martedì 25 marzo 2014

Internet attenti al calzino la trappola del Sockpuppet

Il termine inglese Sockpuppet significa “calzino fantoccio” e si riferisce ad un account aggiuntivo creato da una persona già presente in internet.
Chi di noi, non nativi di internet, durante l’infanzia non amava i burattini? Credo in pochi, e in effetti quelli di legno a me divertono ancora oggi, mentre “i burattini fatti con i calzini” mi inquietano un po. Sockpuppet, così si chiamano in gergo, perché nel calzino si nasconde la mano di qualcuno che lo usa per raggiungere i suoi scopi.
Questi malintenzionati burattinai in rete, fingono di dialogare con un alter ego che ha un punto di vista diametralmente opposto al loro per screditarne le tesi e per fare apparire il burattino cattivo e facilmente contestabile.
Accade quindi che l’utente che manovra il suo finto oppositore, cioè il burattino nelle sue mani, gli faccia esprimere argomenti particolarmente deboli, o facilmente confutabili, in modo da inscenare una vera e propria commedia in cui ad avere la meglio è sempre il burattinaio armato di intelligenza e savoir faire.
In questo modo, il burattino che portava avanti la tesi opposta a quella del burattinaio che l’ha creato, appare stupido, disinformato e prepotente con il risultato di coprire il dibattito rendendolo poco chiaro, ma per un gioco di associazioni, anche a far ritenere che chi porta avanti la tesi del burattino ne condivida le qualità personali negative.
Forse anche più pericoloso del Troll, il Sockpuppet rappresenta una vera e propria manifestazione di schizofrenia molto difficile da smascherare, soprattutto se a manovrare il calzino c’è un burattinaio lautamente pagato.
Che sia ingaggiato da qualcuno o fosse semplicemente una persona con una grande sete di potere, ma che non ha il coraggio di manifestarlo apertamente, chi usa questo mezzo lo fa con una naturalezza tale che diventa particolarmente difficile smascherarlo.
Il burattino prima diventa parte di lui e in un secondo tempo ne assume il controllo, facendo in modo da limitare sempre di più la vita reale in favore della vita virtuale in cui la personalità simile ad un calzino sporco può dare il peggio di se.
Che fare quindi? La prima cosa è sempre dare il giusto peso alla nostra espressione nella virtualità, senza mai dimenticare che la vita vera non è davanti al computer, e in secondo luogo stare attenti a tre punti principali:
a) alla struttura che della discussione, se troppo sul botta e risposta qualcosa non va
b) se c’è un evidente squilibrio fra due persone e la discussione non si risolve in poco tempo
c) in una discussione in cui appare un utente particolarmente aggressivo e poco informato anche se condivide la nostra tesi assicurarsi che sia una persona vera.
Attenti alle trappole quindi, e diamo sempre il giusto peso a ciò che succede online perché Internet è solo un mezzo, la vita vera è la fuori.

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