Oppure
hai delle glicemia elevate,
ma non sei ancora andato in diabete e stai cercando un modo per evitarlo?
In questo articolo troverai tutte le nozioni necessarie per poter vivere una vita lunga e in salute, al pari di qualsiasi persona normale, non affetta da diabete. Ti basterà seguire un alimentazione sana, adatta al tuo gruppo sanguigno e soprattutto adatta ad un paziente diabetico. Una dieta di questo tipo ti darà la possibilità di migliorare naturalmente la tua glicemia, migliorare il tuo stato di salute attuale e ridurre al minimo i rischi di complicanze future.
Sto parlando della dieta per diabetici del dottor Piero Mozzi, la dieta che ha già permesso a centinaia di persone di sistemare le loro analisi del sangue, glicemia compresa, di migliorare la loro qualità di vita e in molti casi di eliminare le pastiglie ipoglicemiche, diventate inutili proprio grazie alla dieta. Anche se sei diabetico di tipo 1, seguendo la dieta del dottor Mozzi potrai, forse non eliminare (anche qui però ci sono stati dei casi), ma sicuramente ridurre le tue unità di insulina
A tal proposito ti invito alla lettura di due testimonianze importanti, di due malati di diabete di tipo 2, che seguendo la dieta del dott. Mozzi, hanno eliminato le pastiglie e hanno ritrovato la salute.
# Testimonianza di Vittorio Palmieri
# Testimonianza di Luigi
Continuando
a leggere questo articolo imparerai
- Che cos’è il diabete;
- I sintomi del diabete;
- Le possibili complicanze del diabete;
- Quali sono le cause;
- La dieta per diabetici del dott. Mozzi;
- Rimedi naturali per tenere a bada la glicemia.
Diabete, il male del secolo
Il
dottor Piero Mozzi considera il diabete come il male del secolo. Una vera e
propria epidemia che sta investendo buona parte del pianeta, sia in Occidente
che in Oriente. Se fino ai primi anni del dopo guerra questa malattia era
sconosciuta ai più, attualmente ne
sono affetti oltre 382 milioni di persone in tutto il mondo (fonte
IDF Diabetes Atlas) e si stima che la cifra possa salire a 592 milioni nel 2035. Dati che
lasciano riflettere e che senza dubbio confermano le preoccupazioni del dottor
Mozzi.
Il
dottore ci mette in guardia su una peculiarità del diabete: esso lascia un
segno indelebile sul nostro DNA, aumentando il rischio di trasmissione della
patologia dai genitori ai figli, cosa che per altro viene attestata anche dalla
medicina ufficiale.
Il rischio di sviluppare il diabete è molto più elevato se ci sono stati casi in famiglia e questa sua trasmissione genetica, rende il diabete una sorta di epidemia che, come di fatto sta già accadendo, rischia di diventare un male comune per una grossa fetta di popolazione.
Il rischio di sviluppare il diabete è molto più elevato se ci sono stati casi in famiglia e questa sua trasmissione genetica, rende il diabete una sorta di epidemia che, come di fatto sta già accadendo, rischia di diventare un male comune per una grossa fetta di popolazione.
Che cos’è il diabete?
Il
diabete è un
alterazione metabolica derivante da un calo dell’azione dell’insulina, o perché
ne viene prodotta troppo poca (o per niente), oppure perché qualcosa ne blocca
il funzionamento (insulino-resistenza).
L’insulina è un ormone prodotto dalle
cellule del pancreas
(le isole di Langerhans) e ha il compito di ridurre il livello di glucosio
presente nel sangue (glicemia). La glicemia
deve essere mantenuta nella norma tra 70 e 110 mg di glucosio/ 100 ml di
sangue, altrimenti si può andare incontro a:
- ipoglicemia: quando la glicemia è troppo bassa;
- iperglicemia: quando la glicemia è troppo alta.
La
glicemia aumenta ogni qual volta introduciamo con l’alimentazione dei carboidrati, rappresentati da
zuccheri ed amidi, ovvero la principale fonte di energia per l’organismo. Una
volta che gli alimenti vengono ingeriti, gli enzimi dell’apparato digerente
scompongono i carboidrati in zuccheri semplici, ovvero glucosio, con un
conseguente innalzamento della glicemia.
L’incremento
di glicemia a sua volta stimola la produzione di insulina da parte del
pancreas, che ha il compito di favorire l’ingresso del glucosio nelle cellule e
il suo utilizzo come carburante, abbassando così la glicemia.
Nel
diabete la mancanza d’insulina, o il suo cattivo funzionamento, generano un
accumulo in eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia), che se rimane tale
per un periodo prolungato può portare problemi anche gravi.
Esistono
varie forme di diabete:
- diabete di tipo 1;
- diabete di tipo 2;
- diabete gestazionale.
Diabete di tipo 1
Il
diabete di tipo 1 è
classificato come una vera e propria malattia
autoimmune. Infatti c’è la distruzione delle cellule β del
pancreas, ovvero di quelle cellule destinate alla produzione di insulina, a
seguito di una risposta autoimmune dell’organismo.
Essendo
l’insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona affetta
da diabete di tipo 1 è obbligata ad assumerla dall’esterno. Per questo motivo
chi ha il diabete di tipo 1 viene definito come soggetto insulino-dipendente. Il diabete di
tipo 1 è la forma di diabete più rara
e sorge più frequentemente nei primi trent’anni di vita. Attualmente si stima
che ne siano affetti circa 3 milioni di persone.
Diabete di tipo 2
Il
diabete di tipo 2 è
la forma di diabete più comune, riguarda più del 90% dei casi di diabetici e
compare con più frequenza nei soggetti con più di 40 anni, anche se non
sono così rari casi in cui si è manifestato anche in ragazzi molto giovani. Il
diabete di tipo 2 può manifestarsi in due modi:
1.
Insulino-deficenza:
le beta-cellule del pancreas non producono abbastanza insulina.
2.
Insulino-resistenza:
l’insulina viene prodotta correttamente, ma le cellule del sangue non lavorano
nel modo corretto e non consentono al glucosio di entrare.
Diabete gestazionale
Il
diabete gestazionale
è una forma “momentanea” di diabete che caratterizza una percentuale delle
gravidanze. Dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce più a
tenere sotto controllo la glicemia. Il diabete gestazionale, che comprende una
quota importante delle gravidanze, sembra
scomparire dopo il parto.
E’
altresì vero che chi ha manifestato questo tipo di diabete, ha successivamente
maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.
I sintomi del diabete
Nel
diabete di tipo 1 il
pancreas non produce più insulina, quindi le cellule non assorbono più
glucosio, per questo motivo c’è quasi sempre un aumento dell’appetito, a cui
segue però un calo improvviso del peso (proprio perché le cellule non riescono
ad assorbire l’energia introdotta dal cibo), un incremento del volume delle
urine (poliuria) e un aumento della sete (polidipsia).
Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono simili al diabete di tipo 1, ma di solito
si sviluppano molto più lentamente e spesso non ci si accorge di avere il
diabete. Nella maggior parte dei casi si scopre di avere il diabete solo dopo
un normale controllo. Tramite analisi del sangue si capisce che il soggetto ha il diabete dall’alto
valore della glicemia (superiore a 200 mg/dl in qualsiasi ora
del giorno e superiore a 126 mg/dl la mattina a digiuno).
Altri
sintomi che possono segnalare la malattia sono: il prurito, il formicolio dei piedi, o delle mani, offuscamento della
vista, ulcere, infezioni alle vie urinarie e stanchezza.
Possibili complicanze future
Se
non viene tenuto sotto controllo e non viene tenuta a bada la glicemia, il
diabete può portare diverse complicanze, anche serie.
Complicanze cardiovascolari
Il
diabete può causare in modo specifico e diretto, se non è tenuto sotto controllo,
delle serie patologie di natura microvascolare dovute cioè all’occlusione e al
deterioramento dei piccoli vasi sanguigni di molti organi. Si tratta:
- retinopatia diabetica (i capillari della retina si deteriorano e rendono gradualmente difficile la visione)
- nefropatia diabetica (i ‘filtri’ presenti nel rene perdono gradatamente la loro funzionalità)
- neuropatia diabetica periferica (i nervi soprattutto nelle aree più distanti dal cervello come il piede e la gamba perdono sensibilità)
- piede diabetico (la diminuita sensibilità rende più facile la formazione di ulcere e infezioni, i capillari spesso occlusi ostacolano la naturale reazione dell’organismo rendendo difficile o impossibile la guarigione naturale dei tessuti).
Nei
casi più gravi queste complicanze possono avere esiti molto seri. Tuttavia
l’attenzione dei medici in questi ultimi anni si è orientata soprattutto sul
ruolo del diabete come fattore di
rischio cardiovascolare.
In
pratica il diabete, se non tenuto sotto controllo, favorendo il processo di
ostruzione delle arterie moltiplica il rischio di sviluppare ictus o infarti.
Una persona con diabete corre lo stesso rischio di avere un infarto di una
persona identica per età, sesso e peso, che ha già avuto un infarto.
Complicanze macrovascolari
È
importante notare che, mentre occorrono molti anni, più spesso decenni, perché
una persona con diabete sviluppi le conseguenze più serie di una complicanza
‘microvascolare’ (per esempio perché sviluppi problemi alla vista o nella
sensibilità al piede), il rischio
cardiovascolare aumenta fin dal primo giorno di diabete.
In
realtà il rischio aumenta già da prima dello sviluppo del diabete, perché le
fasi di moderata alterazione della glicemia comunemente definite ‘pre-diabete’
sono già sufficienti per aumentare il rischio di infarti e ictus in modo
sensibile.
Le cause del diabete secondo il dottor Mozzi
La
medicina Ufficiale ancora non riesce a dare una risposta chiara su quali siano
le vere cause del diabete, sia esso di tipo 1 che di tipo 2.
In caso di diabete di tipo 2 vengono generalmente imputati:
- lo stile di vita troppo sedentario;
- l’obesità e il sovrappeso: quindi l’alimentazione;
- l’età;
- i fattori genetici ereditari: se un famigliare ha avuto il diabete c’è una probabilità molto maggiore che lo sviluppi anche il figlio;
- lo stress;
Il
dottor Mozzi, oltre alla sedentarietà, imputa come principale responsabile della malattia la cattiva
alimentazione, anche se ribadisce che chi ha avuto casi in
famiglia di diabete, ha maggiori probabilità di contrarre a sua volta il
diabete.
Per
quanto riguarda l’alimentazione, i medici danno la colpa soprattutto a dolci e
grassi saturi di origine animale. Il dottor Mozzi a sua volta crede che l’abuso
di dolci abbia un impatto notevole su questa patologia, ma i maggiori responsabili
sono altri.
La
causa principale del diabete, molto più dei dolci e dello zucchero, è l’abuso
massiccio di CEREALI.
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In India, paese che viaggia a riso, ci sono
oltre 40 milioni di diabetici
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In India, paese che viaggia a riso, ci sono oltre
40 milioni di diabetici
Ma
il frumento non è l’unico colpevole, altrimenti non si spiegherebbe come mai in
India, dove pasta e pane sono quasi sconosciuti, ci siano oltre 40 milioni di
diabetici. In tal caso la loro dieta, come in gran parte dei paesi Asiatici,
comprende il consumo massiccio di riso,
un altro cereale.
In
sostanza sia nel diabete di tipo 1, che di tipo 2, il dottor Mozzi individua
nei cereali il responsabile principale di questa malattia, facendo però una
distinzione importante:
Diabete di tipo 1
Il
dottor Mozzi, nel video-intervista dedicato al diabete, descrive le persone con
diabete di tipo 1
come “programmate dalla natura”
per non toccare alcun tipo di cereale. Sono i cereali che scatenano la risposta autoimmune, con la
conseguente distruzione delle beta-cellule del pancreas.
Per
essere ancora più chiari, se sei affetto da diabete di tipo 1 è come se tu
fossi “allergico” ai
cereali e la reazione allergica, successiva all’introduzione di questi
alimenti, non è altro che la distruzione delle cellule del pancreas. Come ho
già detto, quando si parla di cereali, il dottor Mozzi intende di tutti i cereali, anche quelli che
non contengono glutine, come miglio, mais e riso.
Inoltre
il dott. Mozzi individua un secodo responsabile nel latte vaccino e nei suoi derivati.
Diabete di tipo 2
Nel
diabete di tipo 2 la causa scatenante rimane sempre l’eccessivo consumo di cereali
soprattutto se questi vengono ripetutamente mangiati a cena, come avviene
spesso con il pane.



