lunedì 31 luglio 2017

La guarigione è dei pazienti

La guarigione è dei pazienti

Rieccomi qui a parlare ancora di Nuova Medicina Germanica questa volta però voglio andare un po’ oltre ed integrare il discorsetto sulla NMG di qualche tempo fa (qui) cercando di ampliarlo.
 
Nell’esaminare le potenzialità della NMG è apparsa chiara l’incredibile precisione delle 5 Leggi Biologiche nel diagnosticare un determinato sintomo (il termine malattia è superato) mentre sul fronte della guarigione/ripristino i risultati risultavano essere strettamente correlati alla volontà del paziente, pur seguendo un percorso terapeutico guidato. E’ comprensibile che non sia affatto facile metabolizzare i principi della NMG pertanto potrebbe risultare impervia anche la strada della guarigione, soprattutto in situazioni difficili o disperate, in questi casi potrebbe essere d’aiuto la Metamedicina o medicina emozionale, ideata da Claudia Rainville, che guida il paziente alla ricerca e successiva modifica delle emozioni innescate da un determinato evento.

Il connubio di queste due nuove medicine potrebbe essere la soluzione ideale per i mali che ci affliggono e Maria Gabriella Bardelli, terapeuta, naturopata, prima animatrice italiana dei seminari di Liberazione della Memoria Emozionale, ha voluto tracciare un percorso conoscitivo di tale simbiosi nel suo libro “La guarigione è dei pazienti”.

La forza del testo risiede nella sua semplicità espositiva e nell’umiltà dell’autrice che agevola il lettore ad addentrarsi con naturalezza in un mondo che per i più potrebbe essere del tutto nuovo ed astratto; non ci sono tecnicismi, ma solo esperienze di vita della scrittrice, della sua famiglia e di qualche suo paziente che aiutano a comprendere i dettami definiti dal Dr. Hamer introducendo anche argomenti più complessi, come quelli delle costellazione schizofreniche, mantenendosi sempre alla portata di tutti per completare il viaggio con la terapia emozionale della Metamedicina.

Avendo già acquisito un’infarinatura sulla NMG mi sono lasciato “prendere” dalla parte relativa alla Metamedicina per mezzo della quale un/una terapeuta, dopo un ascolto biologico profondo, conduce il paziente nel momento preciso in cui si è avuto lo shock emozionale (DHS) origine/causa dei sintomi, in molti casi ci si trova a dover tornare indietro negli anni fino all’infanzia, per poter rivivere le situazioni scatenanti un trauma al fine di ridimensionarli nella loro percezione profonda e quindi riscrivere la propria storia emozionale. Si tratta di obbiettivi complessi e delicati che il terapeuta di Metamedicina consente di raggiungere e superare per liberare la propria memoria emozionale negativa legata all’evento che di norma nella mente cosciente viene dimenticato o soppresso.

La Metamedicina insomma, tramite un percorso emotivo intenso, cancella o attenua la causa del sintomo che non si ripresenterà, inoltre tale esperienza molto personale fornisce al paziente gli strumenti (conoscenza e valutazione del sé) che gli saranno utili a gestire gli altri conflitti esistenziali.

Non è da sottovalutare l’enorme importanza delle emozioni nella nostra vita in quanto esse caratterizzano ogni singolo evento vissuto. Solo in presenza di uno stato emozionale viene registrato/impresso un ricordo nella memoria e solo tramite un’altra emozione può essere cancellato e riscritto; eventi privi di contenuto emozionale non vengono registrati, se non nell’inconscio profondo, e non costituiscono per l’individuo esperienza, quindi la metodologia che ci consente di cancellare e riscrivere il nostro vissuto ha delle implicazioni profonde sulla nostra esistenza.

In definitiva un testo che ci indica come risalire alla causa dei nostri sintomi(il termine malattia non viene usato quasi mai) ed il loro significato (senso biologico), come ci insegna la NMG, nonché il percorso interiore per cambiare la percezione degli eventi che hanno determinato lo shock grazie all’aiuto della Metamedicina.

A pensarci bene sia la NMG che la Metamedicina si basano sul nostro vissuto emozionale e quindi la loro combinazione appare la più armoniosa e naturale.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo testo, sembrava uno dei tanti, invece mi ha lasciato piacevolmente scosso dall’utilità e la genuinità dei contenuti e non meno per l’emozionante sezione dedicata alla Metamedicina.

L’integrazione della NMG con la Metamedicina ci farà uscire dall’oblio della paura e vivere una vita nell’amore e nella serenità.
Marcello Salas 
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-guarigione-e-dei-pazienti-con-la-mappa-di-hamer-e-l-ascolto-di-claudia-rainville-libro.php?pn=3548
La guarigione è dei pazienti - Libro

sabato 29 luglio 2017

A cosa serve conoscere le leggi biologiche

A cosa serve conoscere le leggi biologiche

Le 5 Leggi Biologiche sono una mappa, la più dettagliata che si sia finora conosciuta nel descrivere la connessione psiche-cervello-corpo.

Grazie ad una precisione così elevata, muoversi nei diversi campi della salute, dalla psicologia a terapie di ogni estrazione, diviene un percorso finalmente scientifico e, come mai nella storia, efficace.

Un percorso che può finalmente essere cucito sulla persona, attraverso la quale è possibile, ogni volta in modo diverso, osservare la biologia muoversi secondo leggi di natura comprovabili e verificabili.
Una mappa che può essere consultata da chiunque voglia orientarsi nel mondo del proprio corpo e della propria psiche.
Una mappa del "come funziona un organismo vivente" che permette di osservare, verificare, persino prevedere i fenomeni psichici e fisiologici.

In questo senso le leggi biologiche sono una dettagliatissima mappa al servizio delle innumerevoli tecniche terapeutiche praticate dall'uomo; ma non sono una terapia, nè un modus operandi.
Uno strumento che resta sullo sfondo di chi opera, che, proprio come la mappa di una città, si consulta per arrivare in un punto: così ognuno può arrivarci a piedi, in bus, in macchina, per numerose combinazioni di vie, in base al traffico, ai lavori in corso, alle condizioni meteorologiche...

Anche al di fuori del campo terapeutico, però, la conoscenza approfondita di questa mappa consente una cosa molto concreta e estremamente utile: demolire e ristrutturare i comuni sistemi di credenze sulla salute e sulle malattie.
Ciò che si pensa e si crede sulla salute e sul proprio corpo non appartiene alla biologia, ed è in effetti un chiacchiericcio che non è presente in nessun altro essere vivente sul pianeta oltre l'uomo: tuttavia è capace di produrre una densa coltre di paure indotte con un effetto nocebo devastante.

Se quindi la conoscenza delle leggi biologiche di per se stessa non può guarire, ha comunque l'enorme pregio di riportare l'essere umano alla sua essenza, al senso biologico e scientifico della malattia, dipanando quelle sovrastrutture ideologiche stratificate nei millenni, e lasciando cadere definitivamente la paura del brutto male (indotta da agenti esterni), la paura della maledizione divina o della cattiva sorte (indotta da una medicina teurgica), la paura dell'organismo-macchina che si è rotto (indotta da una medicina meccanicistica), e la paura del difetto di fabbrica (indotta dalla medicina genetica).
Creando finalmente un piccolo spazio di tranquillità dal quale partire.

La paura ha un ruolo fondamentale nella patogenesi e nel mantenimento delle condizioni croniche e, anche se la paura della malattia è solo una delle tante, nella nostra società ha però un peso schiacciante e ipnotizzante.
La paziente integrazione delle leggi biologiche nella cultura può sciogliere questa paura come neve al sole.

Se non sai di cosa si sta parlando, inizia da qui

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venerdì 28 luglio 2017

Scienza medica o fuffa? Tremate, tremate le coscienze son destate…

Tremate, tremate le coscienze son destate…

«Otto friulani su 10 consultano internet per cercare informazioni sulla propria salute e l’80% va alla ricerca di rimedi a disturbi o malattie anche gravi».
A lanciare questo gravissimo allarme è il dottor Guido Lucchini, presidente dell’ordine medici e odontoiatri di Pordenone.

I medici sono bravi a fare le analisi, ma le sintesi forse sono impossibili per certe menti incastonate in un sistema rigido e cristallizzato.

La domanda che si farebbe un bambino è la seguente: se 8 friulani su 10 passano dalla medicina allopatica a quella naturale e complementare - cercando altre strade terapeutiche - ci saranno delle motivazioni o sono tutti squilibrati da internare? Sono tutti ignoranti?


Risponde il dottor Maurizio Scassola, vicepresidente nazionale della tristemente nota Fnomceo, la federazione-sindacato degli vari ordini dei medici: 

«a navigare sul web in cerca di rimedi fai-da-te sono soprattutto persone anche laureate o comunque con istruzione superiore».
Quindi non stiamo parlando di poveri ignoranti, ma di persone istruite e ben informate!

Spingiamoci ancora un centimetro più in là, facendo un ulteriore sforzo mentale di comprensione. Tali dati confermano che sempre più persone si stanno svegliando dall’anestesia cerebrale perché hanno perso fiducia in una medicina protocollata e fagocitata dalle lobbies del farmaco. Serve una laurea per capirlo?

LA SCIENZA E' IN PROFONDA CRISI
La conferma che il Sistema sta vivendo una profondissima crisi arriva dalle principali riviste scientifiche al mondo. Recentemente «Nature» (www.nature.com/…/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproduci…, 28 luglio 2016) ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità.

Ovviamente nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base dei loro stessi esperimenti.

Se si replicano i lavori scientifici nell’ambito oncologico il quadro è ancora più inquietante.
Lo ha fatto nel 2011 il direttore del dipartimento di oncologia della Amgen e il risultato è sconvolgente: «solo l’11% degli esperimenti scientifici considerati come pietre miliari in quel settore di ricerca (oncologico), erano riproducibili».

La scienza, grazie al metodo galileiano, si basa proprio sulla riproducibilità, giusto? Ma se la quasi totalità degli studi “scientifici” ufficiali (pubblicati su riviste accreditate) non sono riproducibili: è scienza o fuffa?

E’ la Vita, non il web, che lo insegna: sempre più persone stanno abbandonando le cure proposte dalle industrie chimiche perché i danni causati dai farmaci superano i benefici.

Nonostante le parole confortanti degli esperti di salute pubblica, la mortalità per cancro (o sarebbe meglio dire per chemio) è in costante crescita esponenziale; le malattie cardiovascolari continuano a falcidiare la popolazione di tutte le età; le malattie autoimmuni e cronico-degenerative toccano sempre più persone e sempre prima nel tempo, per non parlare del cancro pediatrico, di cui l’Italia vanta il triste primato in Europa.

In tutto questo marasma il ministero della salute che fa?
Blinda il parlamento (usando la squallida minaccia della fiducia) per mettere gentilmente a disposizione di GSK, Merck e Sanofi-Pasteur milioni di corpi umani (tra cui moltissimi neonati e bambini) per essere usati nella più grande sperimentazione clinica a cielo aperto e non controllata mai realizzata al mondo.

Siamo osservati speciali e i vari paesi d’Europa attendono con trepidazione per capire cosa accadrà qui da noi. Anche le multinazionali sono eccitate e in attesa perché se passerà da noi tale linea, passerà nei vari stati.

Il grossissimo problema per il Sistema è che quel rapporto dell’80% indica una sola cosa: il risveglio delle coscienze è in atto ed è applicabile anche a livello nazionale.

Questo il Sistema lo sa benissimo e lo teme rifuggendo come la peste bubbonica. Ecco il motivo per cui stanno cercando in tutte le maniere di intervenire con metodi coercitivi, illegittimi, incostituzionali e dittatoriali. E lo devono fare in tempi strettissimi perché stanno perdendo il controllo sociale…
Marcello Pamio - 26 luglio 2017

fonte: http://www.disinformazione.it/Coscienze_destate.htm

martedì 25 luglio 2017

La teoria dell’origine virale delle malattie

La teoria dell’origine virale delle malattie

Arthur M. Baker
In origine la parola “virus” significava veleno e il termine “virulento” voleva dire velenoso. Oggi intendiamo per virus una entità submicroscopica e “virulento”, in generale, significa contagioso.

La medicina moderna utilizza il termine “virus” per indicare una microscopica forma di vita capace di infettare le cellule e a cui viene pertanto attribuita la responsabilità di molte delle nostre malattie.

Nell’immaginario popolare, il virus è una forma di vita in grado di parassitare ogni altra forma di vita, inclusi gli animali, le piante e i saprofiti (funghi e batteri).
Nella descrizione delle infezioni virali, ai virus vengono attribuiti comportamenti quali “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”, avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”, “infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”.

La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte che essi stessi hanno infettato. Il virus “si inietta” nella cellula e le “ordina” di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui ripetere il processo, infettando così l’intero organismo.

Tuttavia i virologi ammettono che i virus, pur avendo natura peculiarmente organica, non possiedono metabolismo, non possono essere replicati in laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in realtà, non sono mai stati osservati vivi!!

I “virus vivi” sono sempre morti ...
Il termine “virus vivo” indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus.

Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”. Essi sono comunque morti o inattivi, poiché non possiedono né metabolismo né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine.

I virus contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri “inferiori” possiedono). Il Guyton’s Medical Textbook riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.

Il legame con i mitocondri
Poiché i “virus” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorità mediche, tranne che come unità funzionali del nostro normalemateriale genetico all’interno del nucleo cellulare o del nucleo mitocondriale interno alla cellula.

I mitocondri sono organismi viventi, uno dei molti diversi organelli (piccoli organi) presenti all’interno delle cellule del nostro corpo. I mitocondri hanno grosso modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri possiedono un proprio DNA e un proprio metabolismo.

I mitocondri metabolizzano glucosio ricavandone molecole di ATP, che sono energia pronta per l’uso a cui il corpo può attingere quando ce n’è bisogno. Cosa ha a che fare questo con i “virus” in quanto tali? Tutto, come capirete fra un momento.

Chiunque abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti all’interno della cellula è rappresentata dai mitocondri, i creatori della nostra energia.

I semplici protozoi monocellulari possiedono al proprio interno fino a mezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno: dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai 30.000 e più delle cellule dei tessuti muscolari maggiori. Poiché l’intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente, migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o quintilioni di mitocondri all’interno del nostro sistema.

Quando una cellula muore, essa viene rimpiazzata da una cellula figlia nata dal processo della mitosi, mentre la cellula esausta viene disintegrata dai lisosomi, i potenti enzimi intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultra-minute affinché il corpo possa prontamente riciclarle o espellerle come scarti.

Ogni giorno, da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di tossicità) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri. Quando le cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono completamente.

Genomi e nuclei sono microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro di controllo e immagazzinamento del “progetto” stesso della cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le cellule ciò che il cervello è per il nostro corpo. Ogni cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale genetico che è la zona più protetta della cellula (grazie alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il nostro sistema nervoso è la parte più vitale e protetta della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al cranio). Alla morte della cellula i mitocondri vengono frammentati dai lisosomi, ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia membrana protettiva. Ed è qui che la spiegazione diventa interessante.

Secondo il Guyton’s Textbook of Medical Physiology un virus può definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di quelle della cellula. Il genoma è circondato da una protettura detta capside che è di solito una guaina proteica a doppi lipidi ed è composta di due membrane (quasi identiche alla membrana cellulare) che, per inciso, rappresentano l’ossatura stessa del nucleo mitocondriale.

Le foto dei “virus” scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del secondo, il che concorda con l’azione autodigerente dei lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di frammentazione delle scorie cellulari è ancora parziale e incompleto. Pertanto, questa descrizione di un “virus” è virtualmente identica a quella di ciò che resta dei genomi dei mitocondri cellulari.

In breve, i virus sono resti di materiale vivente e alcuni testi di fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule esauste. 

I lisosomi che disintegrano la cellula morta a volte non riescono a frammentare questi “virus”, circondati dalla membrana protettiva a doppi lipidi.

E’ sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere questi corpi per ciò che sono in realtà: generico materiale mitocondriale esausto, soprattutto frammenti di DNA e RNA.

I “virus” non sono microrganismi
Anche se le autorità mediche attribuiscono erroneamente a questi inerti residui cellulari il carattere della vita e della malignità, i microbiologi riconoscono che i virus sono in realtà frammenti morti di DNA rivestiti di una membrana lipido-proteica, pur non riuscendo a comprendere la loro origine.

In realtà i genomi sono meccanismi di controllo, ma non microrganismi come l’establishment medico vorrebbe farci credere, e questi cosiddetti “virus” non sono altro che frammenti senza vita di generico materiale mitocondriale. Per questo motivo i virus non possono provocare malattie, a meno che non si accumulino come impurità che inquinino le cellule, i tessuti e la circolazione nel corso del ricambio cellulare.

I virus sono quindi genomi morti, provenienti da cellule disintegrate, la cui membrana cellulare non è stata completamente frammentata dai lisosomi. I genomi non presentano alcuna caratteristica di vita e sono semplici particelle di materiale acido nucleico, di norma riciclati attraverso la fagocitosi o espulsi come scorie.

Le fotografie dei presunti virus che “si iniettano” all’interno della cellula mostrano in realtà la cellula che letteralmente inghiotte il virus o scoria proteinacea. Si forma allora un’incavatura, detta invaginario, e il materiale organico viene circondato dalla sostanza cellulare che poi si richiude, formando uno “stomaco” improvvisato, in cui il virus scompare. Lo “stomaco” si riempie allora di potenti enzimi lisosomici che digeriscono il materiale organico, frammentandolo in amminoacidi o acidi grassi per il riciclaggio o l’eliminazione.

Questo processo è una caratteristica della fisiologia cellulare nota come fagocitosi (letteralmente “divorazione di cellule”); è un normale processo di ingestione cellulare e digestione enzimatica di batteri, scorie di tessuti e altre cellule erratiche.

I virus non sono altro che materiale organico inerte, completamente privo di qualsiasi caratteristica di vita e che nessuno ha mai visto in azione. Le fotografie che asseriscono di mostrare i virus in azione sono vere e proprie frodi: ciò che mostrano in realtà è un ordinario processo fisiologico di fagocitosi che avviene innumerevoli volte ogni giorno all’interno del corpo.

E’ da ricordare che secondo i testi di virologia e microbiologia i virus presentano le seguenti caratteristiche, che sono incompatibili con la vita:

venerdì 21 luglio 2017

Il pensiero crea la realtà o viceversa?

IL PENSIERO CREA LA REALTA’ O VICEVERSA?

Ieri su Facebook ho pubblicato un post che, come mi aspettavo, ha generato diversi commenti e domande. Questo il testo del post:
“Sono un rivoluzionario!
Continuo a leggere che ciò che pensiamo crea la nostra realtà. In realtà è proprio il contrario. La realtà che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere crea i nostri pensieri.
Chi ha orecchie per intendere…”

Domanda: E la realtà che viviamo da cosa o chi è creata?

Avendo promesso una risposta, eccomi a spiegare il mio pensiero.
Intanto, come ho già avuto modo di spiegare in diverse occasione, la premessa è che il pensiero da solo non crea nulla. Ciò che condensa le particelle per manifestare la realtà è l’energia delle emozioni. Il pensiero indirizza l’energia verso uno scopo, verso l’obiettivo, ma è l’emozione che ha il potete di far collassare le particelle e creare la realtà.

Detto questo veniamo alla risposta vera e propria. L’essere umano è un mammifero che si è evoluto sul pianeta Terra in milioni di anni. Ciò che noi siamo è una coscienza che per qualche motivo, forse per conoscere il piano della manifestazione fisica,  ha scelto di abbassare la propria frequenza vibrazionale e di entrare nel corpo del mammifero più evoluto: l’essere umano. Noi siamo quella coscienza. Il problema è che per entrare nel corpo umano abbiamo abbassato così tanto la nostra vibrazione che ora facciamo estremamente fatica a rimanere svegli. Il pensiero dei filosofi “chi sono io”, viene proprio da questa coscienza che ha così poca energia per rimanere sveglia e che sente questo stato di indeterminatezza, di sentirci fuori posto, che vorrebbe capire chi siamo e perché siamo qua. Per circa il 95-99% del tempo la nostra coscienza dorme e lasciamo che sia il mammifero che abitiamo a vivere, identificandoci con lui.

È anacronistico parlare ancora di inconscio. Alcuni lo fanno per ignoranza, altri per pigrizia mentale, altri ancora nascondono la verità solo per mantenere quell’alone di mistero che attribuisce loro potere. Ciò che hanno fatto gran parte delle religioni per secoli. In realtà ciò che chiamano inconscio altro non sono che le coscienze del mammifero che abitiamo.
Come la scienza ha dimostrato, questo mammifero umano ha un cervello emozionale (il Sè istintivo) e un cervello razionale (il Sè mentale). Questo mammifero umano pensa e prova emozioni e la nostra vera coscienza, che dorme per il 99% del tempo, si è quasi totalmente identificata con quel mammifero, con quel Sé istintivo e quel Sé mentale. Non è l’inconscio a governarci, ma il mammifero che abitiamo.

Quel mammifero si è formato tutte le sue convinzioni e i suoi modelli di vita sulle esperienze che ha vissuto fin dalla primissima infanzia. Tutti i modelli di pensiero, tutte le reazioni, tutte le emozioni che proviamo, sono il frutto delle esperienze passate. Il mammifero umano, pur avendo una capacità di pensiero molto evoluta, ha una coscienza poco elevata, il suo è un pensiero lineare e vive quasi in automatico (è per questo che molti studiosi paragonano la mente ad un computer). Di conseguenza il pensiero del Sé mentale non è un pensiero libero. Ciò che pensa il Sè mentale dipende dai valori appresi, dagli schemi di pensiero e soprattutto dai contenuti emozionali del Sè istintivo.

Quindi, riassumendo, per il 99% del tempo tutto ciò che pensiamo senza rendercene conto (cioè, ciò che il Sè mentale del mammifero pensa, senza che la nostra coscienza che dorme se ne renda conto) è un pensiero automatico derivato dal passato.

Ed ecco la spiegazione al post di ieri. Non è il pensiero a creare la realtà, ma per il 99% del tempo è la realtà che abbiamo vissuto, soprattutto nell’infanzia, che emozionalmente, o per i suoi schemi più o meno rigidi, genera i pensieri automatici del Sè mentale. Questi pensieri associati alle emozioni del Sè istintivo continuano ad alimentare la nuova realtà che viviamo e che tende a ripetersi.
Solo se ci svegliamo, solo se la nostra coscienza si sveglia, possiamo pensare consapevolmente e richiamare l’energia delle emozioni per creare una nuova realtà.

Mi fa sorridere chi afferma “pensa positivo”. Detto così, significa non aver capito nulla dell’essere umano. Non aver capito che se la coscienza dell’Io non ha la forza per rimanere sveglia (e qua ci ricolleghiamo al precedente articolo del mio blog) è impossibile pensare positivo, perché tra volontà ed emozione vince sempre l’emozione che genera nel Sé mentale i soliti pensieri distruttivi. Ben altre dovrebbero essere le parole di chi afferma di voler aiutare le persone a raggiungere il benessere

Abduction: Realtà o Disturbo Psicotico?

Realtà o Disturbo Psicotico?
Addotto, ossia essere umano oggetto di rapimenti da parte di alieni, è un termine che deriva dal vocabolo anglosassone ‘abduction’. La sindrome da abduction è riconosciuta da decenni nei glossari psichiatrici come forma di disturbo psicotico, dominato da una pesante componente fantastica; peccato per i loro algidi libroni ma tale sindrome non è altro che una reminiscenza collettiva di un fatto maledettamente reale. L’abduction può avvenire sul piano fisico e su quello eterico, o in una fusione dei due. E’ dura da ammettere ma anche il cosiddetto piano eterico è maledettamente reale. Le memorie dei fenomeni di abduction sono sorprendentemente simili in ogni parte del pianeta, con meccanismi pressoché identici.

Se continuiamo a condurre le nostre esistenze terrene senza renderci conto di cosa stia accadendo da sempre - ed ora in particolare - alla nostra specie, non potremmo mai comprendere sino in fondo le gigantesche operazioni di manipolazione generalizzata che avvengono intorno (e dentro) di noi.
L’essere umano è stato oggetto di continui e ripetuti interventi di manipolazione genetica; tali interventi sono pesantemente attivi anche ora. L’umanità è stata sottoposta a pesanti operazioni di ingegneria sociale e programmazione mentale; tali operazioni sono oggi più imponenti che mai. L’ambiente ‘naturale’ è sempre stato oggetto di manipolazioni, sostituzioni, rivoluzioni in modo da renderlo sempre consono ai desiderata dei manipolatori.

Distratti ed anestetizzati come siamo dalle tasse, dal calcio, dalla politica e dalle mille e mille fandonie che ci hanno inserito nei cervelli ed imposto come elementi essenziali del nostro vivere, procediamo ignari del grande gioco che si sta svolgendo proprio dentro ognuno di noi, nessuno escluso.
Siamo lontani mille miglia dall’aver compreso il senso del nostro vivere, dall’aver perlomeno cominciato a porci le domande giuste, provando a risponderci senza mentire e senza coprire a noi stessi la verità. Senza un coraggioso sforzo comune non riusciremmo mai a sganciarci dalla finzione che ci avvolge.
Infine: non bisogna aver paura perché ciò che si va scoprendo è tutto a nostro favore.

Normalizzazione della pedofilia, work in progress… da reato a mero orientamento sessuale!

La scusa dei diritti LGBTP e la spinta “liberale” verso la pedofilia

Nell’ultimo periodo i lettori avranno notato un particolare focus su argomenti come la pedofilia su youtube. Sono certo argomenti scomodi che faranno voltare lo stomaco alla maggior parte, ma bisogna parlarne.
Un nuovo trend si sta facendo strada tra liberali e comunita` LGBT: decriminalizzare la pedofilia e legittimare la pedosessualita`.
Si avete capito bene, le organizzazioni LGBT vogliono, come nuovo obiettivo nella loro agenda, trasformare la pedofilia in una inclinazione sessuale. Dopo anni di battaglie per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, l’ormai corrotta bestia rappresentata dalla lobby gay, vuole sdognanare il concetto di pedofilia nel nome dell'”amore libero”.
Cosa succede se osiamo criticare le idee di queste persone (dovremo vivere in democrazia fine a prova contraria), veniamo emarginati, perseguiti e ridicolizzati. Parole come PEDOFOBO saranno presto di uso comune per indicare un individuo che non accetta queste idee scellerate e malate (ovvero il sesso libero tra un adulto e un bambino).
Un bambino mezzo nudo ad un gay pride. Solo una societa` profondamente malata puo` ammettere tali spettacoli
Citando ancora una volta YouTube possiamo osservare come la continua manipolazione dei giovani abbia dato i suoi frutti. Nel video sotto potrete (se avete pazienza e nervi saldi) ascoltare una filippica sul perche` i pedofili non vadano ostracizzati, in quanto la loro pulsione e`, semplicemente, un orientamento sessuale.

Citando ancora una volta YouTube possiamo osservare come la continua manipolazione dei giovani abbia dato i suoi frutti. Nel video sotto potrete (se avete pazienza e nervi saldi) ascoltare una filippica sul perche` i pedofili non vadano ostracizzati, in quanto la loro pulsione e`, semplicemente, un orientamento sessuale.

 link al video
Scorrendo nei commenti possiamo vedere come ci siano dei fan che la difendono a spada tratta dalle reazioni negative suscitate dal suo “intervento” sul tema. Come e` possibile difendere una posizione del genere? Quanto marcio e` il pensiero di questi sciocchi?

Se il singolo youtuber puo` sembrare l’eccezione, cambiando piattaforma social, possiamo trovare proprio gruppi AntiPedofobi i quali si etichettano come MAP (Minor Attracted Person). Sostanzialmente, utilizzando le stesse tattiche dei siti AntiOmofobi, cercano di proteggere i pedofili dalle “discriminazioni” associando l’Omofobia alla Pedofobia,
La PedoFobia e` una forma di Omofobia, secondo questi liberali
Non dimentichiamoci di uno dei piu` famosi siti che sostengono la pedofilia. Vengono chiamati Pedofili Virtuosi, in quanto resistono alla tentazione di abusare di un bambino. Qui si cerca di creare una sorta di “simpatia” nei confronti del pedofilo in modo da cambiare, lentamente e progressivamente, la nostra idea sulla pedofilia e sul pedofilo in generale. 
Siamo nel 2017 e dobbiamo mostrare rispetto e accettazione per questi individui sessualmente attratti dai bambini.

Ricapitolando…Al giorno oggi, il pedofilo sta conquistando lo “status” di minoranza da salvaguardare. Mentre esprimere un’opinione contraria alla “versione ufficiale”,  a livello pubblico, puo` costare il lavoro, la carriera e la propria immagine, un pedofilo e` in grado di discutere su forum, twitter e social network di quanto la sua condizione sia naturale e di come sia un martire degno di rispetto quando resiste ai suoi impulsi.

IDEE E RAGIONI DI UNA SINISTRA LIBERALE PERVERSA
La sinistra liberale occidentale difende queste ideologie basandosi sul relativismo culturale in quanto ci dice che la pedosessualita` e` solo uno dei tanti costrutti sociali e la sua attuale connotazione negativa e` solamente la conseguenza degli abusi perpetrati nei confronti delle vittime.
Questo e` il vero pericolo del post modernismo: possiamo normalizzare qualsiasi tipo di trasgressione sotto la bandiera dell’equalita, dopotutto ogni sistema di valori e arbitrario, quindi, chi siamo noi per giudicare o criticare i pedofili?

Si tratta della naturale evoluzione della dottrina relativista/liberale dove il pedofilo merita rispetto e celebrazione in quanto resiste all’applicazione di un suo “diritto naturale” ovvero perseguire le sue pulsioni pedosessuali.
Il relativismo e` l’arma utilizzata dai media e dai poteri forti (elite ebraica) per uniformarci tutti al pensiero unico

Molte di queste persone sono inoltre atee e non credono veramente nell’esistenza del bene e del male o di persone cattive che provano piacere a fare del male. Mi dispiace per loro ma il mondo e` pieno di mostri, persone che non provano alcun sentimento e non sanno essere empatici. Psicopatici e sociopatici esistono!

Mi fa strano dover spiegare questa cosa ma il vero motivo per cui la pedofilia viene considerata negativamente e` dato dal fatto che i pedofili vogliono fare del sesso con dei bambini, i quali non hanno ancora sviluppato la capacita` di comprendere cosa, questi pedofili, vogliono che facciano o che cosa stanno subendo. I bambini non capiscono il sesso non hanno conoscenze su come funziona o sul perche. Probabilmente il concetto gli spaventa e anche se dessero il loro consenso non avrebbero la minima idea delle ripercussioni sociali e fisiche di tutto cio‘.
Notiamo ancora una volta il paradosso: le femministe e la sinistra liberale in generale condannano lo stupro di una donna ma cercano di rendere accettabile l’idea di pedofilia. Fare sesso con una persona che non sa quello che sta succedendo E` stupro.
La possibilita` che un uomo abbia una relazione sessuale con un bambino e` sbagliata, come puo` un bambino, competere con la mente e la fisicita` di un adulto? Sappiamo tutti come i bambini siano facilmente manipolabili e siano disposti a credere a tutto!
Secondo questi liberali da 4 soldi, perche` non mandiamo i nostri figli a votare, non li facciamo guidare o non li lasciamo da soli con un’arma?

Il focus andrebbe completamente riportato sulle vere vittime di questi abusi ovvero i bambini. I pedofili non sono vittime e trattarli con compassione porta a creare delle barricate culturali che ostacolano delle misure efficaci contro queste persone.
I MEDIA E LA PEDOFILIA
Come se non bastasse gli stessi media spingono queste argomentazioni. Il video qui sotto e` il trailer di Mick, una serie in cui vediamo un bambino di 6 anni transgender con accessori da bondage e vestito da bambina streamable.com

Dall’HuffingtonPost: 

Un silenzio assordante

Un silenzio assordante

Un silenzio assordante da parte dei media tutti, eppure la gente è scesa in piazza in tutta la penisola, ma per il governo è invisibile, per le due camere dei non eletti è invisibile, per il Presidente della Repubblica è invisibile e i partiti tutti ci marciano per qualche adesione in più.

Siamo soli nessuno ci rappresenta; in questo articolo qui pubblicato il 19 cm è ben documentata la deriva che stiamo subendo.

Ecco il popolo invisibile alla classe politica (non eletta) dominante, alcune e coraggiose piazze dello stivale sono scese in piazza ma, la legge è passata al senato nell’indifferenza assoluta e con la fiducia passerà anche alla camera.

Non ho parole …

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giovedì 20 luglio 2017

Scuola libertaria. - Se lo scopo non è anarchico, può solo essere autoritario

Se lo scopo non è anarchico, può solo essere autoritario
Ogni società educa e si autoeduca sul proprio modello, stendendosi sul
corpo della madreforma che essa si è data, e in questo modo si autoriproduce. Ci sono però società, come la nostra, che non si scelgono spontaneamente la madreforma attraverso cui potersi autoriprodurre, perché questa madreforma è stata inizialmente, e continua ad essere, un disegno preciso voluto dalla classe agiata per poter continuare ad essere agiata e sfruttatrice. Un disegno che muta solo in apparenza a seconda di come tira il vento e la pancia della gente.

Se oggi gli oppressori, come nel 1800, guardano alla scuola come ad uno strumento di liberazione, è solo perché il disegno pedagogico della classe agiata ha fatto bene il suo dovere, purtroppo. Gli oppressi non riescono a destrutturare più il dogma scolastico, anzi, lo innalzano devoti più di un tempo e tutt'al più lo vogliono soltanto modificato, ma mai eliminato.

Se la società è un gruppo, la scuola è nata per dare a questo gruppo uno scopo, un obiettivo comune in cui credere. Ma come dimostrano i fatti, gli obiettivi che la scuola propaganda, e di cui si vanta, non sono gli stessi di quelli che nasconde e produce. C'è contraddizione tra ciò che la scuola dice di voler fare e ciò che fa, tra ciò che dice di voler produrre e ciò che in effetti produce.
E questo però sembra essere chiaro soltanto alla classe agiata, che conosce bene gli scopi occulti della scuola, ed è ovvio, dato che è stata lei a volerli. Per dirne una: la scuola dal lato teorico (e retorico) condanna il bullismo, ma è proprio attraverso i suoi strumenti e tutta se stessa che lo crea (un esempio qui).

Un pensiero di John Dewey dice: 'Qualsiasi educazione data da un gruppo tende a socializzare i suoi membri, ma la qualità e il valore della socializzazione dipendono dagli scopi del gruppo'. Una società come la nostra, modellata per mezzo della competizione, del 'valore' militare e della gerarchia, non può certamente produrre libertà e pace, né avere scopi di autentica e diffusa solidarietà. Purtroppo.

Una buona società potremo averla soltanto descolarizzandola nel più breve tempo possibile, facendo in modo che le nuove generazioni sviluppino autonomamente le loro aspettative e attitudini, senza essere contaminate dagli adulti, dal nostro modello sbagliato, dalla nostra cultura, dai nostri valori a cui siamo affezionatissimi.

Gli adulti non hanno alcun diritto di fare progetti sui loro figli, di conformarli, di pensare e agire al posto dei figli! Che costruiscano da soli, i bambini e le bambine, la loro madreforma, e che la modifichino o la distruggano quando vogliono, se lo vogliono. Siano loro a decidere, e nessun altro al di fuori di loro. I bambini non si privatizzano! Se questo fa paura agli adulti, è giunto il momento di combattere culturalmente questa paura stolta.

Il mio consiglio conseguente è anche quello di diffidare di quanti propongono visioni future di scuole riformate, luccicanti e coloratissime, magari pescando dagli (o gli) stessi argomenti propugnati dalle scuole libertarie e dall'anarchia, ma che di queste hanno soltanto l'imballaggio esterno patinato. Attenzione sempre agli scopi nascosti.

Attenzione alle strumentalizzazioni politiche, che sono sempre in agguato, operazioni facili e demagogiche, abbaglianti, che aiutano sempre il sistema, alla fine, perché sono esse stesse il sistema! Guardiamo quindi sempre alla direzione, autoritaria o libertaria, e guardiamo all'obiettivo: se non viene dichiarato apertamente di volere lo smantellamento dello Stato, l'eliminazione di tutti i governi, hic et nunc, siamo certi che siamo di fronte a una enorme impostura: il solito inganno politico ben mascherato.

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