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sabato 23 giugno 2018

Il mito dell’Alzheimer

Il mito dell’Alzheimer

Un po’ di storia
La malattia di Alzheimer ha preso il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che per primo ne studiò un caso (la signora Auguste D. moglie dell’impiegato delle ferrovie Carl D.). Ma non è tutto perché l’uomo che dovrebbe passare alla storia come il vero padre dell’Alzheimer è il medico psichiatra Emil Kraepelin, direttore della Reale clinica psichiatrica di Monaco. 
Fu proprio Kraepelin che offrì ad Alzheimer l’opportunità di far parte del suo gruppo a Heidelberg, nominandolo successivamente suo assistente.
Nel 1910 Emil Kraepelin coniò ufficialmente il termine Alzheimer Krankheit (malattia di Alzheimer). 
Creando l’AD, Kraepelin aveva conquistato un territorio diagnostico molto importante per il suo laboratorio. Secondo alcuni storici nel consolidare l’esistenza della malattia giocò un ruolo importante la diatriba tra Kraepelin e Sigmund Freud.

La teoria di Freud rivoluzionò lo studio delle nevrosi attribuendo i sintomi delle malattie psichiatriche ai misteriosi lavorii dell’inconscio, e ipotizzando la cura attraverso la terapia psicoanalitica. Queste teorie erano in netto contrasto con la concezione organicistica delle malattie mentali sostenuta da Kraepelin e Alzheimer. Per loro le malattie avevano una base esclusivamente organica che poteva essere accertata con mezzo scientifici.

Si venne così a creare una profonda divisione tra la psichiatria a base organica e la psichiatria freudiana. Ognuna di queste due correnti cercava il riconoscimento nell’ambito medico, perché la posta in gioco era elevata...

La determinazione di Kraepelin a far sì che la malattia di Alzheimer fosse classificata come patologia organica è appunto il tentativo strategico di conquistarsi il riconoscimento, oltreché non perdere il suo orgoglio di scienziato e naturalmente la sua eredità di studioso. 
Quando Kraepelin incluse l’AD nel suo testo Psychiatrie, diede avvio a una storia lunga 100 anni durante la quale, da un singolo paziente bollato in modo molto approssimativo, siamo arrivati all’attuale pandemia che coinvolge 25 milioni di persone.

La malattia di Alzheimer sarebbe potuta rimanere rara e insignificante se, nella seconda metà del XX secolo nei paesi industrializzati non fosse aumentata progressivamente l’attesa di vita media.

L’invecchiamento della popolazione, associato alla proliferazione di nuovi strumenti tecnologici che promettevano di prolungare la vita. Stimolò l’interesse per la ricerca neurologica e gerontologica. 
Nei primi anni Settanta i neuro scienziati, ben consapevoli dell’enorme interesse dell’invecchiamento, cercarono di ottenere maggiori finanziamenti. 
Il loro lavoro avrebbe dovuto concentrarsi su qualcosa di molto concreto e attuale, qualcosa di terrificante e incurabile: una malattia che giustificasse l’impiego di enormi risorse, la malattia del secolo. L’Alzheimer si adattava in maniera perfetta allo scopo. 

Nel 1974 viene fondato il National Institute on Aging (NIA, Istituto nazionale sull’invecchiamento) e sotto la guida dello psichiatra clinico Robert Butler, inizia subito a promuovere l’AD come suo principale ambito di ricerca, consentendo ai fondi federali di essere convogliati ai ricercatori.
Lo stesso Butler dichiarò: “decisi che dovevamo rendere il termine (malattia di Alzheimer) una parola di uso comune. Sapevo che questo sarebbe stato l’unico modo per far convergere i diversi settori della ricerca in un unico filone che diventasse priorità nazionale. Io chiamo questa strategia la politica sanitaria dell’angoscia”. 
Nel 1976 il dottor Robert Katzman in un editoria scrisse che negli Stati Uniti l’AD si collocava al quarto o quinto posto tra le cause più frequenti di morte e sollecitò il paese ad investire di più. 
Nel 1979 a Washington fu creata l’Alzheimer’s Disease ad Related Disorder (ADRDA, Associazione per la malattia di Alzheimer e i disturbi correlati). 
Nel 15 settembre 1983 la Camera dei rappresentanti propose il mese di novembre come Mese Nazionale dell’Alzheimer.

La reinterpretazione dell’invecchiamento cerebrale come malattia a sé stante, e lo stanziamento di enormi quantità di denaro da parte del governo, produssero un entusiasmo che contagiò i ricercatori e i familiari dei pazienti affetti d’AD. 

Cambiò la dizione, e il termine “senilità” venne soppiantato dal termine molto più angosciante che non lascia spazio a dubbi: “malattia di Alzheimer”, il nuovo idioma dell’angoscia! 
Nel 1984 1985 il NIA aveva istituito in tutto il paese ben dieci Alzheimer’s Disease Research centers.

Nel 1979 il NIA aveva speso per la ricerca sull’AD circa 4 miliardi di dollari; nel 1991 era arrivato a spenderne 155 (37 volte tanto). 
Nel 2007 i fondi federali assegnati alla ricerca per la “guerra contro l’AD” erano lievitati a una cifra sbalorditiva di 643 miliardi di dollari.

Celebrità a sostegno
La nascita del nuovo linguaggio popolare intriso di angoscia e terrore fu amplificato quando vennero coinvolti nella “causa” dell’AD personaggi molto popolari: gli attori Rita Hayworth, Charles Bronson e Charlton Heston, il presidente statunitense Ronald Reagan, la Regina dei Paesi Bassi Giuliana, il Primo ministro britannico Wiston Churchill, il pugile campione del mondo Sugar Ray Robinson, ecc.

Cos’è l’Alzheimer?
Ufficialmente la malattia di Alzheimer (AD, Alzheimer Disease) è provocata dalla degenerazione del cervello e dalla perdita di cellule nervose a causa di molteplici fattori, perlopiù ignoti alla medicina. 

E’ una malattia degenerativa e progressiva caratterizzata dalla perdita irreversibile di cellule cerebrali. Questa degenerazione porta al rimpicciolimento e all’atrofia di alcune aree del cervello, alla riduzione di alcuni neurotrasmettitori, in particolare l’acetilcolina. 

Gli effetti di questa “patologia” sono: deficit di memoria, una compromissione della capacità di apprendere, di ragionare, di formulare giudizi, di riconoscere oggetti, di comunicare; gravi difficoltà nel compiere attività quotidiane; agitazione, ansia, depressione, allucinazioni e insonnia.

La demenza
Il termine oggi molto in voga di “demenza”, deriva dal latino “fuori di mente” e in passato era utilizzato per identificare i dissidenti e devianti di ogni tipo, soprattutto donne anziane che venivano accusate di stregoneria quando manifestavano sintomi di decadimento cognitivo.

Le teorie ufficiali più in voga
Beta-amiloide e grovigli neurofibrillari 
I ricercatori pensano che i deficit cognitivi dell’AD siano associati alla presenza nel cervello di alterazioni anatomopatologiche costituite da due formazioni di natura proteica: le placche di proteine beta-amiloide (BAP) e i grovigli neurofibrillari (NFTs), che alla fine distruggerebbero i neuroni a livello cerebrali. 

Ma in tutto questo le lacune conoscitive non mancano, per esempio gli scienziati non capiscono come le beta-amiloide uccida i neuroni; non sanno se tali placche sono responsabili della degenerazione o dei semplici marcatori e/o cicatrici di una morte, quindi se sono causa o effetto di tale degenerazione.

La proteine beta-amiloide si accumula in TUTTI i cervelli man mano che invecchiano, e tale processo può addirittura iniziare nei ventenni. Risulta pertanto difficile stabilire quale sia il livello soglia oltre il quale l’accumulo di beta-amiloide diventa patologico.
Radicali liberi
I radicali sono atomi o gruppi di atomi che contengono almeno un elettrone spaiato e quindi sono debolmente legati, instabili e altamente reattivi. Si accumulano nel cervello provocando nelle cellule un danno e un deficit che potrebbe contribuire all’AD. Queste molecole reattive si formano nel corpo durante i normali processi biologici che possono essere accelerati da agenti esterni come infezioni, fumo di tabacco, agenti tossici, erbicidi, radiazione solare e inquinanti. I radicali possono anche danneggiare il DNA.
Infiammazioni
Secondo questa teoria l’AD è una conseguenza dell’infiammazione cerebrale che genera metaboliti anomali (piccole molecole prodotte dai processi metabolici) a partire da normali molecole cerebrali.

Per esempio le citochine, che sono normali proteine del sistema immunitario, sono prodotti dall’infiammazione tissutale e possono circolare nel cervello.
Teoria vascolare
Piccoli infarti isolati in aree strategiche del cervello, oppure l’occlusione di multipli vasellini sanguigni, possono provocare demenza riducendo l’apporto di ossigeno al cervello e alterando i circuiti neuronali coinvolti nei processi decisionali, nella memoria.
Teoria infettiva
Secondo gli esperti alcuni virus della famiglia dell’herpes possono provocare demenza, ma solo alcuni studi li hanno messi in relazione con l’AD.
Teoria delle eccitotossine
I neuroni morirebbero per un eccesso di stimolazione da parte di neurotrasmettitori aminoacidi eccitatori (eccitotossine). Dato che il glutammato e altri neurotrasmettitori eccitatori normalmente inducono la scarica elettrica dei neuroni, se sono presenti in eccesso, possono portare i neuroni a scaricare (ed eccitarsi) fino alla morte. 
La teoria del diabete
Disturbi del metabolismo del glucosio erano stati descritti nella malattia di Alzheimer già da decenni, e gli scienziati avevano ipotizzato che in un soggetto diabetico o il cervello manca di sufficiente glucosio per funzionare correttamente o lo zucchero presente in eccesso nel sangue produce un danno vascolare che compromette l’irrorazione dei neuroni.
Studi epidemiologici indicavano che le persone affette da AD avevano più frequentemente un diabete concomitante.


Il mito dell’Alzheimer
La malattia di Alzheimer (AD) è un mito creato dalla nostra cultura nel tentativo di fornire un senso a un processo naturale, l’invecchiamento cerebrale, che non possiamo controllare. 

Quello che non viene detto alla popolazione è che la cosiddetta “malattia di Alzheimer” (AD) NON può essere differenziata dal normale processo di invecchiamento e che la patologia NON ha mai lo stesso decorso. 

Sembra che ogni anno sempre più persone cadano vittime dell’AD. Quotidiani e riviste vorrebbero farci credere che la AD si sta diffondendo nella popolazione a ritmo pandemico. 
Naturalmente quello che non viene detto è che non sappiamo come diagnosticare la AD, figuratevi se siamo in grado di stilare il bilancio delle vittime. 

mercoledì 11 aprile 2018

Scie chimiche: l’analisi dell’acqua piovana rivela 6 nuovi metalli che “influenzano” la nostra salute

Scie chimiche: l’analisi dell’acqua piovana rivela 6 nuovi metalli che “influenzano” la nostra salute

aprile 8, 2018
Di  Catherine J. Frompovich  Activist Post –
Mentre scrivo questo, mi chiedo quanto delle previste “nevicate” nella nostra regione riceverà durante il mese di marzo 2018. Le persone in questa regione stanno diventando molto ansiose per il tempo; alcuni sembrano “sfaldarsi” a riguardo; mentre altri stanno provando a capirci qualcosa. Quasi nulla si muove sulle strade e a tutti viene detto di rimanere a casa. Sembra che sia un esercizio di obbedienza programmata per vedere solo cosa può essere attuato nel comportamento umano.
La fonte video senza  mai  escludere l’articolo di Catherine Frompovich.

Tutti questi  eventi ” meteorologici ” sono  iniziati durante la settimana di Natale 2017, quando abbiamo avuto una burrasca che probabilmente ha avuto alcuni “ingredienti” interessanti, e la prova di quello che dico è il più bell’albero verde di bosso, che ha vissuto per molti anni in un grande vaso da giardino sulla parete di fondo del mio patio, sotto una sporgenza molto ampia dall’alto [la mia camera da letto] che lo proteggeva da tutte le intemperie, fu devastato quando la “neve” si era insinuata sopra di essa, coprendola completamente. Quando la “neve” si scioglieva, c’erano cose bianche su ogni foglia, sembrava che qualcuno aveva spolverato le foglie con lo zucchero dei pasticceri! Indovina cosa è successo allora? Tutte le foglie morirono; sono diventate marroni e si sono prosciugate! 
Quel bosso viveva nello stesso posto anno dopo anno, ma la neve non l’ha mai abbattuto. Cosa c’era nella neve che ha inzuppato e ucciso quel bosso durante la settimana di Natale 2017? Ho salvato delle foglie se qualche scienziato vorrebbe analizzarle; fatemelo sapere.

L’aspetto più interessante della questione si è verificato il giorno prima e durante una breve nevicata. In primo luogo, c’erano piccoli “fiocchi” di neve, che ricordavano una delle caramelle rotonde e bianche sopra ai cioccolatini. Poi c’erano dei fiocchi che assomigliavano alla neve, ma ciò che seguì fu assolutamente incredibile.
Non potevo credere a quello che stavo vedendo, ma allo stesso “tempo” era confermato dalla persona all’altro capo della mia conversazione telefonica a circa cinque miglia di distanza. Entrambi siamo rimasti stupiti nel vedere le dimensioni e la configurazione dei “fiocchi di neve”, che sembravano come se qualcuno avesse strappato pezzi di kleenex bianco e li avesse fatti cadere dal cielo. 
Le “forme del fiocco di neve” erano pezzi di Kleenex frastagliati, grandi, estremamente bianchi e si alzavano quasi come un pezzo di carta. Poi la neve si fermò finché cominciò a cadere durante la notte.

Un esperimento con le dimensioni dei fiocchi di neve?
Cosa stavano provando i geoingegneri del tempo con quei ‘fiocchi di neve’? Stavano organizzando un “field day” utilizzando speciali “microelementi” e “scie chimiche” per testare nuove configurazioni e dimensioni di fiocchi di neve? Non credo che lo saprò mai, ma per qualcuno che ha visto la neve per quasi 80 anni, non ha mai visto nulla di simile.

Chemtrails: Rain Water Analysis Reveals Six New Metallic Elements Effecting Our Health- video

Test dell’acqua piovana e dei risultati
Devo ammettere che ho guardato il cielo e il tempo più da vicino rispetto alla maggior parte della gente, e ho anche iniziato a fare alcuni esperimenti utilizzando test di laboratorio scientifici. Tuttavia, prima dei numerosi esperimenti di scioglimento della neve, ho partecipato in collaborazione con un geofisico, ho raccolto acqua piovana nel novembre del 2017 e pagato per farla analizzare da un laboratorio certificato. I risultati mi hanno portato a riflettere più da vicino su ciò che è stato trovato in una parte del test, dal momento che ritengo che gli elementi potrebbero essere implicati in vari problemi di salute, che i medici potrebbero non considerare nelle malattie acute e / o croniche.

risultati
Sei elementi sono comparsi in quel test dell’acqua piovana, che ho cercato ulteriormente per vedere quali effetti negativi sulla salute, se ce ne fossero, potrebbero causare:
1 – Lo scandio  è un elemento a d-block metallico bianco-argenteo; un elemento raro trovato in acqua piovana ?!
Anche se lo  scandio  non ha alcun ruolo biologico e “presumibilmente” non è tossico, ci sono suggerimenti che alcuni dei suoi composti potrebbero essere cancerogeni. Se inalato, può causare embolie polmonari, specialmente durante esposizioni a lungo termine.  Lo scandio  può essere una minaccia per il fegato quando si accumula nel corpo umano. Lo scandio può diventare una minaccia per l’ambiente, accumulandosi gradualmente nel terreno e nell’acqua. Può avere influenze negative sulla riproduzione e sulle funzioni del sistema nervoso degli animali acquatici.
2 – Il germanio  è un metalloide lucido, bianco-grigiastro nel gruppo del carbonio.
L’idruro di germanio  e il  germanio tetraidruro  sono estremamente infiammabili ed esplosivi se miscelati con l’aria. Gli effetti nocivi sulla salute comprendono irritazione agli occhi, alla pelle e al tratto respiratorio e possono causare lesioni alle cellule del sangue.  Il germanio  è considerato un metallo pesante e ha alcuni impatti negativi sugli ecosistemi acquatici. Come entra nell’acqua piovana?

Sindrome aerotossica: quando prendiamo un volo siamo veramente sicuri della salubrità dell'aria che respiriamo in aereo?


SINDROME AEROTOSSICA: QUANDO PRENDIAMO UN VOLO SIAMO VERAMENTE SICURI DELLA SALUBRITÀ DELL'ARIA CHE RESPIRIAMO IN AEREO?

"Ci sono centinaia di membri dell'equipaggio malati", l'aria tossica sugli aerei fa ammalare anche i viaggiatori frequenti?" -Kate Leahy - theguardian.com - Sa Defenza 

Kate Leahy era solita lavorare come personale di bordo, fino a quando non si è ammalata. Poi un giovane collega, nel 2014,  è morto. Parla con l'ex personale in cerca di risposte.

La sindrome aerotossica è un termine usato per descrivere i sintomi dell'esposizione di aria contaminata.

Tre anni fa, Matt Bass, 34 anni, è morto improvvisamente nel sonno. Secondo suo padre, Charlie, non si sentiva bene da alcuni mesi. Aveva perso peso, aveva problemi digestivi e respiratori e soffriva di grave affaticamento. I medici pensavano che potesse avere il morbo di Crohn, ma hanno avuto un bel da fare per capire la diagnosi.

Matt faceva parte  dell'equipaggio di cabina sulla British Airways,  il giorno della sua morte era rientrato da Accra, in Ghana (secondo gli standard dell'equipaggio di cabina, un volo relativamente breve di sei ore). Andò a fare una risonanza magnetica programmata, sperando di capire a fondo il problema della sua salute, poi di sera alla casa di un amico dell'equipaggio a Slough per una pizza. Dopo alcune ore, disse che aveva bisogno di riposo e andò a sdraiarsi. Quando i suoi amici non riuscivano a svegliarlo, hanno somministrato un primo soccorso. Un'ambulanza poi  lo ha portato da A & E, dove i paramedici hanno cercato di rianimarlo; ma non si è mai svegliato.

Quando incontro Charlie Bass nella hall di un hotel a Colnbrook, un piccolo villaggio alla fine della pista operativa occidentale di Heathrow, fa caldo, ma gli si legge ancora la  rabbia su viso. "Matt desiderava volare fin da piccolo,  Fiona, mia moglie, e lo ricordiamo bene. Quando aveva otto anni, scrisse alla British Airways per chiedere di poter diventare un pilota. Gli hanno risposto e gli hanno detto di candidarsi quando aveva 18 anni. "Sorride.

L'autopsia iniziale non ha rivelato la ragione della morte improvvisa. "L'ufficio del coroner non sapeva dirci perché Matt era morto", dice Charlie. "All'inizio continuavamo a chiederci perché? Volevamo solo scoprire cosa fosse successo. "
Poi due esperti di aviazione si sono messi in contatto con Charlie e Fiona. Il dottor Michel Mulder, ex pilota e consulente in medicina aeronautica, e Frank Cannon, un avvocato dell'aviazione, hanno suggerito alla coppia di organizzare un'autopsia postmortale  specialistica per cercare tossine specifiche nel corpo di Matt. " Disperati, hanno speso circa £ 5.000 nei test; i risultati hanno mostrato che Matt aveva alti livelli di avvelenamento da organofosfati, uno dei molti effetti dell'esposizione all'aria di cabina tossica, altrimenti nota come sindrome aerotossica.

La sindrome aerotossica è un termine poco conosciuto usato per descrivere i sintomi dell'esposizione all'aria contaminata.
È una diagnosi controversa, e molti nel settore dell'aviazione sono fermamente convinti che non esiste. Ma Mulder, Cannon e altri sostenitori della campagna credono che sia responsabile di malattie a lungo termine, e persino della morte, in un numero sproporzionato di persone che lavorano come membri dell'equipaggio di cabina e piloti.

La sindrome aerotossica è stata anche citata come motivo di cattiva salute nei passeggeri in un certo numero di casi. Cannon dice di avere più di 100 casi sui suoi libri, incluse due viaggiatori frequenti di voli. 
Due di questi casi hanno fatto notizia. Membro dell'equipaggio di cabina Warren Brady, 46, morto di infarto mentre dormiva durante una pausa durante un volo da Heathrow a San Paolo nel giugno 2014; la sua famiglia e gli amici sostenevano di aver sofferto di forti mal di testa, intorpidimento degli arti e oscillazioni dell'umore, tutti sintomi di avvelenamento da organofosfati. Richard Westgate , 43 anni,  un pilota morto nel 2012. Prima di morire, aveva iniziato un'azione legale contro il suo ex datore di lavoro, la British Airways.

Non saprò mai se sono stato sottoposto ad aria contaminata, ma ho iniziato ad ascoltare i racconti  di membri dell'equipaggio che si ammalano

Ero un collega di Matt a Buenos Aires, impiegato come equipaggio di cabina per cinque anni a partire dal 2004. Ho trascorso due anni a corto raggio e tre anni a lungo raggio. Adoravo il lavoro, ma ho dovuto andarmene dopo che gli effetti del volo sono diventati troppo pesanti per la mia salute. Mi è stata data , un periodo di malattia  dal mio medico di famiglia, diceva che soffriva di depressione e ansia paralizzante, e ho finito per andare in pensione volontaria nel novembre 2009. Ero esausto, e ci sono voluti alcuni mesi buoni per sapere quello che si faceva avanti un grave soffocamento che consideravo dipendesse dal cambio di orario. A quel tempo, non ero a conoscenza della sindrome aerotossica. Non saprò mai se sono stato sottoposto ad aria contaminata, ma ho iniziato a sentire racconti di altri colleghi membri dell'equipaggio che sono ammalati.

"Ci sono il doppio dei morti a Buenos Aires rispetto alla polizia metropolitana", afferma Dee Passon, membro dell'equipaggio della BA. "Ho notato che molti membri dell'equipaggio stavano morendo, quindi ho chiesto al Met un confronto, poiché entrambi i lavoratori coinvolgono orari di lavoro a turni, l'asocialità  e lo stress. Mi aspettavo che il tasso di morti tra la polizia fosse più alta ma, sorprendentemente, era il contrario. " Ma una portavoce della British Airways la scorsa settimana, guarda caso, ha dichiarato:" Il tasso di mortalità del personale di bordo in servizio durante il 2014, 2015, 2016 e 2017 è simile a l'età demografica corrispondente nella popolazione in generale, e non ci sono tendenze preoccupanti nei termini o di causa ".

Passon ha creato Angel Fleet, un sito Web e un gruppo Facebook dedicato alla memoria del personale di bordo che è morto. Il ticker tape di nomi che attraversa il sito spesso elenca le età al momento della morte - 49, 51, 34, 30, con una media di circa 43. "Le cause più frequenti sono il cancro, i problemi cardiaci, il suicidio e le emorragie cerebrali. Tutto ciò può essere causato da avvelenamento tossico ", dice. Passon stessa ha una lettera del suo medico che afferma che è stata permanentemente inabilitata per sindrome aerotossica.

La sindrome aerotossica è stata così nominata da un piccolo gruppo di ricercatori medici nel 1999. Nel loro report, Il dott. Harry Hoffman, il professor Chris Winder e Jean-Christophe Balouet hanno suggerito che l'esposizione all'aria della cabina contaminata potrebbe causare problemi di salute a lungo termine e necessitava di ulteriori indagini.

Dagli anni '50, gli aerei hanno usato il cosiddetto sistema "bleed air" per filtrare l'aria attraverso le cabine. L'aria viene aspirata nel compressore del motore (la parte fredda del motore) prima di essere convogliata nelle unità di condizionamento dell'aria, dove si mescola con l'aria della cabina di ricircolo. I problemi si verificano quando l'olio usato per lubrificare le parti di combustione del motore si surriscalda e le sostanze chimiche perdono attraverso guarnizioni danneggiate o inefficienti nel compressore - e da qui nell'aria della cabina. I filtri delle unità di condizionamento sono progettati per rimuovere batteri, virus e polvere.
Perdite evidenti, identificate da odori di fumo o "calzino sporco", sono noti come eventi di fumi e possono causare tossicità acuta, con sintomi che vanno dal naso che cola alla perdita di memoria, forte mal di testa, perdita di equilibrio e debolezza muscolare. Ma le continue pagine "silenziose" di basso livello, sostengono equipaggio e piloti, rappresentano altrettanti problemi.
Matt Bass, morto nel 2014.
Fotografia: Per gentile concessione di Charlie Bass

La dott.ssa Susan Michaelis, ex pilota e rinomato esperto nel campo della sicurezza aerea, ha informato il settore sull'aria contaminata per oltre un decennio. In un documento pubblicato nel giugno 2016 , ha affermato che l'aria all'interno dell'aeromobile di oggi non è conforme allo standard richiesto dai regolamenti ufficiali della Federal Aviation Administration (FAA) e dell'Autorità per l'Aviazione Civile (CAA). "Un cambiamento nel processo di produzione è atteso da tempo", dice. "Questo difetto progettuale non è andato avanti dagli anni '50, ed è senza dubbio il momento di modificare tutti gli aerei allontanandoli da questo sistema, di apportare le modifiche necessarie che impediscono alle persone di respirare aria pericolosa quando volano." Nel suo ultimo lavoro, pubblicato a giugno 2017, che confrontava due studi (uno riguardava 274 piloti, l'altro esaminava 15 diversi incidenti), ha identificato "un chiaro schema di effetti avversi acuti e cronici", rilevando che nello studio dell'incidente "nell'87% di loro sono stati trovati  collegati alle perdite di petrolio ". Ora, dice, "Le prove disponibili sono schiaccianti. Per un settore che si distingue così tanto per la sicurezza, questo è un buco nero enorme."

lunedì 26 marzo 2018

IMMUNITÀ DI GREGGE SMENTITA DAI FATTI

IMMUNITÀ DI GREGGE SMENTITA DAI FATTI

Valdo Vaccaro - 25 marzo 2018
Pare che tutte le attenzioni dei media e del paese siano accentrate e focalizzate sui fatti della politica interna e sulla presidenza delle Camere, e magari anche sulla questione dazi americani sull’import dalla Cina. Vengono così passati in secondo piano problemi scottanti ed urgenti che interessano da vicino famiglie, giovani genitori e i loro bambini. Mi riferisco esattamente alle vaccinazioni. L’Italia non è spaccata in due solo tra Cinque Stelle e la Coalizione Forza-Italia-Lega, ma anche tra la corrente pro-vax e quella no-vax e free-vax in tema di vaccinazioni.

 

IL PARERE DI UN BIOLOGO INDIPENDENTE

L’amico Piero Deola mi ha appena inviato un articolo del dr Giuseppe De Matteis, biologo e autore di libri-inchiesta “Verità e bugie della Medicina”, che ripropone la questione rivolgendosi non tanto alla popolazione contraria alle vaccinazioni, specie a quelle obbligatorie, quanto ai genitori che hanno vaccinato i loro bambini o che comunque hanno ceduto alle pressioni della medicina. Vedrò di sintetizzarlo per chi segue il mio blog. De Matteis, per quanto ci risulta, non appartiene alla corrente igienistica e tanto meno a gruppi partitici, ma è un ricercatore scientifico che fa giornalismo d’inchiesta. Un motivo in più per ascoltarlo.

 

DEDICATO AI GENITORI CHE HANNO OBBEDITO ALLA LEGGE VACCINANDO I LORO BAMBINI

Chi si è ribellato conosce questo tema in ogni dettaglio, ed in più ha già il suo bel da fare nel trovare le strategie possibili di compromesso, o nel pagare le contravvenzioni fissate dalle autorità competenti. La stragrande maggioranza dei genitori è però quella che sta dalla parte delle disposizioni mediche ufficiali, ed è soprattutto quella che era titubante e che ha deciso pur malvolentieri di adeguarsi al decreto-legge Lorenzin per non complicarsi troppo la vita, evitando persino di documentarsi al meglio sugli aspetti tecnici delle vaccinazioni, e sulle prospettive che riguardano il prossimo futuro dei loro piccoli.

 

VEDIAMO DI QUALI VACCINI SI TRATTA

La legge prevede dieci vaccini obbligatori, somministrati mediante un esavalente e gli altri quattro tramite un quadrivalente oppure un trivalente più un vaccino singolo. L’esavalente si chiama Hexyon (difterite, haemophilus influenzae B, pertosse, polio, tetano, epatite B), e si tratta di un vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale, ossia in fase di sperimentazione, come scritto sullo stesso bugiardino del vaccino, fonte Aifa.
E già qui si inizia bene, quando i bambini come fossero cavie. Non si vorrebbe spaventare o mettere in agitazione nessuno. Già la vita quotidiana comporta stress a ripetizione, ma a nascondere o a sottovalutare certi fatti non facilita la vita a nessuno.

L’IDROSSIDO DI ALLUMINIO DEI VACCINI È AUTENTICO VELENO E VIENE ASSORBITO AL 100 PERCENTO

Sempre dal sito Aifa si apprende che il componente idrossido di alluminio viene usato per incrementare la risposta immunitaria e rendere il vaccino più efficace. Ora si tratta di capire se l’alluminio è una sostanza tranquilla o meno. È risaputo che l’alluminio è un potente veleno per il sistema nervoso. Medici e pediatri ci rassicurano che assorbiamo molto più alluminio con l’alimentazione. Vero. Ma questa affermazione non tiene conto che solo lo 0,5% dell’alluminio ingerito viene assorbito Quello iniettato con un vaccino, invece, viene assorbito al 100% e si accumula in diversi organi, compreso il cervello. L’alluminio è una sostanza velenosa per il sistema nervoso e scatena tutta una serie di malattie autoimmuni, come dimostrato da diversi studi.

 

RISCHIO AUTISTICO E RICORSO A CELLULE RENALI DI SCIMMIA VERDE, CONFERMATO DA BIG PHARMA

Del resto, che i vaccini possano causare autismo ce lo dicono le stesse case farmaceutiche. Basta leggere il bugiardo del Tripedia.
Se lo dicono loro! Alla faccia di tutti quelli, medici, pediatri, onorevoli, giornalisti, genitori, che gridano da anni che non ci sono evidenze scientifiche. Veniamo al bugiardino dell’Hexyon e leggiamo cosa si dice sulle cellule Vero. Malgrado sembri una cosa rassicurante, dovete sapere che le Vero sono cellule di reni di scimmia verde.
Per i non addetti ai lavori, le cellule di scimmia ci fanno venire in mente lo scandalo SV40, un virus trovato in alcuni tumori, proveniente dai reni di scimmia utilizzati nei vaccini antipolio sin dagli anni ’50.
Preoccuparsi? “Io al posto vostro lo sarei e anche molto. Ma i vaccini non erano sicuri?”, si chiede il dr De Matteis.

 

VACCINO TRIVALENTE E VACCINO TETRAVALENTE DA CELLULE DI FETI UMANI ABORTITI

Parliamo qui dei vaccini per morbillo, parotite e rosolia, oppure morbillo, parotite, rosolia e varicella, che rispondono a nomi commerciali tipo Priori Tetra e Proquad. Sempre dal sito Aifa, vediamo cosa contiene Priorix Tetra.
A proposito del ceppo Wistar RA 27/3, viene coltivato su cellule diploidi umane (MRC-5), cellule umane provenienti da feti umani abortiti. In pratica quei virus sono stati coltivati su quel tipo di cellule prelevate molti anni fa da quei feti e, dopo che si sono riprodotti, i virus vengono successivamente inseriti in quel tipo di vaccini.
State per sentirvi male? Vi capisco. Ma la parte più incredibile della faccenda è che non è mai stato eseguito nessuno studio per verificare se questa roba possa danneggiare i bambini vaccinati.

mercoledì 14 febbraio 2018

Relazione finale commissione uranio e vaccini - Deputato Ivan Catalano

Relazione finale commissione uranio e vaccini: il mio lavoro

La IV commissione di inchiesta, istituita nel 2015, ha avuto tra i suoi mandati istitutivi quello di occuparsi della composizione dei vaccini e della loro somministrazione. 
È un argomento difficile, io stesso per poter capirci qualcosa ho dovuto studiare parecchio.

Un vaccino è un farmaco biologico, ovvero un medicinale che ha al suo interno una entità biologica (principio attivo o antigene), inattiva o attiva ma attenuata nei suoi effetti, che induce il sistema immunitario a generare una reazione anticorpale. Gi antigeni (ovvero il principio attivo, l’entità biologica) dei vaccini usati da soli non sono efficienti stimolatori della risposta immunitaria, cioè non bastano da soli a produrla, ma richiedono l’ausilio di sostanze che facilitano questo compito. Per amplificare la risposta anticorpale e cellulare in seguito alla stimolazione immunitaria, e quindi l’efficacia del farmaco, è necessario unire all'antigene una sostanza che prende il nome di ADIUVANTE. Poi ci sono gli ECCIPIENTI, che servono per preparare il vaccino ma sono inerti, cioè non hanno attività farmacologica ed infine abbiamo i CONTAMINANTI ovvero sostanze tossiche o potenzialmente tossiche presenti nel farmaco a causa del processo di lavorazione, o nelle materie prime da cui viene derivato, oppure nei componenti usati per la conservazione.
 

Il compito della commissione è stato quello di analizzare e scomporre nei componenti base questi farmaci.
Ma come è possibile fare questo lavoro di indagine? 
I metodi sono due: 1) acquisendo le informazioni documentali o 2) facendo rilevamenti sperimentali mediante laboratori chimici specializzati.

La seconda strada è stata scartata dalla commissione in quanto avrebbe dovuto impiegare troppe risorse e troppo tempo per venir perseguita, forse con un altro paio d'anni davanti avremmo potuto valutarla. Di conseguenza per analizzare i componenti abbiamo optato per l'acquisizione documentale. Abbiamo raccolto la documentazione clinica e giudiziaria dei casi dei militari ammalati o deceduti, già da sola in grado di fornire un indirizzo di studio e indagine, e abbiamo richiesto di acquisire la documentazione rivolta ai produttori per il tramite di AIFA, cosa che abbiamo fatto nella primavera del 2016.

Già nella relazione intermedia una delle conclusioni emerse fu quella di chiedere alla Difesa la fornitura di vaccini MONODOSE e MONOVALENTI, questo per evitare la fornitura di multidose, ovvero vaccini somministrati mediante siringhe la cui quantità di farmaco è prelevata da una boccetta contenente più dosi di vaccino, dove i componenti più pesanti (adiuvanti, conservanti, eccipienti ect) si accumulano sul fondo del contenitore aumentando i rischi, e per evitare i polivalenti, cioè vaccini costituiti dalla mescolanza di più vaccini (ad esempio il vaccino trivalente MPR è costituita dai vaccini del morbillo, parotite e rosolia) in un’unica soluzione, in quanto, dalle risultanze dello studio SIGNUM e dello studio sulla Brig. Folgore del Prof. Nobile, era già emerso un fattore di danno al DNA in caso di somministrazione contemporanea di più di 5 vaccini.
Infatti ad oggi nella profilassi militare sono previsti due trivalenti, per i quali abbiamo comunque consigliato in via prudenziale la fornitura in monovalente.

Sempre nella stessa relazione avevamo anche individuato come la profilassi vaccinale fosse di per se portatrice di rischi intrinsechi, sia dovuti ai pericoli del farmaco (illustrati dalle case farmaceutiche nei dossier tecnici) sia ad una scorretta profilassi vaccinale.

La Commissione ha dovuto occuparsi, ad ottobre 2017, anche di uno studio con il quale il Ministero della Difesa, quale ente finanziatore, ha tentato di smentire le risultanze sia della relazione intermedia di luglio 2017, che del progetto SIGNUM come dello studio della Brig. Folgore del Prof. Nobile (venuto a mancare recentemente). Questo studio è stato contestato, e tale contestazione la trovate a pagina 199 della relazione.

A novembre del 2017, AIFA ha consegnato i dati. Nella dichiarazione di voto sulla proroga della commissione ho sottolineato quanto fosse importante studiare questi dati prima di porre fine alla commissione (i fatti mi hanno dato ragione).

Il ragionamento chiave che ci ha mosso nell'indagine sui componenti è stato il seguente:
"tenuto conto che ogni farmaco, vaccino o non, contiene delle sostanze che per legge vengono dichiarate solo se presenti sopra una determinata soglia di tollerabilità per l’organismo, mentre eventuali elementi in quantità inferiori a tali soglie non vengono dichiarati nei documenti ufficiali, se sommiamo gli elementi sottosoglia non dichiarati, potrebbero superare la soglia di tollerabilità? Analogamente, gli elementi dichiarati tollerabili, se presi con il singolo vaccino, lo sarebbero ancora se considerati nelle rispettive quantità sommate?"

sabato 3 febbraio 2018

Vaccini: reazioni avverse scientificamente provate!

“OGNI GIORNO CI DICONO CHE NON ESISTONO STUDI SCIENTIFICI SUL DANNO DA VACCINI”

Dr. Luca Caristina, biologo (Post da suo account FB):
“Ogni giorno sento ripetere la storiella che non esiste alcun lavoro scientifico né documenti ufficiali, governativi che mostrino e riconoscano la causalità (relazione causa-effetto) fra vaccini e autismo. Allora, se vi va di approfondire un po’, ho pensato di condividervi qualcosa, ovviamente a proposito di autismo, ma non solo…” :
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3878266/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21623535
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25377033
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24995277
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12145534
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21058170
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22099159
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3364648/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17454560
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19106436
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3774468/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3697751/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21299355
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21907498
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11339848
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17674242
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21993250
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15780490
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12933322
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16870260
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043938
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12142947
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24675092
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25198681

– INOLTRE:
– I vaccini causano anche autismo, ad esempio in questo caso trattato dalla Corte degli Stati Uniti: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/ABELL.ZELLER073008.pdf
Segue qui: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/CAMPBELL-SMITH.MOJABI-PROFFER.12.13.2012.pdf
– e qui:
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2012vv0423-91-0

– Qui ci sono 83 casi esaminati dagli avvocati http://digitalcommons.pace.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1681&context=pelr

– Uno dei risarcimenti per morte causata da vaccino Human Papillomavirus (HPV) – Gardasil.
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2010vv0103-145-0

– “Client Compensation for Vaccine Injuries” – Un elenco delle cause legali per danni da vaccini denunciati e risarciti:
– http://www.mctlawyers.com/vaccine-injury/cases/

– Qui ci sono 137 diversi studi che collegano i vaccini e l’autismo. https://www.scribd.com/mobile/doc/220807175/124-Research-Papers-Supporting-the-Vaccine-Autism-Link


mercoledì 3 gennaio 2018

Incubo Vaccini, maxi-poster di denuncia nelle strade di Pesaro e di Fano: ‘21.658 reazioni avverse in due anni’!!!

Incubo Vaccini, maxi-poster di denuncia: ‘21.658 reazioni avverse in due anni’. Montagnier (Nobel Medicina): “Possibile correlazione con l’autismo!” E il Codacons: “Vaccini contaminati, sospetti per 13 bambini morti!”

di Maurizio Martucci
Maxi-affissioni di denuncia nelle strade di Pesaro e di Fano: la sezione provinciale del Comitato Salute e Diritti contesta l’obbligatorietà delle vaccinazioni di gregge con dei manifesti shock. ‘Vaccini: 21.658 reazioni avverse segnalate nel triennio 2014-2016 dall’Agenzia italiana del farmaco’.

Il Comitato Salute e Diritti, formato da un migliaio di famiglie e nato a Maggio 2017 contemporaneamente alla stesura del controverso disegno di legge del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, attraverso i suoi portavoce Leonardo Passeri, Arianna Blasi e Enrico Gennari è stato recentemente sentito in Senato dalla Commissione Igiene e Sanità per richiamare l’attenzione del Parlamento italiano sui potenziali pericoli a cui sarebbero esposti i bambini sottoposti ad un’immunizzazione massiccia (senza precedenti nella storia) voluta dall’ultima riforma per le vaccinazioni pediatriche obbligatorie che, da mesi, continua a far scendere in piazza migliaia di famiglie preoccupate per le eventuali ripercussioni sulla salute dei propri figli.
Nonostante l’inderogabilità della legge e il responso negativo del ricorso presentato in Corte Costituzionale, il popolo arancione non si arrende e chiede verità (ad un mondo medico-scientifico diviso), trasparenza (ai politici) e libertà di cura.
Sulla campagna pubblicitaria lanciata nelle Marche, il Comitato Salute e Diritti sostiene che “l‘intento è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente al difficile contesto che si è creato in questi ultimi mesi in ambito vaccinale. Il manifesto riporta il totale delle reazioni avverse inerenti alle vaccinazioni, segnalate nel triennio 2014-2016 secondo i dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Il comitato fa presente di non essere contro la vaccinazioni e di non esserlo mai stato, ma ribadisce con forza la necessità di una maggiore trasparenza e correttezza nelle informazioni per sostenere i genitori in una scelta pienamente consapevole e dell’assoluto ed indiscutibile diritto di libertà di scelta terapeutica ove esista un rischio per quanto più o meno remoto possa essere“.

“Ci preme qui sottolineare come i dati AIFA sopra riportati, siano stati pubblicati solo a seguito dell’intervento della magistratura. Siamo tristemente preoccupati dalle pesanti ricadute psico-pedagogiche che i bambini dovranno subire nel momento in cui la loro scuola, che finora li ha accolti e cresciuti, inizierà ad escluderli, che avvenga prima della conclusione dell’anno scolastico o nel prossimo settembre. Ribadiamo che il nostro comitato si batterà sempre con forza e con ogni mezzo, per far sì che questo non accada”.

“Qui nessuno vuole il male dei bambini e non esistono genitori migliori di altri; riteniamo che sia davvero rischioso continuare a fare certe insinuazioni alimentando così le pericolose divisioni sociali che si sono create e che continuano a crearsi. Noi genitori, a prescindere dalle diverse idee od opinioni, vogliamo solo il bene per i nostri figli”.
Intanto sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, il 2 Dicembre 2017 è apparsa una comunicazione pubblicitaria dal titolo “Parliamo di vaccini” firmata “Genitori in cerca di risposte”, in cui è stato ripreso un accorato appello di Luc Montagnier, Premio Nobel 2008 per la Medicina e scopritore del virus dell’AIDS: “Non bisogna far si che la vaccinazione sia una vaccinazione di massa. Le vaccinazioni di massa sono disastrose”, ha detto il noto scienziato. In un recente convegno in Francia, lo stesso Montagnier ha poi affermato di aver scoperto che “nell’origine dell’autismo possa esserci una componente batterica e una correlazione temporale, in alcuni casi, con le vaccinazioni”.

Infine Codacons e Covasi-Sicilia (Comitato vaccini sicuri) si sono rivolti alla Procura di Catania presentando un esposto per omicidio colposo, commercio e somministrazione di medicinali guasti su una presunta “contaminazione da micro e nanoparticelle dei vaccini distribuiti dal nostro S.S.N.” in relazione alle morti sospette di alcuni bambini. “Ad oggi – affermano tuonando contro i pericoli della nuova Legge Lorenzin – in meno di tre mesi, sono 13 il numero dei bambini morti, e l’ elenco dei piccoli morti cresce di giorno in giorno. Solo nelle ultime settimane 11 sono i bimbi morti, da 3 mesi a 6 anni”.

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