mercoledì 30 luglio 2014

L'infertilità è il prezzo pagato al progresso


Quando i bambini nascevano sotto i cavoli


Era il tempo dei cavoli: una coppia faceva zin zin e puf... spesso nasceva un bambino, in modo semplice e naturale, senza fertilizzanti, senza gravidanze assistite.
Oggi sembra che avere un figlio sia sempre più difficile. L'infertilità è il prezzo pagato al progresso,  all'inquinamento, allo stress da civiltà industrializzata e tecnologica, a ciò che si mangia, a ciò che si respira, ai ritmi di vita e di lavoro innaturali che hanno  sopraffatto gli istinti primari.

Per le coppie in difficoltà procreativa (e sono numerose) la psicosi da figlio che non arriva diventa una fissazione, forse perchè, ancora adesso e nonostante l'impero del dio denaro, lasciare un'appendice di sè è uno dei pochi obiettivi che sa dare veramente senso alla vita umana.

Il calvario inizia con la diagnosi di infertilità di lui o di lei dopo un tempo ragionevolmente lungo di tentativi a vuoto; quali alternative, quali rimedi?
Il primo è l'adozione, penalizzata pesantemente per due motivi: i tempi lunghissimi della burocrazia che trasforma il percorso in una via crucis con costi non alla portata di tutti; il secondo sono i dubbi e le perplessità che nascono dall'accettare un bambino figlio di non si sa chi; quale indole avrà? E se fosse figlio di uno psicopatico? Un terno al lotto.
Sì, perchè nel volere figli c'è anche una componente di egoismo; il figlio è una prosecuzione di noi, una nostra proiezione e lo vorremmo simile e bello nella presunzione che noi siamo giusti e belli. Infatti "ogni scarrafone è bello a mamma soja", anche se fosse deficiente come la mamma o il papà naturale perchè è decisamente più facile accettare la propria deficienza rispetto a quella degli altri.
Per poter dire, a pieno diritto "E' tutto suo padre".

La seconda alternativa è la cosiddetta fecondazione assistita, che può essere omologa (quando ovuli e liquido seminale appartengono alla coppia, benchè assemblati in centrifuga o in vitro e reintrodotti meccanicamente) od eterologa (quando gli ovuli o il liquido seminale provengono da donatori).

Ed è relativamente a questa seconda soluzione che i questi giorni ci arrivano notizie delle prime gravidanze italiane ottenute con utilizzo di un donatore esterno di spermatozoi a tre mesi dalla sentenza 162/2014 della Consulta che ad aprile ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40/2004.  *
Infatti in Italia la fecondazione eterologa era vietata e, a tre mesi dalla sua legittimità, non esiste ancora un protocollo o linee guida che ne regolamentino il lato bioetico, se non sotto il profilo strettamente da procedimento medico.

E la cosa apre scenari che vanno dalla sfiga nera alla fortuna sfacciata: chi sceglie il donatore e le sue caratteristiche? Probabilmente, se lo fa il ginecologo utilizzando donatori rigorosamente anonimi, l'attenzione del professionista sarà soprattutto rivolta alla qualità dei gameti, alla loro forza vitale e resistenza in ambienti ostili, e non importa se il donatore o la donatrice siano alti, bassi, grassi o magri,  sinceri od ipocriti, brave persone o grandissimi stronzi.
E se invece fosse la coppia con problemi di fertilità a scegliere? Tra gli amici, i conoscenti che piacciono o, addirittura, facendo una selezione personale tra sconosciuti/e attraverso test come quando un'azienda recluta un manager e lo vuole adatto ai suoi scopi?
In assenza di regole tutto può essere e tutto può accadere.

Ma una cosa è e resta certa: quando nasce un bambino non si sa mai come sarà; per fortuna ogni essere umano è unico e non c'è formula matematica che ci dica con certezza cosa e quanto prenderà dai suoi genitori naturali.
Ed è ancora e proprio questo il mistero e il bello della vita e della nascita.
Ad esempio, mia madre, a mezzo secolo abbondante dal lieto evento, sta ancora recriminando che da lei ho preso poco, forse voleva un clone e si ritiene molto più saggia di me che sono semprepazza.
Ma io sono contenta così, e pensare che sono nata sotto un cavolo, come avveniva un tempo, senza fertilizzanti e senza fecondazione assistita...

* A dare notizia delle prime tre  coppie italiane che a Roma hanno ottenuto una gravidanza grazie ad un dono di gameti è Filomena Gallo, dell'associazione Coscioni. A Milano Severino Antinori, pioniere della fecondazione assistita, ha invece annunciato l'avvenuto concepimento, grazie al seme fornito da un donatore anonimo, da parte di una coppia pugliese con problemi di fertilità maschile.

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