lunedì 20 novembre 2017

Bio-logico o Bio-illogico?

Bio-illogico
di Silver
Sono ormai tanti anni che la parola BIO è entrata nel vocabolario comune: grazie al marketing, si sa, ogni anno alcune parole assurgono al ruolo di catalizzatore e condensatore di concetti che, salvo qualche rara eccezione, hanno il compito di indorare la pillola se non, addirittura, vestire il lupo coi panni della nonna.
Perché il marketing non è certo fatto per influenzare la realtà, bensì la percezione della realtà.

Per meglio esser chiari… non esiste nessuno che può creare un bianco che sia più bianco del bianco, ma esiste qualcuno che, grazie a questo concetto, è riuscito a far comprare ad un prezzo maggiore del suo reale valore un fustino (ormai famoso) e a rendere più ricca qualche multinazionale della nettatura.
Il marketing, d’altra parte, è figlio di una mamma di cui tutti conoscono l’esistenza ma di cui pochi ne sanno davvero qualcosa: la propaganda.
Madre è figlio si somigliano davvero tanto perché entrambi discendenti da un avo di origine ellenica che si chiama linguaggio persuasivo a sua volta figlio di Retorica e Dialettica.

Questa particolare “casata” nacque con lo scopo di influenzare le persone creando una (non) realtà verosimile nell’immaginario degli ascoltatori così che possa essere in grado di dare un’aura di sicurezza e di servire una soluzione attraente, unica e formalmente corretta; può essere destinata all’acquisto di un prodotto o al far digerire al volgo una nuova legge iniqua o l’ingresso in una guerra d’occupazione.
Solo la Storia sa quante persone hanno subito gli effetti di un arma tanto potente quanto invisibile. E noi sappiamo quanto questa famiglia sia viva ed attiva oggi più che mai perciò affrontiamo il discorso che segue con mente vigile ed aperta.

In questo articolo parleremo un tema che ci sta molto a cuore: cosa è BIO-LOGICO e cosa BIO-IL-LOGICO.

Per iniziare partiamo banalmente dall’etimo della parola. BIO = Vita, per cui biologico significa “la logica della vita” o, in senso lato, la logica della Natura e ciò che vi è di vero in essa e nelle sue leggi universali.
Per contro, bio-il-logico significa “la NON logica della vita” (ironicamente si potrebbe pensare anche come “la logica della NON vita”), laddove NON logico significa “errato”, “falso”.

L’articolo ha un seguito di altri argomenti correlati al BIO che, a parer nostro, possono essere riassuntivi di quanto vogliamo esporre, ma sentitevi liberi di indicarci altri esempi e mandateci i vostri articoli o chiedeteci di pubblicarne uno per voi. Lo faremo con piacere.

Iniziamo col cibo Biologico ( e da cos’altro potevamo iniziare, se no? Qualche anno fa, quando iniziai a sentir parlare di verdura biologica, mi venne da ridere. Per me quella verdura era semplicemente… normale.

Semmai avrebbero dovuto definire Bioillogica la verdura coltivata con le tecniche moderne!
Marketing 1 – Buonsenso 0

Da allora sono stati creati fior di marchi BIO, articoli su quanto fa bene mangiare BIO, catene di negozi BIO, e a Torino si prega… pardon… si mangia da Oh Mio Bio.
Mangiare un frutto “biologico” significa mangiare un frutto cresciuto in modo naturale sulla pianta ovvero crudo e fresco.
Vi sembra una banalità quanto ho scritto? Io credo proprio di no.

Tutto ciò che viene cotto, alterato e sofisticato non ha nulla a che vedere con la logica della vita e quindi non dovrebbe potersi onorare del titolo di Biologico.
Eppure… contate quanti prodotti confezionati ci sono un un supermercato BIO e ditemi in quale angolo remoto del mondo la Natura li fa crescere sulle piante.

Comunicare che una marmellata è BIO o che una marmellata è stata ottenuta da frutti biologici (ovvero naturali e normali) non è la stessa cosa e il marketing lo sa bene. Il marketing vive di etichette.
Marketing 2 – Buonsenso 0

Un giorno mi recai per la prima volta in un supermercato BIO pensando, ingenuamente e scioccamente, di assistere alla nascita della nuova era vegana. Nel mio piccolo e confortevole mondo avevo solo notizia di vegetali e detersivi bio (ovvero con tensioattivi vegetali) e di certo non mi aspettavo un mega reparto carni e formaggi. Che colpo allo stomaco!
Pezzi di animali con etichette BIO. Commovente: un animale morto con l’etichetta “Vivo”.
Latte cagliato e stagionato BIO. Ovvero derivato da latte fatto da mucche che probabilmente hanno visto un pezzo di pascolo e sottratto al vitellino che, probabilmente, ora stava facendo mostra di quanto fosse bello dentro… nel banco affianco. Il formaggio è un puro artefatto umano, inesistente in natura e perciò non contemplato in alcuna alimentazione naturale. Non è né Bio né, tanto meno, logico.
Marketing 3 – Buonsenso 0

Partita finita e tutti a casa.
Le nostre istituzioni hanno creato la macchina del business del BIO, aumentando i costi per gli agricoltori, distraendo l’attenzione del consumatore e vendendogli l’etichetta di fiducia.

Sia chiaro: non vogliamo parlar male delle verdure biologiche, che certamente sono migliori di quelle bioillogiche, ma solo dare una visione più ampia e meno incantata di questo prodotto di marketing.
Ricordate una legge immutabile: “il mercato è fatto dai consumatori”
In un mondo dove esistono agricoltori che spediscono da tutta Italia, che coltivano in modo naturale, che hanno 1000 recensioni, che partecipano a GAS, ancora sento dire “ma come posso essere sicuro che non utilizzi sostanze nocive?”
I benefici di alimentarsi in modo naturale sono innumerevoli e ben spiegati nel libro Fruttalia.
Il gusto stesso dei cibi è diverso, più ricco di sfumature, intenso ed invoglia a mangiar più crudo.
Al contrario, carne e formaggi, anche se con l’etichetta di fiducia, non potranno mai essere salubri perché rimarranno delle aberrazioni dell’alimentazione umana.
Tutti i cibi di origine animale, inacidiscono il corpo, sono difficilmente digeribili, sporcano molto il sangue, incollano gli intestini, debilitano il sistema immunitario.

Quando un cibo è BIO-IL-LOGICO non potrà mai apportare benefici nemmeno se tutti i medici e tutte le istituzioni del mondo continueranno a dire il contrario.
Prendete questo articolo e quelli che seguiranno come spunto di riflessione.

Se non sarete voi stessi a preservare la vostra salute, nessuno lo farà mai davvero per voi: il marketing delle etichette è in mano ad industrie alimentari e farmaceutiche che hanno a cuore solo i loro interessi, non i vostri.

Ippocrate disse:
“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo ”
Ippocrate parla a te e ti chiede di prenderti cura in prima persona della tua salute senza demandarla a nessun altro. Questo è un pensiero BIO-LOGICO.
Grazie

Seconda parte…


Bio-logico o Bio-illogico ?
Nella prima parte di questo articolo abbiamo dato un senso a cosa dovrebbe essere considerato biologico e cosa no.
Con questo articolo vogliamo fare una riflessione, scendendo maggiormente nel dettaglio ed analizzando cosa stiamo realmente mangiando e le conseguenze.
BIO è una certificazione e, come tale, presenta un disciplinare da seguire, dei costi e degli enti certificatori.
Perché negli anni ’90 si è andati verso questa direzione?
Perché negli anni ’70 si sono introdotti i pesticidi in modo massiccio nell’agricoltura e, più recentemente, i temibili OGM.
Nel mondo e soprattutto in Italia, si è sentita una forte esigenza di tornare verso un’ alimentazione meno nociva per cui, nella jungla dell’industria alimentare, si è optato per l’introduzione di regole agricole più restrittive.
Per chi non lo sapesse, esistono anche i detrattori del Bio, enti e studi “scientifici” che sconfessano la maggiore salubrità del cibo Bio, ed invitano le persone a mangiare con tutta tranquillità cibi coltivati attraverso il metodo convenzionale, detto anche tradizionale.

Da notare come le coltivazioni intensive che fanno largo uso di pesticidi siano definite “tradizionali”, come se i nostri nonni e bisnonni avessero usato da sempre queste tecniche… E’ il solito mondo delle etichette marketing che altera la percezione della realtà: un mondo fatto di vacue illusioni di sicurezza.

Poniamo un attimo l’attenzione sul prezzo e sulle conseguenze che genera.
I costi per le certificazioni e le rese per ettaro inferiori fanno lievitare considerevolmente i costi di produzione e, di conseguenza, i prezzi al consumatore finale. Se uniamo questo fatto alla crisi economica da una parte e un diffuso disinteresse per la salute dall’altra, si comprende come un cibo di qualità che fino a qualche anno fa era per tutti, ora si è trasformato in un prodotto di nicchia.

Se i vegetali non nutrono l’organismo a sufficienza, e magari con una alimentazione non vegana che inacidisce il corpo e lo impoverisce di minerali, la salute delle persone corre gravi rischi ed, infatti, il numero di malati è in costante in aumento.
Ahinoi, ma la maggior parte delle persone, distratte e pigre, non sanno fare bene i conti, altrimenti comprenderebbero come i soldi che non spendono in cibo di qualità, li spendono in medicine e li vivono in malessere.

Abbiamo un altro interrogativo che grava in generale sulla questione: se aria ed acqua sono inquinate, possiamo considerare i cibi davvero Biologici?
Perché pagarli per tali, quindi, se poi alla fine hanno certamente una qualità superiore ai vegetali convenzionali, ma di sicuro inferiore a quello che mangiavano i nostri nonni ?
Scie chimiche, falde inquinate, fiumi con liquami, e chissà cos’altro sono complici del business del farmaco e dell’impoverimento dei cibi.

Interrogativi non da poco se consideriamo come il marketing fa percepire i cibi Biologici come 100% salubri e sicuri e, con questo, giustificare i prezzi nettamente superiori.
Insomma…. non è tutto Bio-logico quel che luccica…

Come porre riparo a tale situazione?
La risposta è nell’adagio: “Il mercato è fatto dai consumatori” : una maggiore cultura, partecipazione e scelte intelligenti migliorano la vita per noi stessi e per gli altri.
Se un prodotto o una categoria di prodotti non viene più acquistata, prima o poi cesserà di essere prodotta. Più un prodotto è richiesto più l’offerta specifica aumenta e più il prezzo diminuisce.
Ciò che noi ci auguriamo è che sempre di più possa prendere piede una consapevolezza della propria salute e, di conseguenza, una scelta responsabile nell’acquistare cibo.
Per concludere, vogliamo ricordare a noi stessi ciò che consiglieremmo alle persone cui vogliamo bene:

Comprare dai contadini di fiducia. Soprattutto nella bella stagione il prezzo scende molto rispetto i supermercati Bio.(ndr OrtiUbuntu del progetto Ubuntu)
Comprare da Gruppi di Acquisto. In qualsiasi posto voi abitiate, potete entrare a far parte di un GA che vi assicura il miglior rapporto qualità/prezzo (ndr GA degli OrtiUbuntu del progetto Ubuntu)
Comprare online. Oggi molti produttori hanno un loro sito e, grazie alle referenze, si può acquistare con grande tranquillità.
Lasciare che sia la vostra bocca ed in generale i vostri sensi a riconoscere la qualità dei cibi che mettete a tavola e potete farlo meglio di qualsiasi marchio o certificazione.



Continua con il 3° articolo sul tema alla fonte: Bioillogico; Germi terroristi o Spazzini biologici ?

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