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martedì 17 giugno 2014

Chi beve latte materno fa più carriera

Studio sui nati nel 1958 e nel 1970: i neonati allattati con latte materno, hanno maggiori possibilità di fare carriera
Secondo uno studio inglese, chi beve latte materno farà miglior carriera. L’hanno appurato gli studiosi dello University College di Londra in base a una ricerca recentemente pubblicata su ‘Archives of Disease in Childhood’ e rilanciata dallla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps).
Lo studio sui nati nel 1958 e nel 1970 Lo studio condotto su 17mila individui nati nel 1958 e su circa altrettanti nati nel 1970 ha evidenziato la rilevanza statistica del fatto che i bimbi che erano stati nutriti al seno hanno raggiunto più importanti traguardi nel posizionamento sociale e professionale.
Il latte della mamma è un sistema biologico ”Innanzitutto – spiega il dottor Piercarlo Salari, pediatra di Consultorio a Milano e mebro Sipps – il latte della mamma è un sistema biologico, e cioè non solo un insieme di macro e micronutrienti (proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, oligoelementi) ma anche un concentrato non riproducibile di cellule vive, sostanze ad azione ormonale e fattori di crescita in grado di modulare lo sviluppo dei tessuti. Inoltre, il latte materno cambia continuamente di sapore e la sua composizione, dal colostro al latte maturo, si modifica progressivamente nel tempo”.
Fondamentale per lo sviluppo dei tessuti nervosi Cosi’, il presidente Sipps, Giuseppe Di Mauro, sottolinea come ”il bambino alimentato al seno a richiesta è favorito nella regolazione della fame/sazietà, sviluppa una flora batterica intestinale che funge da stimolo determinante nell’orientamento del sistema immunitario in senso anti-allergico e riceve un adeguato quantitativo di acidi grassi polinsaturi, in particolare omega 3, fondamentali per lo sviluppo dei tessuti nervosi”. Nonostante le migliorie costantemente apportate ai latti formulati sui quali “il progresso compiuto è stato importante ed è tuttora in corso – conclude Di Mauro – il risultato finale è sempre lo stesso: il bambino allattato al seno ‘ha una marcia in più’, e il suo vero segreto risiede forse in un differente orientamento della crescita. Ancora oggi nessun alimento riesce ad eguagliare le proprietà del latte materno”.
Gli studi precedenti In passato alcuni studi avevano già riscontrato nei bimbi allattati al seno il raggiungimento di migliori capacità visive e prestazioni funzionali a livello comportamentale e intestinale, sistema immunitario più solido, minor predisposizione alle allergie. Una gamma di benefici a cui aggiungere la dimensione affettiva della relazione madre-figlio, che trova nell’intimo contatto che caratterizza ogni poppata un momento unico e insostituibile che trasmette al piccolo sicurezza e fiducia in sé.

giovedì 23 gennaio 2014

Il vero significato dei numeri sotto le confezioni del latte



Il vero significato dei numeri sotto le confezioni del latte

Avete mai fatto caso ai numerini che si trovano sotto i brik di latte, panna e altri latticini in scatola?
Sapete cosa sono?
Sicuramente no. Nei mesi scorsi, si è diffusa in rete la “falsa” notizia che quei numeri, 1 2 3 4 5 6, siano le volte che la legge consente di riutilizzare il prodotto. Per farla breve quindi, il numero indicato sotto la confezione indicherebbe il numero di volte che quel latte è scaduto, ribollito, pastorizzato e rimesso in vendita. A conti fatti, secondo questa fantasiosa teoria, il latte venduto potrebbe avere anche più di dieci anni di vita! Bene, la notizia è assolutamente falsa! La pastorizzazione del latte scaduto è un atto illecito e nessun produttore di latte è autorizzato a tale pratica. Il numero stampato sul fondo della confezione del latte ( il Tetrapak ) non è altro che il numero della bobina che ha stampato la medesima. In Italia, non esiste alcuna legge che consenta di confezionare del latte fresco partendo da un prodotto finito, tanto più scaduto e soprattutto, non esiste alcuna legge che obblighi ad indicare il numero di trattamenti termici. I numeri sul fondo della confezione quindi si riferiscono al contenitore e non al contenuto e hanno lo scopo di permettere la rintracciabilità requisito fondamentale per tutti i prodotti alimentari. Per chi non lo sapesse, la rintracciabilità è la possibilità di risalire ai fornitori dei prodotti alimentari, ripercorrendo il percorso dei prodotti sino all’origine (rintracciabilità “a monte”).

sabato 4 gennaio 2014

Il latte vaccino: fa male?


Siamo cresciuti con il mito che il latte fa bene, che è un alimento sano e completo, che i bimbi devono berlo per avere il calcio che fa bene alle ossa.
In casa non beviamo quasi più latte da mesi ma...non solo il latte non farebbe bene ma farebbe proprio male :(
Sul sito infolatte leggiamo tutte le tesi contro il latte vaccino.
1) bere latte di un'altra specie animale è innaturale (nessun animale, dopo lo svezzamento dal latte materno, beve latte di un'altra specie)
2) E' dannoso per la salute (Dicono che il latte "fa bene alle ossa". Ma è vero il contrario. Per smaltire le proteine animali - abbondanti nel latte - l'organismo sottrae calcio all'osso, causando l'osteoporosi)
3) Bere latte vaccino uccide mucche e vitelli (E' impossibile produrre latte senza uccidere animali: prima i vitelli-la mucca per produrre latte deve partorire un vitello l'anno-e poi le mucche stesse dopo 5-6 anni di sfruttamento)
4) Devasta l'ambiente (L'allevamento di animali è causa di un devastante impatto sull'ambiente)
5) Il calcio non si ricava dal latte (molto più ricche di calcio sarebbero alcune specie vegetali)
Ma quello che mi ha spinto a scrivere questo articolo è il nesso tra latte e pus. Secondo il sito su citato, una mucca produce 40 litri di latte al giorno, e per farlo soffre di mastite (solo chi ha allattato sa quanto può essere dolorosa la mastite) che viene curata con antibiotici. Ma, per quanti antibiotici possa prendere una mucca, non riuscirà mai a combattere la mastite se continua a produrre tutto quel latte.  e il pus verrà secreto col latte.
Per questo motivo è uscita una normativa europea che decreta che, in un millilitro di latte possono esserci fino a 400.000 "cellule somatiche" - il nome scientifico per indicare quello che comunemente e' chiamato "pus" - e un tenore di germi fino a 100.000. In un litro quindi ci possono essere 400 milioni di cellule di pus e 100 milioni di germi.
Che ne pensate? lo sapevate? 

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