domenica 30 agosto 2015

Dieta per diabetici. Come curare il diabete con un alimentazione corretta. I consigli del dott. Mozzi

Oppure hai delle glicemia elevate, ma non sei ancora andato in diabete e stai cercando un modo per evitarlo?

In questo articolo troverai tutte le nozioni necessarie per poter vivere una vita lunga e in salute, al pari di qualsiasi persona normale, non affetta da diabete. Ti basterà seguire un alimentazione sana, adatta al tuo gruppo sanguigno e soprattutto adatta ad un paziente diabetico. Una dieta di questo tipo ti darà la possibilità di migliorare naturalmente la tua glicemia, migliorare il tuo stato di salute attuale e ridurre al minimo i rischi di complicanze future.

Sto parlando della dieta per diabetici del dottor Piero Mozzi, la dieta che ha già permesso a centinaia di persone di sistemare le loro analisi del sangue, glicemia compresa, di migliorare la loro qualità di vita e in molti casi di eliminare le pastiglie ipoglicemiche, diventate inutili proprio grazie alla dieta. Anche se sei diabetico di tipo 1, seguendo la dieta del dottor Mozzi potrai, forse non eliminare (anche qui però ci sono stati dei casi), ma sicuramente ridurre le tue unità di insulina

A tal proposito ti invito alla lettura di due testimonianze importanti, di due malati di diabete di tipo 2, che seguendo la dieta del dott. Mozzi, hanno eliminato le pastiglie e hanno ritrovato la salute.
# Testimonianza di Vittorio Palmieri
# Testimonianza di Luigi

Continuando a leggere questo articolo imparerai

 

Diabete, il male del secolo

Il dottor Piero Mozzi considera il diabete come il male del secolo. Una vera e propria epidemia che sta investendo buona parte del pianeta, sia in Occidente che in Oriente. Se fino ai primi anni del dopo guerra questa malattia era sconosciuta ai più, attualmente ne sono affetti oltre 382 milioni di persone in tutto il mondo (fonte IDF Diabetes Atlas) e si stima che la cifra possa salire a 592 milioni nel 2035. Dati che lasciano riflettere e che senza dubbio confermano le preoccupazioni del dottor Mozzi.
Il dottore ci mette in guardia su una peculiarità del diabete: esso lascia un segno indelebile sul nostro DNA, aumentando il rischio di trasmissione della patologia dai genitori ai figli, cosa che per altro viene attestata anche dalla medicina ufficiale.
Il rischio di sviluppare il diabete è molto più elevato se ci sono stati casi in famiglia e questa sua trasmissione genetica, rende il diabete una sorta di epidemia che, come di fatto sta già accadendo, rischia di diventare un male comune per una grossa fetta di popolazione.

 

Che cos’è il diabete?

Il diabete è un alterazione metabolica derivante da un calo dell’azione dell’insulina, o perché ne viene prodotta troppo poca (o per niente), oppure perché qualcosa ne blocca il funzionamento (insulino-resistenza).
L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule del pancreas (le isole di Langerhans) e ha il compito di ridurre il livello di glucosio presente nel sangue (glicemia). La glicemia deve essere mantenuta nella norma tra 70 e 110 mg di glucosio/ 100 ml di sangue, altrimenti si può andare incontro a:
  • ipoglicemia: quando la glicemia è troppo bassa;
  • iperglicemia: quando la glicemia è troppo alta.
La glicemia aumenta ogni qual volta introduciamo con l’alimentazione dei carboidrati, rappresentati da zuccheri ed amidi, ovvero la principale fonte di energia per l’organismo. Una volta che gli alimenti vengono ingeriti, gli enzimi dell’apparato digerente scompongono i carboidrati in zuccheri semplici, ovvero glucosio, con un conseguente innalzamento della glicemia.
L’incremento di glicemia a sua volta stimola la produzione di insulina da parte del pancreas, che ha il compito di favorire l’ingresso del glucosio nelle cellule e il suo utilizzo come carburante, abbassando così la glicemia.
Nel diabete la mancanza d’insulina, o il suo cattivo funzionamento, generano un accumulo in eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia), che se rimane tale per un periodo prolungato può portare problemi anche gravi.
Esistono varie forme di diabete:
  • diabete di tipo 1;
  • diabete di tipo 2;
  • diabete gestazionale.

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è classificato come una vera e propria malattia autoimmune. Infatti c’è la distruzione delle cellule β del pancreas, ovvero di quelle cellule destinate alla produzione di insulina, a seguito di una risposta autoimmune dell’organismo.
Essendo l’insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona affetta da diabete di tipo 1 è obbligata ad assumerla dall’esterno. Per questo motivo chi ha il diabete di tipo 1 viene definito come soggetto insulino-dipendente. Il diabete di tipo 1 è la forma di diabete più rara e sorge più frequentemente nei primi trent’anni di vita. Attualmente si stima che ne siano affetti circa 3 milioni di persone.

Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più comune, riguarda più del 90% dei casi di diabetici e compare  con più frequenza nei soggetti con più di 40 anni, anche se non sono così rari casi in cui si è manifestato anche in ragazzi molto giovani. Il diabete di tipo 2 può manifestarsi in due modi:
1. Insulino-deficenza: le beta-cellule del pancreas non producono abbastanza insulina.
2. Insulino-resistenza: l’insulina viene prodotta correttamente, ma le cellule del sangue non lavorano nel modo corretto e non consentono al glucosio di entrare.

Diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una forma “momentanea” di diabete che caratterizza una percentuale delle gravidanze. Dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce più a tenere sotto controllo la glicemia. Il diabete gestazionale, che comprende una quota importante delle gravidanze, sembra scomparire dopo il parto.
E’ altresì vero che chi ha manifestato questo tipo di diabete, ha successivamente maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.

 

I sintomi del diabete

Nel diabete di tipo 1 il pancreas non produce più insulina, quindi le cellule non assorbono più glucosio, per questo motivo c’è quasi sempre un aumento dell’appetito, a cui segue però un calo improvviso del peso (proprio perché le cellule non riescono ad assorbire l’energia introdotta dal cibo), un incremento del volume delle urine (poliuria) e un aumento della sete (polidipsia).
Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono simili al diabete di tipo 1, ma di solito si sviluppano molto più lentamente e spesso non ci si accorge di avere il diabete. Nella maggior parte dei casi si scopre di avere il diabete solo dopo un normale controllo. Tramite analisi del sangue si capisce che il soggetto ha il diabete dall’alto valore della glicemia (superiore a 200 mg/dl in qualsiasi ora del giorno e superiore a 126 mg/dl la mattina a digiuno).
Altri sintomi che possono segnalare la malattia sono: il prurito, il formicolio dei piedi, o delle mani, offuscamento della vista, ulcere, infezioni alle vie urinarie e stanchezza.

 

Possibili complicanze future

Se non viene tenuto sotto controllo e non viene tenuta a bada la glicemia, il diabete può portare diverse complicanze, anche serie.

Complicanze cardiovascolari

Il diabete può causare in modo specifico e diretto, se non è tenuto sotto controllo, delle serie patologie di natura microvascolare dovute cioè all’occlusione e al deterioramento dei piccoli vasi sanguigni di molti organi. Si tratta:
  • retinopatia diabetica (i capillari della retina si deteriorano e rendono gradualmente difficile la visione)
  • nefropatia diabetica (i ‘filtri’ presenti nel rene perdono gradatamente la loro funzionalità)
  • neuropatia diabetica periferica (i nervi soprattutto nelle aree più distanti dal cervello come il piede e la gamba perdono sensibilità)
  • piede diabetico (la diminuita sensibilità rende più facile la formazione di ulcere e infezioni, i capillari spesso occlusi ostacolano la naturale reazione dell’organismo rendendo difficile o impossibile la guarigione naturale dei tessuti).
Nei casi più gravi queste complicanze possono avere esiti molto seri. Tuttavia l’attenzione dei medici in questi ultimi anni si è orientata soprattutto sul ruolo del diabete come fattore di rischio cardiovascolare.
In pratica il diabete, se non tenuto sotto controllo, favorendo il processo di ostruzione delle arterie moltiplica il rischio di sviluppare ictus o infarti. Una persona con diabete corre lo stesso rischio di avere un infarto di una persona identica per età, sesso e peso, che ha già avuto un infarto.

Complicanze macrovascolari

È importante notare che, mentre occorrono molti anni, più spesso decenni, perché una persona con diabete sviluppi le conseguenze più serie di una complicanza ‘microvascolare’ (per esempio perché sviluppi problemi alla vista o nella sensibilità al piede), il rischio cardiovascolare aumenta fin dal primo giorno di diabete.
In realtà il rischio aumenta già da prima dello sviluppo del diabete, perché le fasi di moderata alterazione della glicemia comunemente definite ‘pre-diabete’ sono già sufficienti per aumentare il rischio di infarti e ictus in modo sensibile.

 

Le cause del diabete secondo il dottor Mozzi

La medicina Ufficiale ancora non riesce a dare una risposta chiara su quali siano le vere cause del diabete, sia esso di tipo 1 che di tipo 2.
In caso di diabete di tipo 2 vengono generalmente imputati:
  • lo stile di vita troppo sedentario;
  • l’obesità e il sovrappeso: quindi l’alimentazione;
  • l’età;
  • i fattori genetici ereditari: se un famigliare ha avuto il diabete c’è una probabilità molto maggiore che lo sviluppi anche il figlio;
  • lo stress;
Il dottor Mozzi, oltre alla sedentarietà, imputa come principale responsabile della malattia la cattiva alimentazione, anche se ribadisce che chi ha avuto casi in famiglia di diabete, ha maggiori probabilità di contrarre a sua volta il diabete.
Per quanto riguarda l’alimentazione, i medici danno la colpa soprattutto a dolci e grassi saturi di origine animale. Il dottor Mozzi a sua volta crede che l’abuso di dolci abbia un impatto notevole su questa patologia, ma i maggiori responsabili sono altri.
La causa principale del diabete, molto più dei dolci e dello zucchero, è l’abuso massiccio di CEREALI.


In India, paese che viaggia a riso, ci sono

oltre 40 milioni di diabetici
Sto parlando soprattutto di pane e pasta (cioè frumento), alimento chiave della dieta Mediterranea e bene o male presente nell’alimentazione quotidiana di ogni Italiano. Non è a caso che le regioni italiane più colpite dal diabete siano quelle del sud Italia, con in testa la Calabria, seguita da Puglia, Basilicata e Campania. Regioni dove il consumo di frumento è nettamente superiore al resto d’Italia.

In India, paese che viaggia a riso, ci sono oltre 40 milioni di diabetici
Ma il frumento non è l’unico colpevole, altrimenti non si spiegherebbe come mai in India, dove pasta e pane sono quasi sconosciuti, ci siano oltre 40 milioni di diabetici. In tal caso la loro dieta, come in gran parte dei paesi Asiatici, comprende il consumo massiccio di riso, un altro cereale.
In sostanza sia nel diabete di tipo 1, che di tipo 2, il dottor Mozzi individua nei cereali il responsabile principale di questa malattia, facendo però una distinzione importante:

Diabete di tipo 1

Il dottor Mozzi, nel video-intervista dedicato al diabete, descrive le persone con diabete di tipo 1 come “programmate dalla natura” per non toccare alcun tipo di cereale. Sono  i cereali che scatenano la risposta autoimmune, con la conseguente distruzione delle beta-cellule del pancreas.
Per essere ancora più chiari, se sei affetto da diabete di tipo 1 è come se tu fossi “allergico” ai cereali e la reazione allergica, successiva all’introduzione di questi alimenti, non è altro che la distruzione delle cellule del pancreas. Come ho già detto, quando si parla di cereali, il dottor Mozzi intende di tutti i cereali, anche quelli che non contengono glutine, come miglio, mais e riso.
Inoltre il dott. Mozzi individua un secodo responsabile nel latte vaccino e nei suoi derivati.

Diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 la causa scatenante rimane sempre l’eccessivo consumo di cereali soprattutto se questi vengono ripetutamente mangiati a cena, come avviene spesso con il pane.
Anche rimpinzarsi a cena di alimenti ad alto indice glicemico può portare a un picchi glicemici. Tra questi, oltre ai cereali e ai dolci, troviamo la frutta, il miele, le patate, le patate dolci, la tapioca e la zucca. Tutti questi alimenti andrebbero sempre evitati a cena.
Perché a cena?

A cena meglio non mangiare cereali,
o alimenti ad alto indice glicemico
Perché dopo aver cenato la gran parte delle persone si mette in poltrona a guardare un film, oppure si legge un libro, o si mette davanti il pc a seguire facebook. Sono davvero poche le persone che dopo cena fanno anche un po’ di attività fisica prima di coricarsi.

A cena meglio non mangiare cereali, o alimenti ad alto indice glicemico
Mangiare questi cibi e poi andare a letto senza fare alcun tipo di movimento equivale ad avere un alto picco glicemico per tutta la notte, in quanto nel sonno il nostro metabolismo scende quasi a zero e di conseguenza il glucosio non viene consumato e rimane in circolo nel sangue.

Gli alimenti sopra elencati, consumati durante la prima parte della giornata, per esempio a colazione, o a pranzo, potranno invece essere smaltiti più facilmente. Ovviamente sempre se, nell’arco della giornata, si fa un minimo di movimento, o attività fisica.

Il consumo di cereali e di cibi ad alto indice glicemico (soprattutto a cena), combinati ad uno stile di vita troppo sedentario, possono portare a frequenti picchi glicemici che protratti nel tempo sono causa di diabete. Ovviamente le probabilità aumentano sensibilmente se in famiglia ci sono casi di diabetici.
Fin’ora ti ho fornito informazioni di massima su quali sono gli alimenti causa del diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2. Ma se una persona è già diabetica, che cosa deve mangiare?
Vediamo allora qual’è la dieta per diabetici consigliata dal dottor Mozzi. Questo tipo di alimentazione non soltanto ti darà la possibilità di vivere una vita in salute, al pari di qualsiasi altra persona normale, ma ti darà anche l’opportunità di liberarti gradualmente delle tue pastiglie (per i diabetici di tipo 2) e di ridurre notevolmente l’uso di insulina nel caso di diabete di tipo 1.

 

La dieta giusta per vivere in salute

Il dottor Mozzi spiega che è possibile vivere una vita in salute anche se si è affetti da diabete, a patto che venga tenuta sotto controllo l’ alimetanzione. Anche qui però bisogna distinguere tra dieta per diabetici di tipo 1 e di tipo 2.

Dieta per diabetici di tipo 1

Secondo il dottor Mozzi, se la malattia viene diagnosticata per tempo, è possibile invertire il processo degenerativo che porta alla distruzione delle beta-cellule del pancreas.
In pratica il dottore spiega che ci sono i presupposti per evitare di diventare insulino-dipendenti a vita.
E’ possibile intervenendo immediatamente sulla dieta del paziente ed eliminando subito i due alimenti causa della risposta autoimmune, ovvero latte e cereali.
Intervenendo sin da subito, anche se le beta-cellule del pancreas sono già state distrutte, il dottor Mozzi afferma che l’organismo umano sarà in grado di rigenerare autonomamente tali cellule, riportando il pancreas a funzionare correttamente e quindi a produrre insulina.
Attenzione però, i cereali sono presenti in molti alimenti in forma subdola e sarà opportuno imparare riconoscere alcune sostanze ricavate dai cereali (come le maltodestrine) e soprattutto a leggere le etichette.
Un esempio sono  le gomme da masticare e le caramelle, che non contengono zucchero (ossia saccarosio), ma che contengono dolcificanti di sintesi ricavati dalla fermentazione di cereali, quindi molto più pericolosi dello zucchero. Anche molti farmaci contengono cereali. In particolare l’amido di mais è presente un po’ da per tutto.

L’alimentazione

Anche se non ti è stato possibile seguire i consigli del dott. Mozzi sin da subito, evitando la distruzione delle cellule del Pancreas, e sei dunque insulino-dipendente, ti sarà possibile migliorare il tuo stato di salute seguendo la giusta dieta e riducendo di pari passo le dosi di insulina.
I cereali andranno ugualmente eliminati e lo stesso va fatto con i latticini.


La quinoa ha un indice glicemico

basso, pari a 35
Potrai invece mangiare i legumi giusti per il tuo gruppo sanguigno (però non a cena, perché anche i legumi contengono amido), la quinoa (non é un cereale, ma non va mangiato a cena), carne, pesce, uova, semi oleosi e verdure giuste.
Ovviamente con questa dieta i livelli di glicemia scenderanno inesorabilmente e dovrai regolarti diminuendo le dosi di insulina.
Potrai inoltre mangiare sporadicamente dolci (senza cereali) e frutta, evitando sempre di mangiarli a cena e rimediando poi con l’attività fisica (camminata a passo veloce, nuoto, bici, ecc.).
E’ importante, soprattutto nei primi mesi, tenere un diario alimentare dove dovrai segnare la glicemia, misurata la mattina a digiuno e quello che hai mangiato la sera prima. In questo modo ti sarà possibile regolarti sull’influenza che ogni alimento ha sui tuoi livelli glicemici.

Regole del dott. Mozzi, valide per tutti i tipi di diabete

Queste sono le regole alimentari e non solo, del dott. Mozzi, che dovrai seguire per migliorare il tuo stato di salute, ridurre l’insulina ed eliminare piano piano le pastiglie ipoglicemizzanti.

1 La cena

La cena è il pasto più “delicato”, perché spesso e volentieri dopo cena ci mettiamo sul divano a guardare la TV, oppure a leggere un libro e poi ce ne andiamo a letto senza consumare le energie introdotte con il cibo. Per questo motivo a cena, più di ogni altro pasto, è importantissimo non mangiare alimenti con alto indice glicemico e in generale non vanno mangiati: cereali, legumi, dolci, frutta, patate e patate dolci (contengono amidi), zuccheri, miele, formaggi grassi stagionati, zucca (contiene zuccheri), carote cotte al forno o saltate in padella (contengono molti zuccheri) e tutti quei cibi che sono indicati come nocivi dalla dieta del gruppo sanguigno.
Da evitare, sempre a cena, anche il consumo di alcolici in generale, anche del vino, visto che anch’esso alza la glicemia. Si possono invece mangiare senza problemi il pesce, la carne e le verdure giuste per il nostro gruppo sanguigno. Più la cena è leggera e meglio è. Si può benissimo saltare del tutto la cena e mangiare di più al mattino.

2 Caramelle e gomme da masticare

Elimina definitivamente caramelle e gomme da masticare, specialmente quelle con la dicitura “senza zucchero”. La dicitura senza zucchero significa soltanto che non contengono saccarosio, in compenso contengono edulcoranti, per lo più dolcificanti di sintesi ricavati dalla fermentazione di cereali, come sorbitolo, maltitolo, aspartame, acesulfame, ecc.
Il dottor Mozzi, nella sua intervista, racconta di aver avuto casi di pazienti affetti di diabete, che pur avendo tolto tutti i cereali dalla loro dieta, non riuscivano ad abbassare la glicemia per via delle gomme da masticare. Ne bastavano 2-3 al giorno per mandare alle stelle la glicemia. Tolte quelle, la glicemia dei pazienti è tornata perfetta.

3 Se hai mangiato male a cena.

In quei casi in cui hai mangiato cibi sbagliati a cena, o hai mangiato troppo, è importante che ti metti d’impegno e fai un po’ di attività fisica prima di coricarti. Il dottore consiglia di andare a ballare, oppure di farti una bella passeggiata di 1-2 km a passo rapido.

4 I legumi.

I legumi sono i sostituti ideali dei cereali. Infatti i legumi hanno molte più proteine e sali minerali rispetto ai cereali, mentre è minore il contenuto di amido. Rimane comunque la regola che i legumi non vanno mai consumati a cena, proprio perché contengono sempre una certa percentuale di amido.

5 Dolci e frutta.

Se vuoi mangiare dei dolci, della frutta, o dei cereali tra quelli consentiti (da evitare per le persone affette da diabete di tipo 1), è molto meglio farlo il mattino a colazione. Infatti mangiando dolci a colazione abbiamo a disposizione tutto il giorno per smaltirli.

6 L’importanza del diario alimentare

Specialmente nel primo mese in cui inizi questa dieta è indispensabile prendere un quaderno e prendere nota di tutto quello che mangi ad ogni pasto.
La glicemia va poi controllata due ore dopo il pasto. Puoi farlo andando in farmacia, oppure acquistando il glucometro, l’apparecchio per il controllo glicemico.
Segna il valore della glicemia vicino a quello del pasto fatto precedentemente alla misurazione.
In questo modo potrai agevolmente collegare la glicemia a quello che hai mangiato, così che riuscirai in poco tempo a capire quali sono gli alimenti che influiscono di più sulla glicemia.

Il momento più importante della misurazione è la mattina, a diguino, prima di fare colazione. Questa pratica che andrebbe ripetuta periodicamente e non solo nel primo mese, visto che questo è il dato glicemico più importante. Ricordo che la glicemia la mattina, per considerarsi nella norma, deve rientrare tra valori di 70 mg/dl e 110 mg/dl.
Perché è il più importante?
Perché la glicemia alta, come anche il colesterolo e la pressione, può dare grossi problemi soprattutto se rimane tale per un lungo periodo. Durante la notte dormi e rimani inattivo, con un metabolismo praticamente pari a zero per 7-8 ore di fila. Quindi se la glicemia che misuriamo al mattino appena alzati è alta, vuol dire che siamo rimasti tutte quelle ore con una glicemia alta senza possibilità di smaltirla.

Non è tanto la glicemia alta che bisogna temere, ma la glicemia alta protratta nel tempo, per diverse ora. E’ questa che può provocare gravi complicanze.
Per questo, al fine di avere una glicemia perfetta al mattino, è molto importante fare una cena leggera e priva degli alimenti citati nel punto 1 delle regole del dott. Mozzi.
Ovviamente seguendo questa dieta, sarà opportuno regolarsi anche con le pastiglie e soprattutto con l’insulina, che andrà inevitabilmente ridotta, onde evitare di finire in ipoglicemia.
Il mio consiglio, per i diabetici di tipo 1 che voglino iniziare la dieta, è di parlare prima il dottor Mozzi. In questa pagina trovate i suoi contatti.

Che cos’è la dieta del gruppo sanguigno?

Se ancora non conosci la dieta del gruppo sanguigno puoi approfondire l’argomento leggendo i seguenti articoli:
Se invece già conosci la dieta del gruppo sanguigno e vuoi iniziare seriamente a seguire la dieta, ti sarà indispensabile l’acquisto del libro “La dieta del dottor Mozzi” dove troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno, sia sulla dieta dei gruppi sanguigni, sia sulle combinazioni alimentari e sui rimedi naturali utili per prenderti cura della tua salute.

Rimedi naturali e alimenti per abbassare la glicemia

Come da consuetudine il dottor Mozzi da sfogo alle sue conoscenze da naturopata, dandoci alcuni consigli sui cibi e le piante che possono aiutarci per tenere sotto controllo la glicemia.
Tra le verdure che hanno proprietà ipoglicemizzanti (cioè che abbassano la glicemia) e che andrebbero consumate soprattutto a cena ci sono:
1.      il carciofo (non adatto al gruppo sanguigno B ed AB);
2.     il tarassaco (ottimo per tutti i gruppi sanguigni).
Se le facciamo bollite, il dottore ci consiglia di bere anche l’acqua di cottura delle verdure, anch’essa utile ad abbassare la glicemia.
In alternativa possiamo anche usare degli estratti di erbe, sotto forma di tinture madri, oppure degli infusi. Anche questi sono ottimi ipoglicemizzanti utilizzabili in alternativa ai farmaci, poi sta a noi saperci gestire con una corretta alimentazione e ricordandoci di fare dei test segnando quello che abbiamo mangiato, misurando poi la glicemia (2 ore dopo i pasti e il mattino a stomaco vuoto).
1.      tintura madre di Bardana (da evitare per il gruppo 0);
2.     tintura madre di Carciofo (da evitare per il gruppo B ed AB);
3.     infuso di Salvia (va bene per tutti);

Video sul diabete del dott. Mozzi

Dottor Mozzi Piero Diabete

FONTE>>> http://dietagrupposanguigno.it/dieta-per-diabetici-dottor-mozzi/

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