sabato 9 aprile 2016

Il pianto: linguaggio dell’anima ed evoluzione della coscienza.


Il pianto: linguaggio dell’anima ed evoluzione della coscienza.

Ho pianto e son rinato;
ho pianto ed ho compreso;
ho pianto ed ho perdonato(soprattutto me stesso);
ho pianto ed ho resistito;
ho pianto e son cresciuto;
ho pianto e son guarito;
ho pianto e mi sono fuso con l’universo;
ho pianto e mi sono fortificato ;
ho pianto e poi ho sorriso;
ho pianto e mi sono visto dentro; 
ho pianto non per soffrire, ma per gioire;
ho pianto e il tempo si è fermato; 
ho pianto e l’impossibile, con i suoi tempi, si è realizzato;
ho pianto ed ho amato;

ho pianto per non odiare;
ho pianto per non cadere;
ho pianto per non sentirmi perso;
ho pianto per non soccombere;
ho pianto per non guardare; 
ho pianto per non ferire;
ho pianto perché non ho potuto urlare;
ho pianto perchè non ho potuto aiutare;
ho pianto per non aver amato;
ho pianto e tutto si è aggiustato;

Il pianto, come l’amore, non può essere spiegato con il linguaggio, è una forma di espressione/comunicazione di livello superiore, è il linguaggio della nostra anima.
Quando l’anima irrompe nella nostra disumana routine esistenziale lo fa con il pianto e tramite esso fa comprendere al meglio il suo messaggio universale.
"E’ il richiamo profondo dell’anima che ci indica la via… la via dell’amore, dell’unione universale e della vita"
Col pianto l’anima pone rimedio, una sorta di perdono, un lavaggio, un riparazione ai nostri errori, al troppo o al poco amore, al giudizio, alla separazione, alla sopraffazione, alle ingiustizie, alla guerra, alla disarmonia in tutte le sue forme.
"Il pianto è amore, chi non piange non ama"
Il pianto è vibrazione superiore, è riequilibrio interiore, è connessione con la nostra fonte originaria, è un processo spirituale ed alchemico di trasformazione della coscienza.

E’ uno dei più potenti poteri di cui disponiamo per vivere bene, per evolverci spiritualmente, per cambiare armoniosamente le nostre azioni e per creare e modificare la nostra realtà; non facciamocelo rubare, assopire, inibire, non scolleghiamoci dalla nostra vera essenza di esseri spirituali ed immortali.

E’ finito il tempo di credere oggi appare quanto mai necessario ascoltare se stessi dal profondo dell’inconscio che regola la vita a nostra insaputa.
Piangere non è affatto quello che ci viene subdolamente immesso nella mente dal sistema che ci controlla e limita cioè che si tratta di un segno di debolezza, d’insicurezza, d’inadeguatezza, tutt’altro è il nostro potere di adattamento alle avversità di un contesto di vita assolutamente innaturale e quindi anti-biologico;
"Sono quel che sono perché ho pianto e non ho dimenticato come si fa"
Lasciati sempre un’ancora* attiva per poter piangere, sarà una risorsa insostituibile per la tua trasformazione spirituale e la tua salute in generale.

“Oggi” è il momento di piangere forse perché abbiamo dimenticato come si fa; “ora” è il momento di crescere forse perché in fondo siamo immaturi, “adesso” più che mai è il momento di vivere forse perché stiamo solo sopravvivendo.
"Piango dunque amo"
Non aver paura di piangere è una componente fondamentale del tuo grande potere personale.
Marcello Salas 

*Le ancore in programmazione neuro linguistica sono delle connessioni mentali che attivano un determinato stato d’animo, si può trattare di una parola, di una musica, di una foto di un video, di un odore, di un sapore o qualsiasi altra percezione strettamente personale alla quale si è ancorata una determinata emozione che pertanto sarà richiamata. Esempi di audio per ancore 12 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 ecc. 


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