giovedì 31 luglio 2014

Gli uomini semplici fermeranno l'autoannientamento del genere umano

di Limpha Nefer

L'arca di Atlantide

Le tenebre scesero inesorabili nelle menti della razza degli uomini del pianeta Azzurro.
Esse riuscirono a spegnere il lume che lo stesso pianeta dopo molte prove gli aveva donato, raggiungendoli  e riportarli nell'oscurità dei primordi.
L'indolenza lambiva ogni loro gesto e le azioni quotidiane erano sempre impregnate di egoismo, esse si celavano in quel poco di buono che ancora rimaneva e che essi riuscivano a rivolgere solo ed esclusivamente ad altre forme di vita non umane. Eppure tutto questo non bastò a sopperire le mancanze che sentivano crescere dentro di sè, e i buoni propositi finivano tutti nella violenza.
Furono portati in quel limbo piano piano, ignari di essere stati ingannati dalla loro stessa intelligenza.
Caparbi e logici credettero sempre nel caos come l'ineluttabile, rigettando la conoscenza della propria natura di entità generata perfetta, capace di evolversi nell'unione oppure regredire nella solitudine.
 
Fu proprio lungo il corso della ricerca che sbagliarono via e dovettero aggrapparsi a dogmi che li allontanavano sempre di più dalla mutazione che avrebbe dovuto accadere. Quegli stessi assiomi voluti e creati da loro stessi, furono deleteri per la loro mente nata per acquisire e imparare poichè invece di un giovamento che all'apparenza appariva come la strada da percorrere, rigettava il pensiero libero, credendolo portatore di quel male e di quel vuoto che sentivano crescere dentro di sè.
Si ammalarono, e nonostante essi fossero molto sofferenti, nulla fecero per fermare il disfacimento, troppo presi a ricercare nei feticci e negli idoli nonchè nelle effimere sostanze, quelle creazioni mentali sterili che placassero le loro paure.
Quella genie credette sempre che solo dopo la morte avrebbe ritrovato un posto migliore per poter essere felice.
Ed essi morirono, morirono per migliaia di anni, e poi rinacquero per migliaia di anni, ma nulla cambiò, fino a quando un giorno, qualcuno sfuggì a quella sofferenza controllata, comprendendo l'imminente catastrofe.
Furono coloro che si resero conto che il pianeta Azzurro, il loro padre e la loro madre stava per distruggere loro, il suo l'ultimo esperimento.
 
Uno sparuto gruppo di sapienti, semplici uomini, che da sempre non smorzarono mai la scintilla, quelli che vollero sfuggire ai dettami imposti, quegli stessi che non credettero mai, e che mai si fecero indottrinare, dal falso e dall'ordinato, quelli che nei secoli furono bruciati e infangati, oscurati e annullati, quelli che in ogni epoca mai si mischiarono, i puri i candidi, quelli capaci di guardare l'oltre, pur rimanendo con le radici sulla terra. Proprio loro memori del quel passato, sfuggirono alle grinfie di quel male contagioso. 
Costruirono potenti mezzi, creati a posta per poter comunicare e riconoscere chi come loro, avesse la stessa percezione, non ingannarono mai poichè con quelle risorse gridarono a tutti il pericolo, ma stavolta non si fecero prendere e poterono continuare.
Fu proprio quella cerchia, che s'accorse che gli stessi loro bambini, cominciavano ad assumere impercettibilmente un'altra fisionomia, allora compresero che era tempo di andare, era arrivato il momento.
Si riunirono e dalle stesse azioni comuni e dagli stessi intenti la ricerca ebbe un unico fine, costruire insieme un modo per salvare la nuova razza e poter finalmente dare vita a un nuovo progetto.
Limpha
http://rumoridelluniverso.blogspot.it/2014/07/larca-di-atlantide.html

E se i pensieri che ti passano per la testa non fossero tuoi?

cervello-pensieriE se i pensieri che ti passano per la testa non fossero tuoi?
Ti è mai sfiorato questo dubbio? 
Ti sei mai chiesto se tutto quello che ti passa per la testa ti appartiene veramente?

Quante volte si intrufolano nella tua mente pensieri strani, che non ti sogneresti mai di pensare? Eppure sono lì, dentro la tua testa; a volte dimorano a lungo, a volte passano veloci come lampi, a volte sono, invece, fastidiosi e insistenti. Se trovano in te una qualche risonanza, si attaccano come sanguisughe e ti succhiano energia e vitalità. A quel punto tu dai loro importanza, pensi che siano stati generati dalla tua propria mente, pensi che sono tuoi, che sei tu che li stai pensando. In realtà si sono attaccati a te e sono loro che ti stanno pensando o meglio ti stanno costringendo a pensarli.

La realtà è che siamo tutti collegati. I pensieri rimbalzano da una mente all'altra, da una coscienza all'altra, come tanti semi trasportati dal vento. I semi, quando trovano il terreno adatto, vi si posano, maturano e crescono. E così sono i pensieri: trasportati dal vento cosmico, passano da una mente all'altra e, quando entrano in risonanza con altri pensieri o emozioni corrispondenti, si attaccano, trovano il terreno favorevole, crescono, si riproducono. Tutto questo avviene senza che tu te ne renda minimamente conto. Benedetta inconsapevolezza!
universoL'universo è un luogo splendido, meravigliosamente concepito e realizzato in modo perfetto.
Questo scambio continuo tra gli esseri che lo popolano attraverso pensieri, stati d'animo, emozioni e sentimenti, è indispensabile allo scambio di informazioni e all'evoluzione ed espansione dell'universo stesso. Tutto è stato concepito perché ogni essere abbia tutto quello che gli serve per evolversi ed espandersi. E così la conoscenza arriva a te senza neanche bisogno che tu te la vada a cercare. Purtroppo in questo periodo storico la coscienza collettiva è inquinata da una gran quantità di pensieri spazzatura, un mucchio di sciocchezze fatto apposta per sopravanzarti e impedirti di svegliarti. Tutte queste informazioni spazzatura attraversano la tua mente e ti intrappolano in un limbo di incoscienza.

Se tu fossi sveglio e consapevole a questo punto saresti costretto a chiederti: ma questi pensieri che mi attraversano la mente sono davvero miei? Mi appartengono? Sono davvero io che li sto pensando? Sono io che deliberatamente sto decidendo di pensare a questo?


farfalla sul fioreSe tu fossi consapevole ti renderesti conto della verità. La gran parte dei pensieri che attraversano la tua mente sono come le farfalle che si posano di fiore in fiore fino a quando non trovano il fiore che gli è più congeniale e dal quale possono succhiare beatamente il nettare: in questo caso la tua energia.
Osservali: lascia che attraversino la tua mente come nuvolette bizzarre. Osservali e lasciali andare per la loro strada.
Quando fai una scelta tutti i pensieri non coerenti alla tua scelta, non ti appartengono più. Sono sempre di qualcun altro, magari di un tuo aspetto, del tuo inconscio, delle persone che ti circondano… Ma non sono tuoi: non ti appartengono più. Perché dargli dunque tanta importanza?

MENTALMENTE CONTROLLATI CON L'ARMA METEROLOGICA E TUTTO IL RESTO !!!


Niente Estate: hanno vinto i mondialisti sessantottini

Se ancora appartenete a quella sfilza di dementi che sostengono l’impossibilità da parte dell’uomo (vedi militari) d’interferire sulle condizioni climatiche, allora vi meritate questo ed altro ancora.
Se i mondialisti si sono potuti spingere sino al punto da poter determinare quanto sole ci tocchi al mese e come somministrarcelo, gran parte della responsabilità è dei popoli ignoranti. Ed ora mi spiego per benino.
Ancora oggi capita di poter incontrare soggetti nati negli anni Quaranta e Cinquanta i quali e le quali non fanno che riempirsi la bocca col loro “sessantotto”. Lo osannano perché oggi, da vecchi, non avendo costruito un bel nulla oltre a montagne di retorica d’accatto nel corso di cinquant’anni, sono rimasti gl’ignorantoni che erano allora. Tutt’ora si piccano di aver rivoluzionato il Pianeta, ed invece, allo stato dei fatti, non hanno concluso nulla. Ma de che, si escalma dalle mie parti!!! Col loro comportamento irresponsabile si sono resi complici di quel potere delle lobbies che ha potuto proliferare indisturbatamente, andandosi ad affermare e consolidare in quel preciso momento storico, mentre c’era chi, ritenendosi più furbo di tutti, parlava di fiori nei cannoni, alludendo alle canne rollate e fumate. Faccio presente che la Trilateral Commission fu fondata nel 1973 in piena guerra del Vietnam, mentre in tutto il mondo occidentale masse intere di “giovani sessantottini” si facevano di LSD ed eroina. E nessuno ne parla semplicemente perché i giornalisti di oggi sono i sessantottini di ieri come la classe dei docenti universitari – sia chiaro. A loro secca tremendamente dover prendere atto della realtà: sono degli emeriti falliti. Non hanno spiegato nulla al genere umano. Hanno fallito su tutto il fronte. Non ci hanno fornito alcuno strumento d’indagine ed oggi, per codardia, non fanno altro che insistere su quella linea patetica. uno spettacolino indegno.
È invece la parte sana della gioventù degli anni Duemila, quella che sta rivoluzionando davvero il sistema. Sono i personaggi che si muovono nel sottobosco internettiano quelli che stanno facendo opera di divulgazione scientifica. E lo stanno facendo senza manifestare in piazze gremite di idioti indottrinati. Lo fanno studiando da mattina a sera, intercettando quelle poche cellule sane che non hanno alcuna intenzione di omologarsi. Ed è grazie all’opera di questi giovani del Duemila che possiamo adesso comprendere che esistono sistemi di derivazione militare capaci di inondare il cielo di onde radio capaci di stravolgere le condizioni climatiche, far impazzire gli uccelli che muoiono a migliaia, far arenare cetacei sulle spiagge e generare tifoni nel bacino mediterraneo. Guarda caso un bacino che per natura non è mai stato teatro di tifoni o cicloni per via delle temperature delle acque che ne impedirebbero la formazione, ma ora come ora, le spiegazioni scientifiche di un tempo non possono fare presa perché le tecniche di manipolazione esistono eccome. La nostra Sicilia, sappiatelo, ospita una delle 4 stazioni MUOS presenti sul pianeta Terra. Le altre 3 sono ubicate in luoghi disabitati dall’uomo. Ma non si sa bene per quale stramaledetta ragione in Sicilia c’è. Ed i casi di tumore stanno crescendo a dismisura. Né più né meno come crescono a dismisura a Taranto e a Caserta. Tutti luoghi inquinati, per una ragione o per un’altra. L’Italia, dal 1943 colonia americana, è disseminata di basi NATO. Ma la domanda è: se le basi NATO vennero istituite per proteggerci dalla minaccia comunista dell’URSS, oggi che il muro di Berlino non esiste più, da che diamine ci dovrebbero proteggere? La risposta è che non servono a nessuna protezione. Ma servono da basi controllo. Punto e basta. Hanno avuto la sfacciataggine di violare i nostri cieli, abbattere i nostri aerei civili (Ustica 1980) senza che nessuno potesse rivendicare la nostra sovranità. L’unico che osò tanto si chiamava Bettino Craxi; e pure i sassi sanno che fine abbia fatto. Ma in pochissimi sanno che quella fine fu il prezzo che dovette pagare per aver sgrullato come zerbini gli USA di Ronald Regan il quale voleva fare lo sceriffo a casa nostra sulla questione di Sigonella… i presidenti USA hanno tutti questo vizietto di fare i boss a casa degli altri…
L’estate 2014 passerà alla storia, credetemi. Un’estate senza sole è un dramma: la luce delle giornate lunghe serve a penetrare a fondo nelle nostre orbite oculari e permettere alle retine di fissare elementi necessari a dire al cervello di produrre sostanze antidepressive. Togliendoci il sole ci deprimiamo. E lorsignori lo sanno. Per questo ci stanno attaccando coi cieli coperti. Sappiate che nel mondo è la regione scandinava quella col maggior numero di suicidi per depressione. Ed il motivo è sempre lo stesso: mancanza di luce!
Sapete perché vogliono toglierci la luce solare proprio oggi, 2014? Perché ad Ottobre verrà varata una serie di piani economico-finanziari devastante che colpirà tutte le fasce (pensionati, studenti, casalinghe, badanti…) ma non i ladri ed i capitalisti coi conti all’estero. No, quelli non li sfiora nessuno, tranquilli. E sarà necessario far ingoiare questa merda ad un popolo depresso piuttosto che ad un popolo di gente sveglia arzilla e briosa. Invece siamo tutti giù di morale per mancanza di relax. Le nostre agognate ferie le abbiamo trascorse sotto alla pioggia a domandarci “ma quando smette”? Non smette. Ce la dobbiamo tenere così, perché così hanno stabilito i maiali mondialisti. Dobbiamo tornare al posto di lavoro più depressi di come lo abbiamo lasciato. E guarda caso tutto in concomitanza delle “riforme” di un governo composto da elementi giudicati incostituzionali dalla Consulta medesima. Un manipolo di cortigiani della TROIKA.
In conclusione: i nostri cieli sono sempre più solcati da scie chimiche e piovo ragnatele dal cielo che depositandosi sui campi ne immiseriscono il Ph rendendo indispensabile l’utilizzo di concimi chimici creati ad hoc dalle stesse ditte che producono le “ragnatele volanti”.
E chi osa parlarne, finisce male. Come male sono finiti i fratelli Marcianò i quali sono stati fatti oggetto di attentati, minacce ed attacchi di varia natura.
Il mare, l’aria, l’acqua ed il cibo, sono inquinati. L’estate sembra autunno, in autunno fa caldo, a natale si esce in maglietta. Ci stiamo avvicinando ad un modello di stagione unica, senza variazioni di sorta. Il Mediterraneo e la cultura mediterranea hanno da sempre reso notti insonni ai porci nordeuropei di stampo groziano. Ci indicano come gente del terzo mondo. Invidiano le nostre coste, il nostro cibo, la nostra storia, la nostra arte, la nostra tradizione cattolica e la nostra proverbiale ospitalità. Ci vogliono vedere distrutti. Ci vogliono eliminare.
Ebbene, noi abbiamo il dovere di proteggerci. Ed abbiamo il dovere di conoscere per non cadere nel loro squallido tranello.
Quando a Settembre riprenderanno il via le trasmissioni di indottrinamento politico, spegniamo il TV. Quello che dobbiamo sapere si trova qui, nella rete. Luogo dei giovani competenti e di una ristretta fascia di leoni anziani che sono dalla nostra.
Andrea Signini

Meccanica emotiva: perchè le emozioni possono fare male

Gurdjeff era uno stronzo, questo è pacifico, ma i suoi insegnamenti avevano molto senso. In particolare parliamo oggi del concetto di “centro”. Occorre fare un po’ di sforzo mentale, un po’ di lavoro, ma alla fine tutto è molto chiaro.
Incominciamo in modo molto sintetico da cosa ci dice la “teoria”. Nell’uomo i vari processi trovano un punto di coordinamento in appositi centri. Esistono un centro intellettivo, uno emotivo, uno motore. Poi ne esistono altri, quello istintivo, quello sessuale etc. etc. Ma i primi tre, sono davvero principali nell’uomo come è oggi.

Partiamo dal centro motore: osservarlo non è difficile; basta imparare un movimento che non conosciamo. Andare in bicicletta, ad esempio. All’inizio sembra impossibile, poi divente più semplice, fino a che, ad un certo punto… succede una specie di miracolo e noi diventiamo capaci di andare in bici, cosa che non dimentichiamo più.
Come accade questo? Semplice: il nostro centro intellettivo analizza il movimento e cerca di riprodurlo. Ad ogni tentativo, quello che facciamo viene “registrato” in quello che potremmo chiamare centro motore (la localizzazione fisica esiste, ma non è scopo di questo post). Ad un certo punto il centro motore prende in mano la situazione; ha, per così dire, “capito come si fa”. Da quel momento in poi, la complessa serie di movimenti necessari a stare in sella non deve più passare per la corteccia cerebrale: è diventata automatica. Il centro motore, in altre parole, è stato programmato e, per molto tempo, non dimenticherà più questa sequenza, riproponendola pari pari tutte le volte che si presenterà l’occasione. Questo meccanismo è alla base di tutte le scienze fisiche, come ad esempio, la danza, le arti marziali, lo sci e tante altre attività fisiche che richiedono un’automatizzazione del movimento come la guida di un auto o di una moto. Anche l’atto del camminare, prima conquista motoria di una importanza fondamentale nel bambino, è a carico del centro motore.

Per quanto incredibile possa sembrare, esistono centri analoghi che gestiscono i nostri processi intellettivi ed emotivi. Anche il pensiero viene “educato” (anche se sarebbe meglio dire “condizionato”) e lo stesso vale per le emozioni. Osservare gli eventi che includono questi due centri diventa un po’ più complesso e richiede una certa capacità di distacco e sincerità nei confronti di noi stessi. Ad esempio, avete notato come una canzone può produrre sempre la stessa emozione? Oppure come sia quasi automatico l’insorgere delle stesse emozioni di fronte agli stessi stimoli? Oltre alla questione di risposta automatica insita nella mancanza di consapevolezza dell’essere umano, vi è proprio il meccanismo di funzionamento dei centri implicati.
Quello che però molto spesso non si sa è che ogni centro, è a sua volta dotato di tre “componenti” che rispecchiano la struttura generale. Nel centro motore troveranno quindi posto un centro “intellettivo”, uno “emotivo” ed uno “motorio” vero e proprio.
Lo stesso vale per il centro emotivo.
La prima conseguenza di questo è che le emozioni hanno una loro componente “motoria” ed una “intellettiva”
Ad esempio, quando proviamo un’emozione negativa come la rabbia, e non la esprimiamo nel modo corretto, quell’emozione (la rabbia) si troverà comunque ad essere nata ma a non aver trovato il suo corretto canale espressivo. Sceglierà quindi (e qui entra la componente motoria del centro emotivo) il percorso che offre meno resistenza. Tipicamente, andrà ad infilarsi in un organo bersaglio (ad esempio: il fegato), generando un danno più o meno esteso, più o meno grave, in quell’organo che ne è diventato il bersaglio per errore.
Il problema è che così facendo, quell’emozione ha creato un precedente. Ha, per così dire, aperto una strada sbagliata per l’energia emotiva. Questa strada, con il reiterarsi dell’errore, diventerà sempre più definita, sempre più chiara, ma, quello che è il maggior danno, sempre più facile da seguire rispetto a quella corretta. E’ la componente motoria del centro emotivo che determina questa evoluzione errata, allo stesso modo in cui un atto meccanico ripetuto, a lungo andare diventa automatico.
Il risultato, in questo caso, è che a furia di reprimere un sentimento potente, positivo o negativo che sia, si finisce per generare una maggior facilità di quell’emozione a fluire nella direzione sbagliata. Ad un certo punto questa direzione risulterà così semplice da prendere che le emozioni di quel tipo prenderanno sempre quella (sbagliata) anziché comportarsi come dovrebbero.

Ecco perchè chi ha un problema di fegato dovuto alla facilità di incazzatura tenderà ad acuirlo sempre più. Ed ecco perchè i problemi fisici derivanti da un’errata disposizone emotiva, ad un certo punto sembrano conoscere una sorta di “impennata”: perchè non siamo più in grado, anche volendo, di far prendere la strada giusta alle nostre emozioni.
A quel punto occorre un grosso lavoro di rieducazione al contrario: bisognerà cioè intervenire volontariamente nell’espressione emotiva, in modo da “riprogrammare” la componente motoria del centro emotivo ed eliminare così la via di minor resistenza profondamente errata che la nostra psiche ha generato.
Siamo abituati a non manifestare mai la nostra rabbia? Bene, cominciamo a farlo. Un suggerimento viene ad esempio da Osho, che suggerisce di prendere un oggetto (ad esempio un cuscino) e, una volta che ci troviamo da soli, iniziare a sfogare su di esso la nostra incazzatura. Ma farlo veramente, vivendola appieno, esprimendola a voce alta, anche gridando, prendendo a botte il cuscino… è un modo.
Anche parlare da soli può servire: vocalizzare i propri pensieri derivanti da qualcosa che ci ha fatto incazzare è molto importante; farlo fino a che non ci accorgiamo che stiamo recitando, che quel pensiero ha perso la sua forza è un modo per evitare che quello stesso pensiero trovi il modo di infilarsi in un organo così a fondo da danneggiarlo.
Impariamo che non siamo le nostre emozioni, così come non siamo i nostri pensieri e nemmeno le nostre azioni. 
Noi siamo noi. 
Il resto è un effetto di noi.

I danni della pornografia sul cervello

Questo saggio vuole fornire le prove a sostegno della teoria che la dipendenza dalla pornografia – soprattutto se per un lungo periodo è accompagnata dalla masturbazione compulsiva – modifica la chimica cerebrale e può portare a danni cerebrali. Non si tratta di una teoria cospirazionista: è una tesi intellettualmente difendibile che ha una quantità crescente di prove scientifiche a sua conferma.

Il modo più rapido per addomesticare e tenere calma una nazione ribelle è di far diventare i propri cittadini tossici di sesso: proprio come i bambini sono facilmente preda di chi offre loro le caramelle, la maggior parte delle persone è semplicemente molto contenta di vivere sotto governi che permettono loro i seducenti piaceri del porno: orgasmi facili ed economici sostituiscono la felicità.
La dipendenza dal sesso, soprattutto quando alimentata dalla pornografia su internet, è stata paragonata alla dipendenza dal crack e addirittura risulta ancora peggiore, perché non dà tregua alle sue vittime. È una malattia dell’anima che porta molti al suicidio e può trasformare in assassini seriali – è il caso di Ted Bundy e Gary Bishop – chi ne soffre nelle forme più acute. (Si veda qui e qui).
La assoluta somiglianza fra la ‘botta’ d’eroina e l’orgasmo è stata confermata nel 2003 quando lo scienziato olandese Gert Holstege ha comunicato in una notizia stampa relativa alla sua ricerca, che gli scanners del cervello durante l’orgasmo somigliano a quelli sotto il flash dell’eroina. Lo sanno molto bene le cavie da laboratorio, come dimostrato in modo definitivo dal famoso esperimento di James Olds e Peter Milner nel lontano 1950.

1. Comprendere la modificazione del comportamento
Nelle scatole di Skinner, i ratti arrivano ad un’attività frenetica di premute sulla levetta in modo da dare a se stessi delle sensazioni piacevoli, anche se ciò significa rinunciare al cibo ed alla vita. I risultati ci dicono che «alcuni ratti arrivarono ad autostimolarsi 2000 volte l’ora per 24 ore, escludendo qualsiasi altra attività. Per impedir loro di morire di fame dovevano essere tolti a forza dall’imbragatura dell’apparecchiatura. Premere quella leva era diventato tutto il loro mondo».

In un esperimento successivo, ad esso collegato e realizzato con uomini, una donna che pativa un grave dolore poteva stimolare i centri del piacere del proprio cervello girando una manopola. Lo fece così tanto da procurarsi delle ulcerazioni croniche ai polpastrelli. Divenne così dipendente da questa auto-stimolazione erotica da pregare i propri famigliari di limitare il suo accesso allo stimolatore. (Si veda anche qui)


Camera del Condizionamento Operante o Scatola di Skinner
Lo psicologo comportamentale americano BF Skinner (1904-1990) ha ideato nei primi anni ’30 la camera del condizionamento operante o scatola di Skinner. Il suo interesse era sperimentare le modificazioni del comportamento negli animali per poi applicare i risultati agli esseri umani. La sua principale scoperta fu il concetto di rinforzo: un comportamento che riceve un rinforzo positivo (premio), tende ad essere ripetuto e potenziato, il comportamento che riceve un rinforzo negativo (punizione) tende ad estinguersi. Messa in una Scatola di Skinner, la cavia impara a premere una levetta. La levetta aziona uno stimolo di rinforzo dato da cibo od acqua, od uno stimolo punitivo, ad esempio una scossa elettrica. Il ratto impara rapidamente a schiacciare la levetta giusta. In breve: nelle condizioni di laboratorio si possono far acquisire in modo sistematico i buoni comportamenti e far sparire i cattivi



Ci sono 7 importanti osservazioni da fare che permetteranno al lettore di comprendere i collegamenti appropriati fra condizionamento operante e dipendenza dalla pornografia.

1) Negli anni ’50 gli psicologi James Olds e Peter Milner segnarono un punto di svolta nella ricerca sulla modificazione del comportamento: introdussero una innovazione nella Scatola di Skinner in modo tale che la levetta, invece di distribuire alla pressione cibo od acqua, desse uno stimolo direttamente dentro al cervello tramite degli elettrodi lì impiantati. I topi arrivarono a darsi 7000 stimolazioni l’ora dei centri cerebrali del piacere. Tutte le altre attività – bere e mangiare incluse – vennero messe da parte. Ogni momento era dedicato all’autostimolazione del centro del piacere.

2) La cosa come si collega alla dipendenza dal porno? Molto semplicemente perché chi ha una dipendenza dal porno si comporta esattamente come una di quelle cavie. La sua levetta è la masturbazione, il suo rinforzo positivo o ricompensa è l’orgasmo. Il suo stato di dipendenza è il prodotto di un condizionamento operante auto-imposto, cioè si sta autocondizionando senza saperlo. Il caricamento dell’orgasmo e l’orgasmo stesso sono accompagnati da una stimolazione diretta del cervello per tramite della liberazione di molecole psicotrope nella circolazione sanguigna – soprattutto di dopamina – che produce nella persona con dipendenza dal porno esattamente le stesse sensazioni di eccitazione ed euforia che i topini sperimentano per effetto degli stimoli dati al cervello dagli elettrodi in esso impiantati.

3) Ma cosa stimola il rilascio delle molecole psicotrope nella circolazione sanguigna? Le immagini erotiche eccitanti. La cosa funziona circa così: immagini erotiche per la mente → inducono la liberazione di molecole psicotrope che → stimolano i centri cerebrali del piacere che producono → un comportamento ossessivo-compulsivo (dipendenza ) finalizzato al rivivere le sensazioni di piacere → con conseguenti cambiamenti neuroplastici della struttura del cervello dovuti al continuo bombardamento chimico.

4) Per citare un ricercatore universitario politicamente corretto, ulteriori ricerche sul cervello produssero quindi risultati spettacolari nell’ambito della modificazione comportamentale, ma al prezzo di «esperimenti profondamente non etici». Tali ricerche, condotte da due scienziati spregiudicati ed intraprendenti – che rispondono ai nomi di dottor Moan e dottor Heath – furono bruscamente interrotte perché, tra l’altro, stavano delineando una possibile cura per l’omosessualità. Moan e Heath avevano ottenuto il permesso di richiedere le prestazioni di una prostituta per vedere se in condizioni di laboratorio riusciva ad eccitare un omosessuale dichiarato. Inizialmente, la vista di questa giovane donna sexy aveva lasciato il paziente B-19 più che completamente freddo, profondamente disgustato. L’idea di far sesso con quella donna attraente era per lui abbastanza repellente. Però, dopo essere stato cablato e dopo che tramite gli elettrodi gli furono stimolati i centri cerebrali del piacere, il paziente B-19 esposto alle mosse erotiche della donna iniziò ad eccitarsi per poi ritrovarsi con un’erezione impressionante. Come se non bastasse e nonostante l’impedimento dato dai collegamenti con gli elettrodi [per tutto il tempo il povero B-19 era collegato ad una macchina che registrava l’EEG], il soggetto ejaculò felicemente nella di lei vagina.

5) Non occorre perder tempo nel sottolineare che l’esperimento fu bloccato, nonostante il pieno consenso e la piena collaborazione di B-19 e nonostante molti omosessuali volessero diventare eterosessuali ed avere una famiglia. Era una bomba politica. Dunque l’esperimento fu bruscamente fermato ed i dottori Moan e Heath ricevettero una bella lavata di capo dai loro colleghi politicamente corretti. Dato che si vuole che noi si creda che l’omosessualità sia altrettanto normale e sana quanto l’eterosessualità, ne consegue che suggerire che gli omosessuali possano essi stessi desiderare di sottoporsi ad una cura che li faccia diventare dei normali eterosessuali viene fatto vedere come profondamente offensivo ed omofobico. Anche se vogliono diventare eterosessuali non deve essere loro permesso di diventare eterosessuali, e non deve essere permesso per motivi etici. Dopo tutto, non si può permettere che una persona si automutili o che si suicidi, va invece protetta da se stessa. Analogamente, gli omosessuali – per il loro bene – necessitano di essere protetti dalla minaccia delleterosessualità.

6) L’aver bloccato per motivi politici delle promettenti ricerche nell’ambito di importanti aree della modificazione comportamentale ha avuto delle grandi conseguenze che qui non possiamo discutere in dettaglio. Ma basti ricordare che se è stato considerato eticamente sbagliato (= politicamente scorretto), permettere il proseguimento di una ricerca che avrebbe portato ad una cura efficace dell’omosessualità; allora sono state anche effettuate delle gravi e deliberate manipolazioni delle conoscenze scientifiche al fine di mantenere quello status quo deciso da una élite di corrotti. Una élite che non è solo contraria all’idea di far diventare eterossuali i gay, ma che all’opposto è impegnata nella omosessualizzazione dell’America... partendo dalla omosessualizzazione dei bambini e dalla loro corruzione esponendoli alla pornografia a scuola.

7) È chiaro che in teoria una efficace tecnica di modificazione del comportamento potrebbe portare ad una società Utopica fatta di cittadini modello. Nella società non ci sarebbero più né sociopatici né comportamenti criminali, non più disordini della personalità, né fobie o manie, niente più nevrosi, dipendenze da droghe, alcool, gioco d’azzardo, sesso, mangiare, fare acquisti, ed automutilazioni. Un così vasto miglioramento nella salute mentale della società non può essere chiaramente permesso: se non ci fossero più criminali, a cosa servirebbero mai polizia e professioni legate alla legge? Non ci sarebbe più bisogno dei loro servizi. Dunque, i criminali servono. Combatterli è il loro mestiere. Analogamente se non c’è più gente malata, cosa faranno mai quelli delle professioni mediche e l’industria farmaceutica? Questi hanno bisogno dei malati. Il loro lavoro è combattere le malattie.
È veramente una triste situazione quella nella quale la peggior minaccia all’ordine costituito è rappresentata da una società utopica di cittadini modello che non hanno nulla di sbagliato! La perfezione, se mai fosse raggiungibile, sarebbe proibita. (Per ulteriori dettagli su quanto appena esposto, si veda qui, qui e qui)

2. Dipendenza dal sesso e da eroina o crack. Un parallelo.
Il dottor Norman Doidge – neurologo della Columbia University – descrive nel proprio libro Il cervello che modifica se stesso, come la pornografia determini la riscrittura dei circuiti neuronali. Da una ricerca condotta su uomini che guardano pornografia su internet, essi sembravano incredibilmente simili alle cavie che spingevano la levetta nelle scatole di Skinner. Il dottor Doidge sottolinea che «gli uomini cercavano incessantemente la loro dose successiva cliccando il mouse come i topini premevano la levetta». E prosegue ricordando che tutte le dipendenze causano «modificazioni cerebrali neuroplastiche definitive». Dipendenza dalla pornografia inclusa:

Nel cambiamento plastico è coinvolta anche la dopamina. Quella stessa dopamina che ci stimola, è responsabile del consolidamento della connessione neuronale. La dopamina è rilasciata nell’eccitazione sessuale, aumenta il desiderio sessuale nei due sessi, facilita l’orgasmo, attiva i centri del piacere. Ecco dove risiede il potere della pornografia nel creare dipendenza.
Gli uomini al computer mentre guardano della pornografia sono lì per ricevere dose dopo dose di dopamina, come i topini premono la levetta. Benché non se ne rendano conto, sono coinvolti in un’attività che modificherà il substrato di cui è composto il cervello in quanto i neuroni che si accendono insieme, si collegano fra loro. Tutta quell’attività stimolante di immagini eccitanti eccita i centri del piacere e raccoglie quell’attenzione necessaria alle modificazioni plastiche. Le immagini vengono ricordate anche dopo essersi allontanati dai computers, o mentre fanno sesso con il proprio partner, e ciò le rinforza ulteriormente.
Ogni volta che avvertono un’eccitazione erotica, od hanno un orgasmo con la masturbazione, ricevono una dose di dopamina – il neurotrasmettitore ricompensa – che consolida le connessioni create in precedenza nelle ‘sessioni di pornografia’. (Si veda qui)
È in questo modo che la pornografia crea una grave dipendenza, paragonabile a quella da eroina o da crack, ed inizia il suo lento e mortale assalto al cervello. E come è stato dimostrato da altre ricerche, facilita l’insensibilità nelle relazioni sessuali staccando completamente il sesso dall’amore e dall’interesse per la famiglia e per i bambini.

3. Pornografia e danni cerebrali. Esiste una connessione?
Recenti ricerche hanno dimostrato che le immagini pornografiche restano permanentemente occultate nel cervello favorendo il rilascio, nella circolazione sanguigna, di grandi quantità di mediatori chimici naturali del tipo di: dopamina, ossitocina, serotonina, vasopressina, prolattina ed encefaline anche dette oppioidi endogeni, cioè le endorfine proprie ad ogni persona. Chi guarda pornografia in modo ossessivo diventa letteralmente intossicato: ubriaco di un’overdose di molecole psicotrope. Queste sostanze in grado di alterare la mente sono note come erotossine. Questo effetto avvelenante della pornografia è stato mostrato recentemente in test di laboratorio con evidente «modificazione della chimica cerebrale» e danno cerebrale nel tempo.

mercoledì 30 luglio 2014

Pornografia in internet: una vera e propria piaga sociale

Quello che non ci viene detto sull’uso della p o r n o g r a f i a

Quello che non ci viene detto sull'uso della pornografia

di Daniele Di Luciano
I danni della pornografia
"Nella mia esperienza di terapeuta sessuale, ho appurato che qualsiasi persona che si masturba regolarmente con l'ausilio di pornografia rischia di diventare, nel tempo, un tossicodipendente sessuale, condizionando sé stesso ad assumere una devianza sessuale e/o a turbare un rapporto consolidato con il coniuge o con la fidanzata. Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la loro capacità di amare (ad esempio, ne risulta una dissociazione del sesso dall'amicizia, dall'affetto, dalla cura e da altre emozioni sane e caratteristiche che aiutano i rapporti coniugali). Il loro lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti di loro sviluppano "un ego straniero" (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. Nel frattempo, l'aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente. Il decorso di questa malattia può essere lento ed è quasi sempre nascosto alla vista degli altri. Di solito, è una parte segreta della vita dell'uomo, e come un cancro continua a crescere e a diffondersi. Raramente è reversibile, ed è anche molto difficile da trattare e guarire. La negazione da parte del tossicodipendente di sesso maschile e il rifiuto di affrontare il problema sono tipici e prevedibili, e questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e, a volte, allo smembramento di altre relazioni intime".
Tale citazione, tratta dal saggio Pornography's Effects on Adult and Child (Gli effetti della pornografia su adulti e bambini) del Dr. Victor Cline, mi sembra la più adeguata per dare inizio ad una breve esamina dei danni che il materiale pornografico (una volta difficilmente reperibile, oggi invece alla portata di tutti, minorenni inclusi) provoca nei confronti di chi ne fa abitualmente uso.
Essa infatti, oltre a proporre una visione completamente disumanizzata dell'atto sessuale, è in grado di causare nell'ignaro utilizzatore una serie di problematiche, tra le quali alcune di particolare importanza. Come premessa vanno tenuti in considerazione gli studi del Dr. Jason Carroll e dei suoi colleghi (ampiamente citati nel Journal of Adolescent Research), i quali esaminando i dati provenienti da cinque università mettono alla luce che l'87% dei maschi e il 31% delle femmine fa uso di materiale porno grafico. La nuova generazione ha posto la pornografia come cardine per la propria educazione sessuale, l'uomo e la donna sono conseguentemente divenuti semplicemente delle droghe visive usa-e-getta, ed il sesso viene ridotto al mero piacere auto-provocato. Espressa questa premessa, cercherò di esaminare brevemente i principali danni che la pornografia causa:
1. La così detta "impotenza da porno", ossia la preferenza da parte dell'uomo di materiale porno grafico invece che di una donna (fenomeno tragicamente in crescita). Questo fenomeno poc'anzi descritto ha contribuito al disastro demografico a cui assistiamo ai nostri giorni, infatti stando ai dati riguardanti la crescita demografica nel 1950 ogni Paese attualmente membro dell'Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, ossia quello necessario perché un popolo non si estingua. Attualmente tale tasso risulta utopistico nei medesimi paesi, dato che molti di essi sono in prossimità dell'1.3, altresì detto il più basso tasso di fertilità, dal quale è virtualmente impossibile risollevarsi. Va fatto notare che tale disastro demografico ebbe inizio tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, ossia dall'avvento della così detta rivoluzione s e s s uale. Grande verità fu in questo ambito espressa dallo scrittore Tom Wolfe quando affermò che "Più la pornografia diventa grande, minore è il tasso di natalità".
2. Altro aspetto interessante viene evidenziato dall'antropologo di Cambridge J. D. Unwin, il quale nel suo libro Sex and Culture esamina ben ottantasei culture differenti per quanto concerne gli effetti della promiscuità sessuale e della selettività sessuale. Egli ha dimostrato (in una prospettiva perfettamente laica) che senza eccezioni  le culture praticanti una monogamia stretta in vincoli coniugali hanno saputo tirar fuori quelle che lui chiama  "energie creative sociali", e hanno raggiunto lo zenit della produttività. Al contrario, le culture completamente prive di un sistema di controllo sulla sessualità sono state sempre danneggiate dalla mediocrità e dal caos. Il pensiero di Unwin può essere sintetizzato in queste sue parole: "Nella storia umana, non c'è un solo esempio di società che abbia conservato le sue energie dopo una generazione completamente nuova che ha ereditato la tradizione di non insistere nella continenza pre e post-nuziale  [...]. La prova è che in passato una classe sociale che aveva raggiunto una posizione di predominio politico a causa della sua grande energia e che, nel periodo della sua crescita, aveva regole sessuali molto severe. Mantenendo la sua energia, essa ha dominato la società nella misura in cui ha mantenuto la continenza pre e post-matrimoniale".
3. Stando a quanto afferma Janet Epp Buckingham, responsabile di diritto e public policy della Evangelical Fellowship of Canada ad Ottawa, la liberalizzazione dell'attività sessuale provoca devastazioni nei rapporti familiari, distruggendo matrimoni e causando problemi psicologici derivanti dall'infedeltà. A tali problematiche vanno sommate quelle espresse da Jill Manning (rappresentante del Heritage Foundation di Washington), il quale afferma che "Dalla ricerca emergono numerosi effetti sistemici derivanti dalla pornografia presente in internet, che stanno indebolendo la già vulnerabile cultura del matrimonio e della famiglia" e che "Inoltre, è molto difficile se non impossibile, per gli individui o le famiglie combattere da soli i numerosi effetti negativi messi in evidenza dalla ricerca".
4. Facendo riferimento a diverse riviste scientifiche, vanno citate sei tendenze associate all'utilizzo della pornografia: minore intimità matrimoniale e appagamento sessuale; infedeltà; maggiore appetito per la pornografia e l'attività sessuale associata a pratiche violente, illegali o pericolose; maggiori difficoltà matrimoniali e rischi di separazione e divorzio; svalutazione della monogamia, del matrimonio, della paternità e della maternità; aumento del numero delle persone con comportamenti sessuali compulsivi e derivanti da dipendenza.
Risulta quindi evidente che nonostante sia un atto solitario quello connesso all'uso di materiale porno, l'impatto provocato da esso ricada sul nucleo familiare e sulla società intera. In poche parole, possiamo situare la pornografia nell'ottica di una vera e propria piaga sociale.
Per concludere, vorrei ricordare che teorie riguardanti una sessualità svincolata da qualsivoglia morale e limite furono postulate a suo tempo dal marchese de Sade, il quale prospettava l'apertura di bordelli nei quali fosse possibile dare libero sfogo ad ogni tipo di perversione che non mi dilungherò a descrivere per questioni di buon gusto. Ad ogni modo, rammenterei anche che il de Sade morì pazzo nel manicomio di Charenton.

A cura di Piergiorgio Seveso http://www.losai.eu/non-ci-viene-detto-sulluso-p-r-n-g-r-a-f-i-a/#sthash.Y3NvbPMT.dpuf

Sindrome “Millennials”

Il presente è ciò che conta. Sembrano pensarla così le “Millennials”, le giovani donne tra i 30 e i 40 anni che investono tempo ed energie nella loro realizzazione personale e lavorativa di oggi, mettendo in secondo piano matrimonio e figli di domani. Una delle tante conseguenze della precarietà, o una vera e propria scelta esistenziale?

L’indipendenza, prima di tutto. Economica, ma anche affettiva. Il che non significa per forza rinunciare a sesso e affetti: il primo può esserci anche al di fuori di una relazione “tradizionale”, i secondi arrivano soprattutto dalla “famiglia allargata”, in cui rientra, accanto a quella d’origine, anche una fitta rete di conoscenze e amicizie.
Dinamiche, propositive, autonome, colte e con un forte senso pratico. E spesso, sì, “sole” o meglio “single”: ancora in cerca di un compagno per la vita (o per lo meno di una presenza sentimentale stabile al loro fianco) e molto impegnate a realizzarsi in ambito professionale, a maggior ragione oggi che la precarietà la fa da padrone un po’ ovunque, anche per mantenersi senza per forza appoggiarsi a qualcuno. Ma non per questo tristi o spente. Anzi: hanno vite piene, intense, ricche di molte esperienze lavorative, sociali e culturali. 

Ecco un primo sguardo alle cosiddette “Millennials”, giovani donne tra i 30 e i 40 anni, appartenenti alla “Generazione Y” o “Millennium”, appunto: nate alla fine del secolo scorso, mostrano un forte cambiamento rispetto alle loro madri, zie e sorelle maggiori in particolare per quanto riguarda il rapporto con la famiglia e la maternità. Obiettivi che non sembrano essere per loro prioritari come lo erano, magari, per i loro genitori e i coetanei di questi.
“Vorresti un figlio e/o ti sposerai nei prossimi tre anni?”, è stato chiesto nell’ambito di un recente “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo di Milano. Ebbene, oltre il 60% delle intervistate tra i 25 e i 29 anni (considerata la classica “età da marito” e in certi casi già da “primipara attempata”) non ha avuto esitazione a rispondere un “No” deciso.
Le motivazioni? Tutto parte dalla consapevolezza, sempre più forte, che… “del doman non v’è certezza”, per citare un verso famoso. Si può agire con una certa padronanza di sé, seppur in mezzo a varie difficoltà materiali e relazionali, solo nel presente, mentre risulta difficile programmare il domani, con un futuro pieno di numerose incognite. Soprattutto barcamenandosi tra contratti a termine: secondo l’Istat, circa il 60% dei lavoratori giovani, quando termina un’esperienza precaria, passa a un’altra ugualmente “a tempo” (spesso meno di un anno…); uno su cinque non trova nemmeno un nuovo impiego.
 

Tra debolezze contrattuali e stipendi bassi, negli anni è salita l’età media delle italiane che partoriscono il primo figlio: 31,4 anni nel 2012, quando nel 1995 non arrivava neppure ai 30. E il fenomeno appare ancora più diffuso nel nostro Paese: un quarto delle donne nella Penisola arriva al termine dell’età fertile senza prole, contro il 14% delle americane e il 10% delle francesi. Quasi un paradosso, visto che da sempre, nel mondo, l’italianità è anche sinonimo di famiglia numerosa, unita e piena di calore.
Certo, l’alta percentuale di donne senza figli pesa sulla già evidente crisi demografica. Attualmente, sempre in base a dati Istat, gli over 65 sono circa 150 ogni 100 ragazzi sotto i 14 anni; continuando di questo passo, entro il 2050 il rapporto sarà di 263 contro 100.
L’affermazione lavorativa, si diceva, strettamente legata alle scarse possibilità economiche (tanto che, accanto alle giovani donne che si spostano dai luoghi d’origine e attraversano pure mari e oceani per inseguire la carriera, ce ne sono tante altre che restano a casa dei propri genitori protraendo lo status di figlie). Tuttavia, forse, ci sono altri aspetti da considerare che rendono più articolato il fenomeno.
Infatti, tra i più accaniti sostenitori del “movimento childfree”, che non solo non vogliono propri figli, ma mal sopportano in generale i bambini anche in luoghi pubblici o in vacanza, e l’atteggiamento conservatore di chi stigmatizza socialmente le donne che (ancora?) non hanno vissuto la prima gravidanza, in mezzo c’è una sorta di limbo, di zona grigia popolata da coloro che non pensano attualmente a mettere al mondo una nuova vita, ma non lo escludono neanche a priori. Vero che, a livello biologico, il genere femminile non può procreare a qualsiasi età anagrafica. Ma forse il punto è proprio questo: per loro, diventare madri sarebbe bellissimo, ma non è fondamentale.
“Sono gli altri che con le loro domande e i loro discorsi mi fanno pensare alla maternità”, spiega Michela, quasi 35 anni, formatrice aziendale single e ancora in casa con i suoi. “Il contratto a tempo indeterminato è arrivato solo qualche mese fa. Tuttavia sono serena: ho sempre avuto tempo e spazi per finire di studiare con calma, trovare il mio percorso professionale, frequentare le mie amicizie, fare nuovi incontri e viaggiare. Un figlio? Mi sono posta il quesito di recente, a un controllo ginecologico: la dottoressa mi ricordava che, se lo volessi, non dovrei aspettare troppo tempo… Ma io non sento tutta questa urgenza. Penso che molto dipenderà dall’uomo che sceglierò e avrò al mio fianco, in base anche ai suoi desideri. E se quest’ultimo avrà già dei figli nati da precedenti relazioni, non avrei problemi ad accettare la situazione. Anzi, in un certo senso mi piacerebbe avere a che fare con bambini non troppo piccoli o ragazzi già cresciuti: non mi sento troppo portata per preparare pappe, bagnetti, cambi di pannolino e pianti notturni….!”.

L'infertilità è il prezzo pagato al progresso


Quando i bambini nascevano sotto i cavoli


Era il tempo dei cavoli: una coppia faceva zin zin e puf... spesso nasceva un bambino, in modo semplice e naturale, senza fertilizzanti, senza gravidanze assistite.
Oggi sembra che avere un figlio sia sempre più difficile. L'infertilità è il prezzo pagato al progresso,  all'inquinamento, allo stress da civiltà industrializzata e tecnologica, a ciò che si mangia, a ciò che si respira, ai ritmi di vita e di lavoro innaturali che hanno  sopraffatto gli istinti primari.

Per le coppie in difficoltà procreativa (e sono numerose) la psicosi da figlio che non arriva diventa una fissazione, forse perchè, ancora adesso e nonostante l'impero del dio denaro, lasciare un'appendice di sè è uno dei pochi obiettivi che sa dare veramente senso alla vita umana.

Il calvario inizia con la diagnosi di infertilità di lui o di lei dopo un tempo ragionevolmente lungo di tentativi a vuoto; quali alternative, quali rimedi?
Il primo è l'adozione, penalizzata pesantemente per due motivi: i tempi lunghissimi della burocrazia che trasforma il percorso in una via crucis con costi non alla portata di tutti; il secondo sono i dubbi e le perplessità che nascono dall'accettare un bambino figlio di non si sa chi; quale indole avrà? E se fosse figlio di uno psicopatico? Un terno al lotto.
Sì, perchè nel volere figli c'è anche una componente di egoismo; il figlio è una prosecuzione di noi, una nostra proiezione e lo vorremmo simile e bello nella presunzione che noi siamo giusti e belli. Infatti "ogni scarrafone è bello a mamma soja", anche se fosse deficiente come la mamma o il papà naturale perchè è decisamente più facile accettare la propria deficienza rispetto a quella degli altri.
Per poter dire, a pieno diritto "E' tutto suo padre".

La seconda alternativa è la cosiddetta fecondazione assistita, che può essere omologa (quando ovuli e liquido seminale appartengono alla coppia, benchè assemblati in centrifuga o in vitro e reintrodotti meccanicamente) od eterologa (quando gli ovuli o il liquido seminale provengono da donatori).

Ed è relativamente a questa seconda soluzione che i questi giorni ci arrivano notizie delle prime gravidanze italiane ottenute con utilizzo di un donatore esterno di spermatozoi a tre mesi dalla sentenza 162/2014 della Consulta che ad aprile ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40/2004.  *
Infatti in Italia la fecondazione eterologa era vietata e, a tre mesi dalla sua legittimità, non esiste ancora un protocollo o linee guida che ne regolamentino il lato bioetico, se non sotto il profilo strettamente da procedimento medico.

E la cosa apre scenari che vanno dalla sfiga nera alla fortuna sfacciata: chi sceglie il donatore e le sue caratteristiche? Probabilmente, se lo fa il ginecologo utilizzando donatori rigorosamente anonimi, l'attenzione del professionista sarà soprattutto rivolta alla qualità dei gameti, alla loro forza vitale e resistenza in ambienti ostili, e non importa se il donatore o la donatrice siano alti, bassi, grassi o magri,  sinceri od ipocriti, brave persone o grandissimi stronzi.
E se invece fosse la coppia con problemi di fertilità a scegliere? Tra gli amici, i conoscenti che piacciono o, addirittura, facendo una selezione personale tra sconosciuti/e attraverso test come quando un'azienda recluta un manager e lo vuole adatto ai suoi scopi?
In assenza di regole tutto può essere e tutto può accadere.

Ma una cosa è e resta certa: quando nasce un bambino non si sa mai come sarà; per fortuna ogni essere umano è unico e non c'è formula matematica che ci dica con certezza cosa e quanto prenderà dai suoi genitori naturali.
Ed è ancora e proprio questo il mistero e il bello della vita e della nascita.
Ad esempio, mia madre, a mezzo secolo abbondante dal lieto evento, sta ancora recriminando che da lei ho preso poco, forse voleva un clone e si ritiene molto più saggia di me che sono semprepazza.
Ma io sono contenta così, e pensare che sono nata sotto un cavolo, come avveniva un tempo, senza fertilizzanti e senza fecondazione assistita...

* A dare notizia delle prime tre  coppie italiane che a Roma hanno ottenuto una gravidanza grazie ad un dono di gameti è Filomena Gallo, dell'associazione Coscioni. A Milano Severino Antinori, pioniere della fecondazione assistita, ha invece annunciato l'avvenuto concepimento, grazie al seme fornito da un donatore anonimo, da parte di una coppia pugliese con problemi di fertilità maschile.

Disintossicarsi dai metalli pesanti con le sostanze naturali

Un elenco di sostanze naturali con effetto chelante che possono aiutarci nella dintossicazione dai metalli pesanti

Fiamma Ferraro - 24/07/2014

Alga clorella
Si tratta di una specie di alga d’acqua dolce che ha dimostrato di possedere proprietà disintossicanti. Agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco,ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dall’organismo. A causa della sua struttura non sufficientemente sottile, non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera emato-encefalica (non raggiunge il cervello). Può essere usata anche come una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali.
Vari studi (ne cito uno: Uchikawa, T., Maruyama, I., Kumamoto, S., Ando, Y., Yasutake, A.J., Chlorella suppresses methylmercury transfer to the fetus in pregnant mice, «Toxicol. Sci.», vol. 36 (5), ottobre 2011, pp. 675-680) hanno dimostrato che la clorella “predilige” il mercurio tra tutti i metalli tossici.
Coriandolo (Coriandrum sativum)
Chiamata anche cilantro, si tratta di una pianta che riesce a estrarre i metalli dai tessuti nei quali sono depositati, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze chelanti più efficaci per questa espulsione.
Nell’utilizzo terapeutico di questa pianta vi è però il vantaggio che essa attraversa la barriera emato-encefalica grazie a uno dei suoi componenti, il mercaptano, ed è quindi adatta in particolare per la chelazione del sistema nervoso centrale. È stata oggetto di studi in particolare, fin dal 1995, da parte del giapponese dottor Yoshiaki Omura*.

Selenio
Soprattutto nella sua forma organica è efficace nel chelare il mercurio, ma non altri metalli. È inoltre indicato in casi di affezioni alla tiroide di natura autoimmune. Trattasi di un metallo pesante che potrebbe diventare “tossico” in base al dosaggio. Per ottenere l’effetto terapeutico desiderato, il dosaggio non dev’essere né troppo alto né troppo basso.
Crusca di riso (IP6)
È efficace in particolare per chelare il ferro. Nella parte relativa ai problemi causati dai vari metalli ho parlato anche del problema del ferro (vedi p. 53). Questo metallo, nella dose giusta è infatti di importanza vitale per l’organismo, ma può provocare dei problemi quando è presente in quantità anche non di troppo superiori al necessario, e non tali da raggiungere i livelli che si vedono in chi soffre di emocromatosi (malattia geneticamente trasmessa nella quale si verificano, a meno che non venga diagnosticata e trattata con flebotomie, degli accumuli eccessivi di ferro prima nel fegato e poi negli altri organi).
L’effetto chelante della crusca di riso è confermato anche dalle grandi proprietà risanatrici che si riscontrano nell’inositolo (inositoloesafosfato), sostanza in essa presente in quantità significative.
Esso ha appunto notevoli qualità di chelazione specifica nei confronti del ferro. Sarà una coincidenza il fatto che i giapponesi, che hanno una lunghezza media di vita tra le più elevate, fanno un largo consumo di riso? E tra l’altro, una sostanza basata soprattutto
sulla crusca di riso (elaborata con procedure tali da renderla più assimilabile) è il costituente principale di un preparato, l’MGN-3-Biobran, prodotto dall’azienda farmaceutica Daiwa in Giappone. Questo, a quanto pare, sta dando ottimi risultati contro
i tumori. Negli studi (vedi in calce al paragrafo) effettuati su tale sostanza si osserva che, dato che le cellule tumorali utilizzano il ferro come un fattore di crescita primario, i ricercatori in campo oncologico hanno cercato di mettere a punto un farmaco che riuscisse a chelare molecole di ferro e a rimuoverle dal corpo, arrivando così a produrre un antitumorale potenzialmente efficace.
Ricercatori della Wake Forest University, negli USA, osservano che «le sostanze chelanti del ferro possono essere importanti come agenti terapeutici nel trattamento del cancro. È possibile che l’azione terapeutica sia dovuta a una diminuzione del carico di ferro».
Come si sta ora accertando, questa sostanza naturale, l’IP6, tratta dalla crusca di riso ed efficace per chelare il ferro, sembra dirigere la maggior parte della sua attenzione proprio alle cellule anormali, rimuovendo selettivamente il ferro da quelle tumorali, privandole così del loro fattore di crescita primario. L’IP6 non rimuove invece il ferro dai globuli rossi, poiché il ferro nel sangue è strettamente legato all’emoglobina. A differenza di quanto accade con vari farmaci, le cellule sane non risentono quindi alcun effetto negativo da parte dell’IP6. Ci sono stati numerosi studi su animali che hanno dimostrato che l’IP6 è una sostanza con effetti antitumorali, efficace
e non-tossica. Ciò nonostante, negli USA il National Cancer Institute non ha a tutt’oggi ritenuto opportuno condurre una sperimentazione clinica sull’uomo attinente all’argomento.
Sono invece state condotte molte sperimentazioni in Giappone, in relazione a una forma modificata di crusca di riso, in cui questa crusca è stata resa più assimilabile, con l’aggiunta di estratti del fungo giapponese shiitake. Su questo preparato vi è una lunga serie di studi che ne dimostra l’efficacia non solo per i tumori ma anche per il diabete.
Probabilmente questi eccezionali effetti della crusca di riso modificata sono dovuti non solo alle proprietà di chelazione del ferro ma anche alla rimozione di altri metalli e sostanze tossiche.
Metil-sulfonil-metano (MSM)
L’MSM contiene zolfo e si trova in frutta, verdura, pesce e carne. L’organismo cerca di incorporare lo zolfo nelle cellule nel modo più naturale possibile, in quanto esso agisce a livello della permeabilità delle membrane cellulari, favorendo così processi metabolici di disintossicazione.
Purtroppo la lavorazione degli alimenti distrugge l’MSM e potrebbe quindi essere utile prenderlo sotto forma di integratore.

Acido alfa-lipoico
L’acido alfa-lipoico, in particolare nella sua forma più attiva (acido R-lipoico), lega i metalli tossici intracellulari e aumenta i livelli di glutatione. È solubile nei lipidi, nell’acqua e supera la barriera ematoencefalica, il che lo rende utile per rimuovere i metalli tossici dal sistema nervoso centrale.
Taurina
Questo amminoacido aumenta l’escrezione biliare, protegge la retina, i reni, i polmoni, il cuore e i globuli bianchi (in particolare ineutrofili). Sembra funzionare (ci vorrebbe un maggior numero di studi) come neuromodulatore e antiossidante protettivo del sistema nervoso centrale, in cui è presente in grandi quantità in condizioni fisiologiche. I livelli di taurina possono essere bassi in soggetti con intossicazione da piombo. La taurina protegge i vari tessuti sopra citati dai danni derivanti dai radicali liberi causati da metalli tossici. Si è visto che la taurina ha anche dimostrato un’efficacia nell’aumentare la secrezione di metalli tossici nella bile.

L-glutammina
Si tratta di un altro amminoacido che protegge il sistema gastrointestinale ed è anche coinvolto nella disintossicazione dall’ammoniaca la quale, riducendo la produzione di ATP, interferisce con le reazioni di disintossicazione, che tra l’altro dipendono anche da un’adeguata presenza della stessa ATP. La glutammina è un substrato per il glutatione, e sia i livelli di glutammina che quelli di glutatione possono essere ridotti in soggetti affetti da un’intossicazione cronica da piombo.

Vitamina C (acido ascorbico)
Tra i vari effetti benefici della vitamina C vi è anche quello consistente nell’aumento dell’escrezione di metalli tossici nell’intestino e nella protezione contro i danni da radicali liberi. Questa vitamina potenzia peraltro l’assimilazione di minerali essenziali, tra i quali il ferro, per cui può non essere indicata, in alte dosi, in chi ha un eccesso di ferro**.
Acido malico (tratto dalle mele)
Un chelante supplementare è il magnesio malato, un acido organico
tratto dalle mele. È un elemento importante nel ciclo di Krebs e supporta l’ossigenazione del tessuto muscolare.

…e infine
La lista delle sostanze con effetto chelante/disintossicante non è lunga quanto quella delle sostanze tossiche, ma tuttavia c’è un minimo
di scelta:
• Allicina (estratta dall’aglio).
• Alga spirulina.
• Alga klamath.
• Varie sostanze e prodotti dell’omotossicologia.
Ma la lista si allunga ogni giorno. Così, ad esempio, emerge sempre
di più il fatto che le proprietà benefiche di molte piante, da sempre
usate nella medicina fitoterapica, sono dovute in buona parte anche alla loro capacità di liberare l’organismo dai metalli tossici.
* Omura, Y., Shimotsuura, Y., Fukuoka, A., Fukuoka, H., Nomoto, T., Significant
mercury deposits in internal organs following the removal of dental amalgam,
& development of pre-cancer on the gingiva and the sides of the tongue and their represented organs as a result of inadvertent exposure to strong curing light (used to solidify synthetic dental filling material) & effective treatment: a clinical case report, along with organ representation areas for each tooth, «Acupunct. Electrother. Res.» vol. 21 (2),aprile-giugno 1996, pp. 133-160, Heart Disease Research Foundation, New York, USA.
** Si veda ad esempio: Teucher, B., Olivares, M., Cori, H., Enhancers of iron absorption: ascorbic acid and other organic acids, «Int. J. Vitam. Nutr. Res.», vol. 74 (6), novembre 2004, pp. 403-419.
La Terapia Chelante - LibroArticolo tratto da:
libro - La Terapia Chelante di Fiamma Ferraro.