venerdì 28 marzo 2014

“So che lo so, ma non so come faccio a saperlo!” (INTUIZIONE…)


INTUIZIONE . . . ."So che lo so, ma non so come faccio a  saperlo!”
L’intuizione è una forma di conoscenza che non passa attraverso la logica.
Tutti gli animali usano normalmente l’intuizione per orientarsi, incontrarsi, sfuggirsi, ripararsi, nascondersi… sopravvivere!
E anche l’animale uomo, senza rendersene conto, la usa quotidianamente.
Per le stesse ragioni degli altri animali.
Ma poiché l’essere umano ha bisogno di sentirsi superiore a tutte le altre specie, ha bandito l’intuizione da ciò che egli definisce sapere.
E in questo modo ha limitato la sua conoscenza soltanto alla ragione, privandosi delle verità istintive.
L’intuizione è una consapevolezza naturale, spontanea e immediata, che permette di attingere informazioni direttamente dal serbatoio dell’inconscio.
Cioè dal pozzo in cui esiste tutto il sapere possibile (e, forse, anche quello impossibile).
Secondo Carl Gustav Jung, nell’inconscio collettivo sono contenute tutte le esperienze, di tutte le razze, dall’inizio del mondo.
In ogni istante della nostra vita usiamo l’intuizione insieme con la logica e tante volte decidiamo in base alle sue preziose indicazioni.
“Vado a piedi, o prendo l’auto?”
“Porto l’ombrello, o non ce n’è bisogno?”
“Faccio la spesa al supermercato sotto casa, o arrivo fino al centro commerciale?”
“Telefono adesso, o chiamo più tardi?”
Le risposte agli innumerevoli quesiti che costellano la nostra vita, arrivano dall’intuizione molto più spesso di quanto non siamo disposti ad ammettere.
I più non se ne rendono nemmeno conto, solo qualcuno distingue le deduzioni razionali dalle consapevolezze intuitive.
Ma, purtroppo, anche chi sa ascoltare con chiarezza quei messaggi improvvisi e illuminanti, fatica a seguirne le indicazioni.
“Avessi dato rette al mio istinto!”
“Qualcosa me lo diceva…”
“Avrei fatto meglio a non ascoltare consigli…”
“Me lo sentivo…”
Ripetiamo sconsolati, quando ormai è troppo tardi.
Generalmente l’istinto è giudicato inattendibile.
Troppo animale per essere utile all’uomo.
Troppo soggettivo per la scienza.
Troppo imprevedibile per il mercato, che preferisce sostituirlo con costose tecnologie.
Eppure… esiste un sapere che nessuna scienza tecnologica potrà mai riprodurre!
E’ una sapienza interiore.
Ci mostra la verità a dispetto di tutto.
Sta a noi tenerla in considerazione o rifiutarne le indicazioni.
L’intuizione compare all’improvviso e altrettanto repentinamente sa farsi da parte.
Appartiene a quel mondo interiore che mostra la sua esistenza con noncuranza.
L’impercettibile è discreto, parla sottovoce, senza prepotenza.
Per questo è stato sopraffatto dalla logica e dalla pretesa razionale di poter tenere tutto sotto controllo.
L’intuizione è un filo sottile.
Guida la vita in coincidenze colme di significato, intreccia la casualità con i ritmi del cuore.
Le chiamiamo sincronicità (o anche coincidenze significative) e capitano un po’ a tutti.
Ci sorprendono, lasciandoci increduli e divertiti, solo perché abbiamo eliminato dalla nostra conoscenza quello che per tutti gli altri animali sta alla base della sopravvivenza: la necessità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
Gli animali lo credono possibile.
Si affidano all’istinto.
E, seguendo l’istinto, ne fanno una regola di vita.
Sanno che la loro intuizione li porta a essere al posto giusto nel momento giusto.
Inevitabilmente.
E poiché confidano in questo, lasciano alla consapevolezza istintiva il compito di guidare i loro passi.
L’essere umano, invece, deride gli animali e ritiene naturale trovarsi il più delle volte al posto sbagliato nel momento sbagliato.
“La vita è fatta d’intoppi, si sa!” commentiamo tra noi con assoluta certezza.
Affidarsi a qualcosa che non si conosce e non si può padroneggiare, inorridisce la logica ed evoca immagini di soprusi e sfruttamento.
Ma i soprusi e lo sfruttamento sono creazioni degli uomini.
Gli animali non conoscono la bomba atomica, le guerre, lo schiavismo, i lager, la sedia elettrica.
Non allevano altri animali in batteria, non inquinano il pianeta.
Non sanno usare i sorrisi di convenienza, la menzogna o l’ipocrisia.
Gli animali hanno culture diverse da quella dell’umanità.
L’essere umano si è differenziato da tutte le altre specie animali.
Che chiama bestie.
Con disprezzo.
Le bestie sono in buoni rapporti con l’istinto e lo usano a piene mani, senza vergognarsene, con competenza e con semplicità.
L’uomo, invece, davanti all’istinto scrolla la testa e si stupisce quando assiste al verificarsi di quelle misteriose casualità che costellano e gestiscono la sua vita.
Le chiama coincidenze, con la certezza che siano del tutto accidentali.
A volte, però, quelle casualità costituiscono momenti importanti.
Eventi che, con apparente noncuranza, spingono in una nuova direzione le trame del destino.
La logica non ne capisce il senso.
Per l’intuizione, invece, sono un traguardo.
Appartengono a un modo diverso di leggere il mondo, a un sapere più grande della ragione umana.
Esiste un principio creativo imperscrutabile, che ha in se l’origine di tutte le cose.
Anche di quegli eventi che la mente non comprende.
La creatività non può sottomettersi alla razionalità, ha bisogno di seguire l’istinto.
Lascia che qualcosa… accada!
Senza preoccuparsi troppo del come o del perché.
La razionalità è uno strumento indispensabile per vivere, ma non può essere l’unico.
Anche la creatività è un’occasione di conoscenza, e va tenuta in considerazione.
Senza creatività la vita perde di senso, trasformandosi in un cumulo di doveri che progressivamente affonda nella depressione.
Creatività e intuizione si affidano all’istinto e permettono all’irragionevole di accadere.
Il fuoco sacro, l’ispirazione, l’innovazione, l’idea geniale, nascono tutte da un’intuizione che ha permesso all’istinto di gestire la vita.
Almeno per un po’.

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