sabato 28 gennaio 2017

Malattia e Salute… queste sconosciute!

Malattia e Salute… queste sconosciute!
Per quanto risulti davvero difficile da accettare la sanità mondiale odierna procede alla cieca nella cura delle malattie delle quali, purtroppo per noi, non sa niente pertanto applica la sua scienza riduzionistica(settorializzata) ed allopatica(che agisce solo sul sintomo) per debellare il “male”… ma che in definitiva tanto male non è.
La malattia non è maligna ma semplicemente sconosciuta e quindi da tutti temuta, il suo vero nome è sintomo o al massimo si potrebbe chiamarla ortopatia(giusto male).

Appare incredibile che ancora oggi, pur con l’odierno ed evoluto progresso medico scientifico non esistano certezze scientifiche inoppugnabili su nessuna malattia, tanto per fare un esempio: si sconoscono ancora le cause e le modalità del comune raffreddore per il quale il freddo è stato escluso ormai da tempo e sui virus non c’è alcuna certezza, o ancora la più semplice febbre è anch'essa sconosciuta, non si sa il perché viene, cosa realmente sta facendo(la disintossicazione tanto paventata è una teoria mai verificata) ed il perché delle sue variazioni di temperatura; non è il caso di disquisire su altre malattie più rilevanti che, tenuto conto degli esempi suesposti, rimangono di fatto tutte misteriose!

Non conoscendo i più comuni processi biologici in corso l'odierna medicina si affretta ad additare come “male” alcune funzioni naturali del corpo necessarie alla stessa sopravvivenza spacciandole per dannose e attaccandone il sintomo con ogni mezzo e ad ogni costo(effetti collaterali)…del paziente naturalmente.

Quando si tratta di raffreddore o di una semplice febbre passi pure, ma quando sopraggiungono le malattie tanto tenute sapete cosa succede?
Di tutto, visto che si cura un sintomo senza la benché minima conoscenza di cosa realmente sta accadendo al “corpo” e allora, vista l’ignoranza, la paura la fa da padrona e ci si affida alla fortuna per sopravvivere!

Ma si può ancora continuare così? La gente sente la necessità di una nuova medicina, di una nuova conoscenza, di una nuova vita eppure è indubbio quanto la società in cui si vive non voglia assolutamente cambiare paradigma per gli ormai arcinoti fini di controllo, ma non solo!

Quasi tutti ormai ci siamo avveduti che la società in cui viviamo ci ha mentito, ci ha mentito spudoratamente quasi su tutto a suo esclusivo beneficio e lo si può constatare ad esempio ogni giorno con la politica.
Nonostante la stragrande maggioranza delle persone sappia di essere stata deliberatamente ingannata in questo o in quell’altro ambito fa molta fatica a concepire che sia stata ingannata anche sulla sua salute! Fatica a crederlo poiché è sotto gli occhi di tutti come i dottori, persone splendide che hanno dedicato la loro vita a curare gli altri, si fanno in quattro per aiutare le persone e loro stessi e quindi questo inganno non sarebbe possibile!

Non ci si capacita che i primi ad essere ingannati sono stati proprio i dottori, bombardati per decenni con studi inutili e settorializzati sulle malattie, senza mai fargli vedere il “disegno” completo!
Ebbene sì, i dottori non sono esperti di salute, ma solo di malattie che tuttavia non sono stati addestrati a curare, ma ben istruiti a somministrare farmaci di dubbia efficacia, come dimostrano chiaramente gli stessi bugiardini dei farmaci o dei vaccini!

Signori è arrivato il momento di cambiare, è giunta l’ora di conoscere il vero perché ci ammaliamo e cosa è necessario per guarire e prevenire la malattia, ma per chi non è pronto a lottare e faticare per stare meglio, nonostante rimugini in continuazione la solita frase “la cosa più importante è la salute”, c’è una soluzione: la speranza… e la fortuna.

Per quei pochi che saranno disposti a perseverare nella conoscenza del sintomo(non malattia), da attuarsi anche tramite la comprensione di una Nuova Medicina e la lettura degli articoli correlati, avrà inizio un viaggio meraviglioso alla scoperta di se stessi, della salute e della vera Vita, all’insegna della consapevolezza e liberi dall’asfissiante cappio della paura.

Quando comprendi la malattia ritrovi la Salute,
perché la malattia è un messaggio
che ritorna sempre finché
non viene ascoltato.
Marcello Salas


Articoli di approfondimento:
Marcello Salas

martedì 24 gennaio 2017

LA CO DE IN A: il Farmalibro


Dopo il primo “capitolo” che era… per molti ma non per tutti,  è arrivato il secondo che però era riservato a … solo per pochi, ma non è il caso di prendercela se solo in pochi riusciamo a vedere e superare i nostri limiti per comprendere oltre, ora si giunge al terzo volume che finalmente è destinato… a tutti.
Questo “contenitore” non è quello di un nuovo ed alternativo farmaco, ma semplicemente esso stesso è il “farmaco”; un rimedio naturale per la mente e l'anima, pertanto anche per il corpo, del tutto inusuale che per quanto sia assolutamente naturale in questi tempi ha anche qualche "effetto collaterale" di cui tener conto e che bisogna essere disposti a sopportare per ritrovare la via di una salute ormai persa e che non si è neanche più capaci di immaginare.

Quindi, dopo i primi due volumi dove, attraverso l’applicazione delle 5 Leggi Biologiche, si giungeva ad una comprensione più elevata di sè stessi come esseri biologici completi (fisico, mentale ed energetico-spirituale) questo terzo vuole offrire strumenti molto alla mano per consentirci di mantenere una salute invidiabile con accorgimenti alla portata di tutti, ma chiaramente al costo di terminare e fare “proprio” il farma-libro; posso affermare per diretta esperienza e lettura dei primi due volumi che una volta iniziata la "somministrazione" ne vorrete sempre di più, ma occhio che il troppo…

Per quanto vorrei dirvi qualcosa di più su questo nuovo “farmaco” purtroppo non mi posso sbilanciare più di tanto considerato che si trova lì sul comodino in attesa che io termini il secondo e “tosto” volume, ma visto che di “farmaco” si tratta vi trascrivo le indicazioni del foglietto illustrativo(bugiardino), che dicono già tanto!
Marcello Salas

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LA CO DE IN A: il Farmalibro
Sbugiardino

Denominazione del farmalibro:
LACODEINA

Composizione qualitativa
Sinergia di 5 principi attivi sintetizzati nel laboratorio della Natura.
I principi attivi sono ripartiti per capitoli e contengono in dosi proporzionate:
Lavoro – Conoscenza – Destrutturazione – Intenzione – Amore.

Eccipienti
Le 5 Leggi Biologiche scoperte dal dr. R.G. Hamer, presupposti essenziali per il rilascio e l'assimilazione del Farmalibro.

Indicazioni terapeutiche
LACODEINA non è brevettabile, perché è un bene dell’umanità, ma può essere assunta solo da persone libere.
Agisce rapidamente per la risoluzione dei conflitti biologici e contribuisce all’allungamento della vita in benessere e salute.

Posologia e modo di assorbimento del Farmalibro
La dose consigliata è di 3-5 pagine al giorno lontano dai pasti… Si consiglia la ripetizione delle dosi a intervalli giornalieri per mantenere e rinforzare l’azione dei principi attivi.
In caso di sintomi di depressione dovuti al mal di vivere ripetere le dosi, sino ad un massimo di 20 pagine al giorno. Non eccedere le dosi consigliate, altrimenti si rischia di non morire più. Consigliata la prescrizione alle persone che amiamo.

Controindicazioni
La lettura approfondita e prolungata può creare Indipendenza.
LACODEINA è sconsigliata a chi pensa che la salute sia delegabile a terzi e a chi crede che la salute sia un diritto e non un dovere.
Non serve la prescrizione ai bambini fino all’età di 4 anni, poiché dispongono di LACODEINA naturale. Dopo i 5 anni possono manifestarsi i primi sintomi di deviazione. In questo caso far assumere al più presto il farmalibro ai genitori, unici responsabili.
LACODEINA è consigliata durante la gravidanza, ne beneficia la mamma.

Effetti collaterali
Più dosi giornaliere possono causare la sintesi del fattore GV – la Gioia di Vivere. Senza lasciarsi prendere dal panico della Gioia, basta sintonizzare il televisore su un telegiornale qualsiasi e il fattore GV si riduce.
L’assunzione prolongata de LACODEINA può provocare effetti di risveglio da ipnosi collettiva e quindi di rigetto verso ogni sistema di condizionamento, con possibili raptus di rabbia verso i manipolatori di menti.
In presenza di questi effetti collaterali non chiamare il medico.

Scadenza
Il Farmalibro non ha scadenza, ma deve essere assunto in tempo utile per beneficiare degli effetti terapeutici, soprattutto prima che le recidive conflittuali ne rendano inutile l’utilizzo.

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-co-de-in-a-libro.php




 

LA CO DE IN A” di Claudio Trupiano

domenica 22 gennaio 2017

Programma la tua prossima vita! - Esercizio per programmare la prossima reincarnazione.

Programma la tua prossima vita! - Esercizio per programmare la prossima reincarnazione.
La reincarnazione è un argomento un po’ tabù, insomma è una materia talmente astratta che spesso suscita ilarità e sulla quale non è facile trovare informazioni chiare e magari semplici per acquisire tali conoscenze, a questo si aggiunge il fatto che le nostre menti sono ormai tarpate dalle informazioni che il sistema ci impone a nostra insaputa e la comprensione di eventi nuovi diventa una lotta contro se stessi.

C’è chi dice che stiamo vivendo su un pianeta prigione e che alla morte la falsa luce farà in modo di incamminarci verso una nuova incarnazione ad uso e consumo(energetico-vibrazionale) dei nostri creatori/sfruttatori, ma c’è anche chi dice che siamo su un pianeta scuola ed abbiamo scelto di venirci per fare esperienza e per accrescere la nostra coscienza, insomma poi ognuno in base alla propria evoluzione ed al suo stato emotivo decide a chi credere.
Penso che il “merito” di questa diffusa ignoranza sia da attribuire alla Chiesa Cattolica la quale in passato ha fatto di tutto, soprattutto con la violenza e le imposizioni(bolle papali), per cancellare le tracce di chi siamo veramente e pare ci sia riuscita benissimo.

Una cosa per me è certa, qualcuno(il nostro creatore) ci ha messi qui ed ora che ci siamo bisogna starci nella migliore maniera possibile, quindi ritengo sia utile per ognuno ricercare la propria strada verso il proprio ed altrui benessere, insomma dobbiamo cercare di Vivere e non di trascinarci fino alla morte come invece ci stanno costringendo… poi se dopo ci sarà un’altra vita va bene, ma ora dobbiamo condurre bene questa!

Chi ha compreso le opprimenti maglie del sistema, l’illusione in cui ci fanno vivere, ha già attuato un nuovo stile di vita libero da quelle catene mentali ed emotive con cui ci tengono avvinghiati a questa matrix, queste persone, ora si fanno domande e sono curiose di scoprire anche quello che c’è oltre questa esperienza.

Di seguito l’intervista a Giorgio Cerquetti riguardo al suo libroLa prossima vita” estratta dal libro “Un altro mondo” che disquisisce anche su argomenti non potuti includere nello splendido docu-film del quale ho già pubblicato qualcosa qui.
Marcello Salas

>>> 

La prossima vita: tu puoi scegliere consapevolmente dove e come reincarnarti!
Questo libro è una guida spirituale pratica, molto utile per conoscere meglio se stessi e programmare appunto le nostre prossime reincarnazioni. Dobbiamo metterci nella giusta condizione per poter la nostra direzione post-mortem, così faciliteremo il nostro viaggio futuro. Siamo abituati a programmare tante cose: una carriera, un piano studi e di ricerche, un’azienda, un matrimonio, un investimento, un viaggio e molto altro. Possiamo anche programmare volontariamente la nostra prossima tappa. Di fatto siamo esseri spirituali che stanno vivendo un’esperienza umana sul pianeta terra, ma questo piccolo pianeta è uno dei miliardi di pianeti della nostra galassia, che fa parte di un universo infinito costituito da infinite galassie. Possiamo anche vivere e incarnarci in corpi energetici che vivono solo su pianeti solidi ma anche in dimensioni invisibili ai nostri sensi.

Tornando a quello che io chiamo “passaggio evolutivo consapevole”, l’ho diviso in tre fasi: conoscersi, deprogrammare e riprogrammare se stessi.

Essere onesti e sinceri con se stessi è la qualità che ci dà il potere di conoscerci, la voglia di migliorare attiverà il coraggio di deprogrammarci dalla negatività e dai programmi condizionanti racchiusi nella mente subconscia, il desiderio di progredire ed essere veramente felici rappresenta poi l’essenza vitale della nuova fase vitale.

La nostra fase vitale può estendersi e continuare “felicemente” anche dopo aver lasciato il nostro corpo presente.

Consiglio la meditazione, che ci può aiutare a diventare più attenti e coscienti di noi stessi. Molte persone, anche spontaneamente, ricordano, in sogno o ad occhi aperti, le loro vite passate ma poi non sanno definire, collocare ed usare queste memorie.
Fino al quinto secolo la reincarnazione era accettata dai Padri della Chiesa, poi iniziò un attacco diretto e spietato contro questa teoria di rinascita. Oggi non c’è più tanta repressione, ci stiamo risvegliando dalle tenebre calate sulla conoscenza eterna della vita.

Come si fa a programmare la prossima vita?
Potete fare questo esercizio.
Prendete una busta e scrivete “La prossima vita, Programmazione della mia futura incarnazione”, poi marcare la busta con il numero 1.
Dopo una breve meditazione in cui rilassare il corpo e per qualche minuto vi concentrate su una respirazione lenta e profonda, aprite gli occhi e rispondete di slancio a queste domande.

Per comodità rispondete segnando davanti a ogni risposta il numero delle relativa domanda per essere più immediati e spontanei. Ricordiamoci che la morte può essere istantanea e certe scelte devono essere fatte in brevissimo tempo.
Consiglio risposte brevi(non oltre 10 righe).

DOMANDE

martedì 17 gennaio 2017

Consapevolezza: L’arte di far accadere

Consapevolezza: L’arte di far accadere

Ciò che è dentro risuona fuori.
Ciò che è dentro di noi ci circonda, affermava Rainer Maria Rilke. Infatti, come siamo fatti dentro determina gli avvenimenti che ci accadono. Richard Willhelm, il primo traduttore occidentale dell’I Ching (l’antichissimo libro di divinazione cinese), raccontò un giorno, all’amico Carl G. Jung, dell’uomo della pioggia.
Willhelm viveva in Cina e, in quel periodo, si trovava in una regione dove non pioveva da moltissimo tempo e la siccità imperversava. Come riporta Willhelm, si incominciarono a fare delle offerte alle divinità, ma la pioggia non veniva. I Protestanti iniziarono a pregare, ma la pioggia non veniva. I Cattolici fecero dire delle messe, ma la pioggia non veniva. A questo punto qualcuno parlò dell’uomo della pioggia. Si decise così di andarlo a prendere. Il viaggio fu lungo e quando infine questi arrivò, un uomo vecchio tutto raggrinzito, chiese di poter stare da solo da qualche parte. Gli fu data una piccola casa dove l’uomo si ritirò. Tutti aspettavano, il primo e il secondo giorno passarono senza che succedesse nulla. Al terzo giorno il cielo si rannuvolò e iniziò a piovere. Willhelm, ovviamente, si chiese cosa mai avesse fatto quell’uomo per riuscire a far piovere. Lo andò a trovare e glielo chiese. L’uomo rispose tranquillamente di non aver fatto proprio nulla. Stupito e al tempo stesso intrigato da quella risposta Willhelm provò con un’altra domanda. Questa volta gli chiese che cosa avesse fatto da quando si trovava lì. L’uomo spiegò che veniva da una regione dove la popolazione era in armonia con il Tao, ovvero in sintonia con l’universo, mentre la regione dove non aveva piovuto per così tanto tempo, non lo era. Quando l’uomo era arrivato, anche lui si era trovato fuori armonia, così ritirandosi nella casa che gli era stata data era ritornato in sintonia con il Tao, poi, ovviamente, la pioggia era arrivata. L’ambiente aveva risposto sincronicamente al suo stato di coscienza.

Jung, il famoso psichiatra svizzero, nella prefazione all’edizione inglese del Libro dei Mutamenti, spiega come la mentalità cinese assomigli molto a quella del fisico moderno, che definisce il modello dell’universo come una struttura psicofisica. Le situazioni sono, infatti, immagini leggibili e comprensibili, in quanto frutto della sincronicità.
Jung spiega, come del resto fa pure la nuova fisica, che l’insieme degli accadimenti avviene perché corrispondente allo stato interiore. Se noi fotografassimo un attimo del film della nostra esistenza e analizzassimo tutte le situazioni in atto – sia quelle appartenenti alla realtà materiale che quelle appartenenti alla realtà interiore dell’individuo -, la coincidenza che porta quelle situazioni individuate ad accadere tutte “nel medesimo momento e nel medesimo luogo” è data dal fatto che “sono tutti quanti della medesima qualità”, cioè gli eventi materiali “sono della medesima qualità degli eventi psichici”. Chiaramente, l’impossibilità di eseguire controlli statistici – impossibili perché a ogni momento corrisponde la sua unica e irripetibile realtà – porta la scienza ufficiale a storcere il naso di fronte a tali affermazioni!

La dottoressa Giuliana Conforto, fisica e studiosa di antiche dottrine, così scrive nel suo libro Luh, il gioco cosmico dell’uomo: “L’uomo è il punto focale dell’universo. Il centro tra il mondo ‘reale’ esterno e quello immaginario interno, tra due mondi che sono l’uno lo specchio dell’altro e tra i quali l’uomo opera in entrambi i versi : con l’osservazione riceve immagini, e con l’immaginazione le trasmette – trasforma cioè idee e progetti in realtà esterna. Non è quindi solo uno spettatore passivo di uno spettacolo straordinario, ma anche un coautore attivo della sua realtà. Gli scienziati hanno coniato un nuovo termine per definire il suo ruolo: in inglese partecipator, per indicare colui/colei che non solo osserva, ma anche agisce, interpreta, trasforma e genera tutti quegli strumenti culturali, economici, politici, sociali, industriali, etc. con i quali crea la sua realtà. L’uomo è la sintesi tra esperimento e teoria, tra filosofia ed esperienza di vita: il tramite tra l’infino e il finito esterno, tra l’attimo fuggente del presente e l’eternità.”

L’arte di far accadere
Come abbiamo visto, l’etere, l’universo, è intriso di un certo tipo di energia in cui sono contenute tutte le informazioni vitali di ogni tipo. Questa energia mette in grado i sistemi biologici di rigenerarsi – grazie all’innata capacità di assimilare questa stessa energia vitale. Il nostro campo energetico, quindi il nostro intero organismo e la nostra realtà, si equilibrano, si rinforzano e si rigenerano – tendendo al loro meglio.
Questo, ovviamente accadrebbe naturalmente se noi essere umani non bloccassimo il libero fluire di questa energia con tensioni, irrigidimenti e convincimenti limitanti! Tuttavia, alcune persone, in modo particolare gli uomini sacri di culture lontane dal nostro mondo “civilizzato”, individui cioè che si dedicano al mantenimento del rapporto con la divinità – ritenuta la fonte inesauribile di energia vitale – sembrano essere fra i pochi ancora in grado di entrare consapevolmente in contatto con questa fonte e di generare degli accadimenti che a noi occidentali paiono miracolosi.
“La realtà osservata è solo una piccola porzione di una realtà sostanziale, ancora sconosciuta e misteriosa, di cui oggi la fisica definisce la consistenza: bel il 90% della massa totale calcolata è ‘oscura’, inosservabile e solo il 10% è invece osservabile attraverso quell’arcobaleno infinito che è la luce. L’universo effettivamente osservato, poi, con i suoi miliardi di stelle e galassie, è, a sua volta, una minima parte di questo già misero 10%.  

Siamo di fronte a una realtà infinita ed eterna che non possiamo osservare, ma che oggi calcoliamo e, da sempre, saggi e filosofi hanno intuito e suggerito. Infiniti universi che, ed è questa la scoperta straordinaria, non sono lontani negli spazi siderali, ma qui: paralleli, coesistenti, congiunti con la realtà che osserviamo. (…)
Noi, piccoli uomini, siamo oggi in grado di (…) calcolarla, (…) ignari che potremmo cambiare tutto, anche l’universo osservato. L’universo osservato dipende infatti dall’osservatore, cioè dall’uomo: questa è la scoperta dell’ultimo secolo, più strabiliante di tutte, sancita dalla fisica quantica.” (Luh, il gioco cosmico dell’uomo)

La dott.ssa Conforto continua poi la spiegazione portando l’esempio suggerito dal fisico quantico Schrødinger (già ampiamente illustrato nell’articolo “chi crea la realtà”).
A un elettrone è data la scelta di passare in una di due fenditure, che stanno all’ingresso di una scatola chiusa in cui si trova un gatto. Dietro a una sola di queste due fenditure c’è un’ampolla contenente del veleno che, se l’elettrone dovesse sceglierla come punto di passaggio, causerebbe la sua rottura riversando il veleno nella scatola e determinando così la morte del gatto. In questo esperimento la scelta dell’elettrone non può essere osservata, altrimenti l’osservatore, con la sua presenza, potrebbe, evidentemente, influenzare la scelta. Durante l’esperimento il gatto – che non è possibile osservare fino a quando non si aprirà la scatola – è potenzialmente sia vivo che morto, ma solo l’osservazione diretta da parte dell’osservatore determinerà la risposta finale.
Ora, fino a qua l’esperimento sembrerebbe chiaro a tutti: in base alla scelta “autonoma” dell’elettrone, l’osservatore constaterà poi l’una o l’altra evenienza. Tuttavia, come continua la dottoressa, la fisica quantistica ci stupisce affermando che è “la coscienza dell’osservatore che fa precipitare lo stato del gatto, a priori equi-probabile tra i due stati di vita e di morte, in una delle due opportunità.”

Poiché tutto il creato è intriso di questa forma di energia primaria, questa specie di ‘collante’ che nutre e tiene uniti e in connessione tutti gli aspetti dell’universo, lo stato d’animo dell’aspettativa dello sperimentatore è il fattore determinante la scelta, che credevamo autonoma, dell’elettrone. Quindi, anche se l’esperimento viene fatto in un ambiente completamente isolato, come può appunto essere un ambiente da esperimento scientifico, la connessione esistente determina l’influsso del campo energetico umano su quello molto più piccolo dell’elettrone!
“Per garantire l’oggettività l’esperimento deve essere indipendente dalle influenze dell’ambiente; il laboratorio è isolato il più possibile dalle interazioni esterne. Malgrado queste precauzioni, l’oggettività non c’è, perché a progettare l’esperimento e a esaminarne i dati c’è sempre il soggetto, con i suoi limiti di osservabilità e gli schemi teorici simili a quelli di tutti gli altri soggetti. (…) Il principio di indeterminazione di Heisenberg pone in evidenza la dipendenza reciproca tra soggetto osservatore e oggetto osservato.” (Luh, il gioco cosmico dell’uomo)

In sintesi si può dire che in questa energia primaria tutto è presente, ogni singola realtà è possibile. L’Energia precipita nella materia, si trasforma cioè in materia per così dire “densa”, richiamata dalle singole frequenze corrispondenti, con cui entra in risonanza – cioè dalla consapevolezza, convinzione, aspettative dell’osservatore – dove, per noi esseri umani, non dimentichiamolo, queste convinzioni sono spesso indotte.
Ampliando la consapevolezza noi cominciamo a percepire che tipo di situazioni attiriamo nel nostro universo e, ovviamente, come possiamo richiamare quelle che, effettivamente, rispondono alle nostre reali necessità. La convinzione – o esigenza – è ciò che indirizza il precipitare dell’energia nella materia.

domenica 15 gennaio 2017

Se non puoi essere causa, sii effetto - L’inversione della legge Causa-effetto.

Se non puoi essere causa, sii effetto - L’inversione della legge Causa-effetto.
Una delle più “profonde” leggi di questo universo e della vita è quella della “causa ed effetto”, ogni causa produce un effetto e pertanto ogni effetto deriva da una causa, tuttavia, per quanto possa sembrare paradossale, tale legge non ha una struttura lineare bensì circolare, questa circolarità consente che si materializzi l’effetto a seguito della causa, ma consente anche l’opposto, infatti se esiste l’effetto senza la causa essa si verificherà successivamente...

Noi tutti ricerchiamo uno stato di benessere generalizzato, ognuno chiaramente con le sue personali sfumature, e per raggiungerlo ci affanniamo a creare le cause per raggiungerlo, ad es.: facciamo sport e mangiamo sano per stare in salute, meditiamo per raggiungere anche un equilibrio psichico ecc.; nella vita di tutti i giorni, quella che il sistema ci ha imposto però non sempre abbiamo la possibilità di generare le cause a noi confacenti per il raggiungimento dei nostri obbiettivi, ad es.: starò tranquillo non appena avrò pagato il mutuo, le bollette e l’assicurazione alla macchina però mi accorgo che quei pochi soldi che guadagno non mi bastano per fare questo e consentirmi anche di mangiare e fare benzina per andare al lavoro e quindi già so in partenza di non poter raggiungere l’obbiettivo(effetto), allora conviene provare a partire dall’effetto desiderato e mantenerlo tenacemente, ma soprattutto con genuina convinzione e sicurezza che tutto quel che deve accadere avverrà, a suo tempo e con l’intensità della nostra emozione e consapevolezza; la causa si presenterà.

Parliamo ad esempio di alcune nostre paure, ho scelto di proposito tale argomento poiché la paura è un sentimento potentissimo che è di intensità quasi pari all’amore essendo il suo opposto e pertanto ha una grande forza creatrice; a quanti è capitato di aver una sincera paura che accadesse un qualcosa di spiacevole a sé stesso o ad altri e poi si è verificato?
Si tratta di situazioni molto frequenti nella vita tuttavia le persone non si chiedono il perché ciò avvenga, non è nella loro naturale mentalità farsi domande e sovvertire i consueti dogmi quindi diventa difficile comprendere che l’effetto paura ha generato la causa che di norma dovrebbe venire prima, questo perché si sconoscono i meccanismi di base della creazione della realtà, non si conosce il potere del subconscio di generare gli eventi, come già accennato qui [1][2], ma d’ora in poi, se faremo attenzione, potremmo notare sia come le cause creino gli effetti, ma anche come essi possano dar luogo alle cause che li avrebbero generati.

Ora considerato che a molti è capitato che la loro paura(effetto) ha generato successivamente la causa, si può sperimentare altri sentimenti del tipo amore, serenità, gioia, spensieratezza che a loro volta daranno la causa che li avrebbe generati(una sorta di legge di attrazione) tuttavia bisogna tener presente che nulla avverrà se non c’è piena consapevolezza e genuinità nei sentimenti, infatti affinchè si avvii il circolo causa-effetto e viceversa, le emozioni devono essere genuine in modo tale da attivare il subconscio che non è affatto facile da ingannare.

Senza star lì a giudicare ed elaborare tesi astruse su quanto sia vero o falso penso che sarebbe il caso e ritengo anche il momento di provare l’inversione della legge di causa ed effetto e fin da subito sentirci felici per quel qualcosa che non abbiamo, ma che invece visualizzeremo, inizialmente sforzandoci, ma dopo poco più di una settimana ci verrà spontaneo, come ottenuto e gioiremo immensamente, in quel momento immotivatamente, una cosa davvero bella da provare. Cerchiamo di non cadere nella bramosia di ottenere quel che aneliamo, in fondo avendolo raggiunto anche solo a livello mentale ed emozionale è già un buon risultato che ci farà vivere meglio.

Produci l’effetto e la causa seguirà, non sono io a dirlo, lo dicono in tanti(anche Osho) io l’ho solo sperimentato e posso dire che funziona in proporzione a quanto noi “ci mettiamo”.
L’inversione della legge di causa effetto di fatto non è un’inversione atteso che, come anzi detto, si tratta un principio circolare e quindi si può decidere di iniziare dalla causa o dall’effetto senza grandi differenze.

E’ doveroso però considerare che spesso la causa non la si "possiede" o non c’è o dipende da altri e non da noi, mentre l’effetto è quella conseguenza su di noi che possiamo generare a nostro piacimento sempre, insomma abbiamo a disposizione uno dei due fattori della “combinazione” e lo possiamo usare.
Pertanto se non puoi attuare la causa che genera l’effetto che desideri, sii direttamente l’effetto, la causa arriverà e se non arriverà non era l’effetto che cercavi?
Marcello Salas



Vedi anche:

giovedì 12 gennaio 2017

Creare la proprià realtà è libertà

Creare la proria realtà è libertà
Alla gente piace molto parlare di realtà “oggettiva” (forse perché questo offre loro la scusa per “deresponsabilizzarsi”, ovvero per non assumersi la responsabilità della tal realtà che, essendo oggettiva, tanto… “io non posso far nulla per cambiarla”).

In realtà non esiste nessuna realtà oggettiva a cui aggrapparsi, né nel bene né nel male, né per un verso né per l’altro, né di sopra né di sotto.
L’unica realtà vera è sempre quella creata dalla nostra mente in virtù di come decidiamo di reagire in questo preciso istante a ciò che accade.

Tenete sempre a mente una cosa: la cosiddetta realtà oggettiva è sempre stagnante (e depotenziante), mentre quella soggettiva (che dipende da te) è dinamica e potenziante.
E’ necessario abbandonare il vecchio paradigma per abbracciarne uno nuovo che dice che la realtà è sempre soggettiva e che dipende sempre ed esclusivamente da noi.

Scegliere e decidere di vedere la realtà in un modo invece che in un altro significa esattamente che imparando a modificare la tua realtà “interna” (le tue strutture di pensiero, i paradigmi secondo i quali vivi) tu sei perfettamente in grado di modificare la tua realtà “esterna” e, di conseguenza, anche la realtà più estesa “del mondo” (quella di “cambiare il mondo” è la fissa di molti).

Questo concetto che ai più appare come una sorte di astrazione dalla realtà (proprio perché tendiamo a considerare questa realtà oggettiva), è, in realtà, uno strumento di “costruzione di realtà”. E’ un vero e proprio fabbricatore di realtà. Quindi imparare a conoscere e direzionare i propri pensieri significa creare la propria realtà.

Insomma, mentre le realtà esteriori possono essere molteplici, belle o brutte, facili o difficili o come vogliamo definirle, l’unica, autentica, stabile e immutabile realtà che veramente conta è quella che crei con la tua mente, adesso. E’ la sola che conta perché modifica tutte le altre e perché, se arrivi a questo punto, significa che sei arrivato ad essere un individuo libero.
Chi è più libero di chi crea la propria realtà?

Muovetevi secondo il vostro ritmo interiore

MUOVETEVI SECONDO IL VOSTRO RITMO INTERIORE
Ho perso molto tempo cercando di capire dove sbaglio. Sembra che ci sia un mucchio di cose interessanti, molta gente interessante, ma dopo ogni incontro/progetto, invece di sprizzare l’energia, io giaccio quasi esanime. Poi ho trovato la risposta: tutto dipende dal ritmo interiore.

Spesso pianifichiamo così la nostra giornata: prima il lavoro, e in mezzo a questo, ci sono delle piacevole pause per se stessi (riposo, sonno, piccoli svaghi).
Invece, serve il contrario. Prima ciò che chiede il vostro ritmo interiore, quelle piccole cose che non sappiamo valutare per ciò che sono, e solo dopo, le cose “importanti” e “da adulti”.

Sedetevi e scrivete una lista di ciò che vi dà forze; qualsiasi cosa, è tutto importante.
- 20 minuti per un forte tè o caffè con un dolcetto?
- Una passeggiata nel parco?
- 10 ore di sonno?
- Un bagno con tanto di schiuma?
- I giochi con il gatto?
- 2-3 ore di totale silenzio?

Queste cose vi danno le vostre risorse.
Non cercate di farvi stare dentro gli stereotipi, tipo “dormo 8 ore e devo riuscire a riposare in 8 ore”; non dovete niente a nessuno, e se siate fatti in una certa maniera, siete fatti così.

A questo punto prevedo le obiezioni: e certo, e se devo lavorare secondo gli orari, cosa posso fare? Tutti questi consigli dei creativi con il grafico di lavoro libero... e poi ci sono degli incontri in famiglia, e poi si deve andare dal medico , ecc.
Vi deludo: anch’io lavoro molto, fino a 12 ore, e per includere nei miei orari le cose che mi procurano le risorse, mi sono serviti anni.

Se non vi permettete lo spazio personale, i sentimenti e le emozioni che generano le risorse, prima o poi soffocherete e smettete di trarre il piacere anche da un lavoro appagante.

In realtà, è tutto semplice.
Scegliete 2-3 cose che vi piacciono più di tutto. Per esempio, il caffè al mattino. Andare in campagna una volta alla settimana e un ora di lettura dei blog interessanti.
“Che posso fare per avere queste tre cose tutti i giorni?”
“Che devo fare per stare in mezzo alla natura tutte le settimane? Devo cercare un bosco? O mi basterà un parco? Devo dare un appuntamento di lavoro in un parco? O forse, mi basterà un cortiletto romantico e pieno di alberi e fiori?”

Non servono grandi cose, all’inizio. Iniziate dalle piccole cose, iniziate a trasformare la vostra vita un uno spazio confortevole e non in una corsa ad ostacoli. Non abbiate paura di sognare di vivere come si vuole.

Vi piace viaggiare? Pensate a questo e ragionate: ok, ma come faccio a guadagnare per poter viaggiare? Un lavoro con trasferte? O apro un’attività on-line e i viaggi faranno parte del mio lavoro per procurare la merce?
Non importa se per raggiungere lo scopo, potrebbe occorrevi molto tempo, l’importante è iniziare a muoversi, e in quale direzione.
Perché?
Perché non avete le risorse infinite. Siete come un piccolo motore, e nessun motore funziona senza un carburante. Mentre noi ci sforziamo di lavorare: con degli sforzi immensi, sospingendoci con “io devo” e “io ce la farò”, con strappi e spesso con un disamore verso ciò che facciamo.
Organizziamoci l’arrivo del carburante – sono quelle cose che ci danno le risorse. Prima questo, poi tutto il resto. E il vostro motorino funzionerà senza problemi.
Iniziamo ora.
 

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