Visualizzazione post con etichetta disbiosi intestinale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disbiosi intestinale. Mostra tutti i post

sabato 27 luglio 2019

Virus intestinali o conflitti emozionali?

Virus intestinali o conflitti?

Più che volentieri segnalo questa evento dell’amico Adriano Buranello, domenica 7 aprile, a Bassano, e il 28, a Quinto di Treviso: sono certo che la comprensione del nostro organismo e del nostro funzionamento sia essenziale per permettere a quella che chiamiamo “malattia” di provocare in noi quella crescita, quella maturazione che non solo ci rende più “immuni” e più resistenti ma realizza lo scopo per cui siamo di passaggio in questa vita. In assenza di questa comprensione (*) la “malattia” rimane, semplicemente, un’occasione persa.
(*) anche quelli che riescono ad intravvedere una correlazione con qualche evento esterno (un licenziamento, una perdita, una delusione forte, ecc.) si limitano alla considerazione: “ero debilitato da quella cosa, quindi il virus (morbo, batterio, microbo, agente patogeno in generale) ha avuto la meglio“.
Come se noi fossimo dei portatori sani di elementi patogeni che, finchè riusciamo a tenere a bada, sono innocui ma, non appena ci indeboliamo un po’, questi hanno la meglio e ci fanno ammalare. Quanta strada da fare ancora!

-oOo-
Il 7 aprile a Bassano del Grappa ed il 28 aprile a Quinto di Treviso farò un corso teorico esperienziale avanzato sulle 5 leggi biologiche dove tratterò in modo specifico la relazione tra i disturbi dell’apparato digerente e le emozioni conflittuali che attivano tali sintomi.
Non è sempre facile capire come un mal di stomaco o una dissenteria possa avere una relazione diretta con una emozione vissuta recentemente e che ci ha colti in contropiede, in un modo inaspettato.
Spesso viviamo questi disturbi attribuendo la causa ad un virus oppure a quello che abbiamo mangiato. Quasi mai questo corrisponde al vero.
La causa quasi sempre la possiamo ricondurre ad una emozione che viene vissuta e interpretata dalla nostra biologia come un ‘boccone indigesto’ oppure una ‘ingiustizia’ ma anche una ‘contrarietà indigesta’.
Spesso conflitti di ‘rancore, rabbia nel territorio’ generano mal di stomaco o dolori al fegato.

Conoscere quale specifica emozione attiva un determinato organo o porzione dell’organo permette di comprendere che ogni sintomo manifestato parla di noi, della nostra vita e di come viviamo le relazioni con il ‘branco’ ovvero con il partner, con datore di lavoro, con i colleghi o con mamma e papà.

Decodificare i sintomi con le 5 leggi biologiche permette non solo di capire la relazione psiche-cervello-organo ma anche ci permette di posizionarci alla vita in modo biologico e naturale sciogliendo le ansie e paure generate dalla mente, permettendoci di accogliere ogni sintomo come un messaggio che ci dice quanto sia importante rivedere il nostro personale modo di porci alla vita, alle situazioni e alle relazioni.
Possiamo così ‘aggiornare’ la nostra mappa emozionale e ritornare a vivere rispettosi della nostra identità, della nostra posizione e del nostro diritto di essere rispettati, apprezzati per come siamo ed amati.
Chi impegna tempo ed energie in questa crescita consapevole avrà, per contro, un benessere psico-biologico-emozionale davvero importante.
Questo cercherò di trasmettere a tutti coloro che verranno a questi corsi trattando in modo pratico sintomi reali, con chi vorrà condividerli con il gruppo, e con esercizi aventi la finalità di trasmutare vecchie emozioni dolorose e cristallizzate in nuovi modi di percepire la vita.
Per info sui corsi chiamami o scrivimi allo 3357704060


Correlati:

mercoledì 19 aprile 2017

Lo sa, signor Ministro che… - Lettera aperta al ministro della sanità

Lettera aperta al ministro della sanità

(nota preliminare: non credo che il ministro della sanità legga abitualmente Ingannati.it. E siccome non credo neanche che giornali, TV e radio riprenderanno quanto scrivo sotto, mi auguro almeno che la condivisione ed il rilancio tramite i social media possano tenere a galla questo “messaggio in una bottiglia” e farlo arrivare a chi ci governa e “amministra” la salute)
-oOo-
Egr. Ministro della sanità,
le sue recenti prese di posizione contro la proiezione del film Vaxxed [1] e a favore dei vaccini [2] lasciano trasparire una volontà di censura che difficilmente si riesce a comprendere.
Affermazioni del tipo: “Ritengo l’iniziativa particolarmente dannosa poiché punta a guadagnare un(a) ribalta europea per posizioni settarie e destituite da ogni fondamento scientifico“, oltre ad essere non corrispondenti al vero, tradiscono una volontà di spegnere completamente un confronto che probabilmente le si ritorcerà contro.

Se fosse come lei scrive, se queste posizioni fossero destituite di ogni fondamento scientifico, sarebbe in realtà molto facile, in un confronto serio e trasparente, smontare tali posizioni, senza ricorrere, come lei ha fatto, alla censura preventiva. Non permettere di esprimere le posizioni altrui in un confronto aperto è un chiaro segno di debolezza delle proprie: l’unica arma che rimane a chi sa di avere torto.
Io non credo che per ricoprire un incarico, anche prestigioso come il suo, debba esservi il prerequisito di una laurea, di un pezzo di carta che attesti qualcosa: siamo tutti a conoscenza di persone geniali che non dispongono di alcuna attestazione “ufficiale“, come, al contrario, anche di laureati che non sono neanche all’altezza del loro titolo.
Ma, così come l‘ignoranza della legge non vale come alibi di fronte al reato, una cattiva amministrazione del ruolo di ministro della salute non può essere giustificata dall’ignoranza – tantomeno scientifica – della materia di cui ci si occupa.

A questo proposito vorrei contribuire ad eliminare tale ignoranza fornendole alcuni spunti di approfondimento.
1.      Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il film Vaxxed tratta della storia vera di un pentito, un delatore, una “gola profonda” del CDC (Center for Disease Control) che, di sua spontanea volontà, non costretto da nessuno, ha dichiarato cose di cui era a conoscenza perchè direttamente interessato?
2.     Lo sa, signor Ministro, o ignora, che tale  personaggio, William Thompson, aveva partecipato ad uno studio iniziato nel 2001, che analizzava in maniera statistica la correlazione fra il vaccino trivalente (MMR, in italiano MPR, Morbillo Parotite Rosolia) e l’autismo? E che tale studio, il cui schedule prevedeva il rilascio dei risultati per il primo dicembre 2001, non fu reso noto fino al 2004? Ed il motivo per questo ritardo era che in effetti una correlazione c’era, in particolare fra i bambini di colore, evidenziando che l’incidenza dell’autismo era maggiore (di oltre 3 volte tanto) per quelli che avevano assunto il vaccino nei tempi previsti (entro i 18 mesi) rispetto a quelli che lo avevano preso a 36 mesi?
3.     Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il CDC rimaneggiò quei dati (riferimenti dello studio: Destefano et al.) fino a a) ridurre l’indice di correlazione a 1,8, ma soprattutto b) riducendo la numerosità del campione fino a renderlo non statisticamente significativo?
4.    Lo sa, signor Ministro, o ignora, che, come ammesso dallo stesso CDC, non esistono studi comparativi per la valutazione degli effetti o della pericolosità dei vaccini fra campioni che mettano in confronto bambini vaccinati con bambini non vaccinati, come si farebbe per qualsiasi farmaco (esperimenti in doppio cieco)? E che quindi anche i risultati dello studio in questione, pur significativi, avrebbero potuto essere molto più allarmanti se si fosse fatto un confronto non fra bambini che avevano assunto il vaccino trivalente ad età diverse ma fra bambini che avevano assunto il vaccino e bambini che non lo avevano assunto?
5.     Lo sa, signor Ministro, o ignora, che fra gli Amish, comunità religiosa che non pratica la vaccinazione, non sono presenti bambini autistici (se non casi rarissimi), mentre la presenza di altre patologie normali come diabete, tumori, osteoporosi, ecc. si riscontra in percentuali analoghe?
6.    Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il CDC è un ente governativo e, come tale, viene pagato dai contribuenti e dovrebbe perseguire gli interessi della salute pubblica? E lo sa che la responsabile a quel tempo del CDC Julie Gerberding andò, dopo quello studio, ad occupare l’importante posizione di responsabile del settore vaccini proprio in Merck, uno dei principali produttori del vaccino trivalente, oggetto dell’analisi a quel tempo?
7.     Lo sa, signor Ministro, o ignora, che negli USA non si possono citare a giudizio i produttori di vaccini per gli eventuali danni ricevuti, ma ci si deve relazionare con uno speciale tribunale governativo, in cui le case farmaceutiche non partecipano, e i rimborsi che eventualmente vengono accordati alle famiglie dei bambini danneggiati sono pagati dal governo (con i soldi delle tasse dei cittadini) e non dalle case farmaceutiche?
8.    Lo sa, signor Ministro, o ignora, che tale fondo di compensazione ha già erogato compensi per oltre 3.500 milioni di dollari (cioè 3 miliardi e mezzo di dollari), a riprova che i vaccini sono tutt’altro che sicuri e privi di effetti collaterali?
9.    Lo sa, signor Ministro, o ignora, che l’autismo sta esplodendo, soprattutto negli USA, passando da malattia pressochè sconosciuta e neanche studiata all’università (1 caso su 10.000) a 1 caso su 60-70 oggigiorno?
10.Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il caso del pentito Thompson non è stato trattato nei media principali americani, e quando un lettore l’ha pubblicato su iCNN (una sorta di blog con i contributi liberi dei lettori) nonostante avesse dato avvio ad una seguitissimo thread (dibattito, con interventi, commenti, ecc.) è stato rimosso d’autorità dalla CNN?
11.   Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il dr.Andrew Wakefield, uno dei primi a suggerire una possibile ipotesi di correlazione fra Autismo e vaccino trivalente, con un famoso paper pubblicato nel febbraio 1998 sulla rivista medica The Lancet, non dichiarava questa correlazione ma, sulla base delle testimonianze dei genitori, suggeriva semplicemente la necessità di ulteriori indagini?
12. Lo sa, signor Ministro, o ignora, che il principale accusatore di Wakefield fu il giornalista Brian Deer, che lavorava come freelance per il gruppo News International di Rupert Murdoch, e allo stesso tempo il figlio di Murdoch, James Murdoch, sedeva nel consiglio di amministrazione di GlaxoSmithKline come direttore non operativo?

martedì 26 aprile 2016

Come e perchè nasce la malattia

Come e perchè nasce la malattia
La malattia non nasce per caso o per sfortuna ma nasce per il CAOS autogenerato, inconsciamente o consciamente, dall'essere stesso che si pone in modo “anti-contro-opposto” rispetto alle leggi che regolano gli essere viventi, generando in se stesso un sistema biologico caotico (intossicato).
Quindi la malattia è la cristallizzazione, ovvero il corpo fisico caotico nel sistema psico-ecobiologico alterato rispetto alla perfetta salute, la malattia è quindi il lento e progressivo inquinamento, intossicazione, che genera infiammazione, alterazione del terreno, e che a seconda degli individui e del patrimonio genetico ereditato; fa apparire vari e possibili infiniti sintomi di una unica malattia.

Cause alimentari:
la non conoscenza nella corretta alimentazione, tipi di cibo (liquidi o solidi) quantitativamente adatti alla propria salute, e giusti abbinamenti degli stessi nell'ambito dello stesso pasto, quantità non adatte nell'ambito dei pasti, determinano nell'intestino cattive digestioni, alterando il PH della digestione e generando quindi sostanze tossiche.
Il tutto peggiora se si utilizzano farmaci e/o vaccini. L’alimentazione inoltre introduce energia elettromagnetica che è maggiormente presente nei cibi freschi. Sole: l’esposizione moderata ai raggi solari è un apporto energetico diretto della principale fonte di energia.

Concause endogene:
la cattiva digestione (PH alterato) modifica la flora batterica enterica, produce tossine e prepara il processo di malnutrizione cellulare, tissutale ed il terreno alla proliferazione di batteri e funghi chiamati patogeni e quindi anche della candida, che nel tempo emigrano dall'intestino nelle parti del corpo ove vi è più acidosi – infiammazione, manifestando nuovi focolai di malattia.

Intossicazione + infiammazione + acidosi:
il processo di malassorbimento intestinale istaurato per l'alterazione della flora batterica e degli enzimi generano l'alterazione della giusta osmoticità della parete della mucosa intestinale con la perdita nelle urine delle sostanze vitali; con l'acidosi si determina la nascita del disequilibrio nutrizionale, con conseguente stato di intossicazione cellulare, tissutale, organica e sistemica dell'organismo, pertanto il disequilibrio nutrizionale determina quello metabolico

Cause spirituali:
il conflitto spirituale irrisolto più l’aggiunta di stress conduce alla malattia. 

Il conflitto possiamo considerarlo come una opposizione, una contesa, un urto, un cozzare, un combattimento, una guerra, una situazione in cui viene a trovarsi l’individuo quando è sottoposto alla pressione e a delle tendenze o bisogni e motivazioni tra loro contrastanti.
Condizionato dall’esistenza di un conflitto pertinente o di un conflitto esistente.
Ogni causa psichica o fisica capace di esercitare sull’organismo uno stimolo, con la sua azione prolungata nel tempo, provoca una reazione benefica o malefica.
L’ansia è uno stato emotivo spiacevole, accompagnato dal senso di oppressione, eccitatoria o depressoria (timore di un male futuro), la cui caratteristica principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del controllo volontario e razionale della personalità.

La causa di tutte le emozioni negative è la distruzione del sistema di distribuzione energetica del corpo; la non soluzione delle emozioni negative sono il maggior contributo al dolore ed alla malattia.Cause spirituali, conflitti di incoerenza, errori etici, consci od inconsci, comportamento sbagliato rispetto alle leggi che regolano le strutture viventi, non accettazione delle prove della vita, generano un forte stress eccitatorio che può divenire anche continuo.

E’ lo stomaco a risentirne maggiormente in quanto è collegato con la mente.
Tale stress si localizza nel sistema nervoso enterico (tubo digerente) e quindi nell’intestino e da esso si dirama in altri punti, ovvero dove il terreno è più fertile e più adatto perché i sistemi (cellule, tessuti, organi) divengano bersaglio del conflitto irrisolto e vissuto in solitudine.

Quindi stress ed ansie sono connesse e sono la conseguenza della perdita di armonia di chi vive una vita troppo agitata per l’equilibrio e la salute psicofisica dell’uomo d’oggi.
Tali sintomatologie (come ad esempio la malattia psicosomatica) sono sempre più dimostrate.
I sentimenti positivi creano un senso di unificazione con il mondo esterno. Le emozioni positive favoriscono la comunicazione. Mentre i sentimenti negativi producono un senso di isolamento e di separazione. La rabbia, la solitudine non fanno altro che aumentare il disagio. 
Nel piano emozionale esiste una gerarchia di disturbi che può essere graduata a seconda della profondità che questi disturbi raggiungeranno nell’individuo.

Se rimangono in superficie, cioè alla periferia, ogni tipo di stress genera automaticamente un processo naturale di riparazione che non và ostacolato, iniziando il processo di difesa e di riparazione che per ignoranza noi chiamiamo erroneamente “malattia”. Se viceversa si interviene per bloccare il sintomo, chiaramente non la causa, il corpo deve resettare tutta la programmazione per andare in profondità.

mercoledì 6 aprile 2016

Cibo, flora intestinale e psiche

Cibo, flora intestinale e psiche

La relazione tra la mente e l’intestino è bidirezionale: i pensieri influenzano le funzioni intestinali e, viceversa, l’ecologia intestinale influenza i pensieri e quindi il nostro comportamento. Già le medicine tradizionali ci insegnano che i cibi giunti nel tratto gastrointestinale, si smaterializzano e influenzano l’anima trasformandosi in pensieri, così come i pensieri possono agire in modo perverso sul nostro sangue, organi e funzioni e materializzarsi per esempio in un’ infiammazione, un’ulcera o portare a conseguenze ben più gravi.

Il nostro intestino accoglie abitualmente un’enorme quantità di microrganismi (microbioma), stiamo parlando di milioni di miliardi. Basti pensare che la quantità di E.coli presenti soprattutto nel colon, supera di numero tutti gli uomini che sono vissuti su questo pianeta della compara dell’umanità. Questa massa viva e brulicante interagisce con le mucose e le strutture immunitarie e influenza costantemente la nostra salute, compresa quella della nostra mente.
L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene(HPA) modula nel nostro organismo la capacità di adattamento allo stress. Se lo stress è prolungato e ci sono predisposizioni genetiche ad una vulnerabilità verso i disturbi mentali, l’asse HPA perde il suo equilibrio e questo può portare ad alterazioni nel comportamento fino a vere e proprie malattie psichiatriche. Questa situazione si accompagna ad un processo di infiammazione cerebrale (neuroinfiammazione) ed un titolo elevato nel sangue di citochine proinfiammatorie.

Il microbioma è una variabile importante nel funzionamento del nostro sistema immunitario ed entra regolarmente in comunicazione con l’asse HPA e lo fa in tre modi: tramite gli ormoni, il sistema immunitario oppure direttamente. Di fatto, alcuni microbi del nostro intestino rilasciano dei neurotrasmettitori che “dialogano” direttamente con il nostro cervello tramite il nervo vago.
Alcuni studi hanno mostrato che è possibile cambiare il comportamento di animali da laboratorio (roditori), effettuando delle modifiche sostanziali del loro microbioma. Lo si può fare in vari modi: cibo, probiotici, antibiotici, prebiotici e trapianti fecali.

Nell’uomo, l’assunzione di probiotici è in grado di ridurre i pensieri negativi, in soggetti sani e ridurre gli stati d’ansia in pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. In un piccolo studio si sono registrati sorprendenti risultati positivi sull’evoluzione dei sintomi nel tempo (13 anni dopo) in bambini affetti da autismo e sindrome da deficit attentivo (ADHA).
Attualmente i ricercatori stanno lavorando su alcuni ceppi microbibici definiti “psicobiotici”, che un giorno potrebbero essere utilizzati per combattere le malattie psichiatriche.

La vita dell’uomo attuale è assai lontana dai ritmi della natura e da un’ alimentazione salubre. Stress, mancanza di sonno, cibo spazzatura, alcol, droghe ecc. influenzano negativamente il microbioma. L’effetto può anche essere immediato. Potete ridurre del 40% la diversità della vostra flora intestinale nel giro di 10-14 giorni se consumate regolarmente cibo altamente processato/industriale e di conseguenza vedere il vostro umore mutare e non riuscire più a tollerare le avversità della vita. Questo spiega perché coloro che seguono una dieta tradizionale hanno una resistenza allo stress e allo sviluppo di malattie mentali superiore del 40%, rispetto a coloro che hanno adottato una dieta devitalizzata e processata.

E’ indubbio che l’uomo moderno, se paragonato a quello antico o solo di qualche generazione fa, sia un soggetto animicamente sempre più debole e fragile. A testimonianza di ciò ci sono gli enormi e sempre crescenti consumi di ansiolitici, sonniferi, antidepressivi e altri psicofarmaci senza i quali una bella fetta delle popolazione, ormai di tutte le età, non sarebbe più in grado di sopravvivere su questo Pianeta. Per non parlare del ricorso a vari tipi di droghe e l’incidenza dei suicidi soprattutto nelle aree più industrializzate.

Oltre ad una fatale involuzione dell’umanità, alla luce di quanto detto sulla relazione intestino-mente, non è peregrina l’idea che a far precipitare la situazione abbia contribuito anche la sempre peggiore qualità/salubrità del cibo e delle bevande che abbiamo assunto negli ultimi 50 anni.
Alimenti devitalizzati da eccessivi trattamenti termici (pastorizzazione), altamente manipolati dall’industria alimentare, inquinati da pesticidi, coltivati in terreni ormai esausti, ecc, che apportano nel nostro organismo tutto il loro carico di forze oscure e telluriche.

Bibliografia - Deans E. Microbes and Mental Health: The Link Between Biome and Brain. Medscape Psychiatry. March 04, 2016.
Francesco Perugini Billi © copyright
Tratto da: lastella

martedì 5 aprile 2016

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale alterata da diete ricche di zuccheri o di grassi
Grassi e dolci danneggiano la flora batterica intestinale e, di conseguenza, è danneggiata la funzione cognitiva.

L’attività cognitiva è influenzata negativamente dalle diete ricche di grassi e/o di zuccheri, che alternano la flora batterica intestinale. Uno studio condotto presso l’Università dello Stato dell’Oregon indica che sia le diete ricche di zucchero che quelle ricche di grassi, rispetto a una dieta normale, causano mutazioni nella flora batterica intestinale che sembrano connesse con una perdita significativa di “flessibilità cognitiva”, vale a dire della capacità di adattarsi al cambiamento di situazioni. 
Le più dannose sembrano essere le diete ad alto contenuto di zucchero, che danneggiano anche l’apprendimento giovanile per compromissione della memoria, sia a breve che a lungo termine.

La ricerca è stata condotta in Laboratorio sui topi che vennero nutriti in modo diverso e poi sottoposti a una serie di test, come quello del labirinto acquatico, per monitorare i cambiamenti delle loro funzioni mentali e fisiche, e associati all’impatto su vari tipi di batteri. Le scoperte sono state pubblicate nella rivista Neuroscience.

Kathy Magnusson, professore presso l’OSU College of Veterinary Medicine and e ricercatore principale del Linus Pauling Institute, ha detto: “è sempre più chiaro che i batteri che vivono nel nostro intestino, o microbiota, possono comunicare con il cervello umano. I batteri possono rilasciare delle sostanze che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e influenzare un’ampia gamma di di funzioni biologiche. Non siamo certi di quali messaggi vengono inviati, ma stiamo rintracciando i percorsi e gli effetti.”
I topi si stanno rivelando assai utili come modello per studi rilevanti per gli umani – ha detto Magnusson – su temi come l’invecchiamento, l’obesità, la memoria spaziale e altro ancora.

Nella presente ricerca, dopo solo quattro settimane di dieta ricca di grassi o di zuccheri, la performance dei topi in vari test su funzioni fisiche o mentali incominciò a decadere, rispetto agli animali a dieta normale. Il cambiamento più significativo si è avuto in quella che i ricercatori chiamano “flessibilità cognitiva”.
Magnusson ha commentato così: “il decadimento della flessibilità cognitive in questo studio è stato forte.” Questo vuol dire che di fronte a un problema inatteso – anche piccolo – non si è in grado di trovare soluzioni efficaci a risolverlo.

Questo studio è stato condotto su animali giovani – ha detto Magnusson, i quali normalmente hanno un sistema biologico più integro e perciò più capace di resistere alle influenze patologiche del loro microbiota. Se ne può dedurre che i risultati dello studio sarebbero stati ancora più severi se lo studio fosse stato condotto su una popolazione anziana.
Quella che viene indicata come “dieta occidentale”, ricca di grassi e zuccheri semplici è stata messa in relazione con una varietà di malattie croniche negli Stati Uniti, includenti l’obesità sempre più diffusa e un’aumentata incidenza di malattia di Alzheimer. (Science daily, June 22, 2015)

mercoledì 12 febbraio 2014

La disbiosi intestinale alla base della gran parte delle afflizioni moderne?

Natasha Campbell-McBride
NB: quello che segue è un breve riassunto/adattamento di quanto esposto dalla dottoressa Campbell-McBride nel suo libro “Gut and Psychology Syndrome”

Per disbiosi si intende una condizione patologica dell’intestino caratterizzata da un’alterazione della flora batterica, ovvero da una diminuzione dei “batteri amici” che vivono da sempre in simbiosi con l’uomo, secernendo vitamine, collaborando alla digestione, regolando la permeabilità della barriera intestinale, aiutando a difenderci dalle infezioni. Una delle attività peculiari di questi batteri utili all’uomo è che impediscono la proliferazione dei “batteri nemici” e di certi organismi come la Candida (che scientificamente parlando è un lievito).


Di conseguenza se vengono a mancare i “batteri amici” (batteri simbionti) i “batteri nemici” ed altri micro-organismi come la Candida proliferano, causano infezioni, secernono tossine pericolose. Inoltre lo squilibrio che si viene a creare aumenta la permeabilità dell’intestino di modo che agenti infettivi e tossine finiscono nel circolo sanguigno e diffondono nel resto del corpo, arrivando talvolta fino al cervello.

Questa potrebbe essere la causa più profonda di molte malattie diventate sempre più frequenti nel mondo moderno, e non solo quelle specifiche dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile o le intolleranze (celiachia compresa), la diarrea e la costipazione, ma anche le allergie (alimentari e non), le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti e la sclerosi multipla), le patologie cosiddette psichiatriche (condizioni etichettate come, iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia), la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dilsessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia).

Una conferma a quanto appena detto la troviamo sul sito della naturopata Laura Quinti che menziona tra le conseguenze della disbiosi anche acne, mal di testa, diabete, malattie cardiovascolari, debolezza, malattie del fegato e delle vie biliari, insonnia, osteoporosi, reumatismi, disturbi ormonali.

Ma quali sarebbero le cause di questo diffondersi di fenomeni di disbiosi in tutto il mondo (soprattutto quello occidentale)? La dieta a base di farine raffinate (quelle integrali, come ci fa sapere anche il professor Berrino dell’istituto contro i tumori di Milano, sono molto più salutari), di alimenti sempre meno genuini e sempre più manipolati a livello industriale, l’uso (ed abuso) di zucchero, una dieta povera di frutta e verdura, l’uso (ed abuso) di antibiotici che oltre ai batteri che causano l’infezione da trattare uccidono anche i batteri simbionti dell’intestino (quelli “buoni”), l’uso (ed abuso) di molti altri farmaci come antidolorifici, anti-infiammatori, neurolettici, chemioterapici.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...