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venerdì 30 dicembre 2016

Gli stravaganti miracoli di Dio

Gli stravaganti miracoli di Dio

Come più volte ricordato nei rituali cattolici, Dio è un “padre onnipotente”: Dio è colui al quale «nulla è impossibile»[1]. 

Di primo acchito, l'onnipotenza sembrerebbe la capacità di far tutto, senza alcun limite. Questa semplice definizione, però, risulta altrettanto semplicemente problematica, tant'è che nessun teologo si batte più per sostenerla già da molto tempo. 

Analizzando la proposizione: “può Dio creare un masso con la proprietà intrinseca di non poter esser spostato?”, ci si accorge subito che se la risposta è “sì”, allora Dio non può spostare quel masso, mentre se la risposta è “no”, allora non è in grado di creare un oggetto con un simile attributo: di fatto, in entrambi i casi, non sarebbe onnipotente.

Già Tommaso d'Aquino, nella sua Summa Theologiae, correva ai ripari da questi paradossi logici sostenendo che: «nulla che implichi contraddizioni rientri all'interno del potere di Dio»[2]. 

Volendo concedere una seconda chance alla divinità, si potrebbe comunque ritenere, seguendo l'indicazione dell'acuto d'Aquino, che i super poteri di Dio siano comunque molto elevati, ridefinendo coerentemente una sorta di onnipotenza ridimensionata. E così sia! 

Che se ne fa quindi un super eroe dei suoi super poteri? «Che domande! Li utilizzerà nel migliore dei modi», direte. Sì, avete ragione. Potrebbe diventare un super cattivo che tenta di conquistare il mondo, ma questo super eroe, stando all'opinione degli stregoni, è infinitamente buono. 

E allora? Succede che ogni tanto accadono degli eventi fisicamente inspiegabili, unicamente attribuibili ai super poteri dell'onnipotente, o almeno così ritengono i credenti: i miracoli. 

Spesso però questi presunti fenomeni paranormali assumono dei tratti tragi-comici, come nel caso dell'attentato compiuto nei confronti di Papa Giovanni Paolo II, a seguito del quale quest'ultimo si convinse che fu la mano invisibile della Madonna a deviare il colpo di pistola, salvandogli così la vita. 
Tant'è, che il Papa di allora volle addirittura che il proiettile venisse incastonato nella corona della statua della Vergine di Fatima. Il tutto non prima di aver subito una lunga e delicata operazione chirurgica durata quasi sei ore, ovviamente!
L'intervento della Vergine, infatti, non aveva impedito al primo dei colpi esplosi dalla pistola Browning calibro 9 dell'attentatore di raggiungere sia l'addome del Papa che il torace della pellegrina americana Ann Odre (alla quale verrà asportata la milza). 
Il secondo proiettile, invece, ferì la turista statunitense Rose Hall ad un braccio, subito dopo aver fratturato l'indice della mano sinistra del Pontefice che, tra le altre cose, subì la perdita di tre litri di sangue, un secondo ricovero per l'insorgenza di una grave infezione e un ulteriore intervento a distanza di quasi tre mesi dal giorno dell'attentato[3]. 

Alla faccia del miracolo! Ma scusate: la Madonna non avrebbe potuto semplicemente fermare del tutto le pallottole, o perlomeno deviarle in modo tale da non colpire nessuno? 
E su che base il Papa afferma che sia stata proprio la Madonna di Fatina a salvarlo, invece che quella di Lourdes, piuttosto che quella di Medjugorje? Ma la Madonna non era una soltanto? E perché non potrebbe essere stato Zeus, o il Mostro degli spaghetti volante? 

Ovvio: l'attentato è avvenuto nel giorno della ricorrenza della prima Apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima (13 maggio 1917). 
In quel giorno, ma nel 1909, partì da piazzale Loreto a Milano il primo Giro d'Italia, 8 tappe per 2.448 km, che fu vinto da Luigi Ganna; qualche anno prima invece, precisamente nel 1888, il Brasile abolì la schiavitù; 80 anni più tardi, a Parigi, una manifestazione della Sinistra radunò 800.000 persone, segnando l'inizio del Maggio francese... 
«Ma cosa va dicendo? Tutto questi eventi non c'entrano assolutamente nulla con l'attentato!». Appunto, esattamente come le altre ricorrenze. 

In tutta sincerità, cosa vi aspettereste da un essere infinitamente buono e onnipotente? «La pace nel mondo?». No, troppo. «Allora la fine della sofferenza per tutti gli esseri viventi?» No, non ci siamo. «L'abbondanza materiale?». Ancora no. «La felicità per tutti? Le cure per le malattie?». Nulla di tutto ciò. 

domenica 2 marzo 2014

Come Fare Miracoli Nella Vita Di Tutti I Giorni

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"Come fare miracoli nella vita di tutti i giorni" è un libro scritto da Wayne W. Dyer, psicoterapeuta americano, uno degli autori più letti nel campo dell'auto-aiuto.
In uno dei capitoli, Dyer illustra come modificare la nostra mentalità, in modo da portarci a sperimentare un mondo in cui la vera magia non solo è possibile, ma è anche un nostro diritto naturale. Per arrivare a questo, Dyer fornisce quattordici chiavi per riuscire a creare situazioni in cui possano manifestarsi i miracoli e la vera magia.

La prima chiave che suggerisce è: "NON GIUDICATE TROPPO IN FRETTA E NON SIATE INCREDULI".
Per preparare la propria mente ai miracoli, la prima cosa da fare è abbandonare ogni forma di scetticismo, quindi essere più aperti, più ricettivi verso tutto ciò che può rivelarsi una possibilità.

Essere aperti e senza pregiudizi permette di godere di nuove prospettive, mentre una mente chiusa e piena di scetticismo rende prigionieri delle nostre antiche categorie mentali. Solo chi è in grado di immaginare ogni possibilità senza preoccuparsi di 'come potrà accadere' potrà provare la vera magia.

Le chiavi per perfezionare questa capacità mentali sono:


  • esercitarsi a ripetere dentro di noi delle affermazioni del tipo: "Manterrò una mente aperta" oppure "Oggi, solo per oggi, lascerò da parte ogni forma di scetticismo e sarò aperto ad ogni possibilità", "Mi rifiuto di esprimere giudizi su persone o idee", Anche se non riesco a vedere o capire pienamente una cosa, ciò non significa che non esista".

  • informarsi sulla vita di chi ha avuto modo di sperimentare miracoli per comprendere che ciò che è è stato possibile per loro è possibile anche a noi. Parliamo con i nostri amici e conoscenti chiedendo loro se hanno mai avuto esperienze che si potrebbero definire miracoli, leggiamo libri e articoli su persone che hanno avuto esperienze di questo tipo. In sostanza, è importante essere ricettivi nei confronti di esperienze raccontate o vissute e tenere la mente aperta affinché quelle stesse possibilità si manifestino anche a noi.
(segue la seconda chiave...)
"Come fare miracoli nella vita di tutti i giorni"
Vivere con consapevolezza e creare il proprio destino - Nuova edizione  di Wayne W. Dyer (Tea Edizioni) 
http://www.scienzenoetiche.it/forum/viewtopic.php?p=1027#p1027 

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