sabato 15 febbraio 2014

Femminicidio e convenzione di Istanbul: la guerra dei sessi e il nazifemminismo

Femminismo
Convenzione di Istanbul: guerra agli uomini italiani (Italy declares war against Italian men)

I diritti degli uomini sono sotto attacco in Italia: da più parti è in atto una violenta campagna di stampa diffamatoria anti-maschio con l’obiettivo di far passare nuove leggi di stampo femminista (1) e, sopratutto, di far riconoscere 85 milioni di € di fondi pubblici alle organizzazioni femministe che attaccano ideologicamente gli uomini fingendo di proteggere le donne da quella che chiamano “violenza di genere”.

Suona familiare?

I Media continuano, ancora oggi, a ripetere che la cosiddetta “violenza maschile è la prima causa di morte per le donne”. La verità, in questo caso, è che il tasso di morti femminili è solo lo 0,056% (cioè 0,56 per 100.000 abitanti), e le donne rappresentano solo il 23% degli italiani che, ogni anno, vengono uccisi.

I media continua a ripetere che 7 milioni di donne italiane sono vittime della violenza maschile. Questa falsa affermazione si basa su un sondaggio telefonico, in cui le donne italiane ricevono domande come “Il tuo partner critica il vostro abbigliamento?” Le donne che hanno risposto “sì” sono state contate, senza saperlo, come vittime di violenza psicologica dagli intervistatori. La frode statistica divenne evidente quando alcuni ricercatori hanno fatto, nell’ambito di un nuovo studio scientifico-universitario, le stesse domande agli uomini, ricevendo lo stesso tasso di risposte “sì”, e raggiungendo il risultato di 6.000.000 di vittime maschili.

I Media, poi, da alcuni mesi vanno ripetendo all’infinito che l’Italia è il paese del “femminicidio”. Le lobbies che sostengono la teoria del femminicidio vogliono che l’uccisione di una donna venga considerata un crimine più grave dell’omicidio di un uomo. Nonostante questi atti vengano commessi da uomini che seguono le loro azioni con il proprio suicidio, anche così l’Italia è uno dei paesi più sicuri al mondo per le donne: 5 donne uccise ogni milione di abitanti ogni anno [2].

Questa invenzione del “femminicidio” non è nuova. La lobby femminista globale è riuscito a passare questo in Argentina [3] – in cui l’omicidio di una donna (ma solo se l’autore è maschio) porta una condanna a vita, mentre ogni altro omicidio (donna contro uomo o uomo contro uomo) comporta una pena di 8 fino a 25 anni di reclusione. In sostanza, la legge letteralmente afferma che la vita di un uomo è meno rilevante per la società.

I media italiani ignorano anche problemi molto più grandi, come ad esempio che il tasso di suicidi tra i padri separati è 284 all’anno per milione. Il tasso di suicidi diventa 4 volte più elevato con la separazione, quando uomini e bambini hanno a che fare con un sistema giudiziario sessista e con false accuse [4]. Come si è raggiunta questa situazione nel Bel Paese, dato che le leggi sessiste che sono più espliciti in diversi paesi europei non esistono in Italia perché l’articolo 3 della Costituzione è finora riuscita a bloccarle? L’articolo in questione dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione …. [5].

L’Italia è uno strano paese, in cui ciò che si vede nelle leggi non è quello che poi si ottiene quando ci si rivolge alle Istituzioni. Il femminismo non ha mai avuto grande popolarità tra gli italiani. Tuttavia, è diventato politicamente potente. In effetti, le principali organizzazioni femministe, come UDI (Unione Donne Italiane), sono state fondate dal PCI (Partito Comunista Italiano) e hanno ancora un potere forte, soprattutto nei partiti di sinistra. Attraverso la politica, il femminismo italiano ha una forte influenza artificiale sui media e nello Stato.

FeminaziAgentD
Ancora non suona familiare? Quasi tutti i quotidiani italiani sono finanziati dallo Stato e ospitano un blog femminista. Ad esempio, il giornale comunista “il manifesto” ospita un blog che reca nel titolo la frase “Prima donne e bambine”. Qui i commenti dei lettori sono spesso censurati, e anche quelli che superano la censura sono per lo più negativi.

Il potere politico, tuttavia, è il problema più grande. Gli italiani possono votare per i partiti, ma non per i politici. Una volta eletti, i politici possono fare quello che vogliono. I politici hanno deciso di mettere nella terza posizione più importante dello stato (la Camera dei deputati) una femminista che proviene da un partito di estrema sinistra che ha ottenuto solo il 3% dei voti alle recenti elezioni.

Come in molti paesi, gli uomini italiani lavorano e guadagnano di più, anche perché molte donne preferiscono il ruolo femminile tradizionale piuttosto che fare carriera. Ma in Italia questo è il momento del divorzio. Il femminismo italiano è diventato una sorta di “mammismo”, che va contro anche il femminismo internazionale. Questo dimostra ancora una volta che il femminismo è esclusivamente una questione di potere politico. Ad esempio, le femministe svedesi, nell’ottica di supportare le madri che lavorano, sostengono l’affidamento congiunto in modo che le donne possono intraprendere una carriera. Il femminismo italiano, invece, fa esattamente il contrario ed ha assunto il ruolo di nemico dei padri che si desiderano prendersi cura dei bambini, portando avanti falsi principi secondo cui i bambini dovrebbero rimanere con la madre fino a quando hanno 3 o 6 (… o 18) anni di età.

Quando il Parlamento ha approvato l legge sull’affidamento condiviso, nel 2006, il femminismo ha preso l’unica strada possibile in un paese dove le leggi sono buone, ma rispettarle è facoltativo: quella dell’illegalità. Le false accuse sono molto efficaci nel paese con il sistema giudiziario più lento d’Europa. I risultati di questi atti criminali sono stati descritti da molti giudici. Il giudice Carmen Pugliese ha detto [5] “Solo 2 su 10 accuse di violenza sono vere. Gli altri sono usati come ricatto contro i mariti”. Gian Ettore Gassani, presidente dell’AMI (una delle principali associazioni di avvocati) dice: “E ‘una situazione di emergenza, i giudici di Roma hanno stabilito che il 75% delle accuse contro l’ex-coniugi sono false, fatto con lo scopo di ottenere vantaggi”. Il giudice Barbara Bresci ha aggiunto: “Molto spesso le accuse vengono utilizzate per ottenere i bambini e gli alimenti”. Il giudice Monica Magi ha detto: “Potrebbe sembrare incredibile che si usano false accuse di abusi sessuali e del bambino … quasi sempre fatto da donne che tentano di rimuovere i padri”.

Lo psicologo Sara Pezzuolo dice: “Le false accuse di violenza e di abusi sessuali costruiti per eliminare l’ex-partner sono tra il 70% e il 95%”. Luca Steffenoni, esperto di crimine, ha calcolato in un libro che le false accuse sono utilizzate nell’86% dei divorzi. Una ricerca del Prof. Camerini et al. ha mostrato che in Italia l’80% delle persone accusate di pedofilia sono padri, ed essi risultano essere innocenti nel 92,4% dei casi.

Anche quando false accuse non sono utilizzate, i padri italiani soffrono momenti difficili, come descritto dal New York Times [6]

La legge sull’affidamento condiviso democraticamente votata dal Parlamento italiano non viene applicata dai giudici: Adiantum (associazione per i diritti dei bambini) ha lanciato una class action contro il sistema giudiziario italiano, con un procedimento collettivo in corso presso la Corte Europea per i Diritti Umani, un tribunale che ha già sanzionato Italia, in molti casi [7].

Intanto i giudici fanno il contrario e, a volte si applica il principio (che non è mai stato democraticamente votato, intendiamoci) adottato dalla Cassazione (Corte suprema italiana), che ha inventato il “diritto a mantenere lo stile di vita adottato durante il matrimonio”. Il risultato è stato definito dal New York Times: gli uomini diventano schiavi che lavorano con un buon stipendio, ma hanno spesso bisogno di trovare una camera da letto e il cibo.

Ancora non suona familiare?

Due recenti sentenze esemplificano il funzionamento del sistema giudiziario. L’8 marzo 2013, la Cassazione ha stabilito che i bambini devono essere protetti dalla sindrome di alienazione genitoriale (PAS): l’alienante è stato un padre. Il 20 marzo 2013, nello stesso mese, la Corte ha dichiarato, in un caso in cui l’alienante è una madre, che la PAS non ha il supporto scientifico sufficiente. Quindi, in pratica, secondo la Corte di Cassazione italiana, PAS esiste solo quando la madre può trarre beneficio. Il presidente della Cassazione era in entrambi i casi, Maria Gabriella Luccioli, già criticato in passato per altre frasi. Il principale quotidiano italiano Corriere della Sera, ha scritto nel 2008 [8]: “Lei ha riscritto il diritto di famiglia. Tutto e sempre a favore delle donne”. Il secondo giornale principale, la Repubblica, ha scritto nel 1997 [9]: “La Cassazione sta diventando femminista”.

Adesso il Parlamento italiano ha ratificato all’unanimità la Convenzione di Istanbul [10]. E’ quasi un “game over”. Con la Convenzione di Istanbul ratificata, la Costituzione è niente se l’interesse femminile è in gioco.

References:


[2] http://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/homicide.html – United Nations Office on Drugs and Crime – Homicide Statistics (in English) [

3] http://www.gandul.info/magazin/crimele-impotriva-femeilor-vor-fi-pedepsite-cu-inchisoare-pe-viata-in-argentina-10328839 – Murders against women shall be punished with life imprisonment in Argentina (in Romanian)

[4] http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf – EURES report on suicide rates in Italy (in Italian) [4] http://www.wipo.int/wipolex/en/text.jsp?file_id=230621 – Constitution of the Italian Republic (in English)

[5] http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20FENBI%20-%20A.pdf – An expert report about the issue of false allegations in Italy (in Italian)






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