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domenica 14 maggio 2017

Evoluzione o alterazione umana?

Falsità Spacciate Per Scienza
Secondo i darwinisti un unica specie di Sapiens nera emigrò dall'Africa e si sparse in tutto il globo. Secondo sempre codesti darwinisti, questa specie nera cambiò colore della pelle e la propria fisionomia per via dei diversi climi in cui si insediò.

Allora per prima cosa non capisco perché la gente dia per scientificamente provato quelle che sono solo teorie; le teoria darwiniste sono congetture mentali, che in alcuni casi possono avere una piccola spiegazione scientifica, in altri casi sono vere e proprie ipotesi campate in aria (se vuoi approfondire questo argomento clicca qui).
Tornando però al tema iniziale, vediamo di smentire subito questa ipotesi. Guardate queste foto, in cui metto in correlazione stessi climi e stesse latitudini a confronto, e vedremo come in stessi identici climi esistano persone con fisionomie e colori (occhi e pelle) completamente diversi.
 
Se in principio tutti fossimo stati neri, allora chiunque si fosse spostato in luoghi freddi con meno luce solare rispetto all'Africa, avrebbe dovuto mutare il proprio colore della pelle e la propria fisionomia, ma cosi non è. Questa ipotesi darwinista viene presa per scientifica, quando è la stessa scienza a confutarla, visto che non ha NESSUN riscontro scientifico, anzi i fatti dimostrano il contrario: le prove suggeriscono che le varie specie di esseri umani siano indipendenti le une dalle altre.

Si potrebbe ipotizzare che esse siano il frutto dell'evoluzione o per meglio dire l'alterazione di diverse specie di scimmie, infatti sulla Terra possiamo notare come esistano diverse specie di scimmie con pelle del viso diverso e diverso colore degli occhi. Questa è solo una mia ipotesi ovviamente, ma resta il fatto che quello detto da Darwin non è vero, e non si capisce perché questo costrutto mentale venga ancora insegnato come verità scientificamente provata.

Un altra cosa è certa però, le istituzioni ci nascondono troppe cose.

giovedì 27 aprile 2017

Vaccini: i Veleni Occulti

Vaccini: i Veleni Occulti

NEWS VACCINI: ANALISI, DICHIARAZIONI E FATTI a cura del Dott. Stefano Montanari.

Lo sapevate che le vaccinazioni contengono, oltre i ben noti componenti neurotossici indicati nel bugiardino, anche nanosferule di materiali inorganici come il piombo, l’acciaio od il tungsteno? Lo sapevate che in Germania, ove la copertura vaccinale contro il morbillo è del 97%, l’incidenza della malattia è di 12,5 casi su un milione di individui mentre in Austria (copertura del 75%) l’incidenza è del 7,5/1.000.000?
Le vaccinazioni sembrerebbero quindi inutili e dannose, soprattutto per la presenza di materiali tossici dall’origine sconosciuta ed occultata. Ecco perché i regimi dittatoriali (come quello italiano) premono in modo vergognoso affinché la popolazione si sottoponga a tali inaudite pratiche mediche: per ottenere una popolazione di sudditi sotto controllo, indebolita e, probabilmente, meno fertile possibile.

Diffidare da tutto ciò che proviene dall’alto dell'alveare umano diviene non solo un dovere ma anche una pratica indispensabile per la sopravvivenza.

Evitare le vaccinazioni di tutti i tipi, a tutte le età e per qualsivoglia motivo sembrerebbe allora l’unica soluzione possibile per evitare danni gravi all’organismo, perlomeno in attesa che le case farmaceutiche ed i governi (che sono poi la stessa cosa) facciano luce e diano risposte chiare e convincenti, ai pochissimi ricercatori indipendenti rimasti, svelando la vera composizione dei vaccini e la loro vera funzione sociale.

venerdì 3 febbraio 2017

Graham Hancock: la civiltà perduta non era materialistica, conosceva l’essenza immortale

“Credo che la civiltà perduta, nell’antichità preistorica, fosse una civiltà molto diversa dalla nostra, che non si occupava primariamente di cose materiali”.

Graham Hancock, qui intervistato da Nick Polizzi, è stato in passato un giornalista per gli affari esteri del ‘The Economist’, ma da ormai 25 anni si dedica totalmente all’indagine dei misteri del nostro passato umano.

D: Pensi che le civiltà del passato fossero tecnicamente avanzate come noi oggi o forse di più? E nel caso, dove sono sepolti i loro computer? Dove è il computer di 18.000 anni fa? Quando pensiamo alla tecnologia, la raffiguriamo sempre in questo modo!

GH: La mia risposta è che se vogliamo veramente comprendere la storia, dobbiamo smettere di guardarla come in uno specchio. Invece, dobbiamo cominciare a guardarla come fosse una finestra dalla quale possiamo vedere ciò che è veramente accaduto, piuttosto che proiettare noi stessi nel passato. Non c’è nessuna ragione al mondo, perché una precedente civiltà dovrebbe aver seguito la stessa rotta tecnologica nostra. Anche se avesse avuto la capacità di fare questo, avrebbe potuto scegliere, per ragioni morali o altro, di confrontarsi con la sacralità della terra, per esempio, piuttosto che sfruttare la petrolchimica.
Noi abbiamo scelto di andare per questa strada, ma non c’è alcuna certezza che una civiltà precedente avrebbe fatto lo stesso. E nel percorso che abbiamo scelto di intraprendere, abbiamo posto grande enfasi sul vantaggio meccanico, cosa in cui siamo veramente bravi. Con questo facciamo cose incredibili. Ma forse in questo nostro processo, abbiamo ottenuto che scemassero altre facoltà della mente umana. Siamo diventati dipendenti dalla tecnologia meccanica e non conosciamo più le altre facoltà della mente umana, di cui si parla ripetutamente nelle tradizioni di tutto il mondo, come per esempio la telecinesi, che muove oggetti con il potere della mente, o la telepatia eccetera.
Può darsi che come esseri umani in generale, in passato, avessimo quelle capacità, ma le abbiamo perse, ci siamo addormentati. La nostra società ci ha cullati in uno stato di sonno. Siamo così orgogliosi della nostra tecnologia, così colpiti da ciò che ha saputo raggiungere, che abbiamo dimenticato cosa avremmo potuto fare se avessimo preso un’altra strada.
Penso che la civiltà perduta, nell’antichità preistorica, fosse una civiltà molto diversa dalla nostra e che non riguardasse primariamente le cose materiali. Piuttosto riguardava il far crescere e nutrire lo spirito umano, e questo viene riflesso anche nei miti. Quando la civiltà perduta di Atlantide, o come altro vogliamo chiamarla, si è allontanata da quella via, è piombata nel materialismo; quando si perde di vista l’obiettivo spirituale, ecco in quel momento, avviene il pericolo.

D: C’è la possibilità, secondo te, che membri di quella civiltà possano essere sopravvissuti ed essere tra noi?
GH: No, erano esseri umani proprio come noi. Sono nascosti tra noi in termini di idee, concetti… questo è ciò che è importante chiarire. Le idee sono ciò che vive o può vivere in eterno. È l’idea della civiltà perduta, dei maghi, degli dei, dei civilizzatori, che se ne andarono per il mondo cercando di tenere viva la fiamma della civiltà: quest’idea è molto forte nelle memorie dell’umanità e nessuna razionalizzazione o scetticismo scientifico potranno disfarsi di questo. Nei nostri cuori sappiamo tutti che è vero.

D: Tu affermi spesso che gli Egizi hanno impiegato le loro migliori menti, per 3000 anni, sul mistero della morte.
GH: Questo riguarda esattamente ciò di cui stiamo parlando ora, perché gli antichi Egizi furono gli eredi di una tradizione precedente. Credo si trattasse della tradizione di una civiltà perduta, la quale aveva come punto di attenzione principale le verità eterne e la possibilità di una vita edopo la morte e non le cose materiali e la vita fisica.
Ora, nella nostra società, quando parliamo di vita eterna o immortale, le persone cominciano a pensare in termini di transumanesimo: al fatto di installare degli oggetti nei nostri cervelli (un pensiero agghiacciante, orribile e repellente) o persino al fatto di fare un download della propria coscienza in una macchina. Che pensiero narcisistico è mai questo?
Abbiamo già un incredibile meccanismo di immortalità: la reincarnazione. Perché mai una persona dovrebbe diventare un transumanista e tenere lo stesso corpo per sempre o fare un download della sua coscienza in una macchina, quando il meccanismo della reincarnazione ci permette di vivere molte vite diverse, beneficiando dell’apprendimento di quelle differenti esperienze?
Ora ovviamente non posso provare che esista la reincarnazione, ma è molto probabile che essa sia una realtà. Penso fosse Voltaire che disse: “non è cosi improbabile che nasciamo due volte, anziché una sola”. E poi perché no? Ci sono molte prove per questo. E se la reincarnazione è possibile, allora noi non siamo i nostri corpi. Qualsiasi cosa siamo, comunque non siamo i nostri corpi… perché questi sicuramente muoiono.
C’è invece una parte immortale in noi, chiamiamola anima, essenza, spirito: questo è ciò che si reincarna. E io credo che la civiltà perduta fosse molto concentrata sull’essenza immortale dell’essere umano e che lo fu per un tempo molto lungo. Poi accadde, gradualmente, che ci si allontanò da questo e nel contempo si sviluppò il materialismo. Ma originariamente non era una società materialistica. Non dovremmo comunque aspettarci di ritrovare per forza tracce materiali riconoscibili, simile alla tecnologia che abbiamo creato noi nel 20º e 21º secolo.

D: Credi che le piante sciamaniche che fanno avere visioni, possano aver avuto un ruolo importante nello studio della morte nella cultura egizia?
GH: Sono certo che lo ebbero. Infatti gli antichi Egizi misero al lavoro per 3000 anni le loro migliori menti, sul mistero di ciò che ci accade quando moriamo e in quel progetto si servirono di un gran numero di “alleati vegetali”. Sappiamo che la Nymphaea Caerulea, il Loto Egiziano, è una pianta che dona visioni.

D: Hai sperimentato su di te l’ayahuasca? E’ vero che aumenta le visioni interiori rispetto a ciò che accade quando moriamo e alla possibilità di reincarnarci?
GH: Di nuovo non posso provare che ciò sia corretto, ma posso solo dire che effetto questa pianta abbia avuto su di me. Le mie esperienze con l’ayahuasca, mi hanno fatto capire che tutto ciò che facciamo in questa vita, ha importanza. Tutto conta, tutto sarà pesato e considerato.
Ci viene data la preziosa opportunità di essere nati in un corpo umano. È un’opportunità molto rara nell’universo come tale… essere un essere umano, avere il potere di discernere ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è luce e ciò che è oscurità, la capacità di amare e purtroppo quella di odiare.
Tutte queste cose sono parte del miracolo di essere nati in un corpo umano. Dipende poi da noi vivere la portata di questo miracolo. Vogliamo spendere le nostre vite perseguendo obiettivi solo materiali? Se lo faremo non nutriremo quella parte non fisica di noi, sulla quale al contrario gli antichi Egizi erano molto concentrati. In realtà, è questa la ragione per cui non si trovano resti di case e di possedimenti personali. Non credo se ne preoccupassero molto. Verso al fine della civiltà egizia, Erodoto, visitò quel paese e li descrisse come gli individui più felici sulla terra. Erano stati felici per migliaia di anni e la loro felicità giungeva primariamente dall’essere concentrati sulla vita spirituale.
C’è, infatti, una verità fondamentale che emerge dalla civiltà egizia e da tutte le civiltà del passato, ed è che tanto più ci allontaniamo dall’amore, tanto più affoghiamo nel materialismo, e quindi tanto meno abbiamo la possibilità di compire la missione per cui siamo qui sulla Terra, cioè amarci reciprocamente.
Traduzione di Cristina Bassi (http://www.thelivingspirits.net)
Fonte originale: http://www.thesacredscience.com/forgotten-sixth-sense-technologies-of-the-ancient-world/

giovedì 12 maggio 2016

Sogno Alieno: l'Enigma degli Arconti

Sogno Alieno: l'Enigma degli Arconti

di J. Lash - Traduzione di Anticorpi.info

Gli esseri umani si trovano impegnati in un cammino di consapevolezza momentaneamente interrotto da forze estranee.
Carlos Castaneda - Passi Magici
Tra gli elementi inconsueti della letteratura gnostica, il più strano è quello che concerne gli arconti, figure che rappresentano un vero e proprio enigma.

- Dove possiamo collocare queste strane entità nell'ambito dei miti terrestri?
- Sono entità reali appartenenti ad una specie a sé stante di origine non terrestre?
- Qual è il loro rapporto con 'Gaia', l'intelligenza della biosfera del pianeta?
- In che modo tali entità si rapportano alla umanità?

Il nome proviene dalla lingua greca: archai (origine delle cose e del tempo). Nella civiltà classica mediterranea l'appellativo arconte indicava il governatore di una provincia oppure - più in senso generico - qualunque autorità religiosa o governativa. Da qui il plurale, arconti, spesso tradotto nei testi gnostici con il significato di 'autorità' (Non esiste una parola copta equivalente ad 'arconte').

Nella mia abitudine di tentare l'impossibile, propongo tre definizioni, o tre livelli di definizione:

Primo livello: cosmologia.
Nella cosmologia gnostica gli arconti sono esseri inorganici emersi nel sistema solare prima della formazione del pianeta Terra. Sono cyborg che abitano il sistema planetario (terra, sole e luna), il quale viene descritto come un mondo virtuale (stereoma) in cui si manifesta la proiezione delle forme geometriche emanate dal pleroma, regno dei creatori, gli Dei cosmici.

Gli Arconti sarebbero quindi una vera specie con un proprio habitat, e potrebbero anche essere considerati come entità simili a divinità, ma prive di intenzionalità (libero arbitrio), e mosse da una nefasta tendenza ad allontanarsi dai loro confini per invadere il regno umano. Si narra che gli arconti soffrano di invidia nei confronti dell'umanità, dotata del libero arbitrio di cui essi sono sprovvisti.

Secondo livello: psicologia.
Nella psicologia gnostica, scienza noetica delle scuole misteriche, gli arconti rappresentano una forza aliena la quale si intromette subliminalmente nella mente umana per sabotarne i processi e deviarla verso pensieri insani e scorretti. Non è a causa loro che agiremmo disumanamente, in quanto abbiamo il potenziale di rinnegare nei fatti la nostra umanità innata e violare la verità nei nostri cuori - ma spesso a causa delle loro ingerenze i nostri errori si incancreniscono e cronicizzano.

Se messi di fronte alle nostre azioni crudeli talvolta avremmo il potere di prenderne atto e poi correggere, contenere l'aberrazione. Ma ovviamente non sempre tutto ciò accade. E' proprio nell'esagerazione e nella cronicizzazione delle nostre tendenze folli e disumane, nella devianza della nostra innata intelligenza, che gli gnostici hanno riconosciuto l'ingerenza di una specie non terrestre la quale razzola nei ​​peggiori difetti umani.

Quindi, gli arconti sarebbero in sostanza dei parassiti psico-spirituali. Eppure, in quanto figli dello Eone Sophia, sarebbero anche nostri parenti cosmici.

Come entità inorganiche di due tipi, embrionali e rettiloidi, gli arconti penetrano l'atmosfera terrestre e agiscono per terrorizzare gli esseri umani, sebbene non vi sia ragione o scopo di queste incursioni, e non abbiano alcun particolare obiettivo da realizzare qui.

Lo statuto ontologico degli arconti dunque sembra duplice: esisterebbero sia sotto forma di specie aliena indipendente dal genere umano, sia sotto forma di presenze attive nella nostra mente, una sorta di software psichici operanti nel nostro ambiente mentale. Il rischio derivante dall'invasione del nostro software mentale è di gran lunga maggiore di qualsiasi rischio fisico innescato dalla violazione della biosfera. Attraverso telepatia e suggestione tentano di sviare la nostra evoluzione dalla giusta rotta. La loro tecnica più efficace si avvale della ideologia religiosa e della progressiva sostituzione dei loro pensieri ai nostri. Secondo gli gnostici una delle tattiche principali sfruttate dagli arconti consiste nel salvazionismo ebraico-cristiano. La nostra capacità di individuare e discernere le forze aliene che lavorano nella nostra mente sarebbe quindi fondamentale per la nostra sopravvivenza all'interno del Creato.
Terzo livello: sociologia.
Nella visione gnostica della società umana gli arconti sono forze aliene che agiscono per mezzo di sistemi autoritari, compreso il sistema della fede, per indurre gli esseri umani a rivoltarsi contro il loro potenziale innato e distruggere la  loro simbiosi con la natura. Ma tutto ciò accade di riflesso, in quanto gli arconti non sarebbero in grado di agire direttamente sulla umanità, senza la sua attiva collaborazione.
Più che agenti del male, essi agiscono per indurre in errore. E' quando viene ripetuto con la consapevolezza di essere nel torto, che l'errore si trasforma in male e agisce contro il piano universale della vita.
Lo gnosticismo asserisce che gli arconti sfruttino la nostra tendenza a non correggere i nostri errori, per  acquisire potere sul genere umano. Chiunque si adoperi per facilitare il loro compito può essere considerato una sorta di arconte minore, un accessorio degli arconti.
In che modo un essere umano potrebbe essere utile agli scopi degli arconti? Ad esempio adottando i loro programmi mentali. Cioè adattandosi alla intelligenza aliena e assorbendone i principi come fossero di matrice umana. O conformandosi - attivamente o passivamente - alle agende proposte o imposte dal potere. Jacques Lacarriere suggerisce come gli gnostici riscontrino l'impronta umanizzata degli arconti in tutte quelle strutture e sistemi autoritari che negano l'autenticità e la autodeterminazione dello individuo. Sostiene inoltre che gli gnostici identifichino "un carattere fondamentalmente corrotto di tutte le imprese ed istituzioni umane: il tempo, la storia, i poteri, gli stati, le religioni, le razze, le nazioni ..." (The Gnostics, pag 24.)

La corruzione non si verifica perché gi esseri umani commettono errori, ma perché tali errori non sono mai corretti. Lacarriere sostiene che gli gnostici siano giunti a tale conclusione "attraverso la osservazione razionale del mondo naturale e del comportamento umano." In definitiva, afferma la "tesi secondo cui tutto il potere - qualunque esso sia - è una fonte di alienazione. Tutte le istituzioni, le leggi, religioni, chiese e poteri non sono altro che una mistificazione e una trappola, il perpetuarsi di un antico inganno." (Ibidem. pag 28-29)

Tutto ciò può sembrare una visione cupa delle cose umane, ma data l'evidenza storica (per non parlare dei fatti di attualità), non si può dire che sia errata o esagerata.

Razionalità non-ordinaria.
Qualsiasi cosa sia immaginabile, esiste in natura.
A. Einstein
Se si seguono i ragionamenti dei veggenti gnostici bisogna tenere a mente un concetto: l'indagine sugli arconti non può esprimersi nei limiti della comune razionalità.

Aristotele osservò che una mente è realmente matura solo quando sia capace di assorbire un'idea senza accettarla; senza 'comprarla', come si dice oggi. Dunque da parte mia non ho alcuna intenzione di vendervi la teoria gnostica degli arconti. Intendo invece esaminarla e sondarla; tutto qui. L'equanimità è essenziale quando ci si accosta a simili temi. Inoltre questo studio richiede una facoltà speciale che potrebbe essere denominata razionalità non-ordinaria,

Quando i fans della serie Star Trek discutono animatamente dei personaggi e degli eventi della serie, essi fanno uso della razionalità non-ordinaria. Nei cosiddetti giochi di ruolo, i giocatori assumono un'identità fittizia, e il gioco consiste nel comportarsi in modo coerente con l'identità impersonata, attraverso una sorta di razionalità virtuale. Sviluppare e applicare tali codici coinvolge la razionalità non-ordinaria.

In effetti, la razionalità non-ordinaria è identica a quella ordinaria, salvo per il fatto che il suo contesto è immaginato, e non percepito. I veggenti gnostici erano esperti di razionalità non-ordinaria, e nella interpretazione delle loro esperienze, in uno stato di elevata percettività.

Non tutto nel cosmo o nella psiche umana è conoscibile in termini razionali, naturalmente, sebbene il punto non sia questo. Il punto della razionalità non-ordinaria è raggiungere una comprensione moderata e sobria degli aspetti dell'esperienza umana stanti al di là dei limiti dell'ordinaria percezione.

Questo breve saggio tratta degli arconti nel contesto dell'esercizio immaginativo proposto da Coco De Mer nel saggio La Nostra Partecipazione al Sogno di Gaia. 
Ciò che apprenderemo su tali entità e sul rapporto che ci lega ad essi, coinvolgerà la razionalità non ordinaria, ma ciò non vuol dire che sia solo una sciocchezza irrazionale. La contemplazione degli arconti non è un esercizio di fantasia, né un gioco di finzione.

Lungi da tutto ciò. Se gli gnostici avevano ragione, è soprattutto studiando l'influenza degli arconti che potremo imparare qualcosa sulle nostre menti, e riappropriarci del potere sovrano della nostra intelligenza che Sophia avrebbe infuso in tutti noi.

Visioni frattali.

"La Natura degli Arconti"

"La Natura degli Arconti"

Proseguì nuovamente Maria, e disse a Gesù: - Di che genere sono le tenebre esteriori, o meglio quanti luoghi di punizione ci sono in esse?
Gesù rispose e disse a Maria: - Le tenebre esteriori sono un grande drago con la coda in bocca, sono fuori del mondo e circondano tutto il mondo. Dentro di esse, i luoghi di condanna sono molti: dodici sono le terribili camere di tormenti, in ogni camera c’è un arconte, e l’aspetto di ogni arconte è diverso l’uno dall’altro.
Il primo arconte, quello che si trova nella prima camera, ha l’aspetto di coccodrillo con la coda in bocca: dalle fauci del drago viene fuori tutto il ghiaccio, tutta la polvere, tutto il freddo, tutte le infermità; nel suo luogo è chiamato con il suo autentico nome, cioè «Enchthonin».
L’arconte che si trova nella seconda camera ha l’aspetto di gatto, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Charachar».
L’arconte che si trova nella terza camera ha l’aspetto di cane, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Archaroch».
L’arconte che si trova nella quarta camera ha l’aspetto di serpente, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Archrochar».
L’arconte che si trova nella quinta camera ha l’aspetto di toro nero, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Marchur».
L’arconte che si trova nella sesta camera ha l’aspetto di cinghiale, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Lamchamor».
L’arconte della settima camera ha l’aspetto di un orso, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato con il suo autentico nome, «Luchar».
L’arconte dell’ottava camera ha l’aspetto d’avvoltoio, questo è il suo autentico aspetto; il suo nome, nel suo luogo, è «Laraoch».
L’arconte della nona camera ha l’aspetto di basilisco, questo è il suo autentico aspetto; il suo nome, nel suo luogo, è «Archeoch».
Nella decima camera vi è una quantità di arconti, ognuno ha sette teste di drago, nel suo aspetto autentico; quello che è al di sopra di tutti, nel suo luogo è chiamato col suo nome, «Zaramoch».
Nell’undicesima camera si trova una quantità di arconti, ognuno ha sette teste con l’aspetto di gatto, nel suo aspetto autentico: il grande, quello che è al di sopra di essi, nel suo luogo è chiamato «Rochar».
Nella dodicesima camera si trova una grande quantità di arconti, ognuno ha sette teste con l’aspetto di cane, nel suo a-spetto autentico; il grande, quello che è al di sopra di essi, nel suo luogo è chiamato «Chremaor».
Ora, questi arconti di queste dodici camere si trovano all’interno del drago delle tenebre esteriori: ognuno ha un nome a seconda delle ore, ognuno cambia d’aspetto a seconda delle ore; inoltre, ognuna di queste dodici camere ha una porta che conduce verso l’alto. Sicché il drago delle tenebre esteriori consta di dodici camere oscure, e ogni camera ha una porta che conduce verso l’alto.

Un angelo dell’alto vigila ogni porta delle camere: li ha posti Jeu, il primo uomo, il sorvegliante della luce, l’inviato del primo comandamento, come custodi del drago affinché sia lui sia tutti gli arconti che sono nelle sue camere non si ribellino.
 (Tratto da “Pistis Sophia Svelato”, Cap. 126 di Samael Aun Weor)..

“Ipostasi degli Arconti” o “La Natura degli Arconti” (III° secolo dopo Cristo) è un trattato gnostico in lingua copta incluso nei codici di Nag Hammadi, si tratta di un'esegesi di Genesi 1-6 che espone la mitologia gnostica sulla creazione del cosmo e dell'umanità. Sebbene l'inizio e la fine di questo documento sia-no gnostico-cristiani, il resto è una narrazione mitologica dell'origine e della natura dei poteri arcontici che popolano i cieli tra la Terra e l'Ogdoade, e di come il destino umano sia influenzato da questi eventi primigeni.

Datato al III° secolo circa, è fatto risalire alla fase in cui lo gnosticismo si stava trasformando da pura mitologia ad una filosofia. L'opera ha la forma di un trattato in cui il maestro affronta dei temi suggeriti dal dedicatario, infatti inizia con un frammento di cosmogonia che porta ad una rivelazione della vera storia degli eventi della creazione raccontati nella Genesi, rivelazione che riflette la sfiducia gnostica verso il mondo materiale e per il Demiurgo che l'ha creato.

All'interno di questa narrativa c'è un dialogo riguardante una rivelazione angelica, dove l’Angelo stesso, riprendendo e rielaborando le dichiarazioni dell'autore, formula la predizione dell'arrivo del salvatore e della successiva fine dei tempi. Gli Arconti (dal greco arkhonontos), sono quelle figure che nella teogonia e cosmogonia gnostica svolgono il ruolo di giudici e controllori del mondo materiale. Nella visione gnostica il mondo materiale è diviso dalla sfera divina (Pleroma), un luogo atemporale ed adimensionale preesistente ad ogni cosa.

Questa divisione si originò da un "peccato iniziale", attraverso il quale una emanazione divina si frappose tra il mondo materiale da essa generato, dove l'uomo si trova ancora oggi imprigionato. Nello gnosticismo di origine iranica, dove il Dualismo raggiunse l'apice, si assiste allo scontro eterno e titanico tra due divinità, mentre in quello ellenizzante e giudaizzante, opposta al Dio Occulto si erge la figura di un "Dio Minore", il Demiurgo, che viene coadiuvato da una serie di emanazioni generate da lui stesso, gli Arconti.

Il mondo materiale, quindi, non è altro che un incidente di percorso, una creazione degli Arconti, che, ricordandosi della perfezione del Pleroma, cercano di riprodurla attraverso l'imposizione di regole e l'applicazione di leggi che, per quanto in difetto, tendono a riprodurne la realtà: l'Universo, quindi, è il ricordo di ciò che un tempo essi conobbero. Secondo l'apocrifo di Giovanni il primo arconte nacque da Sophia, un Eone emanato dal Pleroma, che, anziché congiungersi con un altro Eone, si congiunse al suo desiderio per il Dio Occulto: da questa unione nacque un essere bestiale con la faccia di Leone, Jaldaboth.

L'amore di Sophia per il Pleroma si trasformò in desiderio e quindi in brama, pertanto l'emanazione di Sophia fu stravolta nella forma e nel contenuto, ma una scintilla della sua natura divina vi si riversò comunque. Sophia, vergognandosi di suo figlio, nato dalla trasgressione e dalla violazione delle regole divine, lo nascose lontano dagli altri Eoni, in una sorta di zona buia. Qui Jaldaboth, essere indipendente dal Pleroma, iniziò la creazione del mondo materiale e diede vita ad altri Arconti, ognuno di loro in forma animalesca, neppure lontanamente simili agli Eoni che vivevano nel Pleroma stesso.

Ognuno dei suoi discendenti, come lui, aveva la capacità di creare, anche se la non discendenza diretta dal Dio Occulto limitava questa capacità e, di conseguenza, Jadalbaoth regnava supremo sul cosmo, mentre i suoi figli (gli Arconti) regnavano su ognuno dei cieli che lui gli aveva destinato (le Costellazioni, tra cui quelle Zodiacali). Durante la creazione del mondo materiale, però, giunse il Metropator, una emanazione del Dio Occulto che in-tendeva raggiungere Sophia e gli Arconti, allora, stupiti da tale potenza decisero di catturare il Dio Occulto tramite una sua manifestazione, così, ad immagine del Metropator, crearono l'Adamo terrestre (noi esseri umani).

Questi, tuttavia, giaceva inerte nel Paradiso Terrestre finché il Padre, mosso a pietà non gli infuse il soffio di vita. Gli Arconti, quindi, sono le potenze re-sponsabili della creazione dell'uomo e del mondo materiale, ma anche le potenze che, grazie al loro ricordo dell'armonia e dell'ordine del Pleroma, danno le regole del Cosmo e del Tem-po. Ma la loro funzione non si limita solo a questo, essi sono anche il maggiore ostacolo al ritorno dell'Uomo verso il Dio Occulto e la loro opera si esplicita proprio nel soggiogare l'Uomo con le loro regole.

mercoledì 11 maggio 2016

Chi sono gli Arconti?

Chi sono gli Arconti?

Rense: Molte persone hanno sentito il termine “Arconte”, ma si fa molta fatica a definirlo. Quindi, che cos’è un Arconte?

Weidner: Tenete a mente che la regina d’Inghilterra possiede un sesto della superficie del mondo. Nei testi dopo l’incendio della biblioteca di Alessandria c’è qualche accenno riguardo esseri misteriosi chiamati Arconti. Nel 1947, sono stati trovati dei testi contenuti in vasi di creta presso Nag Hammadi, in Egitto, in cui sono presenti le storie riguardanti ciò che il popolo di Nag Hammadi, 2000 anni fa, pensava del mondo e come fosse realmente.
La ragione per cui i testi di Nag Hammadi, che risalgono a 2100 anni fa (100 aC), sono così importanti è che nessuno è stato in grado di manometterli [i testi non sono stati alterati, distrutti o omessi, come nella Bibbia]. Nessuno è stato in grado di distorcerli o distruggerli che è quello che avrebbero voluto fare per mantenere le informazioni e la conoscenza lontana dalle masse. Per fortuna sono sopravvissuti. Sono stati tradotti con successo ed in loro è contenuta la spiegazione chiara e definita di ciò che questi Arconti sono. I testi erano stati sepolti in una profonda grotta in Egitto, con il fine di proteggere le importanti informazioni contenute in essi.

Rense: Ci sono 13 codici contenenti oltre 50 testi … una notevole quantità di scrittura.

Weidner: Un documento estremamente descrittivo di un mondo completamente diverso da quello che conosciamo. Le persone non si rendono conto che, 2000 anni fa, era presente una religione su questo pianeta chiamata gnosticismo, che era la più diffusa religione sulla terra e a quei tempi era in competizione con l’induismo. Per assurdo, si potrebbe andare a fare un corso universitario sulla storia delle religioni e non si troverebbe nemmeno una menzione riguardo lo gnosticismo. I testi di Nag Hammadi forniscono una descrizione di ciò che gli gnostici credevano.
Gnostico è una parola greca che significa conoscenza, gnosi. Gli gnostici credono che la liberazione può essere raggiunta solo dalla conoscenza, dal consumo e dalla valutazione della realtà attraverso la conoscenza. La biblioteca di Alessandria è stata gestita dagli gnostici che furono i primi a raccogliere pergamene e libri per assemblare tali informazioni. La loro cultura si diffuse in tutta Europa e nel Medio Oriente. Questo è successo molto tempo prima dell’avvento delle religioni occidentali al di fuori del giudaismo che era per lo più concentrato in Israele.
Gli Gnostici dicevano che c’era stata un’invasione verificatasi nel 3.600 a.C. circa, 1.600 anni prima che i testi di Nag Hammadi sono stati sepolti. Hanno scritto che quest’invasione era come un virus ed hanno fatto fatica a descriverla. Gli esseri che stavano invadendo sono stati chiamati Arconti. Questi Arconti avevano la capacità di duplicare la realtà, di ingannarci. Erano gelosi di noi perché abbiamo un’essenza di qualche tipo [l'anima] che loro non possiedono.
I testi di Nag Hammadi descrivono gli Arconti come dei rettili, in parte vivi e in parte non viventi con la pelle grigia e gli occhi scuri e immobili. Gli Arconti sanno duplicare la realtà ed in questo modo creano un duplicato di falsa realtà.

Rense: In che modo duplicano la realtà? Tramite la coscienza?

Weidner: Sì. Secondo i testi, possono entrare nelle persone ed in questo modo manipolarle. Loro, in realtà, sono i responsabili del degrado della cultura e dell’espansione e della bruttezza che è ovunque.
La televisione è un esempio di imitazione arcontica.
Gli esseri umani sono imitati in televisione, ma l’imitazione è alterata ed è quasi sempre oscena e blasfema, perché gli Arconti odiano il sacro. Sono gelosi del mondo naturale e del rapporto che gli esseri umani hanno con il mondo naturale.
Sono gelosi anche dei rapporti sessuali, infatti quando vedono una coppia d’innamorati, si arrabbiano. Amano la violenza e sono sessualmente attirati dalla rabbia, dalla guerra e dalla morte. Creano le guerre per consumare l’energia del morente.

Rense: Sembra che in questo momento, gli Arconti, stiano per fare la loro più grande mossa. Nei testi di Nag Hammadi, è descritto come gli Arconti siano giunti sulla Terra? C’è qualche riferimento alla loro modalità di viaggio?

Weidner: Presumibilmente, vivono e si nascondono agli occhi degli Umani, stando al di la dei pianeti interni del nostro sistema solare e più precisamente vicino Saturno. Gli gnostici pensavano che Geova fosse un alieno, un demone, un falso dio, un Arconte mascherato ancora una volta tramite la duplicazione della realtà.
Essi credevano in Dio, quello che chiamavano e consideravano essere l’unico vero Dio. È interessante notare che Gesù definisce la sua fede come quella dell’unico e vero Dio. Credo che molte delle storie di Gesù sono in realtà miti gnostici riguardanti una possibile ribellione contro gli Arconti che sono tornati sulla Terra per punire severamente il ribelle.
Così gli Arconti sono stati liberati in qualche modo da una prigione – questo è probabilmente ciò che espone “Il Libro di Enoch” – dove ha detto che ha preso i demoni e li chiuso in una scatola, ma che sarebbero tornati alla fine dei tempi. Gesù era molto interessato a relazionarsi con l’idea che qualcosa fosse accaduto alla fine dei tempi.
Inoltre, anche nelle traduzioni delle tavolette Sumere da parte di Sitchin, molto probabilmente gli Annunaki non fossero nient’altro che gli Arconti degli gnostici. Leggendo le traduzioni delle tavolette cuneiformi possiamo saperne molto di più sulle origini degli Arconti, che sono venuti qui e hanno alterato geneticamente il nostro DNA, in modo da farci schiavi.

Furono in qualche modo repressi con successo, ma poi cominciò la loro ri-nascita. Il loro piano di dominazione del mondo è così preciso, ma hanno avuto bisogno di tempo per ottenere il potere, perché il popolo della Terra era essenzialmente gnostico e non credeva nella “religione” che veniva rifilata loro, dove devono essere timorosi di un dio arrabbiato, un dio della guerra chiamato Geova.
Ma alla fine, le forze di Geova hanno conquistato l’ultimo degli gnostici e ora sono più o meno in controllo del sistema e si stanno preparando per il passo finale, l’allegra [sarcastico] orgia di disperazione e orrore [imposta agli esseri umani], che è quello che a loro piace.
Quando feci uno spettacolo per History Channel lo scorso anno, girai il documentario in modo da non spaventare le persone ma al momento del montaggio fu inserito materiale a mia insaputa e hanno riempito questo speciale, di cui ero uno dei produttori, con il risultato di due ore di puro terrore. Questa è la testa di una grande rete.
Penso che gli Arconti siano coinvolti nel settore della pornografia e in questo modo ci stanno snaturando e godono nel farlo e noi stiamo lasciando che accada e non so se c’è qualche via di fuga da esso, perché hanno reso quasi desiderabile l’essere violento, perverso e malato.

Rense: Chiedete a qualsiasi giovane ciò che Jay Weidner sta descrivendo. Ho letto una notizia sui 14enni, che spendono la media di un’ora e mezza al giorno sui siti di porno hard. Usiamo dei termini che potrebbero essere attribuiti all’attività Arcontica: sionisti, megalomani, ma questo male di cui stiamo parlando di certo ci governa da un lungo, lunghissimo tempo.

Weidner: Esatto. Sono altamente organizzati, al di là dell’immaginazione Umana ed uno dei motivi per cui scavo sempre più a fondo in questo argomento, è che ho capito che l’organizzazione è troppo efficace e troppo trans-generazionale.
Dobbiamo renderci conto che gli gnostici sono stati completamente spazzati via. Un gruppo di persone che, nel momento in cui stavano rivelando l’invasione di questi duplicatori, questi Arconti, sono stati spazzati via dalla storia. Sono stati spazzati via completamente. Li chiamavano pagani, ma non è quello che erano. Sapevano che al centro della galassia ci sono milioni di stelle, sapevano quanto il sole era distante dalla terra. Erano persone incredibilmente avanzate.
La risacca di questa religione del dio della guerra, diffusasi in tutto il mondo, ora si sta avviando all’auto distruzione attraverso la guerra tra tutte le religioni (cattolicesimo, islam, giudaismo) che hanno come base l’adorazione di Geova, che è sempre stato l’obbiettivo finale.
Odio davvero dire questo, ma siamo stati tutti ingannati. L’idea che un qualche tipo di messia stia per venire a salvarci è un trucco Arcontico per farci pensare che non dobbiamo fare nulla circa la nostra situazione attuale, che non abbiamo nessuna responsabilità.

domenica 18 ottobre 2015

La macchina volante del dottor Viktor Grebennikov


Lo strano caso del dottor Viktor Grebennikov e della sua straordinaria macchina volante

Vi sono storie di marchingegni che hanno il sapore del meraviglioso, ma di cui non esistono prove certe della loro esistenza e funzionalità ricercate con piglio scientifico. In alcuni casi quanto viene presentato al pubblico ha la parvenza di qualcosa di realmente realizzabile, o forse già realizzato, ma tant’è; del manufatto descritto e delle sue potenzialità, non si rilevano tracce e così rimane il sempre dubbio, difficile da fugare, di abili montature fini a se stesse per il beato divertimento di qualche cervello vagamente alterato.

Eppure nel caso in esame esiste una così vasta documentazione su quanto viene raccontato, che la ragione vacilla e sorge il dubbio di una possibile verità, su cui è necessario interrogarsi. Questi i fatti: Viktor Grebennikov, classe 1927, è un personaggio conosciuto fin dagli anni settanta del secolo scorso; ora recenti lavori sulle leggi gravitazionali, hanno riportato alla luce la sua figura, i suoi affascinanti studi ed il mistero in essi è racchiuso, difficile da svelare, essendo il protagonista di questa storia morto nel 2001.
Viktor Stepanovich Grebennikov, è stato un naturalista, un entomologo professionista, un artista, in poche parole un intellettuale con una vasta gamma di interessi e attività. E’ conosciuto come lo scopritore degli effetti determinati dalle strutture cavernose (CSE) che è riuscito ad interpretare e ad utilizzare con profitto, stando a quanto ha dichiarato, osservando la natura ed i suoi segreti più intimi.

Nel 1988 dichiarò di avere rilevato la presenza di effetti anti-gravitazionali determinati dalla struttura caratteristica del guscio di chitina di certi insetti, una scoperta avvenuta quasi per caso, in un modo alquanto singolare. Un giorno, in preda ad una grande stanchezza nel corso di alcune sue osservazioni di insetti che stava conducendo da solo nella steppa siberiana, si sdraiò a terra per riposare e cadde addormentato. Ma il suo sonno non era tranquillo. Avvertiva un ronzio da cui era assai disturbato. Quel rumore gli procurava una sensazione di allarme, impedendogli di dormire.
Si alzò e fece pochi passi per allontanarsi da quel luogo che lo inquietava. Subito il disturbo cessò. Avvicinatosi al punto in cui si trovava in precedenza, subito ricomparve quello strano malessere da cui era stato disturbato. Solo allora comprese di essersi sdraiato su di un grande alveare ed il fatto di trovarsi in quel punto esatto gli procurava la sensazione di ricevere una notevole energia. Non ebbe pace fino a quando, dopo studi accurati, realizzò che il tutto era causato dalla perfetta forma geometrica dell’alveare.
E’ un concetto poco convenzionale, ma risaputo, di cui però è necessario tenere conto, al fine della comprensione del modo in cui ragionò Grebennikov. Le forme emettono energia; troviamo traccia di questa idea nell’alfabeto di lingue antiche, come il sanscrito e l’ebraico ed ancora nei pentacoli. E’ il fondamento della radionica e delle scienze affini. In questa occasione è sufficiente pensare alla forma della piramide, che anche se ricostruita in modelli rispettosi delle proporzioni originali, emette una energia di cui si è avuta più volte la riprova ed oggi l’esistenza dell’energia emessa dalle forme piramidali è accettata da un gran numero di ricercatori.
Grebennikov studiò non solo la forma dell’alveare, ma si chiese come potessero insetti, anche di dimensioni notevoli, dotati di pesanti corazze, vincere la forza di gravità e volare veloci, nonostante le ali relativamente piccole.

Estese allora il suo studio alla struttura della corazza degli insetti e vide al microscopio che queste sono costruite in modo tale da realizzare una mirabile forma cava, una struttura Cavernosa (CSE) la definì, caratterizzata da un aspetto estremamente ordinato in cui, secondo lo studioso, si accumula una forza di grande potenza che determina una spinta antigravitazionale.
Forte di questa conclusione volle riprodurre la struttura, progettando alcuni prototipi che, solo in base alla loro forma, generavano una potente forza tale da riuscire a sollevarsi dal terreno, vincendo in maniera autonoma la forza di gravità. La sua preparazione, e le conclusioni a cui era giunto, gli permisero di costruire una piccola piattaforma con cui afferma di essere riuscito a sollevarsi da terra e a compiere alcuni voli alla incredibile velocità massima di 25 km / min. Dal 1991-1992 affermò di aver utilizzato questo dispositivo per il trasporto veloce.
Ma il più impressionante fenomeno concomitante a questi effetti da lui scoperti, è stato quello notare la possibilità di ottenere una invisibilità completa o parziale, o anche di avvertire una percezione distorta degli oggetti materiali, nel momento in cui si entra nella zona in cui è avvertibile l’effetto antigravitazionale.
http://www.altrogiornale.org/viktor-grebennikov-macchina-volante/

Questo è quanto si evince dalla lettura del materiale oggi a disposizione in Internet e le conclusioni che si possono trarre è che potrebbe anche non trattarsi solo di una semplice farneticazione di una mente fantasiosa, ma forse quanto descritto, poggia su basi che, almeno su di un piano teorico, potrebbero avere i loro riscontri. Innalzamenti spontanei di persone sono descritti anche in epoca moderna, come la levitazione degli Yogi che praticano la meditazione trascendentale secondo Maharishi. Talvolta si sono verificate levitazioni documentate dei medium nel corso di sedute spiritiche.
Il discorso potrebbe essere ampliato, ma già in base a queste semplici considerazioni sarebbe opportuno che, quanto descritto dal professor Viktor Grebennikov, non venisse etichettato banalmente come “fantascienza” o pura fantasia. Gli accademici hanno le proprie convinzioni, che poggiano su basi reali ben documentate e riproducibili a piacere, ma simili intuizione non devono essere accantonate o nascoste al pubblico senza essere approfondite e verificate prima che possano, nel caso si riuscisse a realizzarle, cadere preda di organismi capaci di sfruttarle a fini militari facendo si che, da una idea in grado di alleviare il peso della vita degli uomini, possa derivare un ulteriore fattore di destabilizzazione della società tale da accelerare la fine di questo già fin troppo disgraziato pianeta.
Rodolfo Alessandro Neri

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