domenica 19 gennaio 2014

TERRA FERITA.

TERRA MUTA. PAROLA DI UN LETTORE



 di Marcello Salas

Conoscendo l’animo combattivo e la schiettezza di Gianni Lannes (sto ancora leggendo il suo 2° libro), sapevo già cosa aspettarmi da questo libro-inchiesta sulle calamità naturali (soprattutto terremoti) indotte artificialmente in Italia e nel mondo all’oscuro della povera gente che continua a piangere i suoi morti e si aggrappa alla speranza di un aiuto da uno Stato vigliacco e traditore.

Tuttavia sin dalla prima pagina l’usuale tono tenace e rigoroso del giornalista “irriverente” (vds blog sulatestagiannilannes) non sembra lo stesso, si percepisce subito, non solo tra le righe, un amore incredibile per le persone e per la natura veramente invidiabile esternato con un'impostazione calma e pacata.

Questo testo pur sviscerando dei fatti concreti, che come ogni inchiesta dell’autore sono opportunamente corredati da prove documentali, non si limita alla loro sistematica elencazione, ma affronta il discorso dal punto di vista soggettivo del cronista d’assalto Lucien che vive e soffre sui luoghi delle purtroppo famose calamità verificatesi in questi ultimi anni nel nostro bel paese; cammina tra le macerie, parla coi superstiti, aiuta la gente e indaga sulle cause scoprendo pian piano vergognose verità.

Faccio solo un esempio perché la lista è lunga: a L’Aquila 4 gg. prima del terremoto (6 aprile 2009) quasi di nascosto vengono sgomberati gli uffici della Prefettura, un immobile ritenuto molto stabile, ma che invece e miseramente crollato il giorno del sisma, inoltre anche gli uffici della Protezione Civile erano stati spostati in altra sede stati pochi giorni prima della fortissima scossa, che ovviamente era imprevedibile, tanto imprevedibile che in un documento ufficiale del 2007 (pubblicazione "Dieci anni dal sisma" redatta anche da Bertolaso) era stato previsto un forte sisma a distanza di qualche anno proprio in quella cittadina con una stima 4000-14000 vittime. Fortunatamente il presentimento ha impedito alla gente di tornare a dormire in casa e di credere alle rassicurazioni del regime, ops . . . scusate volevo dire delle Istituzioni, scongiurando il verificarsi di una immane catastrofe.

Molto commovente in alcuni passaggi, soprattutto quando Lucien si intestardisce nel proseguire le sue indagini, nonostante gli attentati alla sua stessa vita, affermando di volerlo fare per i bambini che sono innocenti, che non devono soffrire e che saranno il futuro di questo paese.

Anche e soprattutto se si conosce l’autore con le sue incessanti inchieste ed il suo continuo scontro con il “sistema” che gli elargisce minacce e attentati vari, questo libro, come anche gli altri, è da acquistare per contribuire alla causa e poi da diffondere al popolo ignaro di quello che è successo, ma soprattutto di quello che a breve potrebbe accadere.

Se momentaneamente non possiamo affiancare Lucien/Gianni in questa ricerca della verità e lotta per la libertà e la vita come possiamo aiutarlo? Informarsi e soprattutto informare credo che potrebbe essere un buon inizio; raggiungere la massa critica di persone consapevoli sarebbe poi il fine ultimo che consentirebbe un inversione di questa rotta distruttiva.

Gianni è cambiato (solo nel modo di scrivere) è più attaccato che mai alla vita, non la sua, ma quella di tutti gli esseri come dimostra ardentemente in questo bellissimo libro da cui si evince un amore viscerale per tutta la natura.

Grazie Gianni, un libro emozionante e coinvolgente anche per me che ero già a conoscenza del grosso della “storia”; l’ho letto tutto d’un fiato.

Bellissimo.

 

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