venerdì 14 marzo 2014

Biofabbriche, occasione per l’Italia dalle nuove regole europee.


Dal 1 gennaio 2014 gli agricoltori italiani devono utilizzare coccinelle, acari e bombi come mezzi privilegiati per debellare predatori e malattie nelle coltivazioni di frutta e verdura. Un’opportunità per le 2mila aziende che vendono insetti per l’agricoltura. - Barbara D’amico.
Dal 1 gennaio 2014 gli agricoltori italiani devono utilizzare coccinelle, acari e bombi come mezzi privilegiati per debellare predatori e malattie nelle coltivazioni di frutta e verdura. Lo ha stabilito l’Unione europea (direttiva 128/2009) che ha incoraggiato tutti gli Stati membri a sviluppare la cosiddetta lotta integrata con insetti utili. Un modo per ridurre l’utilizzo di agrofarmaci e pesticidi con effetti positivi non solo per l’ambiente e la salute ma anche per il potenziale business legato alla produzione e allo smercio industriale di coleotteri, api e assimilati. 

In Italia le biofabbriche, cioè le imprese che allevano e vendono insetti per l’agricoltura sviluppando tecniche per la loro applicazione sono poco più di 2 mila (includendo anche le aziende specializzate in apicoltura e prodotti derivati), ma le biofabbriche pure potrebbero crescere proprio grazie alla direttiva Ue. «Dal 2014 la lotta integrata sarà obbligatoria come stabilito dalla normativa europea che ha imposto la priorità dei mezzi ecocompatibili su quelli chimici», spiega Stefano Foschi, vice presidente di Bioplanet, società di Cesena che alleva e vende insetti a livello industriale dagli anni Novanta. Le potenzialità del mercato, dunque, dovrebbero essere enormi. Il 50% del fatturato di Bioplanet, ad esempio, proviene dalla vendita di insetti ad agricoltori stranieri. A far crescere il business non solo solo gli obblighi di sicurezza alimentare ma anche il rispetto dei rigidi disciplinari della GDO. E’ la grande distribuzione organizzata che impone standard qualitativi altissimi per i cibi tollerando pochissimo i residui chimici su frutta e verdura. Un motivo in più perché a pomodori, melanzane e zucchine siano applicate coccinelle e acari anziché pesticidi. 
Nonostante i benefici, però, la lotta con gli insetti non è economica. «Anche se è impossibile fare una stima generale, in media applicare insetti utili ha un costo circa 40 centesimi al metro quadrato», spiega Mattia Canalis, tecnico agronomo attivo in Piemonte e specializzato in colture di fragole e peperoni. Ciò vuol dire che applicare bombi o acari a una produzione di 60 ettari attualmente potrebbe costare 240mila euro. «In genere, se si passa dalla lotta con pesticidi alla lotta integrata all’inizio i costi si equivalgono, ma gli effetti riscontrati sulle colture sono di gran lunga più positivi di quelli ottenuti con i pesticidi, senza contare il guadagno in termini di sicurezza e salute». Guadagno che dal 1 gennaio è possibile ottenere con una manciata di insetti sul proprio terreno. 

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