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mercoledì 19 settembre 2018

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

Potete aggiungere anche la radioterapia. La chemioterapia è un veleno ideato per uccidere le cellule. Ehm, proprio così. La “cura” ufficiale più all’“avanguardia” per il cancro consiste nell’avvelenare la vittima e sperare che… uccidiate le cellule del cancro prima che abbiate ucciso abbastanza cellule sane da uccidere il paziente. Ma aspettate. Il veleno della chemioterapia uccide anche le cellule del sistema immunitario e lo lascia ridotto a pezzi. E la Candida è ancora lì. Il sistema immunitario devastato non può rispondere efficacemente alla Candida, che si sposterà in altre parti del corpo e ricomincerà il processo, causando così la diffusione del cancro. Anche coloro che dopo la chirurgia e la chemioterapia sembrano aver avuto un recupero e sono stati dichiarati fuori pericolo, sono come una bomba a orologeria, il loro sistema immunitario è stato sconvolto ed è solo questione di tempo prima che la Candida scateni una ricaduta. 
In altre parole:
La Chemioterapia sta uccidendo la gente che presumibilmente dovrebbe curare.

Naturalmente non “cura” proprio un bel niente e mette a rischio la vita. È un veleno che distrugge quello stesso sistema di cui abbiamo bisogno per essere forti e in salute se dobbiamo guarire. L’industria del cancro è una frode, niente più che una macchina assassina produci-soldi.
Le mammografie, per esempio, stanno causando alle donne più tumori di quanti ne individuino, e tuttavia “l’industria”, Big Pharma in lega con “associazioni” contro il cancro e “gruppi di sostegno”, stanno spingendo le donne a fame sempre più spesso. Disgustoso.

Quando Tullio Simoncini comprese che il cancro era una infezione o infestazione micotica, andò in cerca di qualcosa che uccidesse il fungo e rimuovesse cosi il cancro. Aveva capito che i farmaci antimicotici non funzionavano perché il fungo mutava velocemente per difendersi e iniziava perfino a nutrirsi dei farmaci prescritti per la cura. Invece, Simoncini trovò qualcosa di molto, molto più semplice – il bicarbonato di sodio. Sì, l’ingrediente principale nel buon vecchio bicarbonato (ma, ribadisco, non quello che usiamo in casa, che contiene altri ingredienti). Lo utilizzò perché è un potente antimicotico e la Candida non riesce ad “adattarsi” a esso, come invece fa con i farmaci. Al paziente viene somministrata una forma liquida di bicarbonato di sodio per via orale attraverso un endoscopio, un lungo tubo sottile che i medici usano per vedere all’interno del corpo senza l’uso della chirurgia. Ciò permette d’introdurre il bicarbonato direttamente all’interno del tumore e del fungo. Gli antichi Egizi conoscevano le proprietà guaritrici di sostanze antimicotiche, e libri indiani risalenti a mille anni fa consigliano “sostanze alcaline di forte potenza” per trattare il cancro. Tanto tempo fa ho sentito dire che il cancro non si può manifestare in un ambiente alcalino e adesso il motivo mi è chiaro: tale ambiente uccide il fungo. Ecco perché l’enorme incremento dei tumori rispecchia il fatto che nella nostra dieta stiamo inserendo sempre più alimenti acidi. È bene fare un test del ph, e se scoprite che il vostro corpo è acido, sarebbe saggio prendere provvedimenti.

CURARE E’ UN CRIMINE 
Nel 1983 Simoncini trattò Gennaro Sangermano, un paziente italiano affetto da tumore al polmone al quale erano stati dati pochi mesi di vita. Qualche mese più tardi il signor Sangermano non era ancora morto; era vivo e il cancro era scomparso. Più di 20 anni dopo era ancora in vita. Seguirono ulteriori successi, e Simoncini presentò le sue scoperte al Ministero della Sanità nella speranza che si desse il via a esperimenti scientificamente approvati per dimostrare che la cura funzionava. Ma stava per toccare con mano la vera portata della manipolazione e della disonestà in ambito medico. Le autorità non solo ignorarono la sua documentazione, ma lo radiarono dall’Ordine dei Medici Italiani per aver prescritto cure che non erano state approvate. Si, ho proprio detto per aver prescritto cure che non erano state approvate. 

Simoncini divenne oggetto di una feroce campagna di condanna e fu coperto di ridicolo dai patetici mezzi d’informazione; quindi venne condannato a tre anni di carcere per aver causato “la morte criminosa” di pazienti che aveva trattato, una sentenza, dissero, che sarebbe stata ancora più pesante se avesse tentato di curare altre persone. Da tutti gli angoli la parola d’ordine fu: togliete di mezzo Simoncini. La classe dirigente medica disse che le sue affermazioni riguardo al bicarbonato di sodio erano “folli” e “pericolose” (a differenza della chemioterapia…).
Un “medico di primo piano” si riferì addirittura al bicarbonato di sodio come a una “droga”. E intanto milioni di persone che avrebbero potuto essere curate efficacemente morivano di cancro. Questa gente se ne frega. Grazie al cielo, Tullio Simoncini non si è arreso, e il suo lavoro ha continuato a circolare in Internet c in conferenze pubbliche. Il suo sito web è www.curenaturaIicancro.com. Ho sentito parlare di lui attraverso Mike Lambert alla Shen Clinic, e mentre ero all’estero Simoncini ha tenuto una conferenza sull’Isola di Wight. So che sta ottenendo notevoli successi nel ridurre drasticamente ed eliminare alcuni tumori all’ultimo stadio usando il bicarbonato di sodio. In alcuni casi ci possono volere mesi, ma in altri, come per il cancro al seno, dove il tumore è facilmente accessibile, a volte bastano alcuni giorni per farlo scomparire.

Ci sono anche persone che si autocurano sotto la guida di Simoncini, e se visitate il sito web della Shen Clinic (www.theshenclinic.com) troverete esperienze e cure raccontate dai pazienti. Ancor prima di conoscere il lavoro di Simoncini e di apprendere che il cancro è un fungo mi ero imbattuto nel lavoro di due ricercatori e scienziati, il Professor Gerry Pot­ter del Cancer Drug Discovery Group (Gruppo di Ricerca sui Farmaci contro il Cancro) e il Professor Dan Burke. Le loro scoperte combinate rivelano che: le cellule cancerogene hanno un unico biomarker (o “biomarcatore”) che le normali cellule non hanno, un enzima chiamato CYP1B1.
Gli enzimi sono proteine che “catalizzano” le reazioni chimiche, ovvero ne incrementano l’andamento. Il CYP1B1 altera la struttura chimica di composti chiamati salvestrol che si trovano naturalmente in molti frutti e nei vegetali. Questo cambiamento chimico modifica i salvestrol in una sostanza che uccide le cellule cancerogene ma non danneggia le cellule sane. Il sincronismo è perfetto. L’enzima CYP1B1 appare solo nelle cellule cancerose e reagisce con i salvestrol della frotta e dei vegetali per creare una sostanza chimica che elimina solo le cellule cancerose stesse. Ma ecco il punto che riguarda il fatto che il tumore sia un fungo. I salvestrol sono il sistema naturale di difesa della frotta e dei vegetali contro gli attacchi micotici, ed è questa la ragione per cui li troviamo soltanto nelle specie soggette a danni da funghi, come fragole, mirtilli, lamponi, uva, ribes nero, ribes rosso, more, mirtillo rosso, mele, pere, vegetali verdi (specialmente i broccoli e la famiglia dei cavoli), carciofi, peperoni rossi e gialli, avocado, crescione, asparagi e melanzane. Per di più, i cartelli di Big Pharma e Big Biotech, ovvero le multinazionali farmaceutiche e biotecnologiche, lo sanno perfettamente e hanno preso i seguenti provvedimenti per minare questa difesa naturale dall’attacco micotico che è il cancro:
  • Gli spray fungicidi usati nell’agricoltura moderna uccidono i funghi artificialmente e ciò significa che piante e colture non potranno attivare le loro difese naturali — i salvestrol. Oggi possiamo trovare i salvestrol soltanto negli alimenti biologici (e anche sotto forma di potenti capsule alla Shen Clinic)
  • I fungicidi più largamente usati sono bloccanti molto potenti del CYP1B1 e così se mangiate molto cibo prodotto chimicamente, non importa quanti salvestrol consumiate; essi non agiranno comunque da agenti anti-cancro come dovrebbero

Tutto questo fa parte di un piano ben congegnato e spiega l’attacco generale contro la produzione di cibo biologico con nuove leggi studiate per mettere gli agricoltori e gli allevatori bio fuori dal mercato.
L’Ente Governativo Britannico per il Controllo dei Cibi e dei Farmaci, un’agenzia governativa cosiddetta “indipendente” ha palesemente cercato di scardinare la produzione di cibo biologico. Ciò non sorprende poiché l’agenzia è un fronte di Big Pharma e Big Biotech. Nel 2009 è stata pubblicata una relazione propagandistica che sosteneva che non ci fossero benefici nutrizionali nel mangiare prodotti biologici. Ma davvero? Così il cibo infestato da veleni chimici, cresciuto con ormoni ed antibiotici, non è differente dal cibo che non ne contiene? Che frottola! Ma la relazione non venne pubblicata perché rispondeva al vero, bensì solo per influenzare l’opinione pubblica.
FONTE
David Icke – Il Risveglio del Leone


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sabato 10 febbraio 2018

Terapia in NMG

Terapia in NMG

Articolo originale - Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Consigli e raccomandazioni per la fase di recupero e per la crisi epilettoide

La fase di guarigione è caratterizzata da:
  • Poca energia
  • Fatica
  • Mal di testa
  • Infiammazione
  • Dolore
  • Aumento del volume idrico
  • Febbre
  • Sudorazioni notturne
  • Pus
  • Scolo di liquidi (potenzialmente mescolati con sangue)
  • Le cosiddette "infezioni" e alcuni tipi di cancro sono sintomi tipici che indicano che il relativo conflitto è stato risolto e l'organo o tessuto corrispondente sta subendo un processo di guarigione naturale.
Qui ci sono una serie di raccomandazioni per le persone che stanno recuperando da un conflitto. E' davvero importante applicarle, per passare dalla fase della crisi epilettoide nel modo migliore possibile. L'Epi-crisi si verifica sempre nel bel mezzo della fase di recupero. La fase di recupero dura quanto la durata della fase di conflitto attivo. Nel 95% dei casi le seguenti misure sono sufficienti per superarla con successo. Solo il 5% dei casi necessita di farmaci.
In ogni conflitto di perdita territoriale che dura da più di nove mesi, un attacco di cuore fatale è possibile e si verifica circa 2-6 settimane dopo la risoluzione del conflitto.

Le manifestazioni comuni della crisi epilettica

  • Mani e piedi freddi
  • Sudore freddo
  • Vertigini
  • Nausea
  • Vomito
  • Doppia visione
  • Alta Pressione
  • Mal di testa
  • Asma
  • Emicrania
  • Embolia polmonare
  • ipoglicemia
  • Polmonare Crisi
  • Epilessia
  • Ischemia Cerebrale
  • Infarto del miocardio

Raccomandazioni per la fase di recupero

  • Assumere caffè forte, tè o Coca Cola più volte al giorno
  • Assumere vitamina C.
  • Preventivamente è consigliata la somministrazione di glucosio per via orale
  • Mettere del ghiaccio sulla testa più volte al giorno, soprattutto prima di coricarsi per raffreddare il Focolaio di Hamer (FH).
  • Tenere la testa fredda il più a lungo possibile.
  • Non esporre direttamente la testa al sole.
  • Dormire in una stanza fredda o fresca.
  • Assumere pochi liquidi.
  • Evitare saune e bagni caldi, soprattutto sulla testa.
  • Effettuare eventualmente docce fredde.
  • Dieta equilibrata , ma ricca di proteine.
  • Mettere a bagno in acqua salata, tutto il corpo fino al collo.
Si dovrebbe provare a trovare un punto più caldo della testa, per poter attuare queste raccomandazioni:
  • Dormire sul lato opposto rispetto a questo, per mantenerlo in posizione più elevata.
  • Applicare con cura il ghiaccio in questa zona.
Se si riconosce di essere nel bel mezzo di una crisi epilettica:
  • Non fatevi prendere dal panico, agire con calma
  • Rimanere seduti, non sdraiarsi, rimanere con la testa più alta rispetto al corpo, per consentire il defluire del fluido che viene evacuato.
  • Mettere il ghiaccio sulla zona calda della testa.

Farmaci

Come regola generale, l'uso di farmaci deve essere attentamente valutata e limitata alle emergenze. Certo, i farmaci possono alleviare, eliminare i sintomi o prevenire le complicazioni che si verificano durante la fase di guarigione. Ma nessun farmaco e nessuna terapia al mondo può davvero curare una malattia. Solo il paziente può "trattare" i suoi sintomi, perché solo lui può risolvere il suo conflitto e solo lui può entrare in guarigione!
I medicinali non sono necessari, fatta eccezione per il 10% dei casi.
I farmaci non possono mai curare una malattia e rendono lento e debole il processo di guarigione. I farmaci interrompono l'azione di guarigione naturale dei microbi, prolungando quindi la durata della fase di guarigione. Ogni malattia deve effettuare completamente il processo di guarigione per prevenire il peggioramento durante il conflitto successivo.
Se un farmaco può essere utile, compresi i vegetali e altri medicinali naturali e integratori alimentari, essi devono essere classificati secondo il modello delle due fasi di ogni SBS. Un operatore sanitario che lavora in base alla NMG deve essere consapevole del fatto che i farmaci simpaticotonici aumentano i sintomi del conflitto attivo e rallentano il processo di guarigione, mentre i farmaci vagotonici fanno il contrario.

Durante la fase di conflitto attivo, un paziente potrebbe aver bisogno, se non altro, di farmaci "vagotonici", che riducono lo stato di stress. Tuttavia, sedativi e tranquillanti adottati per lunghi periodi di tempo, comportano il rischio di tramutare un conflitto attivo in un conflitto in sospensione. Oltretutto diminuiscono drasticamente la motivazione e la forza necessaria per risolvere il conflitto. Durante questo periodo, non sono raccomandati farmaci simpaticotonici perché aumentano e prolungano i sintomi del conflitto attivo, con conseguenze potenzialmente gravi per il paziente.
Per alleviare i sintomi di pericolo di vita, vengono impiegati farmaci simpaticotonici. Questi dovrebbero essere somministrati solo da un medico di NMG e in casi gravi che lo richiedono davvero. Si usano farmaci come adrenalina (epinefrina), cortisone, idrocortisone, noradrenalina, antistaminici, antiallergici, antibiotici e analgesici. Gli antibiotici distruggono o interrompono completamente il processo di riparazione dei microbi in un corpo che sta guarendo.

Cortisone, antistaminici, farmaci anti-infiammatori e antibiotici sono tutti i farmaci simpaticotonici con effetto stimolante. Se somministrati durante la fase di guarigione, interrompono e prolungano il processo di guarigione naturale e prevengono un recupero completo.
E' un'arte trovare la giusta dose di cortisone o di altri simpaticotonic: "Più tardi possibile, ma appena necessario." Il cortisone è meno dannoso rispetto alla maggior parte degli antidolorifici, che di solito hanno un effetto sedativo vagotrópico, e questo può accentuare ancora l'edema dell'osso e la tensione del periostio.
Farmaci simpaticotonici sono raccomandati in caso di una fase di guarigione intensa con complicanze potenzialmente gravi, in particolare durante la crisi epilettica. Poiché il processo di guarigione è sempre controllato dal relè dell'organo correlato al cervello, i farmaci simpaticotonici hanno l'effetto di ridurre l'edema cerebrale, e di conseguenza i sintomi fisici. Ancora, è della massima importanza capire che i farmaci simpaticotonici come il cortisone, aumentano la ritenzione se dovesse verificarsi ("Sindrome del profugo"), che può provocare una situazione pericolosa, perché il fluido supplementare trattenuto nel corpo in riparazione, può produrre maggiore infiammazione, dolore e ostruzioni organiche potenzialmente pericolose per la vita, come nel colon o nei dotti biliari.
I microbi come i funghi, batteri e virus agiscono come sentinelle naturali del corpo, i loro meccanismi di riparazione non devono essere considerati come infiammazioni maligne. Ogni aumento volumetrico degli organi di derivazione ectodermica è normale e andrà a regredire.

Chemioterapia

I farmaci citostatici (chemioterapia) fanno parte di un trattamento con veleni cellulari, ad azione simpaticotonica, che dovrebbe impedire la proliferazione cellulare. Naturalmente si osserva che le prime azioni velenose cellulari, sono a carico delle cellule del midollo osseo. Poi è la volta degli organi riproduttivi, che possono provocare la perdita della fertilità temporaneamente o permanentemente. I citotossici cellulari intensificano la simpaticotonia e quindi stimolano ulteriormente la crescita tumorale in fase di conflitto attivo. Inoltre riducono l'elasticità del tessuto cerebrale coinvolto durante il processo di guarigione.
Gli agenti chemioterapici citotossici diminuiscono l'elasticità dei neuroni e delle sinapsi nel cervello con un effetto chiamato fisarmonica. Durante la chemioterapia l'edema si produce e si evacua alternativamente, un meccanismo che può portare a rompere le cellule cerebrali.
La chemioterapia in alcuni casi mostra un apparente successo (con effetti sul midollo osseo), nel senso che può eliminare i sintomi di guarigione/riparazione degli organi controllati dal cervello.
Con la chemioterapia nei tumori governati dal neoencefalo, si possono raggiungere esclusivamente successi sintomatici in fase PCL in quanto i citostatici bloccano immediatamente il processo di riparazione. Questo è il caso degli SBS mesodermici come nell'osso (leucemia e osteosarcoma in fase PCL, o necrosi dei testicoli e nelle ovaie (interstiziali), (infiammazione del testicolo e dell'ovaio cisti fase Pcl, indurita successiva) o cancro dei linfonodi (linfoma in fase PCL).
La medicina classica riconosce anche gli effetti dannosi della chemioterapia:
"Fino ad ora, si è saputo che i farmaci chemioterapici usati per trattare il cancro hanno avuto effetti sul tessuto cardiaco, ma nessuno sapeva per quanto tempo rimanevano. Un follow-up di 22 pazienti ha rivelato che gli effetti sul cuore sono aggravati dal corso del tempo. Tutti coloro che sono stati trattati con questi farmaci, dovrebbero essere controllati nella funzione cardiaca. Anche se molti degli effetti collaterali scompaiono abbastanza rapidamente, alcuni richiedono mesi o anni per scomparire completamente. A volte gli effetti collaterali possono durare una vita, come nel caso dei danni permanenti al cuore, ai polmoni, ai reni, agli organi riproduttivi. Certi tipi di chemioterapia occasionalmente causa effetti ritardati, come un secondo tumore, che può comparire molti anni dopo."

Chirurgia


sabato 22 ottobre 2016

Curare i sintomi NUOCE GRAVEMENTE alla Salute !!!

Curare i sintomi NUOCE GRAVEMENTE alla Salute !!!

"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)

Per cura dei sintomi intendiamo gran parte dei medicinali e delle pratiche mediche attualmente in uso.

I medicinali che fanno passare la febbre, che alleviano il mal di testa, le infiammazioni alla gola o alle articolazioni, ma anche quelli che decongestionano le vie respiratorie o l’intestino e che calmano la tosse e persino la rimozione chirurgica di tonsille, appendice e cisti, sono tutte cure dei sintomi.

Questi sono solo alcuni esempi delle pratiche più comuni per i fastidi più banali, ma la lista sarebbe lunghissima e comprenderebbe patologie ben più gravi.

In pratica potremmo dire che tutta la moderna medicina (o quasi) si occupa esclusivamente della cura sintomatica e non si preoccupa minimamente della prevenzione o della rimozione dei problemi alla radice.

Anche quando si parla di esami preventivi in realtà si tratta di esami diagnostici che trovano o meno un determinato male (o presunto tale).

(Solo su quest’ultima affermazione si potrebbe parlare molto a lungo ma rischierei di andare un po’ fuori tema per approfondimenti comunque vi rimando a questo interessante video: Creazione di Malattie )

Curare i sintomi quindi non solo non migliora lo stato di salute, ma per assurdo potrebbe anche aggravarlo, anzi meglio togliere il condizionale:
Curare i sintomi aggrava la salute!

Questo accade per vari motivi il più semplice ed immediato è il seguente: curando i sintomi, non proviamo più un certo fastidio o  dolore e quindi non ascoltiamo più il nostro corpo che attraverso quel determinato dolore/sintomo voleva comunicarci qualcosa che non andava.

Quindi noi prendiamo la pillolina, il dolore passa e così possiamo riprendere la nostra vita, comprese le nostra cattive abitudini che ci hanno portato alla cosiddetta malattia, ancora più non curanti del male che ci stiamo facendo.

A questo punto però è necessaria qualche definizione ...

Innanzitutto bisogna dire che la cosiddetta malattia non è altro che una crisi tossiemica cioè un eccessivo accumulo di tossine (scarti metabolici).
La produzione di tossine è un fenomeno naturale risultante da diverse funzioni metaboliche.
In condizioni ideali, queste tossine vengono eliminate dagli organi emuntori (intestino, reni, fegato, polmoni e pelle).

Finché l'apporto di tossine resta nei limiti delle capacità di smaltimento di questi organi, facciamo esperienza di uno stato di buona salute.
Quando per diversi fattori fisici (dovuti all'ambiente, allo stile di vita, all'alimentazione), psicologici (stress) o emozionali si arriva ad una perdita della capacità di smaltimento (indebolimento), le tossine si accumulano e c’è la comparsa dei sintomi della malattia.

Quindi la malattia potremmo anche definirla come l’estremo tentativo dell’organismo di liberarsi delle tossine in eccesso.

In pratica quella che consideriamo malattia è in realtà un processo di Autoguarigione.

Dunque cosa succede quando noi con un farmaco blocchiamo i sintomi e quindi il tentativo estremo del nostro sistema immunitario di liberarsi delle tossine in eccesso?

Le tossine non vengono più eliminate e cosa peggiore non vengono eliminate le cattive abitudini (fisiche, psicologiche ed emozionali) che hanno causato l’indebolimento. Quindi le crisi si ripeteranno fino a diventare croniche e degenerare in qualcosa di peggio.

Infine, ma non meno importante, la cura dei sintomi delle cosiddette malattie con farmaci o con interventi invasivi, genera un considerevole numero di effetti collaterali conosciuti e non, dovuti all’immissione nel corpo di sostanze sintetiche estranee (farmaci) o a vere e proprie mutilazioni (chirurgia).

L'unica medicina veramente utile rimane quella di primo soccorso, quella traumatologica e poco altro.

La vera prevenzione invece sarebbe avere un’alimentazione sana, condurre uno stile di vita sereno, vivere in un ambiente il più salubre ed arieggiato possibile, fare lunghe passeggiate ed un attività fisica leggera, riposare, fare esercizi di respirazione, meditare, rilassarsi … etc ….

In caso di crisi acute di eliminazione di tossine (cosiddette malattie) lasciare che il tempo e la natura facciano il loro corso riposando, mangiando il meno possibile e soprattutto non ostacolando l’Autoguarigione.

Concludo con questa bella e provocatoria frase che secondo me si addice molto alla realtà attuale:
"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)
Felice Vita

venerdì 7 agosto 2015

Effetti collaterali della chirurgia


Effetti collaterali della chirurgia

Tratto da Cancer.net
Traduzione ed adattamento di Giorgio Beltrammi
La chirurgia, come molti trattamenti per il cancro, può causare diversi effetti collaterali che dipendono dal tipo di intervento chirurgico effettuato e quali parti del corpo sono stati interessati.
A seconda dell'atto chirurgico effettuato, si devono considerare anche altri aspetti, come le modifiche alla dieta, la capacità di essere fisicamente attivi, l'immagine del proprio corpo e la salute sessuale e riproduttiva.
La chirurgia del cancro, come tutti i trattamenti contro il cancro, ha i suoi vantaggi, i rischi e gli effetti collaterali. I tipi e l'intensità degli effetti collaterali variano da persona a persona in base al tipo ed alla posizione del tumore, il tipo di intervento chirurgico e la salute generale della persona.
Con i recenti progressi nelle tecniche chirurgiche, come la chirurgia mini-invasiva, gli effetti collaterali della chirurgia sono spesso più miti di quanto lo fossero in passato e le persone possono recuperare più velocemente. Inoltre i medici hanno fatto grandi passi avanti negli ultimi anni nel ridurre il dolore e altri effetti collaterali fisici derivanti da tutti i tipi di intervento chirurgico. Alleviare gli effetti collaterali, chiamato anche gestione dei sintomi, cure palliative, o terapia di supporto, è una parte importante della cura del cancro.

Effetti indesiderati comuni nella chirurgia del cancro

Gli effetti collaterali della chirurgia del cancro possono comprendere i seguenti:
  • Dolore. È comune avere dolore dopo un intervento chirurgico. La quantità e la posizione del dolore dipende da molti fattori, tra cui la posizione del corpo in cui si è subito l'intervento chirurgico, quanto grande è stata l'incisione, la quantità di tessuto che è stato rimosso, e la presenza di dolore prima dell'intervento chirurgico. Gli interventi che coinvolgono terminazioni nervose, che coinvolgono il periostio o che causano edema notevole nella sede dell'intervento, possono generare molto dolore tale da imporre l'uso di farmaci oppioidi in infusione continua.
  • Astenia. Molti pazienti si sentono molto stanchi dopo un intervento chirurgico maggiore, soprattutto quando l'intervento chirurgico coinvolge addome o torace. Ciò è dovuto ad una combinazione di fattori, tra cui l'anestesia, la tendenza del corpo a deviare l'energia al sito dell'intervento per favorire il processo di guarigione, la riduzione della quantità di cibo ingerito nel periodo immediatamente dopo l'intervento chirurgico e lo stress chirurgico. Anche la cospicua perdita di sangue associata all'asportazione di ampie aree di organi parenchimatosi (fegato, polmone), può essere la causa di stanchezza.
  • Inappetenza. Lo scarso appetito dopo l'intervento chirurgico è molto comune, soprattutto quando si usa l'anestesia generale e può essere associato alla temporanea perdita di peso. Il coinvolgimento dell'apparato gastro-enterico può determinare inappetenza.
  • Gonfiore intorno al sito di un intervento chirurgico.
  • Drenaggio del sito chirurgico. Talvolta il fluido che si accumula nel sito chirurgico drena attraverso la ferita chirurgica. Se il drenaggio emette cattivo odore o è accompagnato da febbre e rossore, può essere segno di infezione e v segnalato al chirurgo.
  • Emorragie intra e postoperatorie. Alcuni interventi possono comportare la ampia perdita di sangue nel corso del loro svolgimento (interventi sul fegato, ai reni, ai polmoni, a ossa e muscoli). Questo sangue può essere perso anche dopo l'intervento chirurgico per una emostasi non accurata o per il cedimento di strutture vascolari coinvolte nell'atto chirurgico. (Particolarmente insidiose sono le emorragie dopo la tiroidectomia, o dopo una pancreasectomia parziale, ecc.)
  • Infezioni. Questo si può verificare nel sito dell'incisione, ma può verificarsi anche in altre parti del corpo. Nonostante le manovre asettiche applicate dal team chirurgico, alcuni interventi possono infettarsi, specialmente quelli che coinvolgono il tratto intestinale, gli apparati genito-urinari e maxillo-facciali. I segni di infezione di una incisione chirurgica includono arrossamento, calore, aumento del dolore, e talvolta, la fuoriruscita di materiale dalla ferita.
  • Linfedema. Questo è un altro effetto collaterale comune che può verificarsi dopo una asportazione linfonodale, specialmente nelle mastectomie e negli interventi sul collo e sul piccolo bacino. A volte, quando i linfonodi sono rimossi, il fluido linfatico si raccoglie nei tessuti circostanti, causando il rigonfiamento. Questo gonfiore è chiamato linfedema, e può causare disagio. Può anche limitare il movimento e la funzione della zona interessata, come un braccio o una gamba. Potrebbe essere necessario una terapia specifica per gestire questo effetto collaterale.
  • Disfunzioni organiche. Talvolta la chirurgia del cancro può causare problemi temporanei o definitivi nelle aree del corpo, come addome o torace, che sono stati sottoposti ad intervento chirurgico. Gli interventi sull'intestino possono determinarne la paralisi temporanea, oppure alcuni interventi richiedono il confezionamento di un ano artificiale nella parete addominale. Altri interventi possono causare problemi definitivi alla fonazione (laringectomie). Alcuni interventi al torace possono causare dispnea o difficoltà respiratorie. La cistectomia totale richiede spesso l'abboccamento dei due ureteri alla parete addominale. L'asportazione completa della tiroide richiede l'assunzione di ormoni artificiali per il resto della vita, per non parlare di interventi che coinvolgono i caratteri somatici identificativi come la mastectomia.
Altri effetti a lungo termine possono essere:
  • Alterazioni dietologiche. Gli interventi a carico della bocca. dell'esofago, dello stomaco, del pancreas, del fegato e dell'intestino creano problemi con la normale alimentazioni, sia da un punto di vista meccanico (, alterazioni alla masticazione, stenosi intestinali, alterazioni della deglutizione, assenza di una struttura di immagazzinamento) che metabolico (epatectomie, pancreasectomie, colectomie totali). Alcuni di questi problemi possono essere rimediati, altri invece rimangono permanenti.
  • Immagine del corpo. Alcuni interventi chirurgici possono alterare la funzionalità e l'aspetto del corpo, specialmente quelli che coinvolgono il viso, i caratteri sessuali distintivi, gli arti e le superfici esposte normalmente alla vista altrui. Gli interventi maxillo-facciali con implantologia e plastiche cutanee, possono deturpare l'aspetto estetico della persona. Le laringectomie con svuotamento linfonodale laterocervicale, alterano visibilmente l'aspetto della persona.
    La mastectomia radicale, con svuotamento ascellare, oltre alla privazione della mammella, può causare linfedema dell'arto superiore che appare gonfio e dismetrico rispetto al controlaterale. Le ampie amputazioni degli arti creano alterazioni estetiche di ovvio impatto visivo. Gli interventi che causano il confezionamento di stomie addominali, costringono la persona a portare sacchetti di raccolta che possono essere molto imbarazzanti.
  • Sessualità e riproduzione. Alcuni interventi alterano non solo la funzione riproduttiva, ma anche la funzione sessuale della persona. La prostatectomia radicale può causare impotenza erettile definitiva. La vulvectomia causa impossibilità alla penetrazione ed alla sessualità, per non parlare del piacere sessuale. La mastectomia causa un problema psichico alla sessualità, per cui la donna si sente deturpata nella sua appetibilità e femminilità. L'isteroannessiectomia causa sterilità, così come l'orchiectomia.

 

9. Alcune cose che dovete sapere sulla chirurgia

Alcuni interventi chirurgici coinvolgono strutture che pur non avendo segni di malattia, vengono ugualmente sacrificati (resezioni intestinali, epatectomie, tiroidectomie, interventi ginecologici) per il timore della loro disseminazione che rappresenta una possibilità, non una certezza.
I rischi sono in gran parte rappresentati dalle complicanze chirurgiche, divise in intraoperatorie, postoperatorie precoci e postoperatorie tardive. Sono complicanze legate strettamente all'intervento chirurgico e non alle condizioni del paziente.
 

Le prime sono il sanguinamento incoercibile e l'arresto cardiaco.
Le seconde sono rappresentate principalmente dall'emorragia del sito chirurgico. Particolarmente grave e pericoloso è il sanguinamento da tiroidectomia completa che può causare soffocamento. Anche la recisione di nervi può causare gravi problemi, come la sezione del nervo ricorrente in corso di tiroidectomia.
Le complicanze tardive sono rappresentate da emorragie tardive del sito chirurgico, la deiscenza anastomotica (ovvero la rottura del collegamento tra due strutture effettuato dopo l'asportazione di una struttura, come ad esempio l'intestino), l'infezione del sito chirurgico ed altre
Nell'accingersi a subire un intervento chirurgico, la persona può seguire queste indicazioni:

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