martedì 25 agosto 2015

Come Superare La Paura: L’Emozione che più ci Condiziona

Paura e amore sono i due stati d’animo di base della nostra emotività, la presenza di uno allontana l’altro.
Il problema odierno è che questi stati d’animo non sono più di origine naturale, ma vengono indotti artificialmente dal nostro sistema di vita; in particolare la società moderna incute la paura nei più svariati modi per questioni di controllo ed economiche.

Paura è amore sono due sentimenti potentissimi e cambiano radicalmente la vita della persona; dove c’è paura, c’è disarmonia, c’è buio, c’è malattia e può sopraggiungere la morte, l’esatto contrario di quanto avviene con l’amore.

Facciamo in modo di staccarci da questo sentimento indotto che può distruggere le nostre vite, torniamo a percepire la paura solo quando serve.
Per agire su noi stessi e modulare l’intensità/percezione della paura è necessario acquisire consapevolezza dell’argomento ed agire con fermezza.

Ecco in proposito un interessante articolo della dott.ssa Monia Ferretti.

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Come Superare La Paura: L’Emozione che più ci Condiziona

La paura è una delle emozioni che più ci condiziona…
Si tratta di una reazione emotiva che può innescarsi di fronte ad un pericolo reale, possibile, o soltanto immaginato. Ed è un emozione utile in quanto di fronte ad un pericolo reale si innesca con l’intento di aiutarci, preservarci e proteggerci. Proviamo solo un attimo a pensare cosa accadrebbe se non esistesse la paura, e mi trovassi nella traiettoria di un auto in corsa che non accenna a rallentare, o sull’orlo di un precipizio, o nel mentre di un terremoto.
In tutti questi casi molto probabilmente potrei avere un comportamento sconsiderato, del tutto ignaro di cosa sta per accadere, e non proverei a fare nulla per mettere in salvo la mia vita.
Il vero problema quindi non è la paura in sé, ma sorge nel momento in cui questa prende il sopravvento e da alleata si trasforma nel nostro peggior nemico, diventando esagerata, irrazionale ed incontrollata.

Immaginazione e realtà

Ricordiamoci sempre che ogni giorno ci muoviamo all’interno di due dimensioni: quella che ci rappresentiamo, cioè la nostra immaginazione, percezione delle cose e delle situazioni, e quella reale fatta di dati concreti ed esperienze vissute.
Adilà dei pericoli reali con cui ogni giorno potenzialmente potremmo venire a contatto, non c’è limite a ciò che potremmo costruire nella nostra mente e percepire come pericoloso.

Spesso quindi quando abbiamo a che fare con la paura, la dimensione della rappresentazione e cioè come ci immaginiamo che sarà, che andrà, le previsioni che costruiamo in noi, tendono di gran lunga a superare e a primeggiare sulla dimensione reale, fatta di dati veri e comprovati.
E non è tanto importante l’oggetto che scatena tale paura, ma la costruzione che ne facciamo.

Ad esempio posso essere convinto di non piacere agli altri, che mi giudicheranno, per questo evitare il più possibile le relazioni, e rimanere per molto tempo chiuso in queste mie convinzioni.
La chiusura e l’evitamento faranno si che io non possa mai mettere in discussione la mia idea, potrei farlo solo vivendo davvero le relazioni e vedendo come va. Ma se non lo faccio l’unico metro di paragone che avrò sarà il mio modo di vedere le cose, e non saprò mai se questo corrisponde alla realtà o meno.

Potrei pensare e costruirmi l’idea di non essere all’altezza di affrontare una certa situazione, ma fintanto che non la vivo nella realtà non posso sapere come andrà. Allora come superare la paura? Se scelgo di evitarla non lo saprò mai, se scelgo di affrontarla potrei correre invece il rischio di rendermi conto che le cose non erano così negative come credevo.
Sono tantissime le sfaccettature con cui questa emozione tende a manifestarsi, e sono tante le paure con cui noi terapeuti ci troviamo ogni giorno ad avere a che fare:
E il nostro elenco potrebbe continuare molto a lungo, in quanto non c’è limite a quello che possiamo costruire con la nostra mente, e alle possibilità catastrofiche che possiamo immaginare.

Due meccanismi sostengono e rafforzano la nostra paura: la chiusura e l’evitamento. Quando sono chiuso in me stesso ed evito ogni situazione che potrebbe consentirmi di vivere davvero ciò che temo, come si suol dire “me la suono e me la canto”. In questo modo non avrò altro metro di paragone che me e la mia presunta inefficacia. Ma tutto ciò è al di fuori della reltà …

Come superare la paura: soluzione

Qual è la soluzione a tutto questo?
Passare dalla dimensione immaginativa a quella reale, e quindi vivere per davvero ciò che temo. In modo da possedere dei dati oggettivi che mi consentano di fare un paragone tra il prima e il dopo.

Come me l’ero immaginato? Come è andata quando è accaduto davvero? Come mi sentivo prima? Come mi sono sentito mentre lo stavo vivendo?
La stragrande maggioranza delle volte ci si rende conto del fatto che tra le due realtà c’è una profonda discrepanza. Che spesso la fantasia può superare di gran lunga la reltà, e che pareva tutto molto più difficile nel frangente in cui mi limitavo ad immaginarlo.

E quando mi rendo conto che posso farcela e ce l’ho fatta, la mia autostima migliora e inizio un pò alla volta a percepirmi più forte ed efficace.
Questo chiaramente nel tempo va fatto per piccoli passi.
Solo affrontando un pò alla volta ciò che temo potrò mettere in discussione la mia convinzione iniziale, e comprendere che invece posso riuscire.

Fintanto che scelgo la chiusura o l’evitamento non farò altro che confermare a me stesso la pericolosità di ciò che tanto temo, ma semplicemente perché non avrò altri dati. Nel momento in cui abbandono la chiusura e l’evitamento ho a che fare con la realtà vera, con le mie reali possibilità, con i miei effettivi stati d’animo. E solo a partire da questo posso fare un analisi oggettiva e veritiera su di me e sulla situazione. Prima sono solo nel regno della fantasia, della mia immaginazione e dei miei presunti limiti.

Proviamo a mettere in discussione tutto questo, ne usciremo sorpresi e certamente in positivo.
Come psicologo padova, e psicologo online, da quasi da 10 anni ascolto ed aiuto persone concretamente ad uscire da situazioni difficili, e a capire come superare la paura.

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