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lunedì 29 luglio 2019

Condizionamenti, paure, tristezza e malattie

Condizionamenti, paure, tristezza e malattie
Per raggiungere una totale libertà bisogna curare lo spirito e la sfera emotiva.

Perché molti pazienti fanno tutto ciò che è necessario eppure non migliorano? Come mai i malati terminali appaiono sereni, quasi che l’imminenza della morte insegnasse loro a vivere per la prima volta? Il dolore segnala il punto di partenza sul cammino della guarigione.

L’importante è trovare il coraggio di guardarsi dentro per abbattere i vecchi condizionamenti dettati dai cinque sensi e dalle nostre credenze culturali, convinzioni etiche e/o religiose che ci costringono a indossare un abito che spesso non ci appartiene.

Occorre dunque guardare con nuove prospettive il nostro universo interiore per modificare radicalmente il mondo esterno, la realtà materiale in cui abbiamo scelto di vivere.
Capire che il condizionamento e la paura non sono vicoli ciechi ma… scelte. A volte persino il dolore o la tristezza diventano una scelta preferibile pur di non affrontare cambiamenti radicali che fanno paura, che si credono dannosi o sconvolgenti di un finto equilibrio che, alla fine dei conti, manco ci soddisfa.
Vi invito a scoprire l’enorme potere della conoscenza interiore.

La vita di coppia, le relazioni affettive, familiari, sociali e lavorative, i problemi economici, la frustrazione, il sentirsi tradito dagli altri… sono solo lo specchio del nostro modo di interpretare il mondo così come i nostri timori e condizionamenti ce lo hanno strutturato.
Non esistono fortuna e sfortuna, tantomeno la casualità: ogni cosa nella vita segue una disegno che costruiamo proprio con le nostre mani, con la nostra Mente.
La conoscenza interiore aiuta a capire questo meccanismo per diventarne finalmente padrone.

Il mondo in cui viviamo è solo l’immagine impressa nella nostra mente di quello che noi crediamo sia il mondo stesso, così come le esperienze vissute sono la conferma di ciò che pensiamo realmente su noi stessi. Un’immagine condizionata dove la conflittualità ed il dolore ci indicano cosa dobbiamo cambiare in noi.

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domenica 13 maggio 2018

La miglior lettera di un dottore al suo paziente

LETTERA DI HANHEMANN AD UN SUO PAZIENTE
Questa lettera fu inviata da Hahnemann ad un suo paziente, sarto di professione, residente nella città di Gotha (Turingia, Germania), che sarebbe morto molto più tardi alla veneranda età – anche per i nostri tempi – di 91 anni. La lettera, del 1799, intessuta su una trama di saggia e sottile ironia, contiene consigli ancora utili per noi che viviamo in un periodo così pieno di stress e di falsi bisogni.

“Mio Caro, è vero che sto per andare ad Amburgo, ma ciò non deve preoccuparla. Se non le pesa spendere i pochi soldi che le costerà inviarmi una lettera, potrà ancora usufruire dei miei consigli quando sarò laggiù. Per l’indirizzo le basterà semplicemente scrivere sulla busta il mio nome e, al di sotto “Amburgo’: la lettera mi troverà”. Per ora, devo affermare che lei è veramente sulla via della guarigione e che le principali fonti della sua malattia sono state eliminate.

Tutte tranne una, che ancora persiste ed è la causa delle sue ricadute. la delicata macchina umana non è stata costruita per essere sottoposta ad un superlavoro: l’uomo non può strapazzare la sua energia e le sue capacità senza pagar pegno. Sia che lo faccia per ambizione, sia per amore di guadagno o per qualsiasi altro motivo degno di lode o di biasimo, l’uomo finisce per mettersi in opposizione all’ordine naturale ed il suo fisico finirà per subirne danni o addirittura la distruzione.
Peggio ancora se il fisico si trova già in condizioni di debolezza.

Si ricordi: ciò che non riesce a fare in una settimana, può tranquillamente farlo in due. Se i suoi clienti non vogliono aspettare, neppure possono candidamente pretendere che lei si ammali per far loro piacere e lavori così intensamente da finire sottoterra, lasciando sua moglie vedova e i suoi figli orfani.

Non è soltanto l’estenuante sforzo fisico che la danneggia quanto, maggiormente, la concomitante tensione mentale che, a sua volta, finisce per compromettere la tenuta fisica in un vero circolo vizioso.
Se non assumerà un atteggiamento d’imperturbabilità, adottando il principio di vivere dapprima perse stesso e poi per gli altri, allora ci sarà ben poca speranza che lei guarisca.

Quando lei sarà nella tomba, stia sicuro che gli uomini se ne andranno lo stesso in giro vestiti, magari non con così tanta eleganza, ma, in ogni caso, sufficientemente bene. Se si è saggi si può godere di buona salute ed arrivare a vivere fino a tarda età. Se qualcosa la infastidisce o la turba, non ci presti attenzione; se qualcosa è troppo per lei scelga di non averci niente a che fare; se qualcuno la incalza, le sta addosso, la vuol fare troppo sgobbare, rallenti e se la rida di questi matti che vorrebbero renderla infelice.

Faccia solo quello che riesce a fare agevolmente senza sforzarsi eccessivamente; per quello che non è in grado di fare, beh, non se la prenda più di tanto. Che le nostre condizioni finanziarie terrene non sono incrementate dal sovraccaricarci di lavoro. Si finisce allora per spendere proporzionalmente di più e, alla fine dei conti, non si è guadagnato nulla.

Parsimonia, limitazione del superfluo (due cose che il gran lavoratore spesso non sa fare), ci mettono in condizione di vivere con maggiore comfort, in altre parole, in maniera più razionale, più intelligente, più in armonia con la natura, più allegramente, più serenamente,più in salute. Così si vive in maniera più degna di lode, più saggia, più prudente, piuttosto che lavorare ad un ritmo mozzafiato, senza un attimo di respiro, con tutto il nostro sistema nervoso costantemente sotto tensione fino ad arrivare alla distruzione dei tesori più preziosi nella vita: un umore tranquillo e felice ed una buona salute.
Sia, dunque, più prudente, consideri se stesso per primo, lasci che qualsiasi altra cosa abbia per lei un importanza secondaria. Qualora altri dovessero azzardarsi a sostenere che, per onore, siete obbligato a fare di più di quanto è giusto per le vostre facoltà mentali e fisiche, anche allora, per amor di Dio, non consentite a voi stesso di essere pressato a fare ciò che è contrario al vostro benessere. Siate sordo alle lusinghe, alle lodi che corrompono, restate freddo e calmo e continuate per la vostra strada con tranquillità, come deve fare un uomo assennato.
Vivere felice con serenità d’animo e di corpo: per questo L’uomo è al mondo, e lavorare solamente quel tanto che gli assicuri i mezzi per vivere con gioia certamente non per logorarsi e stroncarsi per il lavoro. Il continuo spingere e sforzarsi dei ciechi mortali allo scopo di guadagnare sempre di più, di procurarsi questa o quell’onorificenza, di fare un favore a questo o quel grande personaggio, tutto ciò è fatale al nostro benessere ed è causa frequente d’invecchiamento precoce e di morte prematura per i giovani.

martedì 24 aprile 2018

Malattia e Guarigione Esoterica

Malattia e Guarigione Esoterica

La malattia oggi, è una delle maggiori paure che affliggono l’umanità. Ogni essere umano è terrorizzato all’idea di ammalarsi e soffrire, e questo condiziona molto spesso la sua vita.

In realtà, la malattia dipende proprio da noi stessi e non dal caso, come spesso si crede. Si manifesta sotto forma di sintomo fisico, ma in realtà ha origini più profonde. Le vere cause, infatti, sono da ricercarsi nei corpi sottili dell’uomo: essa si genera in seguito ad un conflitto tra la vita dell’anima e la personalità.

Infatti, la malattia è una disarmonia che nasce dal rapporto tra la vita dell’anima e i tre corpi inferiori dell’uomo, fisico-eterico, astrale e mentale, che compongono la personalità.
La malattia si origina nel corpo in cui è polarizzato l’individuo. Essendo la maggioranza dell’umanità polarizzata nel corpo astrale, è qui che si generano la maggior parte delle malattie dell’umanità, che sono perciò, di natura emotiva.

Guarigione esoterica: risalire alle cause

Per curare realmente una malattia, quindi, bisogna risalire alle cause: il corpo fisico non è altro che la precipitazione sul piano fisico di aspetti più sottili. Gli uomini credono di curare le malattie con la chimica e la chirurgia, ma in questo modo si agisce soltanto sul sintomo e non sulle cause. Il conflitto generato dall’attrito tra anima e corpi sottili non viene risolto, perciò questa energia si manifesterà ancora, delle volte anche in maniera più violenta, su altre parti del corpo.
Questo non vuole dire che la medicina non sia importante, anzi, dobbiamo dire grazie ai medici e alla medicina che nel corso della storia hanno sempre cercato di migliorare le condizioni di vita dell’umanità, ottenendo dei grandissimi risultati, ma sarebbe auspicabile una “medicina del futuro”, in grado di guarire veramente partendo dalle cause. Essa dovrebbe nascere dall’integrazione di questi due importanti aspetti: quello esoterico e quello medico.
Importanti informazioni sulla vera natura della malattia, sono contenute nel libro “Il Trattato dei Sette Raggi” Vol. 4 – Guarigione Esoterica di Alice Bailey, scritto in seguito alle rivelazioni del “Maestro Tibetano”.
 “Ogni malattia è il risultato dell’inibizione della vita dell’anima, e ciò vale per tutte le forme in ogni regno.” Questa è parte della Legge I citata dalla Bailey, da cui si deduce chiaramente come nasce la malattia. L’anima ha un progetto da realizzare ed entra in conflitto con la personalità (formata dai tre corpi sottili) che cerca di ostacolarla. Da qui nasce la disarmonia che porta alla malattia.
Questo concetto viene espresso, in maniera più dettagliata anche nella Legge IV: “La malattia, sia fisica che psicologica, affonda le sue radici nel bene, nel bello e nel vero. Non è altro che un riflesso distorto di possibilità divine. L’anima, che cerca la piena espressione di un aspetto divino o di una realtà spirituale interiore e ne è impedita, determina nella sostanza dei suoi involucri, un punto di attrito. Su questo punto sono focalizzati gli occhi della personalità e ciò conduce alla malattia.”
La Legge II invece, descrive le energie che determinano la malattia: “La malattia è il prodotto di tre influssi, cui è anche soggetta. Primo: il passato dell’uomo, per cui egli paga il prezzo dei suoi antichi errori. Secondo: la sua eredità, per cui condivide con tutto il genere umano quei flussi di energia infetti che hanno origine collettiva. Terzo: egli condivide con tutte le forme naturali ciò che il Signore della Vita impone al Proprio corpo. Questi tre influssi sono chiamati ‘L’Antica Legge di Condivisione del Male’. Un giorno, essa sarà sostituita dalla nuova ‘Legge dell’Antico Bene Dominante’, che è alla base di tutto ciò che Dio fece. Essa dovrà essere attivata dalla volontà spirituale dell’uomo.”

La Legge II, in pratica, ci dice che la malattia dipende da tre fattori:
– dal karma individuale di ogni uomo;
– dal karma collettivo dell’intera umanità;
– dal Grande Essere di cui tutti noi facciamo parte, in continua evoluzione e modificazione.
Il libro prosegue poi con altre rivelazioni e informazioni sulla guarigione esoterica di cui non parleremo in questo articolo, il cui obiettivo è soltanto quello di far capire cos’è in realtà la malattia e da dove bisogna partire per poterla comprendere.

 

La malattia come esperienza

È importante essere consapevoli che non sempre è necessario e indispensabile guarire, ma bisogna sempre tener conto del progetto dell’anima. La malattia infatti, può portare alla realizzazione di un’esperienza e al superamento di un conflitto. Gli uomini hanno una concezione errata del sé e soltanto la consapevolezza e la conoscenza di se stessi, può portare al superamento della sofferenza.

In realtà, la malattia è una possibilità di “trasformazione alchemica”. Il conflitto tra anima e personalità infatti, porta uno squilibro a livello energetico. La malattia trasforma quel quantitativo di energia che permette di ritornare in uno stato d’equilibrio.

Ma come nasce un conflitto?

giovedì 7 settembre 2017

L’ANIMA GUARISCE IL CORPO, ora è una verità scientifica!

L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E GUARIRLO

Ecco come l’anima può modificare la struttura biologica del corpo e la può aiutare a superare la malattia. La grande scoperta
Di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione) per  altrainformazione.it :
“Lo spirito che guarisce” titola la copertina di questa settimana di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.
Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano – oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire il nostro corpo[1]. Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia. Vale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – strilla Der Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale.
Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità scientifica!

Beh, allora deve essere proprio vero…
Di documentazione la rivista tedesca ne fornisce in gran quantità, compresi alcuni filmati che si possono vedere sul sito web[2].
Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento.
Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano mediante esame neurologico – misurazione dell’attività elettrica delle cellule cerebrali – del cervello dei soggetti sotto indagine prima e dopo un corso di meditazione.
I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test.
“Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato il Dr.Keune – e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”.

Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta indagando il potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia in particolare il nervo vago.
Insieme ai colleghi della University of North Carolina la Kok ha portato avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata. La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si imparava ad esprimere emozioni come amore, gentilezza e compassione.

Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla rivista Psychological Science[3]: ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano è aumentato in modo significativo.
“Chi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del proprio nervo vago – conclude la Kok, che oggi lavora al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo a sua volta è collegato con una buona salute e probabilmente con un allungamento della vita”.

Il nervo, da sempre poco conosciuto, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti positivi e salute fisica. “Le conoscenze acquisite – così il Dr.Thomas Schlaepfer dalla Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Bonn – rendono molto verosimile che il nervo vago sia proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima”.
“È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli or sono. Ed ecco che – passo dopo passo – la neuroscienza riconosce quello che il poeta, che peraltro era anche medico, sosteneva: vale a dire che l’anima può cambiare il corpo.

In molti ospedali universitari oggi psicologi e medici stanno lavorando per abbinare tecniche meditative ricavate da Buddhismo e Induismo alla medicina moderna. Nel suo libro “La meditazione per gli scettici[4]” Ulrich Ott vom Bender dell’Institute of Neuroimaging dell’Università di Gießen illustra il sentiero della meditazione, utile “ad ampliare la coscienza ed a liberarsi dagli stereotipi di pensiero e comportamentali acquisiti”.
Anche al Massachussetts General Hospital di Boston è recentemente stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d’ansia generalizzata. Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene. L’indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento. Inoltre si evidenziava una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l’amigdala, il centro della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.

“Nell’essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione – sostiene Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di Marburg – egli, se vuole, può influenzare il suo recupero anche con gravi malattie fisiche”.
“Per guarire con lo spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo”, dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen. “Sia che io mediti o che il mio medico susciti un’aspettativa di me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi”.
Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici. Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009. Il risultato: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso!

Ma non è tutto.
Alla Duke University Medical Center hanno scoperto che anche la fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga.
La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di questo tipo con dati provenienti da oltre 300.000 persone. Il risultato è che vive più a lungo chi abbia legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%! In altre parole, essere soli è nocivo quanto fumare, non fare esercizio fisico ed essere sovrappeso.
Di grande importanza ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche condotte negli ultimi anni si è visto come un rapporto di fiducia nei confronti del medico possa aiutare enormemente il paziente ad attivare le forze di guarigione latenti in lui.
Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente riconosciuto come cuore e spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201 uomini e donne con problemi coronarici, di cui la metà praticava la meditazione trascendentale. Questi ultimi hanno potuto ridurre il proprio stress e rinforzare il cuore, con il risultato che quelli che meditavano hanno subito un minor numero di attacchi di cuore e ictus e hanno vissuto più a lungo.
Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.
Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di tensione e di esaurimento. Inoltre, non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo. Insomma, il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.
Vi pare poco?
Poi, magari, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il mondo e noi stessi, ma quella è un’altra storia…

venerdì 31 marzo 2017

Quando capirai la malattia abbraccerai veramente la vita

Quando capirai la malattia…
Quando capirai la malattia non la temerai più,
comprenderai com’è semplice farla andar via
perché era venuta solo per parlarti e…

allora riderai, riderai tanto,
riderai senza riuscire a fermarti,
riderai perché in fondo la salute è un’equazione semplice.

Poi però soffrirai, soffrirai tanto,
senza riuscire a fermati,
soffrirai per il dolore inutile,
perché si poteva fare di più,
perché si poteva salvate qualcuno
perché non ce lo hanno mai detto
e soffrirai perché la gente comunque non ti crederà.

Piangerai di gioia e abbraccerai davvero la vita
perché avrai compreso che non era nient’altro che
AMORE.



[50] ecc. ecc.
[---] Percezione, malattia e salute.- Lo scopo del corpo e della vita…(in scrittura)
[---] Il diapason biologico e la necessità del cambiamento…(in scrittura)
[---] Il cibo fa ingrassare davvero? Quando e perché non funzionano le diete …(in scrittura)

Ecc. ecc.
Marcello Salas

giovedì 9 febbraio 2017

Kambo e Iboga - Medicine dell'Anima

Kambo e Iboga - Medicine dell'Anima
Kambo e Iboga fanno parte dell’affascinante universo degli enteogeni, che Giovanni Lattanzi definisce sostanze bioattive da utilizzare in contesti spirituali, offrendone un’immagine ben più sacra e lontana dai pregiudizi occidentali, che etichettano tutte le sostanze psicoattive come "droga".

Le recenti ricerche effettuate sugli enteogeni stanno apportando un contributo decisivo verso la comprensione dell’universo del cervello umano e della sua intrinseca capacità di ‘risettare’ sé stesso.


Giovanni Lattanzi è nato a Roma nel 1962. 

Ha alle spalle un passato di meditazione Zen, praticata da oltre 10 anni, è laureato  in Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente, è anche pittore e poeta.

Oggi Giovanni, che possiamo definire uno sciamano europeo, tiene cerimonie di Kambo e Iboga in giro per il mondo, conduce workshop per aspiranti facilitatori di Kambo interessati ad imparare il suo metodo di applicazione. 
Vive e lavora ad Amsterdam lontano da leggi proibizioniste che ostacolerebbero i suoi studi e le sue ricerche.
Nel mese di ottobre 2016 ha pubblicato un libro di 400 pagine, intitolato "Kambo e Iboga" con la casa editrice Bibliosofica di Roma, dove racconta le sue personali esperienze con queste due sostanze, i risultati ottenuti, i benefici terapeutici, le possibili applicazioni, il lato sacro e spirituale delle due sostanze, ma non solo, nel libro si parla anche del potere di sognare, di risveglio spirituale, di come dissolvere il proprio ego, e via dicendo.
Giovanni racconta così il periodo precedente la sua iniziazione con Iboga:
"Quando ho deciso di fare la mia prima cerimonia di Iboga, in me è iniziato immediatamente un processo profondo già sei mesi prima della cerimonia stessa. Ho cominciato a fare sogni molto intensi e significativi, nei quali lo Spirito dell'Iboga comunicava con me.

(...) lo Spirito dell'Iboga mi stava già informando sul luogo dove sarei stato iniziato a questa pianta sacra. In quel momento, ho avuto l'intuizione che la mia vita sarebbe cambiata radicalmente ed ho avuto paura. Effettivamente dopo la mia prima cerimonia di Iboga, la mia vita è molto cambiata. 

Mi sono liberato di uno spirito maligno, un "parassita" ereditato dai miei antenati che viveva dentro di me, sono diventato più tranquillo, ho cominciato a dare trattamenti di Kambo, le mie doti di guaritore hanno iniziato ad esprimersi per essere condivise."

Giovanni che oggi conduce anche cerimonie di Iboga in abbinamento al Kambo, si assicura sempre che le persone che partecipano alla cerimonia siano in grado di gestire l'energia dell'Iboga, sia fisicamente che emotivamente, di fondamentale importanza anche avere una mente ben allenata a concentrarsi solo sul momento presente.
"C’è difatti chi ha paragonato una cerimonia di Iboga a 10 anni di psicoterapia. In realtà c’è una notevole differenza tra una cerimonia di Iboga e dieci anni di psicoterapia: il conto."

Ma veniamo al Kambo, ovvero la secrezione magica di una rana originaria dell'Amazzonia (Phyllomedusa Bicolor).

Il Kambo è usato da migliaia di anni da molte piccole tribù dell'area nord-occidentale dell'Amazzonia (soprattutto nella regione detta Acre), in particolare dalla tribù dei Katukina, che lo usano per aumentare la resistenza alla fatica prima delle battute di caccia, come rimedio per tutte le malattie e come portatore di buona fortuna. Dal punto di vista scientifico la secrezione prelevata dal sudore di questo anfibio è composto da nove peptidi bioattivi, i principali dei quali sono la dermorfina e la deltorfina.
Questi ultimi rappresentano il più forte antibiotico ed anestetico naturale che esista.

Quali sono i principali benefici ?
-       Il kambò ha il potere di risvegliare le cellule del corpo alla loro funzione naturale, agendo principalmente sui punti deboli dell'organismo.
-          - E' un rimedio naturale che rinforza notevolmente il sistema immunitario, previene l'insorgere di disturbi patologici e incrementa notevolmente la resistenza alla fatica e la concentrazione. Di conseguenza è utile non solo per persone ammalate, ma anche per quelle sane.
-          - La profonda pulizia a livello di tossine, è ideale come aiuto per uscire da dipendenze come fumo e alcool.  Ideale anche come purificazione dell’organismo dopo periodi intensi di assunzione di farmaci come antibiotici, chemioterapia, cortisonici ecc

- E’ un valido aiuto per aiutare ad uscire da stati depressivi e di scarsa energia fisico-mentale.
Il kambo può produrre uno stato alterato della realtà per un tempo molto breve in alcune persone e molti ricevono intuizioni su come vivere una vita più sana nei minuti del processo.

Non confondete la Phyllomedusa Bicolor con il "Bufo", il rospo del deserto messicano che contiene DMT 5 Meo nella secrezione della pelle, sostanza altamente psicoattiva : sono 2 cose totalmente diverse.

Il Kambo si può dunque riassumere in queste tre fasi:
Pulizia - Guarigione - Rinascita.
Il Kambo spazza via i blocchi emotivi, aprendo strada al nostro vero sé dissolvendo l'ego che ci separa dal Tutto, dunque più puliti diventiamo e più riusciamo a sintonizzarci con l'Infinito.
In tutto inizia con una profonda comprensione di noi stessi.
Questa medicina lava le negatività psichiche.

Nel prossimo articolo parleremo delle esperienze personali di Giovanni Lattanzi con Kambo e Iboga e di come queste lo abbiano aiutato a guarire sia fisicamente che emotivamente.

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