mercoledì 12 febbraio 2014

Ridateci le donne…

L`illusione dell`emancipazione femminile ...

Andrea Signini
info@rinascita.net

Io vedo solo eserciti di donne che, proprio come gli uomini, rincasano la sera con la faccia sderenata e le occhiaie che arrivano sul cruscotto dell’utilitaria acquistata a rate (rate contratte con la banca dei mascalzoni “lorsignori” che le hanno convinte di essere “emancipate”).

Quello che si è verificato, all’insaputa del Mondo occidentale, è una truffa di stampo finanziario immane. E nessuno se n’è accorto. E chi, invece, per caso se ne fosse reso conto, è rimasto in silenzio per non scomodare gli artefici di questo infernale meccanismo… gente che fa paura… a chi se ne fa mettere!

Dalla fine degli anni Sessanta in Europa (molto prima negli USA) la figura della Donna è stata sofisticatamente manipolata e messa al centro di un malefico progetto di cui vorrei parlarvi. A colpi di slogan e manifestazioni, sono stati inoculati, nel tessuto sociale, concetti che avevano l’aria di essere il roseo frutto di una conseguenza evoluzionistica ma che, in fondo, ben nulla hanno mai potuto condividere con messaggi di quel tenore. Anzi! È bene chiarirlo immediatamente: secondo l’ottica dello sfruttamento del lavoro umano, la donna di casa NON è inquadrata come fonte di reddito! Non paga tasse e produce cose a cui non viene attribuita valutazione economica. Per giunta, essa, non è amata dal potere perché è storicamente la salvafamiglia per eccellenza: impone l’economia domestica e fa quadrare i conti meglio di qualunque maschio. Acqua Santa per demoni come quelli della finanza usuraia. Costoro, luridi esseri che si cibano dello sfruttamento dell’essere umano da sempre, hanno preso di mira la Donna e l’hanno distrutta. Non bastava loro sfruttare il maschio, no. Volevano pure Lei, la Donna, e se la sono presa, ridotta in schiavitù, illusa da un lato rispetto a ruoli che non le si consente di adempire, e distrutta nel suo ruolo Naturale di madre. E con essa hanno anche distrutto un modello culturale che è da sempre stato alla base della società. Un modello che, badate bene, è indispensabile recuperare quanto prima! ... 
amore
Hanno voluto gettare anche la donna di casa nell’agone osceno del lavoro fordista, quello orripilante dello sfruttamento dell’essere umano. E per farlo era necessario prima di tutto convincerla!!! 
E per convincerla si è fatto di tutto. Il risultato è stato un lavaggio del cervello storico di portata tanto violenta quanto innaturale dagli effetti draconiani. Ed eccoci ad oggi: madre e padre spesso assenti da casa per tutta la giornata; prole che cresce (più che crescere sarebbe onesto dire: aumenta di peso e di età ma cresce poco cerebralmente) davanti al computer. 
Neo-prototipi di rincoglioniti/e senza spina dorsale che rimangono col sedere incollato in casa sino a 50 anni senza capire come funzioni davvero il mondo ma arrivando alla qualifica di esperto in calcio – nel caso dei maschi – ed esperta in pseudo-shopping – nel caso delle femmine.

E allora, chiediamoci: dove sarebbero, a distanza di cinquant’anni, tutte queste donne in carriera? Dove sono le famiglie mulino bianco? 
Non esistono! 
Sono solamente un ologramma pubblicitario. Nonostante si faccia un gran parlare di donne manager e si faccia di tutto per sfornare film hollywoodiani in cui è la donna che dirige l’ufficio in cui sgobbano uomini sottomessi, tutte queste “cape” sono una illusione e basta. 
Ah, sì, forse quelle uniche QUATTRO, le uniche e sole QUATTRO donne nominate Rettore universitario. Non è una battuta di spirito ma una realtà di fatto! Vogliamo menzionare la Marcegaglia, ex leader di Confindustria? In tutto, fanno CINQUE! E le altre? Dove sono? Io vedo solo eserciti di donne che, proprio come gli uomini, rincasano la sera con la faccia sderenata e le occhiaie che arrivano sul cruscotto dell’utilitaria acquistata a rate (rate contratte con la banca dei mascalzoni “lorsignori” che le hanno convinte di essere “emancipate”). 
Bell’emancipazione! Oggi le donne invecchiano più velocemente di quanto invecchiassero ai tempi di mia Nonna, che è del 1921: 94 anni gagliardamente portati con una dignità da sogno ed un solo marito che ha amato tutta la vita ed ancora piange nella sua intimità. 
In conclusione dico: guardatevi attorno. Vedete anche voi come me solo donne dai cuori infranti che si struggono di una passione delusa che né tacchi né trucco né botox riescono a consolare? Ridateci le Donne!
www.stampalibera.com

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