domenica 27 luglio 2014

La potenza dell’immaginazione puo’ farci guarire

La potenza dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi. I medici intelligenti non esitano ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore alle pozioni. La paura spesso uccide e i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili del corpo” (1) Sono sempre più numerosi gli esperimenti effettuati, in particolare dai neuroscienziati, sugli effetti placebo e, in misura minore, su quelli nocebo.
Il New England Journal of Medicine ha definito il laboratorio presso l’Istituto Nazionale di Neuroscienze di Torino, diretto dal prof. Fabrizio Benedetti, il più importante al mondo per gli studi dell’effetto placebo. Il prof. Benedetti afferma che esistono pure studi sulla chirurgia placebo e sulla possibilità di ridurre molti farmaci che hanno effetti collaterali gravi. “L’applicazione delle tecniche di neuro immagine ha dimostrato l’esistenza di una doppia via: una per il placebo e l’altra per il nocebo. La prima attiva il cosiddetto circuito del premio e del piacere, la seconda quella dell’ansia.” (2) “Il più vecchio e spettacolare episodio di alternanza, nella stessa persona, di un effetto placebo e del suo contrario nocebo, pubblicato nella letteratura scientifica, è quello descritto nel 1957 da Bruno Klopfer, psicologo tedesco. Un signore di nome Wrigth, affetto da un tumore a uno stadio avanzato, chiese al proprio medico curante di essere trattato con un farmaco sperimentale. Dopo un’unica iniezione ‘il tumore si sciolse come una palla di neve su una stufa bollente’ scrisse il medico nella cartella clinica. Poco tempo dopo, il signor Wright, ormai ristabilito, lesse casualmente un articolo che parlava dell’inefficacia di quel farmaco nei tumori. Wright peggiorò di lì a pochi giorni. Agli esami presentò metastasi. A quel punto il medico iniettò al paziente dell’acqua raccontandogli di aver ricevuto una nuova versione del farmaco stavolta efficace. Le metastasi scomparvero! Non sappiamo come andò a finire la storia di Herr Wright, ma sappiamo che negli ultimi cinquant’anni sono stati pubblicati più di cento lavori clinici e sperimentali per cercare di comprendere ciò che è incontrovertibile: il manifestarsi di effetti positivi o negativi nella fisiologia di una persona che ha ricevuto acqua fresca credendo fosse un farmaco, oppure che è stato oggetto di buone o cattive parole …”.(3) “Nocebo di massa: una volta le chiamavano isterie collettive
La più recente è quella descritta da universitari cinesi che ha riguardato la contea di Heishn, interessata nel 2005 dal fenomeno dell’influenza aviaria. Dopo la diffusione della notizia, nel giro di tre giorni, il 100% aveva la febbre. Ma le analisi hanno escluso che fosse aviaria e che quell’epidemia dipendesse da un microorganismo. Un effetto nocebo di massa.” (4) “È universalmente noto che, in circa il 98% dei pazienti, ai quali viene eseguita una radiografia, nel giorno della diagnosi di cancro non si riscontra alcuna ‘metastasi polmonare’. Ma in quel giorno al paziente viene anche detta tutta la presunta ‘verità’. Per la maggior parte di loro si tratta, come essi stessi dicono, di un terribile shock. Alcuni si riprendono perché, ad esempio, hanno delle persone care vicine. Nel 30-40% dei casi con la medicina classica troviamo degli adenocarcinomi polmonari già a partire da tre a quattro settimane più tardi…. Negli animali non vediamo simili ‘metastasi polmonari’. 
Il primario di Klagenfurt in una conferenza cui era presente il dr. Hamer nel 1991 disse: ‘Il dott. Hamer dice che gli animali hanno la fortuna di non capire quanto dicono i primari (qui si intende la prognosi) e per questo motivo non hanno metastasi’. La risposta del dr. Hamer fu: ‘Professore, per la prima volta oggi lei mi ha citato correttamente. Sembra che lei stia per capire la Nuova Medicina’” (5) Gli studi internazionali sugli effetti placebo-nocebo sono numerosi tuttavia, come affermano alcuni, la strada appare ancora lunga per le evidenti difficoltà derivanti dal fatto che, essendo la mente umana soggettiva ed individuale, ogni persona è un unicum e pertanto risulta sempre più palese che l’esortazione “conosci te stesso” è più che mai importante anche, e forse soprattutto, in quest’epoca di grande espansione della ricerca scientifica, psicologica e delle comunicazioni consce ed inconsce. 
Alcuni neuroscienziati hanno riscontrato che il pensiero di un gruppo influisce e condiziona il pensiero dell’individuo ed hanno affermato che il motto cartesiano “penso dunque sono” si aggiorna in “penso dunque siamo” e che la cultura occidentale è insufficientemente consapevole delle conseguenze di tutto questo. L’antropologo-teosofo Bernardino del Boca nel 1971 scrisse che solo attraverso la sintesi delle varie scienze (ivi comprese quelle economico/finanziarie),sottoposta alla luce della spiritualità, l’umanità avrebbe potuto conoscere meglio l’attuale dimensione umana, che i mali maggiori sono la paura, l’egoismo,l’ignorare di ignorare, e che la biologia avrebbe rivelato l’importanza del pensiero e presentato l’Uomo come da secoli lo presenta la Teosofia. (6) Paola Botta Beltramo NOTE (1) (H.P. Blavatsky, Iside Svelata, Vol. I parte II pag. 126) (2)(dr.F.Bottaccioli “Placebo e Nocebo,il potere della mente”–simaiss.it (3)Idem (4)Idem (5) (R.G. Hamer–“Testamento per una Nuova Medicina” ed.2003 – pag. 397). (6)http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it

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