dura), deve per forza essere “multidimensionale” e considerare anche la struttura energetica e sottile dell’uomo. 
Chi, se non il nostro subconscio conosce TUTTA la nostra storia, avendo registrato tutto ciò che ci è accaduto dal momento del concepimento?
Chi altro può avere accesso alle informazioni della nostra Anima? Dello Spirito?

Questo motto è diventato mio circa otto anni fa, e ormai non cambio strada, non cerco tecniche facili e miracolose. Cominciamo a cambiare il nostro piccolo mondo. In sordina, da soli.

venerdì 3 agosto 2018

Il controllo della luna sugli umani

Il controllo della luna sugli umani
di Ruben Torres - 06 aprile 2015  - del sito Web LaCosechaDeAlmas 
Dal momento che abbiamo conoscenza, la Luna è stata lassù a osservarci, a scrutare i nostri sogni, a immaginare tutti i tipi di storie, miti e storie, in cui la Luna ha partecipato come lo scenario migliore. 

Sebbene ci siano scritti che menzionano un periodo senza luna, non ricordiamo una notte senza la sua presenza, è difficile per noi immaginare un periodo più oscuro.
Ci siamo dedicati alle odi della Luna di tutti i tipi ed è stata la madre che ci ha avvolti ogni notte.
Abbiamo osservato e scrupolosamente osservato, calcoliamo le sue fasi e comprendiamo la sua influenza in molti degli eventi che ci circondano, abbiamo persino osato andare lì, in teoria, anche se la versione ufficiale ha poco a che fare con la realtà. 

Ma alla fine ... cos'è la Luna? 
Anche se la risposta può sembrare ovvia, se ti fermi a pensare attentamente non è così, qualcuno direbbe che è un satellite, una roccia morta, sterile e inerte, con un volto grigio e sparuto: punto, fine della conversazione ... 

È quello che ci è stato insegnato, e che è sempre stato lì, ma se sei interessato a saperne di più, una moltitudine di domande si accumulano, così tante, che trovare risposte attraverso i mezzi convenzionali diventa un compito titanico.

La prima cosa che collide è il motivo per cui vediamo solo una faccia della Luna, sempre la stessa; non ha logica, tutti i pianeti (e i satelliti) ruotano sul suo asse, eccetto la Luna che è statica.

La traduzione(rivoluzione-orbita), per esempio, è concentrica, il che significa che mentre tutti i corpi celesti ruotano in ellissi, la Luna ruota in un cerchio concentrico quasi perfetto.

Poi ci sono i suoi crateri, piuttosto sospettosi, alcuni di questi hanno dimensioni tali che ciò che avrebbe avuto un impatto lì avrebbe dovuto distruggerla, ma no così non'è stato ...
Questi crateri, nonostante abbiano pochi chilometri di diametro, sono a malapena abbastanza profondi da dare un'idea minimale dell'impatto che hanno dovuto subire e di come hanno evitato le peggiori conseguenze. 

La sua dimensione gigantesca rispetto al rapporto pianeta-satellite aiuta ad aggiungere sempre più domande, rendendo improbabile che si ponga, la teoria che dice, che è stata attratta dalla gravità della Terra, e ancora di più quando la distanza che occupa con Per quanto riguarda la terra, è piuttosto inquietante.
Questo grosso corpo, visto con un telescopio più o meno normale, sono i primi dubbi che ti invadono quando presti attenzione.

Senza entrare in cospirazioni o teorie non ufficiali, se iniziamo a indagare sul lavoro di persone più esperte, è proprio da impazzire, come per esempio,
  • che l'antichità della Luna è più grande di quella della Terra 
  • che il suo corpo è vuoto 
  • vengono rilevate le onde radio costanti emesse da lì 
  • che di tanto in tanto (come ho detto con un normale telescopio) si possono vedere strane luci lì
  • quelle strane costruzioni appaiono in diverse fotografie che si possono trovare facilmente su Internet
  • che persino si parla di basi umane o addirittura di non umani all'interno
Tutto questo a meno che tu non abbia una mente puramente razionale e strettamente radicata nella scienza accademica e apostolica, risulteresti pazzo o che si abbiano teorie di uno squilibrio.

Ma quando leggi di scienziati che sono un po' lontani dal dogma scientifico, dubitano seriamente che la Luna sia un satellite naturale come è attualmente situato e ritengono che la Luna sia stata messa artificialmente lì con uno scopo "sconosciuto".

Aggiungendo che l'influenza della Luna non solo influenza le maree o nei periodi femminili, ma influenza la maggior parte dei cicli biologici e mentali degli esseri viventi, ci porta a ripensare nuovamente alla domanda:  Cos'è la Luna ...?

Se ci inseriamo in un piano cospiranoico, il soggetto dà molto più rispetto, poiché la Luna è lì, osserva i nostri sogni, è lì, guarda la mandria mentre dorme, che è il momento più pericoloso della giornata per i pastori.

L'umano quando dorme attiva la sua parte energetica e lavora in fasi, che durante il giorno sono latenti, la ghiandola pineale o l'ipotalamo si attivano nell'oscurità e particolarmente durante il sonno, causando stati alterati nella coscienza o il cosiddetto viaggio astrale, per la maggioranza non consapevole, dove il gregge potrebbe essere abbandonato, andarsene e forse rendersi conto che vivono in una gabbia.

È solo una teoria, e più di una penserebbe che sia un semplice lucro, ma personalmente sono stato sempre colpito dal fatto che la Luna si vedesse solo di notte, di solito solo di notte, piena e radiosa, questo è almeno scioccante.

Durante il giorno siamo controllabili, siamo in veglia e il sistema ci tiene impegnati; il corpo celeste che regna è il Sole, come non potrebbe essere altrimenti, ma quando arriva la notte e la Luna lo allevia, è il momento in cui il controllo è più necessario, per cui prende la carta giusta, per completare la dualità in cui siamo intrappolati ...

La conclusione che raggiungo è che questo satellite ocra è un elemento di controllo, una stazione spaziale che monitora e analizza il nostro stato.

È noto che siamo fortemente legati alla Terra, che il battito del suo cuore è allo stesso ritmo del nostro e che abbiamo bisogno della sua influenza.

Ma la Luna è evidente, che deve anche emettere un tipo di onda che ci impedisce di staccarci dalla nostra irrealtà, un elemento che ci impedisce di ricordare e capire quello che sogniamo, che ci tiene in una trance ipnotica costante giorno e notte, e che la nostra mente si adatta a ricevere i programmi che ci fanno fabbricare "la nostra realtà" sullo sfondo.


La Luna era originariamente un satellite di Saturno; tutta l'ingegneria di controllo che trasportava al suo interno fu creata mentre orbitava intorno al pianeta anulare, dopo che il pianeta invasato prese il pianeta Terra fu lasciato senza satelliti naturali.

Perciò era difficile creare un sistema di controllo sull'essere umano senza un elemento che mettesse sotto controllo, i coloni terrestri.

mercoledì 17 gennaio 2018

Ancora su Conscio e Inconscio, Razionale ed Irrazionale, Mente e Pancia…

Per lavoro frequento persone (fra colleghi, fornitori e clienti) di formazione medio alta (ingegneri, matematici, economisti) con i quali un approccio razionale e sistematico alle situazioni dovrebbe rendere più facile la soluzione dei problemi.

Se, infatti, 3+3 fa 6, questo è vero
d’inverno come d’estate
al nord come al sud
di giorno come di notte
e quindi, avendo e condividendo le stesse informazioni di base, si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni finali. Facile no?

Invece no. Mi rendo conto, senza riuscire mai ad abituarmi, che esistono dei “trigger” oscuri, degli elementi scatenanti di fronte ai quali l’animale torna a farsi padrone, ricacciando il raziocinio in un angolino. Così, lo zittisce senza dargli nessuna possibilità di replica – e la cosa ancora più incredibile (e questo mi stupisce ogni volta, nonostante siano anni che mi sono accorto di questa cosa) è che la formazione “scientifica“, “razionale“, “illuminista” di queste persone, che all’apparenza, in altre situazioni, è così arrogante, di fronte alle paure del subconscio si fa coniglio e scappa a gambe levate senza neanche provare a ribattere.

Come detto più volte in queste pagine, e come anche approfondito in 2 capitoli interi del corso Dimagrigione, questi meccanismi sono ben noti; o meglio, sulla carta sono ben noti, perchè poi, nello specifico, se uno non riesce a scoprirli, continuerà per tutta la vita a
·       combattere contro il peso in eccesso,
·       contro una situazione relazionale malata,
·       contro qualche altra “malattia avversa“
senza rendersi conto di buttare energie contro i mulini a vento, cioè contro i nemici sbagliati.

Se non vi è chiaro il meccanismo, un paio di esempi possono aiutare.
Trupiano in un corso ci aveva fatto l’esempio della saliva. “Cos’è che fate tutto il giorno senza problemi? – Deglutire saliva. – Bene, se vi chiedesssi di riempire 2 dita di questo bicchiere della vostra saliva , e poi di berla, cosa direste? (faccia schifata di tutti). – Ma come, non vi ho mica chiesto di bere quella del vostro vicino di banco! La vostra – quella che fino ad un secondo fa avete deglutito senza problemi!
Ecco un ottimo esempio di contrapposizione razionale-animale: la mente razionale dice che è la stessa cosa (cosa può essere cambiato da dentro a fuori della bocca? Niente!); l’animale biologico identifica tutto ciò che esce dalla bocca come vomito, quindi veleno che il corpo ha espulso per salvarsi (fra parentesi: chi vince? L’animale, ovvio!)

Una donna vive con difficoltà che il suo uomo, una volta alla settimana, per due ore, vada a fare assistenza ad un vicino prossimo alla morte. Dal punto di vista razionale che problema c’è? Due ore non sono un granchè, e poi è per un’opera buona, no? Eppure questo causa litigi, incomprensioni, musi lunghi. Razionalmente, può questa donna chiedere al marito di non andare? No, e infatti non lo fa. Ma ci sta male.
Incomprensibile, se non si risale alla sua infanzia, e si scopre che, quando questa era ancora in età prescolare, la sorellina più piccola era stata in fin di vita, ricoverata in ospedale per oltre un mese e la mamma era scomparsa dalla famiglia per assistere la sorellina malata. A questo punto è chiaro: il marito, che per 2 ore alla settimana va ad assistere il vicino terminale, risveglia nel subcosciente di quella donna la paura dell’abbandono vissuto da piccola. Giustificabile razionalmente? No. Ma se si tiene in conto il contesto completo, tutto assume un significato diverso.

I colleghi razionali perchè mi solleticano queste riflessioni?
Quando, per caso (giuro! Ormai ho abbandonato da tempo la voglia di discutere o provare a convincere gli altri) capita il discorso ad esempio su Luna 1969, e io guardo il collega con la faccia divertita chiedendogli: “Ma tu ci credi veramente?” e la risposta, preoccupatissima, è “No, no, guarda lasciamo perdere per carità cambiamo discorso” neanche gli avessi detto che ho visto sua moglie nei bassifondi del porto di Genova, a che traumi pensare?

Io credo che il sistema di indottrinamento abbia lavorato molto bene nel convincere le persone che, se non sono allineate alla forma-pensiero generale, saranno tagliate fuori dalla collettività. E questa paura, irreale ma fatta percepire come molto concreta, riesce a spegnere anche le migliori e più sofisticate menti, che in altri ambiti sono invece capaci di ragionamenti, deduzioni e filosofeggiare di ben altro spessore.

Come ha detto David Icke: “La prigione più potente è la paura di quello che penseranno gli altri di noi“.
E, saputo questo e rivoltatolo di 180 gradi: “la più grande conquista di libertà è smettere di dare peso a quello che gli altri penseranno di noi!”


https://www.ingannati.it/2018/01/15/ancora-conscio-inconscio-razionale-ed-irrazionale-mente-pancia/

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Alcuni lo chiamano il “lupo mannaro” perché è indomabile, mette scompiglio, azzittisce la mente, annichilisce ogni reazione e ci trasforma in un animali selvaggi.
E’ l’inconscio che quando “scatta” prende il controllo del nostro corpo e della nostra mente consapevole e agisce per conto proprio riconsegnandoci le redini dopo aver scatenato la sua ira lasciandoci spesso con l’amaro in bocca, pentiti di ciò che abbiamo fatto senza essere riusciti a fermarci per tempo.

Perché succede questo? E’ normale? E’ anche questo un messaggio da cogliere e da accogliere per trasmutarlo in qualcosa di migliore?
E’ essenziale comprendere quando in noi si attiva il subconscio profondo che ci spiazza togliendoci il comando ed indagare sul perché lo fa, perché di solito ha le sue buone ragioni e finché non verrà compreso la sua furia non si placherà.

Comprendere i raptus e gli improvvisi “blocchi” subconsci ci permetterà di condurre la nostra vita verso una meta più serena, più amata, più umana.
Marcello Salas
 

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