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domenica 27 agosto 2017

I blog sono il nuovo nemico della NATO e dell’Italia

LA NATO DI RIGA HA INDICATO IL NUOVO NEMICO: I BLOG. E L’ITALIA HA FIRMATO.

24 agosto 2017
“Primo luglio 2014: è  la data in cui Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia e Regno Unito firmano il Memorandum per la creazione del “Centro di Eccellenza NATO per le Comunicazioni Strategiche”.
Un amico  richiama la mia attenzione su  questo strana  adesione italiana avvenuta anni fa. Il suddetto Centro NATO  di Riga   ha lo scopo di combattere e  reprimere le influenze russe sulle opinioni pubbliche occidentali, influenze considerate alla stregua di armi. Lo dimostra lo studio prodotto  dalla  NATO di Riga  che qui potete leggere:
L’immagine di copertina è già eloquente:
Nell’introduzione allo studio si lamenta che “il quasi globale accesso all’ambiente della comunicazione virtuale ha creato molte possibilità di condurre battaglie online [anche] nel campo cognitivo degli atteggiamenti e delle  convinzioni della gente”.
L’uso della libertà di espressione  e di critica, in cui chi si esprime cerca  appunto di cambiare con informazioni,  idee ed argomenti “gli atteggiamenti e le convinzioni” altrui, viene considerato dalla NATO  non un  diritto inviolabile (come  si proclama in Occidente) ma letteralmente un campo di battaglia dove sconfiggere il “nemico”.

I  nemici sono ovunque.”Abbiamo constatato attori statuali e  non-statuali usano metodi ibridi per  conseguire i loro scopi politici e militari, combinando abilmente operazioni militari  con ciber-attacchi, pressioni diplomatiche ed economiche, e  campagne di informazione (propaganda)”.
Se per “attori  statuali” lo studio NATO intende probabilmente la Russia, subito dopo estende abusivamente a tutti gli “attori non-statuali” i blogger di informazione alternativa e non-mainstream  la  stessa “astuta combinazione di operazioni militari”, ciber attacchi e pressioni che attribuisce a Mosca.

Vorremmo chiedere  al suddetto Centro Strategico NATO con sede a Riga di precisare quali operazioni militari abbiamo condotto noi Blondet, noi Giulietto Chiesa,   noi Comedonchisciotte, noi Disinformazione  e  noi Senza Nubi, noi Dezzani noi Bottarelli.
In realtà, abbiamo visto continuamente in questi anni Usa, Europa e NATO “combinare astutamente operazioni militari” in Libia e Siria e Ucraina (bombardamenti, uso di  reparti interi di wahabiti pagati –  con “pressioni diplomatiche ed economiche”  (sanzioni, demonizzazioni dell’avversario,  isolamento diplomatico) e  l’inondazione sistematica tramite mainstream media di propaganda sotto   mentite spoglie  di informazione giornalistica:  basti ricordare i pianti dell’inviata Goracci sui bambini di Aleppo massacrati dalle bombe siriano-russe neli mille ospedali pediatrici di quella città e   le presunte atrocità  coi gas   commesse da Assad, che poi i blogger hanno rivelato essere sì atrocità, ma commesse dai “ribelli” che si battevano “per la democrazia in Siria”.

Una volta la diplomazia era il contrario della guerra. Oggi per la NATO è guerra ibrida.
In fondo il rapporto NATO confezionato a Riga ci dà pure ragione senza volerlo, perché la frase seguente recita:
“I recenti conflitti in Libia, Siria  e Ucraina hanno dimostrato che i social media sono ampiamente usati per coordinare azioni, raccogliere informazioni  e  cosa della  massima importanza, influenzare le credenze  e gli atteggiamenti di un pubblico-bersaglio,  fino a mobilitarlo per l’azione”.
Ora, “influenzare le credenze e gli atteggiamenti del pubblico” è il movente  chiaro e aperto di ogni giornalista o medium di informazione,  e il motivo per cui è riconosciuta come diritto politico la libertà di espressione ed opinione, non un atto di guerra  come credono in Lettonia  e nella NATO. 
Lo fanno moltissimo i media mainstream, specie TV, saturando le mentalità  collettive con le credenze volute dal sistema; i social media hanno molto meno forza di suggestione ed influenza, raggiungendo un pubblico molto più piccolo e selezionato  – se  non altro,quello alfabetizzato (e l’80% degli italiani sono di fatto analfabeti di ritorno).
Quello che sta insinuando dunque la NATO Lettone, è che i social media non  hanno diritto di “raccogliere informazioni” e cambiare l’atteggiamento  del pubblico sui “conflitti di Siria, Libia e Ucraina”  e – Dio non voglia – “mobilitare”  l’elettorato, reso consapevole, “all’azione” di opposizione; su tali conflitti, il solo atteggiamento  giusto  è quello  dettato dalla propaganda NATO.

La NATO propone dunque la pura e semplice soppressione della libertà di critica politica.   Non è consentito criticare azioni NATO come minimo discutibili e possibilmente criminali, usando “social  media”: essi non sono infatti fonti autorizzate, e possono essere usate dal Nemico come  arma  ibrida … Tale arma ibrida è l’informazione non filtrata dai soli media autorizzati, specie proveniente da fonti del Nemico  “statuale”, tipo RussiaToday, o Pars Today. Di fronte a simili informazioni che vengano da simili fonti, il buon  cittadino occidentale deve tapparsi occhi ed orecchie.
Continua il rapporto:
“Data  questa situazione, al Centro di Eccellenza  di Comunicazioni Strategiche (NATO StratCom COE) è stato affidato il compito di indagare su come attori statuali e non-statuali influenzano i social media facendone strumenti per strategia di conflitto e di guerra ibrida”
“- Quale il ruolo dei social media nella guerra ibrida? Come essi vengono “militarizzati” (weaponized)?
  • Quali tecniche usano gli attori statuali e non statuali per sostenere i loro fini politici e militari  coi social media? Quali effetti possono conseguire?
  • Cosa può fare la NATO e i suoi membri  per identificare  e  rispondere all’uso malizioso dei social media?”

venerdì 22 maggio 2015

La rete è stata imbrigliata, blogger sotto scacco.

La rete è stata imbrigliata, blogger sotto scacco.


"- Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito web. Se continui ad utilizzare questo sito per legge (Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 229/2014) necessitiamo della tua autorizzazione all'uso di tutti i tipi di cookie. ----------------- Ti ringraziamo dato che insieme a noi sopporti l'inutile burocrazia italiana imposta dalla dittatoriale Unione Europea.Ok"

di Jacopo Cioni e Carlo Pompei
Ebbene si, ci stanno riuscendo. Il 2 giugno 2015 anche in Italia entreranno in vigore i nuovi adempimenti previsti dalla normativa europea sui cookie.
Questo l’articolo sul ilsole24ore
Questa la normativa: GUIDA-COOKIES

La scusa è sempre la stessa, tutelare qualcuno. Con questa scusa le leggi sono riuscite a vincolare di tutto e di più. Leggi sempre più costrittive in tutti i campi. Nel lavoro la burocrazia ha stretto i cappi e strangolato le aziende, nel fiscale gli adempimenti hanno demolito i guadagni sottraendo denaro e tempo. Addirittura sottraendo la vita per la disperazione. Tutto è soffocante, è catena, è controllo.
Com’è possibile che qualcuno si consideri ancora libero?

Adesso tocca alla rete, sono anni che parlano di regolamentazione, leggi, controllo. Si sono usati i pedofili (e si useranno ancora) per far credere che la rete è un covo di pervertiti. Si sono usati gli hacker (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un assemblato di terroristi cibernetici. Si sono usate le truffe on line (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un mondo di delinquenti. Si, ci sono gli uni e gli altri e vanno perseguiti, ma le leggi in merito esistono già e non credo che un sito pedo-pornografico si farà problemi per l’esistenza di una normativa di garanzia della privacy.

Perché vogliano avere il controllo? Perché la rete è ancora libera e per quanto bravi è ancora di difficile un controllo certosino, però avendo a disposizione i biscottini….
Ebbene, si userà di nuovo la tutela della privacy, una delle peggiori leggi mai concepite perché aiuta davvero i delinquenti al momento opportuno, ma vincola a miriadi di procedimenti burocratici le persone e le aziende legali che si piegano sotto il rischio di sanzioni pesantissime.

Attraverso questa normativa Europea e ratificata dall’Italia il Sig. Antonello Soro, Presidente dell’ Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha messo a punto la rete per la rete. Un provvedimento per : “l’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” (229/2014).

Il provvedimento gode del pieno appoggio delle maggiori associazioni quali DMA Italia (http://www.dmaitalia.it/content/index.php), Fedoweb (http://www.fedoweb.it/italian/index.php), IAB Italia (http://www.iab.it), UPA (http://www.upa.it/ita/index.html) e Netcomm (http://www.consorzionetcomm.it).
Queste aziende hanno elaborato un prontuario su tutto quanto occorre sapere circa gli obblighi dei proprietari o amministratori di siti web riguardo ai cookies.

Non basterà chiedere il consenso all’utilizzo dei cookies con un bannerino al primo accesso, ma sembra che si dovrà dotare il sito web di consensi diversi secondo i tipi di cookies utilizzati.
Ogni pagina dovrà contenere uno script e un link che possano ricondurre facilmente l’utente ai parametri delle preferenze di profilazione.
Si dovrà inoltre far uso della Privaty Police, normativa già in vigore e che la maggior parte dei blogger fai da te non conosce. La maggioranza dei proprietari di siti web dovranno utilizzare un servizio a pagamento per la soddisfazione taluni.
Si ragiona di milioni di euro e relative tasse per rimpinguare le tasche dell’agenzia delle entrate e per la sventura di tutti i piccoli blogger e siti commerciali.

Le multe per chi non si adegua raggiungono i 120 mila euro.
Cifre che non scalfiscono i colossi dell’e-comerce cinese, ma che, per molto meno, metterebbero in ginocchio qualsiasi piccola attività dotata di un sito web. Perché, oggi, qualsiasi sito emette cookies, anche all’insaputa dei gestori non troppo avveduti.

Tutto questo però è il meno, la quisquilia.
Le aziende private che emettono “privacy policy” potranno accedere ai siti web o, meglio, ai cookies raccolti, quindi potranno anche assorbire milioni di informazioni, e si sa, l’informazione è potere, specialmente in certe mani.

“Qualcuno” saprà in tempo reale che cosa si scrive, le parole usate e i riferimenti e “qualcuno” saprà chi legge e che cosa?
Si potranno stilare liste di blogger “pericolosi per il sistema”? Blogger che fanno informazione ben diversa da quella dei media di regime?

Si potrà colpire selettivamente con precisione millimetrica, sia con troll professionisti, sia con l’applicazione della legge e la burocrazia, mettendo alle corde piccoli siti web autogestiti che ovviamente non riescono a rispettare tutte le normative burocratiche?

Insomma anche questa è servita…. un pezzetto in meno di libertà mascherata opportunamente da protezione dell’utente.

Quindi sul il sito web www.ilsovranista.it da oggi troverete in alto al vostro primo accesso un consenso da dare all’uso dei “biscotti”… e non è sufficiente di sicuro toccherà adeguarsi o scomparire.

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