Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post

martedì 28 febbraio 2017

Realtà e Illusione - Viviamo in un mondo Virtuale?

Realtà e Illusione - Viviamo in un mondo Virtuale?

Viator
"La realtà è una illusione molto persistente."
A. Einstein
Fin dalla antichità esiste una frangia culturale trasversale - spaziante dalla fisica alla spiritualità, passando per la matematica e la filosofia - convinta che la realtà in cui viviamo sia solo una illusione. Teorie affascinanti ma non dimostrabili, che per lungo tempo hanno occupato una angusta nicchia nello immaginario collettivo occidentale, fino al giorno in cui alcuni scienziati le hanno esaminate sotto una nuova luce, quella della fisica quantistica.

Secondo alcune stupefacenti sperimentazioni - infatti - ciò che percepiamo come materiale, tangibilmente reale - comprese le nostre stesse persone - potrebbe essere il frutto illusorio della interazione della 'coscienza' con una infinita serie di impulsi lumino-elettrici-informatici i quali si manifesterebbero in un ambiente ignoto, forse neutro come il programma 'struttura' del film Matrix, o forse no. Un ambiente che - in ultima analisi - potrebbe esistere solo nella stessa coscienza oppure coincidere con essa (v. post correlati).

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero?, dice Morpheus in Matrix.
E se da un sogno così non dovessi più svegliarti? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? E ancora: Che vuol dire reale? Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel 'reale' sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello...
"Nello Zen c'è un koan particolare: se in mezzo alla foresta un albero crolla e non c'è nessun essere vivente lì presente, l'albero emette un suono quando cade a terra?
Saremmo tentati di dire di sì, ma la risposta è no. E' no perché non è l'albero ad emettere un suono, ma il nostro sistema uditivo che traduce quell'evento in 'suono'.

Allo stesso modo, se in una stanza buia si accende una lampadina e non c'è però nessuno, quella lampadina emette luce? Lo scienziato classico direbbe di sì ma il fisico quantistico osserverebbe che l'evento dipende dall'osservatore, e che la luce è una percezione del sistema nervoso, e non una proprietà intrinseca della lampadina." (link)

Diverse teorie matematiche, fisiche, filosofiche, spirituali non fanno che ammonire sulla illusorietà e parzialità delle percezioni sensoriali, in taluni casi portando alla luce frammenti di ciò che appare come una ristretta profondità di campo, ed un substrato deterministico celato dietro la apparente caoticità del cosmo e dei suoi processi.

Pensatori di ogni epoca hanno notato delle incongruenze nel 'codice della realtà', elementi che se considerati nel loro complesso non possono che alimentare qualche legittimo dubbio circa la reale essenza e 'consistenza' del mondo che ci circonda.

Diamo un'occhiata a qualcuna di queste visioni.

Informatica
Nel 2003 il filosofo transumanista di Oxford Nick Bostrom avanzò la ipotesi che il nostro universo sia in realtà una simulazione programmata al computer. Bostrom addusse elementi unicamente speculativi a sostegno della sua tesi, tuttavia da qualche tempo un team di fisici tedeschi ha dichiarato di essersi messo alla ricerca della prova di quanto ipotizzato da Bostrom; secondo costoro, infatti, per provare la artificiosità della nostra realtà basterebbe individuare quella che definiscono 'firma cosmologica.'

Secondo il fisico Silas Beane, che lavora con il proprio team presso l'Università di Bonn, per quanto potente e realistica sia, una simulazione del cosmo dovrebbe essere comunque subordinata ad alcuni precisi vincoli strutturali. Una volta inividuati tali vincoli, il gioco sarebbe fatto.
Quindi, come starebbe procedendo il team di Beane? Facile: programmando a propria volta una simulazione dell'universo e poi studiandola. A tal fine, hanno creato una versione dell'universo in femto-scala (che è ancora più piccola della nano-scala). Per il momento lo studio è allo stadio iniziale, ed i ricercatori stanno concentrandosi nel ricreare modelli accurati di processi cosmologici, attraverso cui iniziare a farsi una idea dei vincoli strutturali insiti in tali simulazioni. Fonte


I Sims e Fiebag
All'incirca 12 anni fa uscì il videogioco The Sims,che diventò il prodotto più venduto di tutti i tempi sul mercato videoludico. Durante la promozione l'ideatore Will Wright descrisse la propria creatura come un 'simulatore di vita.' Il gioco si basava sul controllo dei Sim - persone virtuali viventi in una simulazione del mondo reale - che il giocatore doveva guidare intervenendo nelle loro vicende come una sorta di deus ex machina, in modo tale da farle progredire nelle loro attività professionali e assicurare loro un'adeguata vita sociale.

Il videogioco simulava l'ambiente di vita di un omino all'interno di una comunità di omini virtuali, ambiente che in linea di massima rispecchiava quello di un qualsiasi reale individuo medio occidentale moderno. Quindi casa, ufficio, palestra, cinema, ecc. Il sim viveva la propria vita virtuale in modo pressoché autonomo grazie ad alcune semplici routine che ne simulavano l'intelligenza (ricordate gli animaletti Tamagotchi?). Dunque, sebbene in forma assai grezza ed elementare, l'omino era in possesso di una parvenza di coscienza dei propri simili, della realtà e del tempo entro il quale si svolgeva la propria esistenza virtuale, elementi apparentemente esterni alla sua persona virtuale, ma in realtà niente affatto distinti e separati in quanto espressioni, proprio come l'omino, di una simulazione al computer, un insieme di righe di programmazione. Elementi dunque, che potevano considerarsi una sola cosa, un Tutto Uno con lo omino virtuale.

Ciò premesso, cosa accadrebbe se un giorno i coseguimenti scientifici in campo informatico e biotecnologico consentissero di allestire dei software progettati sulla falsariga del gioco dei Sims, ma immensamente più avanzati dal punto di vista simulativo e della intelligenza artificiale?

Semplicemente, succederebbe che il 'giocatore-demiurgo' vivente in un simile remoto futuro sarebbe in grado di creare immensi universi virtuali ambientati in un punto qualsiasi nel tempo e nello spazio (ad esempio il Sistema Solare nel XXI secolo d.C.) popolati da innumerevoli 'omini' dotati di sprazzi di autocoscienza, un 'limitato' apparato sensoriale ed una intelligenza artificiale abbastanza sviluppata da restituire la impressione di una reale intelligenza biologica.

Conclusioni cui è giunto il filosofo e fisico tedesco Johannes Fiebag, recentemente scomparso. "Fiebag era convinto che la realtà sia un'illusione e che 'ciò che percepiamo con i nostri sensi sia solo una copia, una riproduzione della realtà.' (...) 

Lo studioso ipotizzò che un giorno saremo in grado di creare degli esseri umani le cui impressioni e cognizioni saranno costruite integralmente ed artificialmente da noi. 'Potremmo inserire nei corpi di queste cavie un dispositivo a trappola che impedisca loro di scoprirne la presenza; e potremmo assistere agli inutili sforzi che faranno per escogitare concetti filosofici e religiosi, e al loro fatale fallimento. Lasceremmo anche esercitare le scienze, ma solo entro certi limiti che concederemo loro. 

E talvolta ci divertiremmo a spuntare nel loro mondo: come figure senza rilievo, come divinità (o spettri, alieni, ecc. - n.d.r.) o come pietre inanimate posate ai margini della loro strada. Ci basterà indossare la nostra tuta a corpo intero, completa di sensori e fornita dei dati necessari, e premendo un paio di bottoni ci troveremo in mezzo alle nostre creature, nel mondo real-virtuale.' E a questo punto Fiebag si domanda: "E se fosse il nostro, di mondo, una realtà virtuale?" (link)

Fisica
Nel 1982 una equipe di ricerca della Università di Parigi diretta dal fisico Alain Aspect condusse forse il più importante esperimento scientifico del XX secolo. Scoprì che sottoponendo a determinate condizioni alcune particelle subatomiche come gli elettroni, esse siano istantaneamente capaci di comunicare tra di loro a prescindere dalla distanza che le separi, che si tratti di 10 metri o 10 miliardi di chilometri. 

Tale sbalorditivo risultato empirico implicherebbe la non esistenza delle dimensioni comunemente percepite sotto forma di 'spazio' e di 'tempo.' Ogni cosa avverrebbe nello stesso punto e nello stesso momento, e la comune percezione del passato e delle distanze sarebbe solo una illusione.
 

David Bohm, celebre fisico statunitense, sosteneva che la conclusione più logica che si poteva trarre dalle scoperte di Aspect fosse che la realtà oggettiva non esista. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l'Universo sia in effetti un fantasma,un immenso ologramma meravigliosamente dettagliato. (v. post correlati).

La meccanica quantistica ha sperimentato altre fattispecie che sollevano non pochi dubbi sulla natura oggettiva della realtà in cui viviamo. Una di esse è stata determinata mediante l'esperimento della doppia fenditura.

"L'esperimento della “doppia fenditura” (double slit in inglese) consiste nel proiettare particelle quantistiche attraverso una barriera che contiene due piccole fessure al fine di misurare come vengono rilevate dopo esserne uscite. 
Il senso comune ci dice che quando le cose entrano da un lato sotto forma di particelle, dovrebbero mantenere quella forma viaggiando lungo tutto l'esperimento, uscendo poi alla fine in quanto tali.

Tuttavia le prove dimostrano che in un dato momento tra il punto di partenza e quello di arrivo alle particelle accade qualcosa di realmente straordinario. Gli scienziati hanno scoperto che quando un elettrone passa attraverso la barriera con una sola apertura, si comporta esattamente secondo le attese: comincia e finisce il suo viaggio in quanto particella. Nel far questo, non presenta sorprese. Al contrario, quando vengono usate due aperture lo stesso elettrone fa qualcosa di apparentemente impossibile. Sebbene inizi il suo percorso come particella, passa attraverso le fessure simultaneamente, come soltanto un'onda di energia può fare.

La sola spiegazione possibile in questo caso è che la seconda apertura ha in qualche modo costretto l'elettrone a viaggiare come se fosse un'onda, pur arrivando a destinazione nella stessa forma in cui è partito: in quanto particella.

Per fare questo l'elettrone deve poter percepire l'esistenza della seconda apertura che è diventata disponibile. Qui entra in scena il ruolo della coscienza.

Poiché si presuppone che l'elettrone non sia in grado di sapere nulla nel senso più stretto del termine, la sola altra fonte di quella consapevolezza è la persona che osserva l'esperimento.

La conclusione a cui si giunge qui è che in qualche modo la conoscenza che l'elettrone ha due possibili strade da percorrere è nella mente dell'osservatore e che è proprio la coscienza di chi osserva a determinare come viaggia l'elettrone."
Fonte

Un'altra possibile conclusione è che il comportamento dell'elettrone non sia provocato dalla coscienza dell'osservatore, ma da una banale istruzione, una 'riga di programmazione' errata.

mercoledì 11 maggio 2016

FILOSOFIA PROIBITA

FILOSOFIA PROIBITA


INFERNO O PARADISO 
Una cosa che mi sono sempre chiesto è: ma questo mondo è un paradiso o un inferno, decisamente la risposta potrebbe essere un purgatorio, visto che è formato da cose positive e negative, ma di certo non è un paradiso come vogliono spacciarcelo le istituzioni e i media di regime, infatti è solo la patina sociale che vuole farcelo apparire come un mondo perfetto e sano. Ma la realtà è tutt'altra. Prendiamo ad esempio la Catena Alimentare, la Catena Alimentare di questo mondo è la cosa più atroce e infernale che esista, gli animali per sopravvivere devono mangiarsi tra di loro, vivendo in un costante stato di paura. Esempio: il predatore sa che deve riuscire a correre più della sua preda, vive nella paura di non poter riuscire a catturare il suo cibo, e a sua volta anche lui è un potenziale cibo/preda per altri predatoti (ovviamente non vale per tutte le specie). Mentre per la preda va pure peggio, la preda vive nella costante paura di essere depredata e divorata viva, che dire, non è di certo una vita da sogno. Qui la massa mi risponde spesso: “la catena alimentare di questo mondo è bella, perfetta ed equilibrata”, ma appeno gli propongo di vivere nella savana con la paura di essere una potenziale bistecca per qualche leone, ecco che si rimangiano tutto, ed ammettono che questa catena è terrificante. Con un leone che ti insegue per sbranarti, sfido chiunque a non dire che che la Catena Alimentare di questo mondo/dimensione è terrificante. Io per esempio non ho mai avuto bisogno di identificarmi nella preda per capire che questa catena alimentare è diabolica, mi è servito vedere alcuni documentari da piccolo per capirlo, una volta su un documentario di un famoso canale, vidi un cucciolo di elefante smarrito, che mentre piangeva per richiamare la madre veniva sbranato da delle iene. La scena era orribile, perché le iene iniziarono a mangiarlo da dietro, senza prima ucciderlo, e quindi si vedeva l'elefantino piangere terrificato come un bambino ad ogni morso ricevuto. Io trovai questa scena oggettivamente straziante. E già da questo breve video capii immediatamente che c'era qualcosa di veramente diabolico in questa Catena Alimentare. Ma anche per gli umani che sono al vertice della piramide dell'alimentazione, la vita non è meno diabolica. Infatti anche noi dovremo morire, chiunque dovrà morire, in questo caso non ci sono soldi, fortuna, eccetera a fare la differenza. Non c'è “santo” che tenga, questo è il destino di tutti. Anche se i media di regime tendono a distrarre e a non affrontare questo discorso, se non nei TG in cui si parla solo e praticamente di morti, o nei film in cui di morti se ne vedono a bizzeffe, questa cosa accadrà. I media di regime se ci fate caso si tengono a distanza nell'affrontare questo argomento in modo serio. Per loro parlare della morte in modo filosofico è un tabù. Mentre mostrare morti e massacri è okay. Quindi va bene far vedere morti e omicidi, ma è severamente vietato parlare della morte in senso filosofico. Questo ovviamente perché il Potere Occulto vuole un mondo che non si ponga domande e che viva secondo i parametri da loro stabiliti.
Il Potere tramite i suoi media fa evitare qualsiasi argomento profondo e filosofico che possa scuotere (e quindi svegliare) le coscienze della massa.
Infatti secondo me questa potrebbe essere un ottima domanda per l'umanità, interrogarsi sulla morte e sul senso della vita, porterebbe a un espansione delle coscienze, e quindi l'umanità potrebbe capire a chi sta cedendo la propria mente, sta cedendo la propria mente a delle persone che la vogliono schiava e svuotata di ogni valore. Molti purtroppo come abbiamo capito, seguono la massa e media di regime e non si pongono questi quesiti, pensano che seguire la massa sia giusto e che chi non lo fa è sfigato. Mentre in realtà dovrebbe essere proprio il contrario, perché chi segue la massa senza avere una propria idea dovrebbe essere sinonimo di vuotezza interiore, mentre chi si fa idee proprie e ragiona con la propria testa: dovrebbe essere sinonimo di forza e di intelligenza. Questo ovviamente dovrebbe succedere di norma in un mondo sano. Mentre in un mondo pazzo come il nostro, abbiamo visto che succede proprio l'opposto, le persone superficiali vengono venerate, quelle profonde discriminate. Giordano Bruno a tal proposito scrive: “È prova di una mente semplice e molto primitiva che uno desideri di pensare come le masse o la maggioranza, semplicemente perché la maggioranza è maggioranza. La verità non cambia perché è, o non è, creduta dalla maggioranza delle persone.”
La maggioranza non è sinonimo di ragione o di andare verso la strada giusta, come ho ben esposto già in altri articoli. E Giordano Bruno sintetizza (come si legge nella citazione) alla perfezione questo concetto.

SIAMO CIBO PER GLI “DEI” 
Come abbiamo visto osservando in modo dettagliato e obiettivo questo mondo/dimensione, quello che ne esce fuori è un quadro completamente diverso da quello propinato dai media di regime. Questo mondo sembra una sorta di prigione. Molti mistici asseriscono e asserirono che questo mondo è creato cosi per fare piacere agli “dei” e tra questi correnti di pensiero troviamo i Catari e gli Gnostici, che guarda caso son stati perseguitati dalla religione di regime (il monoteismo). Anche qui, una coincidenza ? Questi cercavano di aprire gli occhi alla persone sulla dimensione in cui erano, e guarda caso furono sterminati (poi approfondirò questi due movimenti). Questa fatto di vedere il mondo come una prigione mi trova in parte concorde, infatti questo chiarirebbe una volta per tutte queste menzogne da parte delle istituzioni, che ricordo che in un mondo sano: le istituzioni dovrebbero volere il nostro bene, mentre in questo folle mondo codeste ci mentono e ci sviano dalla nostra vera storia e natura. 
In più questi mistici affermano che questi “dèi” (alieni) si nutrono di energia, come la paura, e anche questo mi trova in parte concorde, perché tutto ciò spiegherebbe questa Catena Alimentare che ci troviamo, infatti come abbiamo appena visto, sembra proprio che essa sia costruita per mantenere chi vive in questo mondo in un perenne stato di pura. 
E cosi è anche la società/Sistema in cui viviamo, dove tutto si svolge sul debito, i popoli nascono e moriranno con l'ansia di dover pagare questo perenne debito al Potere Occulto, un debito che tutte le nazioni hanno dalla nascita, che ci tiene in un costante senso di instabilità, di ansia e quindi di paura. Questo debito è un po' come la religione che ci vuole fare nascere già col senso di colpa, dicendoci che dobbiamo vivere con questo fardello del Peccato Originale, dalla nascita alla morte, quando poi alla fine nessuno ha fatto nulla per meritarselo. E cosi è il debito pubblico, noi popolo nasciamo con questo debito, senza sapere il perché e sopratutto senza avercelo meritato. Ecco, questo Debito Pubblico, per usare una similitudine, è proprio come il Peccato Originale. Nella religione: nasciamo con un peccato/debito che ci farà sentire in colpa tutta la vita, peccato di cui non abbiamo nessuna colpa. Nel Sistema: nasciamo con un debito/colpa che ci farà dannare tutta la vita, anche se poi questo debito non l'abbiamo creato noi, e no ne siamo in nessun modo colpevoli. Tra l'altro questa similitudine non è proprio una coincidenza, i Prescelti sanno quello che fanno, e il Debito Pubblico potrebbe essere il Peccato Originale sotto altro nome. Molti però ora diranno: “e per i miliardari ? Loro non hanno problemi di sopravvivenza !”. Vero, loro non hanno questo problema, ma non sono immuni dalla malattie e la morte, e queste portano un sacco di paura e dolore a chi le pensa. E le persone ricche sono ancora più ancorate alla vita, perché sanno che hanno molto di più da perdere delle persone del ceto medio o di quelle che faticano ad arrivare a fine mese.
Nessuno è immune, questo mondo e Sistema sembrano proprio progettati per produrre paura.
Ma poi se uno si fermasse a riflettere, già il pensiero che dovremo vedere tutti i nostri cari morire, per poi dover morire anche noi a nostra volta, dovrebbe farci capire come sia diabolica questa realtà. In più dobbiamo anche sperare che la nostra morte non sia un trapasso doloroso, perché questa natura deviata in cui viviamo potrebbe farci morire persino sotto atroci sofferenze o peggio ancora dopo una lunghissima e sofferta malattia. Se riflettiamo profondamente arriviamo alla conclusione: che questo mondo non è proprio quello che si chiamerebbe “paradiso”. Che sia chiaro ! Non dico questo per deprimervi, ma solo per smuovere le coscienze, a capire che c'è qualcosa che non va in questo mondo, e quindi per far si che la coscienza umana si svegli e si ribelli a tutto questo. In più come ho ben spiegato nell'articolo: Il Più Grande Inganno: LA MORTE, e noi non ne dobbiamo avere paura. Perché avere paura e deprimersi è quello che vuole il Potere Occulto, e noi non glielo dobbiamo concedere. Ora però vi voglio riportare un estratto del libro di un mistico e antropologo di nome Carlos Castaneda, che trovo davvero significativo, in questo estratto c'è un dialogo che fa capire bene quello che ho appena esposto in questo paragrafo, cioè che potremmo essere cibo per gli “dèi”, che tutta questa struttura che crea paura e sofferenza, possa essere creata cosi ad hoc per nutrirli. 
Per “dei” ovviamente si intende queste entità che si sono spacciate per “dèi”, ma che in realtà sono solo esseri in carne e ossa, che come detto nei libri antichi: provengono dalla stelle (cioè dal profondo Spazio). In questo estratto c'è il dialogo di Carlos con lo sciamano Don Juan, e si parla proprio dei predatori occulti che sono emersi dalle profondità del cosmo per ridurci in schiavitù, e nutrirsi di noi:
Il Lato Attivo dell'Infinito, Carlos Castaneda, pag. 248 -250:

Carlos Castaneda: “Cosa succede, don Juan ?» chiesi in ultimo. “Vedevo ombre scure dappertutto.”
Don Juan: “Gli Sciamani furono i primi a scoprire quelle ombre e ad occuparsene. Le videro come tu le vedi adesso e le videro come energia che fluisce nell'universo. E scoprirono qualcosa di trascendentale.” 
Carlos Castaneda: “Che cosa scoprirono, don Juan?» lo sollecitai.”
Don Juan: “Scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita. Un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita. Gli uomini sono suoi prigionieri. Il predatore è nostro signore e maestro e ci ha resi docili, impotenti. Se vogliamo protestare, soffoca le nostre proteste. Se tentiamo di agire in modo indipendente, non ce lo permette. (...) Sei arrivato e con le tue sole forze, a ciò che per gli Sciamani dell'antico Messico era la questione suprema. Per tutto questo tempo non ho fatto che menare il can per l'aia, insinuando in te l'idea di un qualcosa che ci tiene prigionieri. Ed è davvero così ! Questo, per gli Sciamani dell'antico Messico era un fatto energetico.”
Carlos Castaneda: “Perché questo predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan ? Dev'esserci una spiegazione logica.” 
Don Juan: “Una spiegazione c'è ed è la più semplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché noi siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie, i "gallineros", i predatori ci allevano in stie umane, gli "humaneros", garantendosi così un'infinita riserva di nutrimento.”
Carlos Castaneda: Mi accorsi che stavo scuotendo violentemente la testa da un lato all'altro. Tutto il mio corpo esprimeva il mio disagio e il mio sgomento ed ero incapace di arrestare il tremito che mi squassava. “No, no, no” mi sentii dire. “È assurdo, don Juan ! Ciò che stai dicendo è mostruoso. Non può essere vero, né per gli Sciamani né per l'uomo medio; per nessuno.” 
Don Juan: “Perché ?” chiese lui, perfettamente calmo. “Perché ? Solo perché l'idea ti fa infuriare ?”

Le parole dello sciamano sono molto significative, e mi trovo ad approvarle (almeno in parte); è vero che non c'è prova di quello da lui detto, ma stiamo parlando di spiritualità, quindi di metafisica dove prove non possono esserci, ad esempio: un pensiero noi lo possiamo vedere, pesare, toccare ed odorare ? No, non possiamo, però è innegabile che esso esista. Quindi perché mai le parole degli sciamani andrebbero scartate a priori ? Per me ogni dichiarazione, se la reputo sensata, va presa in considerazione. E anche se ci sono cose che non possono essere provate materialmente (come l'esempio del pensiero), questo non significa che esse non esistano. Io comunque dico di considerare solo quello che reputiamo sensato e che crediamo abbia riscontro, che sia chiaro, non sto dicendo di diventare creduloni e di credere a tutto. Come in ogni cosa ci vuole buon senso, viadi-mezzo e pensiero analitico. Ma però quello che voglio dire è altro, dal mio punto di vista questo mondo/dimensione mi appare proprio cosi, mi appare una sorta di prigione per anime. Non so se siamo cibo per queste creature (che si fecero adorare per “dei”), e se esse si nutrono di paura , ma di certo vedo un mondo che ruota intorno alla paura e al dolore, e vedo una massa di persone sempre più lobotomizzate, vedo le istituzioni che ci mentono spudoratamente. Insomma, una cosa è certa: in questo mondo/dimensione c'è qualcosa che non va, e questo è innegabile. E a dirlo non sono solo io, questo pensiero venne anche ad altre persone, persino a persone vissute secoli fa; che ora esporrò.

I CATARI

lunedì 7 aprile 2014

Bio-filosofia e la memoria intrinseca degli eventi nella materia...

Bio-filosofia e la memoria intrinseca degli eventi nella materia...Che ci sia un’attinenza indiscutibile fra l’emissione energetica e la materia è un fatto conosciuto da chiunque, prima ancora delle scoperte della fisica quantica. Basti vedere l’azione dell’energia solare e della sua captazione utile ai processi vitali sulla Terra…


Bio-filosofia e la memoria intrinseca degli eventi nella materia...

Energia e materia sono strettamente interconnesse ed a un certo livello indistinguibili l’una dall’altra. Ed alla base del loro apparire in specifiche forme e modi c’è la mutazione costante e continua, una sorta di saliscendi che fra l’una e l’altra polarità che consente l’esistenza dell’universo conosciuto.
Secondo I Ching, o Libro Dei Mutamenti, la creazione avviene costantemente attraverso l’incontro di Cielo e Terra, ovvero Energia e Materia, Coscienza e Forma, ma questa descrizione non è sola prerogativa dell’I Ching, anche altre religioni e filosofie (ed anche la moderna scienza) indicano il movimento, la vibrazione o trasformazione, come fattore primo che crea il mondo. L’energia cinetica sprigionata attraverso il cambiamento sopraggiunto nel “quid” originario statico si è propagata in uno svolgimento, apparentemente infinito, che utilizza i canali conduttori dello spazio e del tempo. Che lo si chiami Verbo, Om, Spirito o Tao ha poca importanza…
Dal punto di vista dell’esperienza empirica, basata sull’osservazione in un continuum spazio temporale ed anche secondo la teoria della creazione graduale dell’universo si immagina un “inizio” chiamato Big Bang (il grande botto) o “Atto Creativo” in cui la concentrazione energetica statica giunge ad una fase critica di incontenibilità e ne consegue un collasso (corrispondente all’inizio dello spazio tempo) che coincide con la proiezione manifestativa in cui l’energia assume forma, gradualmente, divenendo materia. La gradualità e continuità della creazione viene misurata attraverso un “aspetto” che sempre accompagna, potremmo anche dire registra, il processo creativo. Questo aspetto è immanente e trascendente ed è la “coscienza”, la quale è parte integrante, una sorta di sapore o qualità intrinseca, dello svolgimento energetico in corso.
Possiamo quindi tranquillamente affermare che “coscienza, energia e materia” sono la stessa cosa, come il tempo e lo spazio che appaiono e coesistono complementariamente. Senza la durata nel tempo e l’espansione nello spazio nulla potrebbe manifestarsi e senza la coscienza e l’energia nessuna forma od entità avrebbe significato od esistenza. Per questa ragione è impossibile scindere la manifestazione dalla consapevolezza che la sancisce.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...