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mercoledì 20 settembre 2017

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Fonte https://lamenteemeravigliosa.it
Pazienza”, un’altra volta questa parola. Colui che aspetta si dispera e si confonde. Soprattutto quando si scontra con l’incertezza di non sapere quando avverrà ciò che aspetta.
Non stancatevi di aspettare. La ricompensa sta attendendo che abbiate pazienza.
Tuttavia, la pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri. La pazienza non ci addormenta i sensi, bensì si impone contro l’angoscia e ci sveglia. 

La pazienza è amara, ma i suoi frutti sono dolci

È difficile da capire, ma avere pazienza non significa caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più ed esplodere. Si tratta di un’arte capace di liberarci da cariche emotive superflue, che ci permette di permanere in uno stato di pace.
“Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.
Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza cono se fosse una forza che la nostra mente utilizza per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta arriverà.
Le cose belle del mondo richiedono pazienza: un amore complicato, una persona quasi inarrivabile, una preparazione fisica, un concorso, … Insomma, qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa. Bisogna ricoprirsi di un velo di entusiasmo e passione.

Colui che aspetta senza disperare trova l’inaspettato

Spesso, crediamo che la vita ci stia dicendo “No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”. Diventiamo impazienti e, di conseguenza, il nostro nervosismo ci spinge a commettere errori.
A volte, ci sentiamo stanchi, avvertiamo che i nostri amici, il nostro partner o le nostre aspettative irrealizzate ci esasperano, che non arriva niente di quel che volevamo creare e che la vita non è fatta per noi.

La pazienza: una regina annientata dalla velocità

“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.
Colui che resiste, vince. Tuttavia, se consideriamo l’interesse che, normalmente, mettiamo nel coltivare questa qualità, ci rendiamo conto che la pazienza è una regina ormai annientata. Ci viene insegnato che dobbiamo primeggiare in tutto, emergere sugli altri, correre.
Se affrontiamo le cose pazientemente, gli altri ci lasciano fuori dal gioco, ci fanno capire che non valiamo abbastanza. Ciononostante, è bene sapere che tutti i traguardi richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono gli unici che ci assicurano di raggiungere i nostri obiettivi.

Lavorare sulla pazienza per conoscere sé stessi

“Comprendere sé stessi richiede pazienza e tolleranza; l’Io è un libro composto da molti capitoli, impossibile da leggere in un unico giorno. Tuttavia, quando inizi a leggerlo, devi leggerne ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della totalità. Il principio è in essenza il finale. Se sai leggere, potrai trovare la saggezza suprema”.
Jiddu Krishnamurti
I grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse. Questi elementi ci aiutano a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di comprensione.
Quando non coltiviamo il dono della pazienza, ci comportiamo in maniera impulsiva e irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime opportunità.
In realtà, per coltivare la vostra pazienza non avete bisogno di tante cose, ma di semplici soluzioni da voi perfettamente raggiungibili. Ve le esponiamo brevemente.

1. Respirate

Respirare profondamente è sempre un buon metodo che ci aiuta a riflettere. Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro dialogo interiore.

2. Scoprite perché avete tanta fretta

Riflettete sulle ragioni che vi rendono impazienti. Se vedete che esagerate, riorganizzate le vostre priorità. Pensarci su, e magari scrivere, vi aiuterà a calmarvi.

3. Individuate gli elementi che vi rendono impazienti

Può trattarsi di altre persone, di situazioni stressanti o addirittura di voi stessi. Tuttavia, il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò vi aiuterà a ridurre l’ansia.

4. La vostra pazienza è utile o giustificata?

Rispondete a questa domanda in maniera sincera e vedrete che farlo vi infonderà calma. Cercate la risposta dentro di voi e non temete di abbandonare abitudini per voi nocive.

5. Prendetevi del tempo e aspettate l’inaspettato

Dovete capire che potete anche fare mille piani, ma le cose non sempre riescono come volete. Accettate il fatto che la ruota gira e che, prima o poi, si fermerà dove desiderate voi. Siate realisti nelle vostre aspettative e comprensivi con gli altri.

6. Non abbiate paura di cambiare e non dimenticatevi di allenarvi

La pratica rende maestri. Sviluppare la pazienza implica lasciare da parte molte cattive abitudini con le quali convivete da tempo. Così come assimilare qualsiasi insegnamento, coltivare il dono della pazienza richiede temperamento.

mercoledì 7 settembre 2016

COS'E' IL FOCUSING

COS'E' IL FOCUSING
Dopo il terzo incontro conoscitivo-esperienziale sul Focusing, mi sento in grado di raccontare/trascrivere qualcosa a proposito di questa chiamiamola tecnica, che ultimamente va molto di moda, ma, all'atto pratico se ne capisce poco..
Premetto che ho già fatto 2 incontri con Laura T., la quale ha proposto un percorso basato su 3 incontri successivi a cadenza settimanale, e ieri ne ho fatto uno anche con Claudia D., che è stata molto più chiara, per cui ora mi sento in grado di riversare questo piccolo sapere, a beneficio di chi voglia leggerne/saperne qualcosina.

La premessa è che, un po' tutti noi, ci siamo allontanati dal nostro sentire corporeo, siamo un po' tutti “nella mente” oppure, per dirla con un'immagine più easy: siamo delle menti che camminano..

Dunque il focusing ci aiuta a metterci in contatto con il corpo. Come?
Ecco in breve la tecnica:
Prima di tutto ci si mette in un luogo tranquillo, senza telefono e rumori.
A questo punto occorre farsi una domanda, rivolgerla a sé stessi, dentro. Tipo: com'è la mia vita ora? Oppure, dato che parliamo di una tecnica che agisce bene sulle situazioni congiunturali, potrei chiedermi: come mi sento in questo nuovo lavoro? Oppure, come mi sento dopo il litigio con Giovanna?.., ecc.
A questo punto, a occhi chiusi, ascoltando il proprio respiro, si aspetta che arrivi il cosiddetto “FELT SENSE” , cioè la sensazione pregnante che in qualche modo il corpo lega alla domanda che gli abbiamo posto.
Questa sensazione ci può mettere un po' ad arrivare, ma bisogna avere pazienza, anche perché questa del Focusing è veramente un tecnica molto sottile.

Quando ci arriva la sensazione chiave, io provo a trovare una parola o una immagine che possa corrispondergli.
Poi cerco di mettere insieme le due cose, di associarle: la sensazione e l'immagine o parola che sia.
Se la sensazione si amplifica o se ne va, abbiamo trovato la strada giusta, era quello che cercavamo.
Altrimenti, se non c'è alcun input di ritorno, dobbiamo raffrontare alla sensazione iniziale un'altra parola o immagine, da cercare.

Se la parola o immagine è corretta, succede che la sensazione iniziale cambia (FELT SHIFT),
e quando cambia, cambia di seguito anche la consapevolezza del problema e noi abbiamo una risposta!
E la risposta del corpo non mente! A differenza della mente..

Quando poi decidiamo che, per ora, la nostra sessione di lavoro col focusing è terminata, salutiamo la sensazione, o quella parte di noi stessi su cui avevamo lavorato.
Possiamo anche riporre le cose in un luogo simbolico a cui tornare, che abbiamo creato nel frattempo, tipo un cassetto arancione nella nostra mente che sappiamo solo noi come e quando ritrovare ed aprire.

Concludendo, è possibile fare anche degli scambi tra due persone col focusing, un po' come lo si fa col reiki, anche se qui la persona che accompagna non deve fare molto, a parte far sentire protetto e ascoltato chi focalizza.

Concludendo, il Focusing aumenta la consapevolezza di come viviamo le situazioni della nostra vita e, aggiungo io: se il corpo è aperto, rilassato e disponibile, per esempio dopo una seduta di ginnastica dolce o di bioenergetica, i segnali che da esso ci arrivano sono molto più chiari e facilmente leggibili.
Buon lavoro su voi stessi!
Trag

lunedì 7 marzo 2016

Il diaframma: il muscolo dell’intelligenza emotiva

Il diaframma: il muscolo dell’intelligenza emotiva

Se chiedessimo ad un ingegnere come un palazzo riesce a svilupparsi verso l’alto, lui ci risponderebbe che ha bisogno di strutture verticali, ma anche di quelle trasversali, affinché risulti stabile e compatto.
Le strutture trasversali del nostro corpo sono i diaframmi:
  • Diaframma tentorio del cervelletto
  • Diaframma toracico
  • Diaframma pelvico
Il diaframma toracico è il più importante muscolo respiratorio. La sua contrazione, che ha l’effetto di abbassare la cupola diaframmatica, determina, assieme all’elevazione del torace, operata dai muscoli inspiratori, l’espansione della cavità toracica e dei polmoni, necessaria al richiamo d’aria nelle vie aeree, durante l’inspirazione. Inoltre, il diaframma è coinvolto in quasi tutte le funzioni del nostro corpo (come ad esempio quella digestiva).

La parola “diaframma” è formata da DIA “attraverso” e FRAGMA, “chiusura”. Si tratta quindi di un elemento che separa in due parti un intero e, in qualche modo, mette queste due parti in relazione, proprio in virtù di questa separazione.
Riferendosi al diaframma, Andrew Taylor Still – considerato il padre dell’osteopatia – così si esprime:
Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e di morte, imparate a conoscermi e siate sereni.
Il diaframma è un muscolo dalla forma irregolare: più largo lateralmente che in senso antero-posteriore; più alto sul lato sinistro che sul lato destro. La sua cupola si forma in fase embrionale, dalla migrazione di strutture che partono dal tratto cervicale (C3-C5). Questo legame fa intuire come molti disturbi cervicali che si sviluppano in età adulta siano strettamente connessi al funzionamento errato del diaframma e viceversa.
Una corretta respirazione prevede una massima espansione del corpo nella fase dell’ispirazione e una massima concentrazione nella fase dell’espirazione.

La respirazione non condiziona solo l’ossigenazione delle cellule, ma anche il flusso della linfa, quella cioè che contiene leucociti, le cellule in grado di proteggere l’organismo dalle malattie. Tale linfa circonda tutte le cellule del nostro corpo e il suo quantitativo è quattro volte superiore a quello del sangue.

A differenza del sistema circolatorio che è dotato di una pompa (il cuore), il sistema linfatico ne è privo e l’unico modo per tenere in movimento la linfa è la respirazione profonda e l’attività muscolare.

Un linfologo californiano , il dottor Jack Shields, dopo aver condotto una serie di studi a riguardo, è arrivato alla conclusione che l’unico modo per purificare il sistema linfatico è attraverso una profonda respirazione diaframmatica: essa crea una specie di vuoto grazie al quale la linfa viene come risucchiata nella corrente sanguigna, moltiplicando la velocità con cui l’organismo elimina le tossine.

Per convincerci dell’importanza che l’ossigeno e la corretta respirazione hanno sullo stato di salute del nostro corpo, basti ricordare gli esperimenti condotti dal dottor Otto Warburg che riuscì a trasformare cellule normali in cancerose, semplicemente diminuendo il quantitativo di ossigeno fornito loro.
Ma qual è il modo più giusto per ossigenare in modo corretto tutto l’organismo.

Lo yoga pranayama insegna: l’espirazione deve durare il doppio del tempo dell’inspirazione, perché così facendo si eliminano tossine attraverso il sistema linfatico. Tra le due fasi è necessaria una pausa inspiratoria pari a quattro volte il tempo dell’inspirazione: in questo modo si ossigena completamente il sangue e si attiva il sistema linfatico.

Il diaframma inoltre svolge un’importante funzione a livello emotivo: è come se fosse un grande centro che distribuisce energia all’intero corpo, attraverso il respiro.

Non a caso al diaframma corrisponde il terzo chakra o plesso solare. In questo chakra nasce la spinta che porta l’individuo ad affermarsi nella vita e rispetto al mondo che lo circonda, affrontando le continue sfide dell’esistenza di ogni giorno.

E’ la sede del carisma personale, della consapevolezza di essere un individuo unico, al di là della semplice necessità di sopravvivere.
Allo stesso modo di come il sole è il centro di gravità e tutti i pianeti gli girano intorno, il terzo chakra è il centro di gravità dell’essere umano. Esiste una frequenza detta del Sole, la cui nota è considerata la linea di demarcazione tra lo Yin e lo Yang: essa ascende ad una dimensione più alta e, privando se stessi di un’osservazione razionale, permette di raggiungere uno stato di consapevolezza superiore

Uno squilibrio di questo centro può rendere facili all’ira, predispone a ulcere di origine nervosa, all’incapacità di essere calmi, mentre uno squilibrio in senso opposto può causare timidezza, scarsa energia, necessità di ricorrere a sostanze esterne per stimolare il proprio fisico; una tendenza alla sottomissione e a disturbi di digestione.

Se ci pensi “respirare” è sinonimo di “sentire”, non in senso olfattivo, ma emotivo.

lunedì 17 agosto 2015

Il respiro è gratuito e guarisce veramente.

Non tutti conoscono il potere del solo “Respiro”

Il respiro di guarigione

Prima di conoscere David Elliot non sapevo del grande potere del respiro.
Nei primi mesi del 2009 lo conobbi e feci una sessione individuale di respiro con lui. Fu una esperienza a dir poco trasformante; il giorno dopo sarebbe cominciato un suo seminario, eravamo a Verona, non avevo previsto di partecipare al seminario, ma lui mi obbligò quasi a partecipare al seminario.
“Sai David non posso venire al seminario, devo stare con mio figlio” provai a dire a David, ma egli molto fermo mi disse “tu verrai al corso”.
Lo conoscevo da appena un’ ora, ma era, come se l’avessi conosciuto da sempre.
Da allora ho fatto tutti i seminari e ritiri con lui sia in Italia che a Sedona negli Stati Uniti, alcuni ripetuti più volte e sono molto grato di aver appreso questa tecnica e di aver conosciuto David.
Da allora ho sempre adottato questa tecnica su di me insegnandola anche a molte altre persone.

Non potevo immaginare del grande potere che il respiro aveva sulla mia vita e del beneficio che portava alle persone che lo facevano.
David è un “guaritore chiaroaudiente“, e percepisce l’essenza della persona con cui sta lavorando.
La sua convinzione è che il respiro è la chiave per  mente, corpo e spirito sani.
“Il respiro è il combustibile del nostro corpo”, dice David, “è lo strumento più efficace per equilibrare l’energia di una persona”.

Tutti hanno dei blocchi nel loro corpo fisici, emotivi, mentali e anche spirituali.
I blocchi potrebbero essere descritti meglio come delle emozioni negative: paura, rabbia, tristezza e depressione.
Il respiro pulisce i blocchi del corpo e bilancia l’energia. Una volta che le persone sono pulite dai loro blocchi, si rilassano e diventano pieni di energia positiva, si aprono, si sentono bene e appaiono anche più belli.
Il problema di molte persone, è che non respirano correttamente; trattengono il respiro e respirano troppo brevemente: “trattengono il respiro nella loro vita quotidiana perché vivono nella loro testa, e non nel loro cuore” dice David.

Mi piace lavorare con il respiro perché è il modo più veloce per trasformare le vite delle persone.
Ogni persona trae beneficio dall’aumento di consapevolezza attraverso il respiro, e questi benefici si manifestano in tutte le aree della vita.
Le persone quando arrivano hanno i visi tesi, tristi, preoccupati dalle vicissitudini della vita. Quando esci da una sessione di guarigione, ti senti rilassato e rigenerato.

Insegno alla persone a rilassarsi e ricaricarsi da soli usando il respiro. Possono disfarsi degli antidepressivi, medicine, e abuso di sostanze.
In ogni persona esiste un altro modo per guarire, ed è quello più semplice - il respiro.
Il respiro è gratuito e guarisce veramente.

Voglio fare la mia parte, insegnando alle persone come guarire loro stesse, in modo che il pianeta diventi un luogo di maggior potere e di pace per vivere. Siamo tutti uno, connessi gli uni con gli altri attraverso il potere dell’amore.
L’amore è la forza guaritrice dell’Universo.
Ciao, Carmine

domenica 16 agosto 2015

IL RESPIRO PER TRASFORMARSI E RINASCERE

Grassi Lia
In questi ultime decenni le tecnologie e le scienze hanno raggiunto livelli incredibili, ma nonostante tutto ci troviamo in piena crisi economica, sociale, ecologica…qualcosa non va e questa evidenza la viviamo giorno per giorno e ogni momento, abbiamo perso le sicurezze, i riferimenti, a volte le tradizioni. La scienza riconosce, per fortuna che una visione materialistica e meccanicista non e’ più sufficiente , ne’ corretta. Le nuove rivelazioni della fisica quantistica – relativistica propongono nuove visioni della realtà, molto interessanti e aprono la mente a nuove idee cosi’ come il pensiero umanista e spirituale da sempre propone.

Ricerche approfondite sullo studio dell’uomo hanno portato a nuovi modelli terapeutici perchè tengono conto  dell’uomo nella sua completezza, unicità e globalità, nel suo essere inserito nell’ambiente, nell’Universo. Si cerca l’armonia fra il corpo e la mente per arrivare alla felicità, al benessere. Tra le tante, tantissime vie per riuscire a stare bene troviamo la tecnica del RESPIRO E DELLA MEDITAZIONE.

La respirazione ci alimenta attimo per attimo, ma poche volte pensiamo se lo facciamo in modo corretto oppure no. Ogni emozione, ogni stress, le paure, le gioie…tutto sentiamo nel respiro..il respiro corto, mi manca il fiato, un sospiro di sollievo, le tecniche di respiro nei corsi pre-parto…Quando i ritmi respiratori sono corretti non giunge a noi solo l’ossigeno ma anche energia cosmica.

Ecco di seguito quello avviene nella RESPIRAZIONE MEDITATIVA PROFONDA
  • rilassamento profondo attraverso il training autogeno guidato
  • il respira comincia a connettersi, la respirazione e’ intensa e i corpi sottili si armonizzano
  • i blocchi  energetici si dissolvono
  • esperienze transpersonali intense
  • coscienza espansa, benessere psichico
All’inizio e alla fine della seduta la tecnica del colloquio facilita la comprensione di ogni momento personale. Guidare il percorso di respirazione meditativa permette di sostenere e catalizzare il processo spontaneo delle persone presenti nella sessione o del singolo individuo all’energia vitale del risveglio, ad entrare in contatto con il proprio SE’ SUPERIORE.
BUON RESPIRO CONSAPEVOLE A TUTTI !!!

sabato 8 agosto 2015

Respiro e consapevolezza - Alchimia di un cambiamento

Fermati…
fermati adesso…
non ci pensare più…
puoi farlo, anche se solo per poco...
non serve nemmeno che interrompi quello che stai facendo,
devi soltanto distaccarti da ciò che pensi, da ciò che senti, per pochi secondi non pensare più, non preoccuparti più…
lo puoi fare, ma lo devi volere veramente,
è difficile, ma puoi riuscirci, focalizzati sul tuo respiro, sentilo entrare in te, segui il suo percorso, sentilo mentre ricarica le energie, mentre ti dona la vita.

Trattienilo... “guarda” tutto si ferma in te, i pensieri, le emozioni, la percezione del tempo, tutto si interrompe. 
Rilascialo… sono passati solo pochissimi secondi, ma sembravano molti di più vero?

La mente è il problema. Lei deve avere tutto sotto controllo, non si farà mai da parte, ritiene di poter gestire tutto e bene, ma ha un limite: non fa autocritica. Inoltre è sovraesposta ad eccessivi e deleteri stimoli (programmazione) culturali, quindi si comporta secondo gli schemi acquisiti(imposti) a nostra insaputa(subliminalmente).
Il difficile non è programmare nuove modalità percettive del mondo, ma cancellare quelle esistenti, la resistenza è a volte estrema. Non è facile lasciar andare le convinzioni di una vita intera sulle quali si basano le routine esistenziali, inconsciamente non ci appare opportuno lasciarle visto che ci hanno permesso di giungere fino ad oggi e ad essere quel che siamo.

La mente mente. Non valuta oggettivamente gli accadimenti, ma li filtra attraverso una moltitudine smisurata di "blocchi", credenze, conoscenze, quasi sempre imposti subliminalmente dal sistema e quello che ne risulta difficilmente corrisponde al vero. 
Inoltre ad ogni nostra azione – pensiero – emozione ci ammalia, ci inganna, ci vizia, ci droga, ci seduce, tramite secrezioni endocrine (neuropeptidi), vere e proprie droghe naturali, di cui abbisognano le nostre stesse cellule come un sorta di nutrimento, ma che sono anche un umore, uno stato d’animo dal quale dipendiamo morbosa(mente) e non riusciamo a liberarcene.
Guai seri se avviene un cambiamento, scatta un allarme generale nel corpo; è la crisi, la crisi d’astinenza che al pari di quella delle droghe ci farà andare nel pallone, agitare, sudare, soffrire e quindi ritorniamo ad essere (pensare-agire-sentire) quelli di sempre.
In tale condizione è difficile avere una lucidità di valutazione.
Bloccare la mente. Controllare le azioni incontrollate e preregistrate della mente è possibile; Il respiro è una delle tante strade che apre nuove vie percettive, che mette in pausa la mente e connette con la nostra essenza interiore perennemente allacciata all’universo proprio attraverso esso.

Il respiro. Il respiro non è solo ossigeno, ma è anche e soprattutto energia, essenza vitale, è il Tutto(o l’Uno) che costantemente entra ed esce da noi, è la Coscienza che ci attraversa che possiamo percepire solo "osservandola" tramite la consapevolezza.
Modificare le credenze. Le credenze sono la base della nostra esistenza, la base della nostra consapevolezza, della nostra evoluzione, della nostra salute/malattia.
Le credenze sono il programma che la mente usa per capire il mondo, vengono registrate sin da piccolissimi ed alcune sono talmente profonde che la loro modifica è impossibile a livello conscio. La maggior parte di esse però possono essere modificate o sostituite attraverso le nuove conoscenze acquisite.

Le credenze sono l’illusione, oltre la quale la mente non vede e quindi si ferma e nega, rigetta, non potendo ancora comprendere.
Non bisogna mai fermarsi nel cammino della conoscenza. E non bisogna confondere la conoscenza con l’informazione, non sono la stessa cosa: la conoscenza è l’informazione corroborata dalla personale esperienza/verifica ecco perché può inscriversi in luogo di altre pregresse.

Se siamo profondamente convinti delle nostre credenze, forse non le lasceremo mai, “volare”, ma non va bene, questo non è evolvere, ma rimanere stabili ad un dogma che col tempo cadrà.


"Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia" Alejandro Jodorowsky
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  Essere consapevoli del vostro respiro
vi costringe a stare nel momento presente,
che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori.
Ogni volta che siete consapevoli del respiro,
siete assolutamente presenti.
Potete anche rendervi conto che non potete pensare
e, allo stesso tempo,
essere consapevoli del vostro respiro.
Il respiro cosciente ferma la mente.
     - Eckhart Tolle

Marcello Salas

domenica 19 luglio 2015

Liberare l'energia interiore - le 12 regole

1) Cantate
Non fa niente se siete stonati come campane arrugginite. Cantare permette all’energia che è dentro ognuno di noi di vibrare. Non importa se quel che cantate è un brano d’opera o una polka. Cantare è una forma di preghiera musicale che ci permette di sentire la nostra unità con Dio.

2) Rilassatevi e lasciate andare
Stringete forte le vostre mani a pugno. Sentite la tensione negli avambracci, nelle mani stesse e nelle spalle. Quindi fate un bel respiro e, mentre espirate, rilassate le dita, rivolgete le palme delle mani al cielo e lasciate andare tutta quella tensione. Sentite quanta meno energia ci voglia per lasciar andare che per trattenere.

3) Distaccatevi dalle vostre emozioni
Visualizzate le vostre emozioni, attribuendo loro dei colori. Per esempio, rosso per la rabbia, porpora per la passione, blu per la tristezza, qualunque cosa funzioni per voi. Quindi, ammucchiate tutte queste emozioni colorate nell’angolo della stanza in cui vi trovate e rendetevi conto che non siete quelle emozioni, le provate soltanto. Quando vi rendete davvero conto di questo, le emozioni non hanno più il potere di controllarvi, e perciò potete essere più obiettivi e risolvere più rapidamente le situazioni emozionali negative.

4) Apritevi alla verità
Talvolta la verità ci fa paura. Ci sono magari dei cambiamenti che non vogliamo affrontare. In situazioni del genere, provate allora questa affermazione: “Sono aperto e ricettivo allo spirito di verità vivente di Dio”. In realtà, siamo tutti figli di Dio, pieni di gioia e di prosperità. E questa è davvero una verità che, come diceva Gesù, ci rende liberi.

5) Smettetela di sentirvi in colpa
Se avete fatto qualcosa che non vi sembra giusta, correggetela. Scusatevi. Compensate chi ha eventualmente subito un torto da voi. Se invece vi sentite in colpa per abitudine, è opportuno cambiare il modo di pensare che è alla base di questo atteggiamento. Finché vi prendete cura di voi stessi con la compassione e sensibilità per i sentimenti degli altri di cui siete capaci al momento, non avete nulla di cui sentirvi in colpa. Il senso di colpa è una delle forme di energia più basse, e ci tiene separati da Dio, bloccando l’amore e la fede.

6) Smettete di combattere le vostre paure
La maggior parte di noi prova paura. Ciononostante, la prima cosa che facciamo è cercare di convincerci che non dovremmo mai provare paura. In realtà, la paura è uno strumento che ci porta più vicini a Dio, perché quando proviamo paura e riusciamo a superarla attraverso la fede in Dio, allora sentiamo il nostro potere creativo in unione con quello divino.

7) Respirate
Provate questa antica tecnica indiana chiamata Nadi Sodhana. Mettetevi seduti comodi con le gambe incrociate e sollevate la mano destra verso il naso. Chiudete le narici con una sorta di pinza formata dal mignolo e dal pollice. Liberate la narice sinistra togliendo la pressione del mignolo e inspirate per circa 10 secondi. Quindi chiudete di nuovo la narice sinistra con il mignolo e aprite la destra rilasciando la pressione del pollice. Fatto questo, espirate per lo stesso numero di secondi. Ripetete questo esercizio per quanto tempo volete. E’ in grado di bilanciare i livelli di ossigeno e di anidride carbonica, rilassando ogni organo e riequilibrando i livelli di energia.

8) Preparatevi
Trascorrete un pomeriggio a scegliere i libri da colorare, i pennarelli da usare, oppure la corda da saltare. Non prendete nulla che implichi competizione, soprattutto con voi stessi. Quando vi sentite di giocare, è necessario che abbiate gli strumenti giusti. Sappiate che ci saranno dei giorni in cui non riuscire a tenere a bada lo stress, ma anche che disponete comunque di modi per scaricarlo.

9) Non siate ossessivi
Quando il nostro cuore desidera qualcosa, è facile lasciarsi ossessionare da essa. Molti usano tecniche di visualizzazione per manifestare i loro desideri. Si tratta senz’altro di uno strumento meraviglioso, ma attenti a non passare dalla visualizzazione all’ossessione, altrimenti l’energia si blocca. Se non ci manteniamo aperti, non possiamo ricevere ciò che Dio ha in serbo per noi. Quindi, visualizzate pure quel che credete di volere, ma aggiungete alle vostre affermazioni questa frase: “Che possa manifestarsi questo o qualunque altra cosa sia meglio per me”.

10) Smettete di gareggiare.
In verità, soltanto noi stessi abbiamo il potere di sabotarci. E non esiste la competizione. C’è il bene in abbondanza per tutti, e nessuno può togliervi niente, perché il bene che vi spetta vi appartiene già per diritto divino. Sappiate questo, accettatelo, e non vi preoccuperete più di gareggiare con nessuno.

11) Ballate
Muovere il corpo permette davvero all’energia bloccata dentro di noi di sbloccarsi. Scegliete un brano musicale che non riuscite ad ascoltare senza battere i piedi, quindi alzatevi e lasciate che il vostro corpo si muova liberamente a tempo di musica. Schioccate le dita, muovete il collo, le braccia, i fianchi e le gambe. E non preoccupatevi di come potete apparire: state offrendo una preghiera musicale a Dio. Se vi sentite particolarmente coraggiosi, provate a ballare nudi sotto la pioggia. E’ una cosa straordinaria.

12) Spegnete la televisione
Guardare la televisione fa sì che la vostra energia rimanga inerte. Fate qualcos’altro allora. Leggete un buon libro, prendetevi cura di voi stessi in qualche modo. Non c’è nulla di male nel guardare un po’ di televisione ogni tanto, ma gran parte delle cose che vengono trasmesse sono negative: violenza, dettagli di come le persone si fanno reciprocamente del male. Che tipo di energia positiva pensate che tutto questo possa portare nella vostra vita?

<12 regole per liberare l’energia interiore>
(di Staci Backauskas)

sabato 16 maggio 2015

Prepararsi al sonno

Voci dalle Terre del Sogno, IV

Voci dalle Terre del Sogno IV, 

mercoledì 26 febbraio 2014
Un buon sonno è importante per il normale svolgimento delle attività quotidiane. Spesso però accade che, oltre ad alcuni aspetti fisici che possono influire sul sonno come il cibo sullo stomaco o l'abuso di alcool e tabacco, il troppo stress accumulato e i molti pensieri ed emozioni che si sono manifestati durante il corso della giornata e a cui non si è potuto dare spazio per la fretta o per i ritmi troppo frenetici sottoposti spesso dalla società, si presentano nuovamente e con maggiore forza nei momenti di quiete appena prima di addormentarsi, per essere visti e riconosciuti e contribuendo a impedire un sonno corretto e riposante.

Quando dormiamo, i tessuti si rigenerano, la mente si riposa e il corpo ne trae grande beneficio. Se siamo riposati, siamo più vitali, possiamo svolgere meglio i compiti per cui siamo stati creati, sostenere con amore le nostre relazioni e affrontare meglio le sfide che la vita ci pone.

Quando il sonno manca perché viene sospeso o perché si fatica ad addormentarsi, questo sostegno viene meno ed è come se ci mancassero delle radici da cui trarre nutrimento e non riusciamo più ad essere presenti con lucidità alla nostra vita. 

Un modo per creare un buon sonno nella propria vita è prepararsi al dormire come un naturale passaggio della giornata a cui è necessario dare un profondo valore. Dalla prospettiva sciamanica il sonno è molto importante poiché durante la notte è possibile ricevere sogni che possono essere di grande guarigione per la nostra anima. Da questo punto di vista, quando sono chiari e lucidi, essi possono essere una fonte di profonde risposte per il nostro quotidiano e richiami dall'alto della nostra anima; ma al di là dei sogni, è importante coltivare un sonno riposante per avere energie necessarie a vivere nella parte di giorno in cui il sole si leva alto nel cielo. 

Pensieri, emozioni, preoccupazioni ed ansie possiedono energia e lo dimostra il fatto che quando l'attività mentale o emotiva è sotto pressione, il risultato è che ci si sente affaticati e privi di forze. Il respiro agevola la dissoluzione dell'energia connessa a ciò che non vi permette di dormire, risultando un potente strumento in grado di rigenerare il vostro prezioso sonno, ma prima di tutto è necessario dare valore al dormire, considerandolo come un vero e proprio rituale in cui si entra in uno spazio di riposo, dove pensieri ed emozioni tossiche, preoccupazione ed ansie non possono entrare. 

Un modo semplice per farlo è sedersi sulla sponda del proprio letto, ponendosi l'intento di lasciare andare i pensieri e le emozioni in abbondanza, appellandosi al potere del respiro e facendo richiesta di abbandonare tutte le energie in eccesso ed esuberanza e tutto ciò che non vi permette un sonno rigenerante e ristoratore. Quando fate questa richiesta attraverso il vostro respiro, la state facendo direttamente alla vostra anima, permettendole di espandersi e di aiutarvi in questo processo di dissoluzione. 

Il respiro vi accompagnerà in questa esperienza, concentratevi su di esso e sull'espansione dei vostri polmoni, rendetelo lungo, contando fino a quattro o riempiendo i polmoni fin quando non li sentirete colmi, poi lasciatevi andare in un'espirazione senza sforzi e senza freni. Assaporate la freschezza del respiro e accogliete il riposo; è probabile che attraverso l'immaginazione e il ricordo ripercorriate dei momenti della giornata, osservateli senza giudizio e lasciateli fluire come il respiro, potrebbero giungere anche delle potenti prese di coscienza su quanto accaduto. 
Una ventina di profondi respiri possono essere sufficienti ad aprirsi a un sonno sereno, ma se lo sentite necessario potete respirare finché la mente non si è calmata. Portare questa pratica nel quotidiano può migliorare notevolmente la qualità del vostro sonno nonché della vostra vita e applicata con costanza può essere di grande beneficio. Un sonno migliore può portare a condurre una vita migliore. 

Una variante di questa pratica è da sdraiati o in una posizione che induca il vostro sonno e con una pratica costante potreste cominciare a riscontrare una qualità più lucida dei vostri sogni. Lasciare andare con gratitudine ciò che ci è accaduto durante il giorno ci apre allo spazio della Notte, uno spazio di riposo e di coltivazione preziosa del sonno. Il 15 marzo ci sarà la Luna piena, potete appellarvi alle sue forze e al suo potere per aiutarvi in questo processo, la Luna è la signora dei sognatori e porta luce all'ombra della notte...

E come sempre ci rimettiamo in cammino...al prossimo viaggio
Alberto Fragasso

lunedì 1 settembre 2014

DISINTOSSICARSI RESPIRANDO.


Il nostro respiro è fondamentale per il nostro benessere fisico, mentale ed emozionale.
Lavorare con il respiro può essere il metodo più semplice ed efficace per riconquistare la salute e la guarigione.

Utilizzando tecniche di respirazione yoga si può, senza sforzo, disintossicarsi, bruciare grassi e aumentare il metabolismo.

Infatti portando più ossigeno, vitamine e minerali vengono più facilmente assorbiti, i globuli bianchi si moltiplicano e il sistema linfatico è migliorato.
Attraverso l'espirazione le tossine vengono rimosse dal flusso sanguigno che rivitalizza gli organi e migliora la chiarezza mentale.
Le tecniche variano da qualche respiro profondo prima di un pasto a pratiche più complesse.
In entrambi i casi, utilizzando questo metodo di disintossicazione gratuito tutti i giorni, si può facilmente purificare corpo e mente. 

RESPIRO SEMPLICE.
Prima di ogni pasto prendere tre respiri profondi attraverso il naso ed espirare attraverso la bocca. Anche se apparentemente di base, questa tecnica acuisce il gusto e l'olfatto promuovendo al contempo la chiarezza mentale. Essere chiari e focalizzati durante il pasto, minimizza il consumo eccessivo e migliora la digestione. Come risultato finale si ha l'efficienza della digestione e la perdita di peso. 
Bhastrika Pranayama.
In questo tipo di respirazione Il pattern respiratorio assomiglia al soffio del mantice. Bhastrika Pranayama consiste nell' inspirare ed espirare completamente in modo che il corpo ottenga la massima quantità di ossigeno.

Procedura.
Sedersi con le gambe incrociate e mettere le mani sulle ginocchia. Concentrarsi sulla propria respirazione e rilassarsi.

Inspirare inalando con forza attraverso le narici. Assicurarsi che i polmoni siano pieni d'aria. Una volta che si inala completamente, espirare con forza emettendo un sibilo.

In Bhastrika Pranayama bisogna applicare una forza inspirando ed espirando. Ripetere la procedura da 5 a 10 volte per cinque minuti al giorno.
Questo tipo di respirazione aiuta ad eliminare le tossine e curare le malattie respiratorie.
Rafforza il sistema nervoso.
Aumenta l'apporto di ossigeno e purifica il sangue.
Aiuta a tenere lontani i pensieri negativi.
Aumenta il calore del corpo e aiuta a prevenire il comune raffreddore.
Aumenta la vitalità fisica.
La pratica regolare di Bhastrika Pranayama aiuta a stare lontano da tutte le malattie.

info credit : http://wakeup-world.com/2014/07/21/just-breathe-ancient-practice-of-pranayama/
http://loss-of-weight-allegiance.com/good-morning-india-daily-health-update-pranayama-yoga-bhastrika-pranayama/

domenica 10 agosto 2014

Respirazione a narici alternate


Gli antichi Yogi scoprirono che non respiriamo attraverso entrambe le narici allo stesso tempo e che le due narici sono collegate ai nostri due emisferi.

Quando respiriamo dalla narice sinistra stimoliamo la creatività, quando respiriamo dalla narice destra, stimoliamo la logica.
In tutto il corpo umano è presente una certa distinzione tra destra e sinistra, per esempio l'emisfero destro del cervello non svolge le stesse funzioni del sinistro.

Secondo antiche teorie, usando la narice destra e chiudendo la sinistra andiamo ad alimentare l'emisfero sinistro, sede della mente razionale, pratica, che ci aiuta a eseguire i lavori manuali, in quanto concentra l'energia su gli organi interni, favorendo per esempio la digestione, mentre se intendiamo stimolare la parte creativa del cervello, quella spirituale, tesa alla concentrazione e alla calma, è consigliabile respirare dalla narice sinistra.

Nulla impedisce di respirare da tutte e due le narici contemporaneamente, anzi un simile stato favorisce la concentrazione e genera una gradevole sensazione di tranquillità. Di norma però alterniamo automaticamente, circa ogni due o ore, la respirazione attraverso una narice o l'altra. Possono comunque intervenire eventi, quali forti emozioni, la presenza di polvere o il mutare degli orari stabiliti per il sonno o per i pasti, a farsi modificare il ritmo.


Sentire le narici o una sola di esse che restano chiuse per più ore significa avvertire uno squilibrio presente nell'organismo, squilibrio che facilmente conduce a malesseri più o meno rilevanti.
Ecco una cosa da ricordare quando ci si corica con il naso "tappato": coricandosi sul fianco sinistro si libera la narice destra, sdraiandosi sul fianco destro si libera invece la narice sinistra.
Per liberare la narice chiusa, quando non ci si può sdraiare, si può procedere alla respirazione alternata, che consiste nell'espirare e inspirare una volta dalla narice libera, poi dall'altra per tre volte, quindi ancora per tre volte dalla prima.
Tutte le respirazioni devono avvenire senza rumore in modo lento e senza sforzo.

Per approfondire continua su Hatha Yoga

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