venerdì 28 marzo 2014

Migliorare la vista con il palming

 
William Bates aveva come paziente un nonnetto di settant'anni, astigmatico, presbite, ipermetrope e che stava sviluppando pure la cataratta. Aveva portato gli occhiali per quarant'anni, ma non riusciva più a vedere bene nemmeno con gli occhiali.

Bates gli suggerì di provare il palming e il nonnetto, dopo le prime prove, si sentì sollevato. Allora chiese a Bates se c'era un limite per applicare la tecnica.

Il dottore rispose che era solo un modo per rilassare gli occhi. Alcuni giorni dopo il nonnetto ritornò raggiante di gioia e disse: "Dottore, è stato noioso, molto noioso, ma l'ho fatto".
"Cosa?"
"Il palming, l'ho fatto per venti ore consecutive".

Aveva cominciato alle quattro del mattino, facendo palming e visualizzando il nero più nero, digiunando tutto il giorno, fermandosi solamente per bere una grande quantità di acqua (e per urinare suppongo :-)) e continuando fino alla mezzanotte. 20 ore di concentrazione su un solo pensiero!!!

La sua vista era diventata perfetta ed anche se quella giornata era stata "noiosa" era stata ugualmente una grande giornata.

Il mio approccio all'addestramento visivo sta mutando radicalmente dai classici e mi sto muovendo verso una mia direzione, determinata anche da mie esperienze in altri "campi" come la pratica delle arti marziali ed il training fisico e dallo studio delle tecniche bioenergetiche e dell'ipnosi.

Il nonnetto si era annoiato un mondo, ma aveva fatto una cosa grandiosa. Era stato concentrato sull'esercizio per un tempo molto lungo e concentrandosi aveva ristabilito una connessione con i nervi ed i vasi sanguigni degli occhi.

La sua mente si era placata e ciò era stato possibile grazie alla concentrazione. Inoltre aveva potuto beneficiare di un sistema di feedback dato dalla percezione del colore nero.
Tutto ciò associato con il digiuno e lo stato di rilassamento aveva contribuito alla purificazione di tossine e tensioni ed aveva permesso un riequilibrio della struttura e della fisiologia dell'occhio.

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