giovedì 20 marzo 2014

BANCHE LADRE! COMMISSIONI STRATOSFERICHE PER I BONIFICI DALL’ESTERO. MANDARE O RICEVERE SOLDI AD UN PARENTE DIVENTA UN SALASSO


DOPO IL CONGELAMENTO DEL PRELIEVO FISCALE DEL 20%. OLTRE 26 EURO PER RICEVERE UN VERSAMENTO


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Bonifici d’oro: 50 euro per un pagamento all’estero

È il caso della Turchia. E per la Svizzera si superano i 20.  Penalizzati i bassi importi



Pagare per ricevere dei soldi. È il paradosso dei correntisti, che sui bonifici all’estero versano alle banche somme spesso elevate non solo in uscita, ma persino in entrata. Ci vogliono fino a 50,25 euro per fare un bonifico di 500 euro(allo sportello e per contanti) verso un Paese non Ue come la Turchia (il 10%, caso Mps); fino a 20,5 euro se lo stesso pagamento è verso la Svizzera (il 4%, caso Unicredit), benché questo Paese sia compreso nell’area europea dei pagamenti (Sepa); e quasi 8 euro verso la Francia (7,75 euro, Unicredit). Quanto ai bonifici in entrata, si dev’essere pronti a sborsare anche più di 26 euro per ricevere un pagamento, se arriva dalla Turchia o altri Paesi non Ue (26,25 euro al Montepaschi, segue Bpm con 14,45 euro); e quasi 15 euro se viene dalla Svizzera (14,85 euro Unicredit, segue Poste a 9 euro).

L’indagine
Lo dice la nostra indagine fra i conti correnti per famiglie delle sei maggiori banche, più le Poste (vedi tabella), che porta a due conclusioni. Primo, la Sepa, Single euro payments area, che deve armonizzare gli standard tecnologici di bonifici e Rid (gli addebiti diretti per le bollette) in tutta Europa, non sta facendo calare i prezzi, anzi. Secondo, sui bonifici continuano a concentrarsi le commissioni più elevate delle banche alla clientela privata.

La scorsa settimana è stata congelata dal ministero dell’Economia, dopo le proteste di consumatori e Commissione Ue, la trattenuta fiscale del 20% sui bonifici dall’estero. Anche senza quella, però, il conto è salato e la Sepa, al di là della comodità per le banche (stessi codici per i pagamenti domestici, che spariranno, ed europei), rischia di rivelarsi una delusione per i clienti. «L’obiettivo finale era a favore dei consumatori, con stessi costi e stessi tempi — dice un operatore tecnico —. Ma le banche hanno dovuto cambiare completamente i loro protocolli di colloqui, mettendo mano ai sistemi informatici».

Secondo l’Abi, l’associazione bancaria che ha appena riconfermato alla presidenza Antonio Patuelli, l’effetto sui costi verrà col tempo. Ora no, però, per le spese sostenute dalle banche per l’adeguamento. «Siamo favorevoli alla Sepa, aumenterà la concorrenza — dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo —, ma è verosimile che le banche stiano spostando sul cliente gli investimenti fatti per adeguarsi ai nuovi standard europei. Il problema è che, inserito un costo, difficilmente si torna indietro. Si rischia che il costo dei bonifici resti più altro che in passato malgrado Sepa».

L’area Sepa comprende i 28 Paesi Ue più Svizzera, Norvegia, San Marino, Principato di Monaco, Islanda, Liechtenstein. La migrazione completa dei pagamenti domestici doveva partire il primo febbraio, ma è appena stata fatta slittare di sei mesi dal Parlamento Ue, per i ritardi di banche e imprese (vedere grafico). Eppure è dal 2008 che gli istituti di credito possono adeguarsi. Alcuni l’hanno fatto, altri no. Secondo la Bce, in Italia a fine 2013 erano migrati alla Sepa solo il 38,7% dei bonifici contro il 69% della Francia e il 65% della Spagna. E secondo le stime dell’Università Bocconi (vedi Corriere Economia del 27 gennaio), nell’ultimo anno il costo dei bonifici allo sportello è salito del 12,5-14%.

I tre casi
Perciò siamo andati a vedere quanto costa un bonifico estero in tre casi: un Paese europeo, la Francia; un Paese non europeo in area Sepa, la Svizzera; un Paese extra-Sepa, la Turchia. Ipotesi: un bonifico di 500 euro pagato in due modi, in contanti allo sportello oppure online. Ecco i risultati.

È di 20,5 euro il costo medio di questo bonifico verso la Turchia (il 4% dell’importo versato), di 8,41 euro verso la Svizzera, di 5,45 euro verso la Francia o altri Paesi Ue. Con l’online i costi si dimezzano verso la Turchia (12,2 euro in media) e si riducono a un terzo per la Svizzera (3,3 euro). È poi di 13,5 euro la spesa media per ricevere un bonifico (in euro) da un Paese non europeo come la Turchia; di 3,41 euro dalla Svizzera. È a costo zero, in compenso, la ricezione dalla Francia e da altri Paesi Ue: in questo caso, la Sepa funziona e i costi sono allineati.

Spesso la Svizzera è trattata come un Paese che con la Sepa c’entra nulla: qui la migrazione non è avvenuta per Poste, per esempio, che considera la Confederazione alla stregua della Turchia nei bonifici in entrata e online (9 euro); né per Unicredit (14,85 per pagamenti da Zurigo, 15 da Istanbul).

La palma della convenienza va a Bnl per i bonifici in entrata dai Paesi extra Ue (5 euro), a Poste per quelli verso l’Europa (3,5 euro), a Intesa e Ubi per quelli allo sportello verso la Svizzera (entrambi 5 euro). Il picco dei 50,25 euro di Mps per i pagamenti verso la Turchia è composto da tre voci: 21 euro per «spese pratica», 16,50 per «trasferimento ordini» e 0,18% per «commissioni di servizio», che però hanno una soglia minima: 12,75 euro. Il tetto minimo è comune a diversi istituti e penalizza i bonifici di basso importo.

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FONTE:

http://www.corriere.it/economia/corriereconomia/14_febbraio_24/bonifici-d-oro-50-euro-un-pagamento-all-estero-3b4cf134-9d7f-11e3-bc9d-c89ba57f02d5.shtml

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