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martedì 27 giugno 2017

Scie chimiche e Spiritualità

SCIE CHIMICHE E SPIRITUALITA'
Da qualche tempo mi chiedevo perché su molti profili (compreso il mio) comparissero l'uno accanto all'altro post sulla Geoingegneria e sulla Spiritualità. Quale poteva essere il legame trai due temi?
La risposta mi è arrivata all'improvviso: il legame è "il legame".
In sanscrito il termine YUG significa appunto legame, così come in greco LOGOS: è il legame d'amore che ci lega al Tutto; yug e logos hanno una comune radice. Il verbo greco LEGO (da cui logos) ha come significato originario "raccogliere un fascio di spighe con un'altra spiga": è il legame che ci tiene insieme tutti. In Occidente, LOGOS è diventato LOGICA, il calcolo freddo e distaccato steso come una ragnatela sulla realtà delle nostre esistenze separate. In Oriente YUG è diventato YOGA, una pratica mistica e fisica di esperienza "religiosa" (anche qui, "religio" in latino significa appunto raccogliere, riunire, legare insieme).

Il fenomeno delle scie chimiche è l'estrema applicazione della tecnica derivata dall'uso del logos (cioè del legame al Tutto) in chiave occidentale: la completa separazione cioè del soggetto che applica la "logica" dall'oggetto che è destinato ad essere studiato o modificato, animale vegetale o uomo che sia. La scienza distingue e separa, nasce come ANALYSIS con Aristotele (ANA-LYO in greco, "sciolgo le parti le une dalle altre senza danneggiarle", cioè quello che il filosofo greco faceva con gli organi degli animali... infatti fu il primo scienziato moderno ed il primo vivisettore).
Le scie chimiche ci mettono all'improvviso e per la prima volta nel ruolo della vittima impotente... ma di cosa e di chi? Noi stessi abbiamo votato quei politici che ora sono lì ad avallare e coprire la Geoingegneria, l'abbiamo fatto per avere una raccomandazione, un posto, una licenza, un qualsiasi favore che ci mettesse in una condizione di privi-legio (cioè di legge privata fatta apposta per noi, ad personam!) nei confronti degli altri; tutti noi, avendo usufruito di un qualsiasi trattamento di favore a scapito di altri, ad personam, anche una sola volta, siamo Silvio.

Lo scopo finale di ciò che sta accadendo è una GIGANTESCA, EPOCALE PRESA DI COSCIENZA COLLETTIVA: NOI siamo le scie chimiche. Emettiamo fumi, parole, rifiuti, gas, pensieri e azioni VELENOSI, quotidianamente e senza neanche accorgercene. Questi nostri comportamenti inconscienti hanno legittimato "loro" ad agire come fanno, e questo spiega anche tra l'altro la straordinaria tenuta del complotto: sono (siamo) tutti coinvolti, a tutti i livelli, perchè tutti abbiamo praticato uno stile di vita egoistico, parassitario, non libero, non responsabile e per questo soggetto al ricatto.

Le scie chimiche sono il "male" portato in evidenza, che VUOLE essere smascherato. Come diceva San Paolo, senza il male non potremmo conoscere il Bene.
Questo percorso passa attraverso la Verità, in primis su noi stessi e le nostre azioni.
Le pratiche geoingegneristiche sono lo specchio del nostro stesso atteggiamento nei confronti della Natura. Dove ci porterà tutto questo? Alla fine della lunga menzogna! Ci sarà un'esplosione di verità tale per cui sarà chiaro all'istante che ogni cosa che facciamo agli altri, la facciamo a noi stessi. Mentire, nascondere,
fingere ci restituisce immediatamente lo stesso tipo di energia.

Mentre i tanker chimici spargono nanoparticolato e smart-dust, anche noi SPONTANEAMENTE ci stiamo auto-organizzando come una vera e propria smart-dust della consapevolezza, ci stiamo polarizzando nella direzione di agire per il Bene, per la Verità. Chi sceglie il male credendo di trarne beneficio (ritorno economico e di potere) sta attraendo su di sé una dura lezione di consapevolezza, che probabilmente arriverà attraverso uno smascheramento clamoroso, una specie di seconda Norimberga (Norimbilderberg?).

Dobbiamo lavorare in questa direzione, ma senza odio o spirito di vendetta, semplicemente perché questo è il gioco, in questa dimensione: IL MALE SERVE A FAR EVOLVERE VERSO IL BENE.

Acquisire consapevolezza vuol dire accorgersi che il male che vediamo è lo specchio del male che inconsapevolmente facciamo. In quanto frammenti di Dio, stiamo facendo questo percorso tutti insieme, buoni e cattivi, in un cammino di AUTO-MIGLIORAMENTO (concetto già presente in Platone, ma anche nel Buddhismo -Prajna- o in Nietzsche -Selbst Uberwindung-). Farlo con odio o risentimento nei confronti di chi ci offende, perpetuerà soltanto il male, lo schema in voga finora. Farlo con coscienza di essere una parte necessaria nel gioco del Tutto-Uno, porta alla vera evoluzione dell'Umanità come "INSIEME"... in tutti i sensi.
Per questo è necessario il perdono (degli altri, che sono lo specchio dei nostri comportamenti) e l'Amore, incondizionato.
Mario Quaranta(m40)


SCIE CHIMICHE E SPIRITUALITA’/2: LA FUGA DELL’ANIMA

sabato 9 aprile 2016

Il pianto: linguaggio dell’anima ed evoluzione della coscienza.


Il pianto: linguaggio dell’anima ed evoluzione della coscienza.

Ho pianto e son rinato;
ho pianto ed ho compreso;
ho pianto ed ho perdonato(soprattutto me stesso);
ho pianto ed ho resistito;
ho pianto e son cresciuto;
ho pianto e son guarito;
ho pianto e mi sono fuso con l’universo;
ho pianto e mi sono fortificato ;
ho pianto e poi ho sorriso;
ho pianto e mi sono visto dentro; 
ho pianto non per soffrire, ma per gioire;
ho pianto e il tempo si è fermato; 
ho pianto e l’impossibile, con i suoi tempi, si è realizzato;
ho pianto ed ho amato;

ho pianto per non odiare;
ho pianto per non cadere;
ho pianto per non sentirmi perso;
ho pianto per non soccombere;
ho pianto per non guardare; 
ho pianto per non ferire;
ho pianto perché non ho potuto urlare;
ho pianto perchè non ho potuto aiutare;
ho pianto per non aver amato;
ho pianto e tutto si è aggiustato;

Il pianto, come l’amore, non può essere spiegato con il linguaggio, è una forma di espressione/comunicazione di livello superiore, è il linguaggio della nostra anima.
Quando l’anima irrompe nella nostra disumana routine esistenziale lo fa con il pianto e tramite esso fa comprendere al meglio il suo messaggio universale.
"E’ il richiamo profondo dell’anima che ci indica la via… la via dell’amore, dell’unione universale e della vita"
Col pianto l’anima pone rimedio, una sorta di perdono, un lavaggio, un riparazione ai nostri errori, al troppo o al poco amore, al giudizio, alla separazione, alla sopraffazione, alle ingiustizie, alla guerra, alla disarmonia in tutte le sue forme.
"Il pianto è amore, chi non piange non ama"
Il pianto è vibrazione superiore, è riequilibrio interiore, è connessione con la nostra fonte originaria, è un processo spirituale ed alchemico di trasformazione della coscienza.

E’ uno dei più potenti poteri di cui disponiamo per vivere bene, per evolverci spiritualmente, per cambiare armoniosamente le nostre azioni e per creare e modificare la nostra realtà; non facciamocelo rubare, assopire, inibire, non scolleghiamoci dalla nostra vera essenza di esseri spirituali ed immortali.

E’ finito il tempo di credere oggi appare quanto mai necessario ascoltare se stessi dal profondo dell’inconscio che regola la vita a nostra insaputa.
Piangere non è affatto quello che ci viene subdolamente immesso nella mente dal sistema che ci controlla e limita cioè che si tratta di un segno di debolezza, d’insicurezza, d’inadeguatezza, tutt’altro è il nostro potere di adattamento alle avversità di un contesto di vita assolutamente innaturale e quindi anti-biologico;
"Sono quel che sono perché ho pianto e non ho dimenticato come si fa"
Lasciati sempre un’ancora* attiva per poter piangere, sarà una risorsa insostituibile per la tua trasformazione spirituale e la tua salute in generale.

“Oggi” è il momento di piangere forse perché abbiamo dimenticato come si fa; “ora” è il momento di crescere forse perché in fondo siamo immaturi, “adesso” più che mai è il momento di vivere forse perché stiamo solo sopravvivendo.
"Piango dunque amo"
Non temere le lacrime, piangere è una componente fondamentale del tuo grande potere personale. Solo chi piange è veramente Forte.
Marcello Salas 

*Le ancore in programmazione neuro linguistica sono delle connessioni mentali che attivano un determinato stato d’animo, si può trattare di una parola, di una musica, di una foto di un video, di un odore, di un sapore o qualsiasi altra percezione strettamente personale alla quale si è ancorata una determinata emozione che pertanto sarà richiamata. Esempi di audio per ancore 1 – 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 10 11 12 13 ecc. 


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lunedì 13 luglio 2015

L'elisir per vivere a lungo, ma soprattutto bene

L'elisir di lunga Vita

Era giovane ed in salute, mangiava sano, faceva sport ma, nonostante tutto, è morto giovane all'improvviso. Quante volte avrete sentito dire ciò, magari da chi si consola del fatto che non serva a nulla essere dei salutisti solo per prenderlo come pretesto per continuare a vivere ed alimentarsi in maniera errata?

Ma per quale motivo ci si trova, a volte, a non essere in perfetta forma nonostante si segua un regime alimentare vegano, si mediti due ore al giorno e si creda nell'amore universale? Cosa fa, in realtà, la differenza tra il vivere in perfetta salute psicofisica e il morire giovani? Sicuramente, l'eliminazione o la riduzione delle proteine animali dalla propria dieta è una scelta intelligente e salutare. D'altronde, il meditare aiuta a sviluppare le proprie capacità introspettive e ad aumentare la propria connessione con il Tutto.

Tuttavia, essi, da soli, non bastano. In realtà, diversi sono i fattori che, se tenuti in considerazione ed integrati in maniera adeguata alla propria ruotine quotidiana, potranno consentirci di vantare una salute perfetta ed una conseguente longevità.
Sicuramente, un'alimentazione vegana potrà esserci d'aiuto allo scopo di disintossicare il nostro organismo dalle tossine accumulate nel corso della nostra Vita attraverso l'assunzione dei conservanti contenuti nei cibi confezionati.

Ma, l'alimentazione da sola, non basta. Molti si accaniscono con l'alimentazione e, chissà perchè, invece di trarne benefici, sono sempre in pessima forma, arrabbiati e in lotta contro il mondo. Occorre considerare il fatto che, molti vegani ritengono che il loro sistema nutrizionale sia l'unico modo per vivere sani e in salute. Ciò è vero, ma solo in parte.
Infatti, oltre alle tossine esogene (sono quelle che introduciamo nel nostro corpo dall'esterno attraverso i cibi che ingeriamo, i vaccini, le bevande e l'aria che respiriamo), esistono le tossine endogene (sono quelle che produciamo noi stessi attraverso i pensieri negativi che generano stress e producono, di conseguenza, i radicali liberi).

Queste tossine endogene (nel caso in cui vogliate approfondire l'argomento, ne parlo dettagliatamente nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE), concorrono, assieme a quelle di tipo esogeno, al processo d'intossicazione del nostro organismo, contribuendo, per ciò stesso, alla sua esposizione al rischio di squilibrarsi energeticamente (o ammalarsi, come dicono ancora i medici materialisti).

Se, per smaltire le tossine esogene, esistono l'alimentazione prettamente vegetariana o vegana abbinata ad esercizi di pranayama (respirazione yoga), per quanto riguarda le tossine endogene esistono esercizi che hanno lo scopo di liberare la mente dai pensieri tossici. Fra queste tecniche vanno sicuramente annoverate la meditazione, l'E.F.T., lo yoga, il training autogeno, il massaggio etc.
Abbiamo parlato di alimentazione vegana, pranayama e meditazione come elisir di lunga Vita, ma la lista, se si vuol vivere davvero felici e in salute, non è ancora finita. Elemento fondamentale, affinchè si possa vivere ed evolvere ancora per molto tempo, è costituito dalla risoluzione dei conflitti legati al passato e ai relativi vissuti.

In altre parole, si può essere vegani quanto ci pare, meditare 6 ore al giorno ma, se viene a mancare questo elemento, la formula non risulterà completa. Come si fa a risolvere i conflitti legati al passato e non ancora elaborati in maniera corretta? Innanzitutto occorre guardarli senza timore. L'osservazione porta alla luce e consente di fare opera d'introspezione e chiarezza all'interno della propria Vita.

Dopo averli osservati, la prima reazione sarà il risveglio dell'emozione direttamente collegata all'evento in questione. A questo punto, occorrerà, se davvero di vorrà vivere in salute, accettare l'emozione COSI' COM'E', senza resistere ad essa. La resistenza, infatti, comporta un dispendio energetico e voi le vostre energie dovreste utilizzarle per risolvere il conflitto.

Dopo aver accettato l'emozione così com'è, imparate ad apprezzare il modo di agire che avete avuto quando è successo l'evento scatenante il conflitto, AMANDOVI ED ACCETTANDOVI per ciò che siete stati in grado di fare allora in base ai mezzi e le competenze a vostra disposizione a quel tempo.
Il passo seguente sarà costituito dal PERDONARE.

Il perdono è l'arma più efficace, la soluzione definitiva dei vostri conflitti legati ad un passato irrisolto.
PERDONATE VOI STESSI, GLI EVENTI E LE PERSONE CHE VI HANNO CAUSATO SOFFERENZA. FATELO IN MODO INCONDIZIONATO. SE CI RIUSCIRETE SARETE LIBERI.

Da oggi conoscete i motivi per cui molti stanno male nonostante meditino e mangino biologico. Mi correggo: più che i motivi dovrei parlare del MOTIVO. Esso, infatti, è unico e, da solo, basta a distruggere una Vita intera. Il suo nome è ODIO. L'odio è l'opposto del perdono. L'odio porta veleno nelle nostre Vite, il perdono, viceversa, è l'antidoto ad una Vita piena di veleni ed incomprensioni oltre che di disagi psicofisici.

Adesso conoscete la formula dell'elisir di lunga Vita. Essa è costituita da tanti elementi che, SOLO se messi assieme, potranno condurre allo stato di salute psicofisica perfetta. Ricordate che, se fare attività fisica allunga la Vita al corpo, mangiare e respirare bene lo rende più vitale, meditare disintossica la mente dai pensieri stressanti, SOLO PERDONARE RENDE IMMORTALI E CI RIUNISCE A DIO.

sabato 8 febbraio 2014

Molte religioni, un unico messaggio

Siamo nati nel mondo della natura; la nostra seconda nascita sarà nel mondo dello spirito – BHAGAVADGITA

Non importa quale credo professiamo, a quale religione ci sentiamo di appartenere o quale filosofia ci faccia da guida. C’è una verità che si svincola da tutte le etichette create dall’uomo, ossia che  siamo tutti esseri umani appartenenti alla stessa specie. Trascendere le appartenenze, le origini, e prendere consapevolezza della nostra vera natura, ci unisce al resto dell’umanità.
I governi, la società, i media, tendono a fare il contrario: vogliono separare l’individuo, renderlo solo, fargli capire che lui è ciò che ha, ciò che fa, ciò che è riuscito a ottenere nella vita. Lo fa mansueto e infine lo controlla.
Il messaggio lasciatoci dai grandi della storia, coloro che hanno segnato in maniera indelebile la memoria del nostro pianeta, può risultare efficace per riscoprire la verità. Le loro parole sono tuttavia solo il punto di partenza. La vera Ricerca appartiene a ogni singolo individuo che deve scegliere se mettersi in cammino oppure no. Il premio del viaggio? La libertà.
Ognuno deve intuire da sé ciò che veramente gli è utile per essere felice. E se riflettiamo sono molte le cose che il mondo ci costringe a fare, cose che non abbiamo scelto ma dobbiamo portare avanti, che non hanno niente a che vedere con l’esaudirsi dei nostri desideri.
A lungo andare diventa un’abitudine fare cose che non ci appartengono e perdiamo di vista ciò che abbiamo dentro. Ma sono sicuro che se potessimo prendere coscienza della data in cui avverrà la nostra dipartita, beh, tutto cambierebbe. Le cose importanti tornerebbero in primo piano. E le cose importanti sono sempre poche, sono persone e sono stati mentali, emozioni immateriali, non ci si può sbagliare!
Tutto è transitorio, persino noi. La felicità deve regnare nel nostro cuore a prescindere da ciò che abbiamo, dal lavoro che facciamo, dall’auto che guidiamo, dal saldo del nostro conto in banca. Dobbiamo essere felici perché ci siamo. E se ci siamo, POSSIAMO! Possiamo fare tutto quello che vogliamo, rincorrere i nostri sogni e cambiare ciò che non ci piace. E perché non farlo dato che tra circa 80 anni (e sono stato ottimista!) io che scrivo e voi che leggete, non ci saremo più?
Il tempo in questo corpo ci serve per prepararci al grande viaggio. Non l’ultimo, ma solo un altro viaggio. Diverso. E bisogna viaggiare leggeri. Lo spirito che è in noi è sì forte ed eterno, ma non ha braccia e gambe per traslocare tutti i nostri inutili giocattoli.
Utile è invece alleggerire il cuore, tornare a essere spensierati, bambini in grado di volare, di amare gratuitamente, in grado di riscoprire la gioia dentro un fiore, in grado di meravigliarsi di un’ape che esegue inconsapevole l’impollinazione. Insomma, dobbiamo tornare a essere in grado di fare ciò che  abbiamo voglia di fare senza regalare il nostro tempo a qualcuno. O peggio ancora, svenderlo!  Il tempo è denaro, ma che valore diamo al nostro tempo (limitato)?
Noi non siamo egoisti, non possiamo odiare, discriminare o giudicare. Solamente quando siamo in grado di dare, possediamo veramente. Tutto ciò che non siamo in grado di dare ci possiede. Se  siamo amore possiamo solo amare. Questo è il nostro scopo. Se volessimo spremere un’arancia e tirarne fuori del succo di mela risulterebbe impossibile, perché quindi affannarci per essere ciò che non siamo? E la prima persona d’amare, quella più importante, siamo noi. Se non riusciamo ad amarci e rispettarci, come potremo farlo con gli altri?
Chi non si attiene alla propria natura lo capisce da sé e una volta capito intuirà che non è poi tanto conveniente rinnegarla. Piuttosto sarà vantaggioso verificare se stiamo vivendo per realizzare i nostri sogni oppure li abbiamo trascurati. I sogni si realizzano se non abbandoniamo la partita. Colui che perde è perché ha smesso di giocare, colui che vince invece non smette mai. E alla fine è sicuro che vincerà perché avrà vissuto per il proprio scopo e non avrà rimpianti, qualsiasi piolo sia riuscito a raggiungere sulla scala del proprio divenire.
E’ inutile cercare le differenze che separano. Più utile è invece rendersi conto dei punti di incontro che portano al dialogo e alla comprensione reciproca. L’intolleranza comporta il fatto che si è smesso d’imparare e le forme d’intolleranza più dannose sono quelle connesse con la differenza d’opinione religiosa, razziale e politica.

Cristianesimo: Dio è amore e chi vive nell’Amore vive in Dio e Dio vive in lui. Chi perdona, ama.

Buddismo: Chi non ama non conosce Dio. Perché Dio è amore. L’odio non è mai diminuito dall’odio: è diminuito solamente dall’amore: questa è una legge eterna.

Giudaismo: L’amore è l’inizio e la fine della Torà. La cosa più bella che può fare un uomo è perdonare i torti.

Confucianesimo: L’amore appartiene all’alta nobiltà del cielo ed è la pacifica casa in cui l’uomo dovrebbe abitare.

Taoismo: Rispondi all’offesa con la bontà.

Culto dei Sik: Dove c’è perdono c’è Dio.

Islam: Perdona il tuo servitore settanta volte al giorno.

Sufismo: Assennati e folli, tutti stanno cercando, infelici, Lui, nella moschea, nel tempio, nella chiesa. Perché solo Dio è l’unico Dio d’amore. E l’amore chiama da tutti questi luoghi, perché in ciascuno è la sua casa.

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