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sabato 9 agosto 2014

Le unghie indicano la vostra salute, ecco come leggerle

Le più comuni anomalie delle unghie, (vedi grafici sotto) possono aiutare a diagnosticare una grave malattia, bisogna anche tener presente che ogni mano rappresenta un lato del corpo, per cui se le unghie della mano destra segnaleranno qualche imperfezione, sicuramente vi sarà una corrispondenza di infiammazione o malattia più spostata dalla parte destra del corpo o viceversa.
L’aspetto delle unghie, la loro struttura, forma e colore sono importanti indicatori dello stato di salute della persona.
La buona salute delle unghie
“Un’unghia sana è resistente, di colore rosato ed è caratterizzata da una superficie uniforme e levigata – spiega il professor Monti – Il fatto che le unghie cambino colore e assumano forme strane può significare che ci sia qualcosa che non va nell’organismo. Spesso le cause del cambiamento di aspetto di queste sottili lamine che ricoprono le piccole falangi delle dita risiedono in abitudini sbagliate: ad esempio una manicure troppo aggressiva, l’utilizzo di smalti di qualità scadente, il mancato utilizzo di guanti quando si lavano i piatti o si fa il bucato a mano. A volte, invece, all’origine del cattivo stato di salute delle unghie ci sono traumi o malattie della pelle, come la psoriasi o una micosi, o disturbi interni, ad esempio a carico dell’apparato cardiocircolatorio”.
Quando c’è qualcosa che non va? Te lo dicono le unghie
“In linea di massima – continua il professor Monti – se solo un’unghia o due presentano un’anomalia, è probabile che il problema sia esterno, mentre se sono tutte le unghie a cambiare colore o forma, è ragionevole sospettare la presenza di una malattia interna”.
1) L’unghia presenta un’esagerata curvatura o convessità verso l’alto e ondulazioni diffuse; essa indica una colite ulcerativa o cirrosi, malattie cardiovascolari, tubercolosi, enfisema; se essa ha delle righe verticali vi sarà carenza di ferro; oppure le unghie sono deboli, è un’indicazione di disfunzioni tiroidee.
2) Una tinta bluastra sulla “lunula” (la mezzaluna alla base dell’unghia) può indicare: cattiva circolazione sanguigna, malattie di cuore, sindrome di Raynaud, spasmi alle arterie nelle mani e nei piedi, dovuti solitamente all’esposizione al freddo intenso, ma a volte associati ad artriti reumatoidi o a malattia autoimmunitaria.
Dalla punta delle dita si puo’ capire in anticipo che soffre o soffrira’ di malattie al cuore.
Dagli USA arriva la notizia che dai polpastrelli delle dita della mano, e’ possibile conoscere in anticipo, per i “segni” che la malattia incide ed indica, fin dal suo apparire senza sintomi e senza che le indagini mediche attuali risultino positive, rendendoli visibili nella pelle dei polpastrelli delle dita.
Il test si chiama in termine tecnico: Tonometria dell’iperemia reattiva delle arterie periferiche; questo test misura il modo in cui cambia il volume (forma) della punta delle dita al variare della pressione sanguigna; cio’ e’ sufficiente per mettere in luce le disfunzioni dell’endotelio che riveste internamente le arterie, che sono le prime fasi e precoci dell’aterosclerosi.
3) Le unghie sono a cucchiaio, sono abbassate ed appaiono piatte o incavate come appunto un cucchiaio; possono essere indice di anemia dovuta a carenza di ferro, sifilide, alterazioni della tiroide o febbre reumatica.
4) La metà dell’unghia superiore vicino alla punta del dito appare rosea o bruna mentre l’altra vicina alla cuticola è bianca è chiamata unghia metà, può indicare una malattia renale cronica.
5) Profondi solchi orizzontali che vanno da parte a parte dell’unghia sono dovuti a malnutrizione o malattia grave che ostacola temporaneamente la crescita dell’unghia: parotite; morbillo, cardiopatite acuta o compressione di un nervo dell’avambraccio all’altezza del polso.
6) La maggior parte della pelle sotto l’unghia appare bianca, mentre la normale zona rosea è ridotta ad una striscia vicino alla punta, può indicare una cirrosi epatica.
7) La crescita rallenta, le unghie diventano più spesse e molto dure, assumono colore giallo o giallo verde, indicano disturbi cronici della tiroide, delle vie respiratorie o del sistema linfatico.
8) Strisce rosse longitudinali indicano un sanguinamento dei capillari; se sono molte possono essere un segnale di ipertensione arteriosa stabilizzata, psoriasi o infezione del tessuto che tappezza le cavità cardiache.
9) Chiazze scure, indicano un probabile melanoma maligno, specie quando si estendono dall’unghia al tessuto del dito; a volte è una sola macchia grande altre volte un insieme di lentiggini, di solito appaiono più frequentemente sui pollici o sugli alluci.
10) Unghie picchiettate, cioè la superficie presenta depressioni puntiformi che possono essere disposte irregolarmente come si osserva nella psoriasi, oppure fanno linee regolari che fanno assomigliare l’unghia ad ottone picchiettato, come talvolta si verifica nell’alopecia aerata, che è una malattia auto immune poco nota, che dà luogo a perdita parziale o totale dei capelli.


Che significa mangiare le unghie nella psicologia

Dolorante, arrossata, piena di pellicine è l’unghia sottoposta per anni agli spietati morsi dei denti, una cattiva abitudine, chiamata  onicofagia, che si abbandona intorno ai 10-12 anni ma che in molte persone perdura anche in età adulta senza più riuscire a liberarsene.

Cosa ci spinge a mangiare le unghie? Teoria Freudiana
Secondo la teoria freudiana è un sintomo riconducibile alla fase della fissazione orale.
La bocca è l’organo con il quale il bambino entra in contatto con la madre, attraverso il suo seno. In questo periodo della vita del bambino la sua relazione fondamentale con il mondo esterno è di tipo nutritivo, con la madre.
Il fanciullo in questa fase tende a portare tutto alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo interessano. La bocca diventa il suo mezzo di contatto con il mondo. Le fissazioni relative a questa fase sono dette fissazioni orali, e derivano dalla lunghezza eccessiva o eccessivamente corta di questo periodo. Tutte le fissazioni orali hanno un elemento in comune: l’eccessiva inclinazione per comportamenti che coinvolgono tutto il cavo orale (mangiare, suggere, fumare, bere, etc).
Un trauma in questo periodo o semplicemente la reiterata frustrazione durante lo svezzamento, possono rendere “orali” i tratti del carattere di un individuo adulto. L’orale tende ad assumere, trattenere, morsicare, essere cinico, dominare le situazioni. Tende a chiudere, all’introversione, a sputare, a rifiutare.

Perchè si estrinseca la consuetudine a mangiare le unghie secondo la psicoanalisi?
Quando certe situazioni non sono gestibili si scatenano emozioni difficilmente metabolizzabili. È il caso ad esempio della paura (ma anche della rabbia), che può verificarsi in varie situazioni (primo giorno di scuola, nascita di fratellini e/o sorelline, separazioni dei genitori, ecc).
In queste situazioni riportare le emozioni sul corpo è una strategia per gestire i momenti di frustrazione. Quando si era piccoli tramite la suzione si riusciva ad ottenere un conforto ma, una volta cresciuti, la suzione non appare sufficiente e allora il mordere, strappare e  anche il provare dolore, è utile (ma non funzionale) a riportare qualcosa di ingestibile (poiché sconosciuto ed intangibile, come le emozioni), a un livello più noto (quello fisico e tangibile, del corpo).
Soprattutto le donne o i soggetti timidi e remissivi  esprimono la loro aggressività o frustrazione rivolgendola verso sé stessi piuttosto che all’esterno. Si tratta infatti di una forma di autolesionismo. Il rosicchiare trasduce un’espressione di aggressività che si coniuga, nel caso dell’onicofagia, al gesto di portare qualcosa alla bocca  nei momenti di agitazione, ansia o rabbia. Spesso è un’abitudine che la persona mette in atto in modo inconsapevole.

Trasduzione psicologica. Cosa avviene nell’inconscio
Mangiare le unghie significa rifiuto degli artigli e quindi non voler affrontare e vivere la propria aggressività. In questo caso sposta la propria rabbia o frustrazione verso sé stesso.
L’azione di mordere, infatti, è strettamente connessa con la rabbia e con la volontà di agire per affermare la propria personalità. Mangiarsi le unghie è quindi un modo per tenere a bada i propri impulsi aggressivi nascondendo così una parte importante della propria personalità.

Palliativi per evitare che il bambino si morda le unghie
Alcuni smalti maleodoranti  avrebbero lo scopo di fare associare al bambino il ribrezzo provocato dallo smalto con l’attività onicofagica. Questo sistema in alcuni casi funziona, eliminando spesso completamente il gesto malsano del mangiarsi le unghie, ma quasi sempre non porta ad una risoluzione della problematica, quanto invece a uno spostamento.
Il condizionamento creato tra odore e unghie effettivamente riduce il gesto, ma porta in diversi casi a spostare l’attività “autodistruttiva” in altre zone del corpo, oppure ad adottare altre modalità.
Pertanto i rimedi più “rapidi” non sempre si rivelano come i più efficaci e questo perché si trascura (sempre più spesso) l’indagine e la ricerca delle motivazioni che possono stare dietro all’inizio dell’attività onicofagica, soffermandosi solo sul “fenomeno visibile”, il sintomo.
Eliminare il comportamento può essere possibile solo nel momento in cui il bambino imparerà a gestire emozioni particolarmente spinose, proprio come la paura, la rabbia, ecc.
Per curare il problema bisogna capire quali siano i motivi di tale ansia ed aggressività e perché si prediliga lo sfogo verso sé stessi e non verso l’esterno.
È importante dunque accettare l’esistenza di questa nostra pulsione e di conseguenza aprire la nostra mente a vie di sfogo diverse dell’aggressività: quest’ultima infatti se incanalata in modo adeguato può dar vita a meravigliose espressioni creative e non distruttive che appartengono alla sfera dell’arte o dello sport o del gioco e via dicendo.
Dott.ssa Anna Maria Sepe, psicoanalista

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