giovedì 5 giugno 2014

LA CLONAZIONE UMANA É REALTÀ

Uno degli argomenti più controversi e più rigettati, quando parlo di complottismo (quando mi sta sul cazzo usare questa parola), è quello della clonazione umana. 
In questo articolo cercherò di dimostrare che la clonazione umana è realtà ed, anzi, è molto più avanti di quanto immaginiate.
In biologia, il sostantivo “clone”, si riferisce ad una cellula o ad un organismo che è geneticamente identico alla cellula o all’organismo da cui deriva. Per esempio, alcuni organismi (come i batteri), si riproducono copiando il loro DNA e, quindi, si dividono a metà. I due batteri risultanti sono quindi cloni. Il verbo “clonazione”, si riferisce al processo di creazione di cellule o organismi clonati.

Non voglio fare l’elenco cronologico dell’evoluzione della clonazione, basta dire che gli inizi di quella che noi oggi chiamiamo clonazione, in realtà, risale al 1901, più di un secolo fa, per essere esatti. 
Pensate che più di un secolo fa, precisamente nel 1903, si è inventato l’aereo; oggi andiamo sulla luna.Hans Spemann (1869-1941) era un embriologo tedesco, professore di zoologia presso l’Università di Friburgo.


In particolare Hans Spemann (foto a lato), premiato con il Nobel nel 1935, dimostrò con i suoi esperimenti che la determinazione è un processo progressivo che agisce durante lo sviluppo embrionale e porta le cellule dell’embrione a seguire una via differenziale irreversibile da un certo stadio di sviluppo in poi.
Egli intuì che i criteri per la differenziazione cellulare sono di tipo operativo, poiché nell’embrione iniziale non riscontrava una evidente differenziazione morfologica cellulare.
Egli dimostrò che i blastomeri iniziali di tritone presentano nuclei identici, ciascuno in grado di formare una larva completa.
Subito dopo aver fecondato un uovo di tritone egli prese un capello di bambino e lo utilizzò come laccio per legare lo zigote secondo il piano della prima divisione di segmentazione.

tecnica Spemann

Egli quindi sottopose l’uovo ad una parziale costrizione, facendo si che tutte le divisioni nucleari rimanessero da un lato della costrizione. Spesso allo stadio di 16 cellule un nucleo sfuggiva passando attraverso la costrizione, nella parte non nucleata. A quel punto la segmentazione cominciava anche da quel lato ed il laccio venne stretto fino che le due metà non furono completamente separate. Ciò ha dimostrato che il nucleo da una fase a 16 celle potrebbe dirigere la crescita di un’altra larva.
Dovete sapere che la clonazione animale di bovini, suini, caprini, attualmente, è assolutamente reale e comune. A partire della clonazione della pecora Dolly, ci sono aziende, come l’italiana Avantea, che sin dai primi anni 90 clona animali per il settore zootecnico. Traguardi di AVANTEA: http://www.avantea.it/ricerca/traguardi.html

Gli animali clonati ad oggi:
LA PECORA: Nel febbraio 1997 il gruppo di Ian Wilmut, dell’istituto Roslin di Edimburgo annuncia la nascita della pecora Dolly. La pecora è stata ottenuta a partire da una cellula adulta prelevata dalla ghiandola mammaria e trasferita in un ovocita in precedenza privato del nucleo
IL TOPO: la nascita del primo topo-fotocopia viene annunciata nell’estate 1998 dall’Università delle Hawaii. Il primo topo clonato è stato ottenuto utilizzando le cellule del cumulo, che circondano l’ovocita: di qui il nome di Cumulina. Del gruppo di ricerca, diretto da Ryuzo Yanagimachi, ha fatto parte l’ italiano Maurizio Zuccotti
LA MUCCA: la tecnica del trasferimento nucleare viene applicata con successo ai bovini e nel dicembre 1998 un gruppo di ricerca giapponese annuncia la nascita di otto vitelli, ottenuti a partire da cellule prelevate da una mucca adulta

IL TORO: viene ottenuto in Italia il primo mammifero maschio nato per clonazione: è il toro Galileo ed è frutto della ricerca di Cesare Galli e del suo gruppo del laboratorio di Cremona del Consorzio per l’Incremento Zootecnico. L’annuncio arriva nel settembre 1999, subito seguito dal sequestro dell’animale imposto dall’ordinanza dell’allora ministro della sanità, Rosy Bindi, che vietava la clonazione animale
IL MAIALE: nel marzo 2000 il gruppo di Keith Campbell, uno dei padri di Dolly, annuncia la nascita di cinque maialini, tutte femmine, destinati a fornire organi a prova di rigetto per i trapianti da animale a uomo. Il risultato è stato ottenuto negli Usa, nei laboratori della Ppl Therapeutics
IL GATTO: La gattina Copycat è il primo animale da compagnia ottenuto con il trasferimento nucleare. La notizia della sua nascita arriva nel febbraio 2001 dagli Stati Uniti
IL CONIGLIO: il primo coniglio-fotocopia nasce geneticamente modificato per essere utilizzato come modello per lo studio di malattie umane. Il risultato è stato annunciato nel marzo 2002 dall’istituto francese per la ricerca agronomica

IL MULO: il primo equino clonato è un mulo, ottenuto nell’università americana dell’ Idaho. E’ una femmina ed è stata ottenuta a partire da cellule fetali. Gli ovociti in cui è stato trasferito il nucleo delle cellule sono stati impiantati in utero senza attendere la formazione dell’embrione. Il risultato è annunciato nel maggio 2003 sulla rivista ‘Science’
IL CAVALLO: è il nuovo arrivato nella fattoria dei cloni. Ottenuto dal gruppo italiano di Cesare Galli, segna il primo grande successo nella clonazione di un equino a partire da cellule adulte. É anche il primo caso in cui un mammifero partorisce il clone di se stesso, dato che la cavalla che ha portato avanti la gravidanza è stata anche la donatrice della cellula della pelle da cui è stato ottenuto il clone

 
Praticamente, tutta la carne e il latte che noi consumiamo, deriva da animali clonati, costretti in gabbie, cibati con alimenti geneticamente modificati.
Premettendo che lo sviluppo della tecnologia militare è avanti di centinaia di anni alla tecnologia normale di consumo, quindi, pensate veramente che ancora non siano capaci di clonare un uomo?

Ora, la domanda successiva, che mi attanaglia da molto tempo, è: è possibile clonare un uomo e farlo diventare adulto in pochissimo tempo?
Vi potrebbe sembrare assurdo, ma la risposta mi è arrivata tramite il telefilm Fringe. Ve l’ho detto che vi sarebbe sembrato assurdo, ma dovete sapere che tutte le puntate delle serie tv americane, devono essere supervisionate da un ufficio apposito della CIA prima di essere girate. In pratica decidono quello che può essere rivelato e come.

Comunque, nella 2° puntata della prima stagione, Olivia, Peter e Walter indagano sulla strana morte di una donna, che aveva appena fatto nascere un bambino che in poche ore diventa anziano e muore. Il dottor Bishop intuisce che trattasi di Mitosi accelerata, ed il responsabile sia il frutto di un esperimento a cui lui ed il suo socio (Dr. Penrose) lavorarono, un progetto che sarebbe servito al Dipartimento della Difesa per creare dei soldati nati in provetta capaci di diventare venticinquenni in poco tempo.
I due riuscirono nel loro intento, ma una volta nati, non riuscivano a capire come fermare la loro velocissima crescita. Il dottore pensa quindi che, l’assassino, rimuova l’ipofisi (ricavandone ormoni che regolano la crescita) dal corpo delle vittime per rendere stabile la sua età ed impedire quindi l’improvviso invecchiamento.

Sapete quando all’improvviso ti arriva quella consapevolezza, quell’intuizione direttamente dall’universo e che devi prendere al volo? Mentre guardavo la puntata ho pensato: ecco come producono i cloni umani. Se seguirai questo tipo d’intuizione non ti sbaglierai mai.
Eminem Clone


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