Relazione
rischi M.U.O.S. prof. Zucchetti - Torino - 4 Novembre 2011
Mobile User Objective System (MUOS)
presso il Naval Radio Transmitter Facility
(NRTF) di Niscemi: Analisi dei rischi
Prof. Dr. Massimo Zucchetti, Professore Ordinario di Impianti Nucleari,
cattedra di “Protezione
dalle Radiazioni”, Politecnico di Torino (ITALY).
Research
affiliate, MIT Massachusetts Institute
of Technology 77 Mass Ave, 02139 Cambridge (MA) USA.
Dott. Massimo Coraddu,
Consulente esterno - Dipartimento di Energetica, Politecnico di Torino
(ITALY)
RIASSUNTO. Lo scopo di questa relazione è quello di analizzare i vari tipi di
rischio associati alla realizzazione della stazione di telecomunicazione MUOS
(Mobile User Objective, System) presso la stazione Naval Radio Transmitter
Facility (NRTF) del comune di Niscemi.
Vengono valutati i rischi per la salute della popolazione
dovuti all’irraggiamento diretto, i rischi di incidente dovuti a interferenze
elettromagnetiche, e quelli associati ai danni che le emissioni possono
provocare all’ambiente circostante. Le conclusioni evidenziano gravi rischi per
la popolazione e per l’ambiente tali da impedirne la realizzazione in aree
densamente popolate, come quella adiacente la cittadina di Niscemi.
1. INTRODUZIONE
Il progetto di realizzazione della stazione europea del
nuovo sistema di telecomunicazioni militari MUOS, è stato presentato dall’US
Navy nel 2008, mentre la stazione NRTF di Niscemi, presso la quale dovrebbe
essere realizzato, è in funzione sin dal 1991. Il sito prescelto si trova a
ridosso dell’abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia, ed
è caratterizzato da intense emissioni elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze,
tanto da suscitare forti preoccupazioni nella popolazione. Dal 2009
l’amministrazione comunale e la popolazione di Niscemi esprimono infatti
preoccupazione e una decisa opposizione alla realizzazione del MUOS nel
medesimo sito. Questa analisi dei rischi, associati alla realizzazione della
stazione MUOS presso l’NRTF di Niscemi, si basa sui dati reperibili (anche se
in forma parziale e incompleta) negli studi di impatto ambientale allegati al
progetto della US Navy, nella relazione dei professori Zanforlin-Livreri dell'università
degli studi di Palermo, nei vari pareri e relazioni presentati dall’agenzia ARPA
Sicilia e in altri documenti elencati tra le fonti utilizzate.
Il prossimo paragrafo è dedicato a un’analisi della
situazione esistente, anche alla luce delle rilevazioni svolte da ARPA-Sicilia
tra Dicembre 2008 e Aprile 2010. I paragrafi successivi sono poi dedicati alle
caratteristiche conosciute dei trasmettitori MUOS; alla valutazione delle loro emissioni;
all’analisi dei rischi associati alla loro eventuale realizzazione.
L’ultimo paragrafo contiene le valutazioni conclusive.
Nella prima parte dell'appendice si trova la mappa catastale, su base
ortofotogrammetrica, con le distanze delle abitazioni dal sito previsto per
l’impianto MUOS, mentre nella seconda parte sono raccolte le principali formule
utilizzate e i limiti di sicurezza imposti dalla legislazione italiana a tutela
della salute umana.
2. ANALISI DELLA SITUAZIONE ESISTENTE E
DELLE MISURAZIONI ARPAS
Dal 1991 si trova in prossimità dell’abitato di Niscemi in Sicilia una
importante centrale di telecomunicazione della marina militare USA, la Naval
Radio Transmitter Facility (NRTF). Secondo la relazione Zaforlin-Levrieri [6]
la stazione comprende: - 41 antenne radiatori verticali (di cui solo 27
attualmente in funzione) operanti nella banda High Frequency, HF (frequenza
3-30 MHz, lunghezza d’onda 10-100 mt), per comunicazioni di superficie del mare
In un periodo compreso tra Dicembre 2008 e Aprile 2010 l’ARPA Sicilia ha
effettuato una serie di rilievi sulle emissioni e.m. generate dalla stazione
NRTF in prossimità dell’abitato, in relazione ai quali ha prodotto due
successive relazioni di misura [1] e [2]. Tali misurazioni, come è stato
ribadito anche di recente dall’ARPAS [3], hanno consentito di rilevare “valori
di campo elettrico prossimi al valore di attenzione di 6 V/m”. In
diversi casi infatti le misurazioni ARPAS hanno infatti evidenziato la presenza
di un campo elettrico intenso e costante in prossimità delle abitazioni: 5,9 ±
0,6 V/m in località Ulmo (centralina 3), 4,0 ± 0,4 V/m in località Ulmo
(centralina 8) 2 ± 0,2 V/m in località Martelluzzo (centralina 1), 1 ± 0,1 V/m
in località del fico (centralina 7), Tutte le misure sono mediate su un
intervallo di 6 minuti e sono affette da una incertezza del 10%. In un caso
il valore rilevato risulta prossimo al valore limite di attenzione (6 V/m) stabilito
dalla legislazione (legge 36 – 2001 e DPCM 8 luglio 2003); risultato che
richiederebbe un approfondimento delle indagini, specie per quelle abitazioni
che si trovano a meno di 2000 metri dalle sorgenti, come evidenziato nella
cartografia in appendice.
La situazione reale è però, con ogni probabilità, ancora
peggiore di quella evidenziata dalle misurazioni ARPAS: infatti i misuratori
utilizzati (centraline PMM 8055S, banda passante 100 Khz - 3 GHz in modalità
“Wide Band”, 100 KHz-860 MHz in modalità “Low Band”) non sono sensibili
alle emissioni dell’antenna in banda LF alla frequenza di 43 Khz. Data la
grande potenza dei trasmettitori LF, questo fatto può aver prodotto una
sistematica sottostima del campo rilevato. La potenza di picco del
trasmettitore VERDIN (VLF Digital Information Network, dedicato alle comunicazioni
con i sommergibili in immersione) utilizzato per le trasmissioni in banda LF (a
43 KHz) all’NRTF di Niscemi, può variare infatti da 500 a 2000 KW [7]. Valori
estremamente elevati
che non consentono certo di trascurare questa componente nella valutazione
complessiva. Questo tipo di emissione non rilevata costituisce quindi la più
grande fonte di incertezza e sottovalutazione per le misurazioni ARPAS. Occorre
notare inoltre che le misurazioni dell’ARPAS non sono neppure del tutto
conformi alla procedura prevista dalla legislazione, che prevede di effettuare
le rilevazioni quando tutte le sorgenti siano in funzione alla potenza massima,
cosa che in questo caso non è stato possibile realizzare. In conclusione, vista
la grave situazione riscontrata durante la campagna di misura effettuata da
ARPA Sicilia, occorrerebbe procedere rapidamente ad una integrazione delle
misure allo scopo di:
1) valutare l’emissione nella banda di frequenze LF
non ancora esplorata, rilevando la componente magnetica del campo, oltre che
quella elettrica; visto che per le emissioni a 43 KHz (quasi 7 Km di lunghezza
d’onda) l’approssimazione di campo vicino non è applicabile
2) effettuare le
misurazioni in condizioni controllate, con tutte le sorgenti funzionanti alla
massima potenza
3) Tracciare una mappa completa dell’irraggiamento del
territorio e valutare la dose assorbita dalla popolazione nel corso degli
ultimi 20 anni.
Al termine di una tale campagna di misurazione, infine,
come previsto dalla normativa, occorre procedere alla “riduzione a conformità”.
Vanno cioè ridotte le singole emissioni, sino a riportare la situazione entro
limiti tollerabili per la salute della popolazione residente. Sino ad allora
non si possono prendere in considerazione progetti di nuove stazioni trasmittenti,
come quella del MUOS, da realizzarsi nella medesima stazione NRTF di Niscemi,
in prossimità della quale le emissioni risultano già ora oltre i limiti di
tollerabilità per la popolazione, secondo quanto stabilito dalla legislazione
vigente.
3. CARATTERISTICHE DEI TRASMETTITORI MUOS