giovedì 3 settembre 2015

Il mondo sta cambiando, non ci resta che amare il prossimo

Il mondo sta cambiando, non ci resta che amare il prossimo

Il mondo sta cambiando senza poter fare a meno del necessario travaglio. L’illusione che tutto potesse proseguire senza scossoni si scontra con la necessità evolutiva di un pianeta che alterna le sue vicende così che la Vita nel suo complesso possa trovare maggiore coerenza.

Come si fa a dare torto ad un essere umano che cerca scampo alle proprie miserie, come si fa a tenere lontano dai nostri territori chi non ha nulla da perdere, compresa la propria vita che ormai non vale nulla e che si è disposti a rigettare al mare per non soffrire oltremisura.

L’opulento Occidente deve fare i conti con ciò che ha agito in passato sino ad ora. Prima o poi i conti si pagano, ciò che è stato agito non può non divenire subito, possono passare anche centinaia di anni, ma l’azione compiuta produrrà in ogni caso una reazione uguale e contraria.

L’umanità, sempre più alienata e assopita, non si rende conto del fatto che sono tempi nei quali bisogna cambiare in tutti i sensi, tempi che necessitano di altre strutture emotive e mentali per far fronte ad un mondo che sta rotolando perché possa prendere coscienza del male da trasformare.

Viviamo tempi che non possono essere programmati a tavolino, non esiste nessun programma che possa darci il polso della situazione indicandoci gli sviluppi futuri, bisogna semplicemente viverli affermando sempre di più la capacità di amare a tutti i costi.

Dobbiamo renderci conto che la Terra è un essere vivente, un pianeta che continuerà ad essere malato sino a quando una sua parte non sarà divenuta completamente armonica e coerente. Possiamo fare il confronto con il corpo umano dove, per esempio, il cuore non può dirsi al riparo se i polmoni sono sofferenti.

Bisogna cessare le divisioni che procurano malattia coltivando ciò che unisce, ma ora non è possibile, perché anche qualora avvenisse ora all’istante, non potremo non fare i conti con ciò che è stato emesso… chiudere un rubinetto che perde, non vuol dire eliminare anche la pozzanghera che si è creata.

Bisogna fare i conti con questa pozzanghera, sempre più intrisa di sangue, un acquitrino nel quale sguazza il male per trarne profitto, grazie ad esseri umani o presunti tali, complici di queste tragedie perché sperano di trarne profitto. Credo che siamo solo all’inizio, il fondo è ancora lontano visto che siamo in caduta libera.
Ma sono anche fiducioso, perché il male che ormai trasuda da ogni poro di questo pianeta è incalzato dall’amore. Ma dove si trova questo amore direte? Si trova in ogni aspetto della Vita, certo meno appariscente, in apparenza, di un male che cerca di toccarti e sporcarti in ogni modo, ma molto presente, un amore che alimenta la conversione dei cuori.

Occorre che i cuori si convertano, non si può continuare secondo schemi ormai obsoleti che hanno prodotto solo distruzione, miseria e morte. Bisogna che la Vita prevalga, senza trovare spazi nelle piccinerie dell’ignoranza umana sobillata da forze che definire aliene appare ormai limitato.
Erano centinaia, oggi sono migliaia, domani saranno milioni, coloro che cercheranno un luogo ove vivere dignitosamente come la natura umana meriterebbe, pensiamo che tutto questo si possa risolvere affondando i barconi pieni di disperati o alzando muri?

Il genere umano sta facendo i conti con il male che ancora lo compone, quel male che rappresenta un veicolo d’ingresso privilegiato per le forze distruttive, vogliamo dunque cominciare a chiuderle queste porte invece di spalancarle? Vogliamo impedire al male di nuocere affidandoci al bene possibile?

Non è tempo di indugiare, chi ha tempo non aspetti tempo, l’ignoranza non è ammessa e malgrado la si proclami come un paravento non verrà certo impedito di viverne gli effetti e la conseguente sofferenza. Non ci possiamo affidare ai governi perché tutto cambi, dobbiamo assumercene la responsabilità perché la nostra coscienza e quella della Madre Terra di cui siamo figli, divengano consapevoli.

La Vita è in ogni caso più forte e troverà la via di minore resistenza. Le crisi sono necessarie al cambiamento, le crisi sono dolorose quando non se ne comprende il significato, ma vengono accolte nel momento in cui la coscienza riconosce la necessità di cambiare assumendosene la responsabilità.
Per far sì che ciò accada non ci rimane che amare il prossimo come noi stessi.

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